Trieste 2020 – Skyline 3 (Skylin3s)

I festival di mezzo mondo stanno chiudendo a grappolo, per via della seconda ondata della pandemia, mentre il Trieste Science+Fiction Festival 2020 ha avuto un colpo di genio: la vogliamo sfruttare quella Rete che dal marzo scorso ogni abitante del pianeta sta utilizzando per comunicare a distanza? Finalmente il futuro arriva anche nei festival dedicati al futuro, e questo mi permette di partecipare al mio primo festival cinematografico, direttamente dalla poltrona di casa mia.

Questi primi giorni di novembre li dedico a raccontarvi le anteprime che ho visto.


La prima serata del festival, giovedì 29 ottobre 2020, si è aperta con Skylin3s, la terza avventura di una saga che forse pochi sapevano sapevano essere una saga. Visto che il film era visibile in streaming dalle 20 di sera, ho approfittato del pomeriggio per ripassarmi i due titoli precedenti.

Il primo film, Skyline (2010; DVD e Blu-ray Eagle Pictures 2018), lo vedo come un tentativo dei fratelloni Colin e Greg Strause di ritornare in pista dopo aver deragliato con Aliens vs Predator 2 (2008), ma la cosa è andata male e la loro carriera di registi è finita: la lezione che abbiamo imparato è che splendidi effetti speciali ed una lodevole attenzione all’aspetto tecnico dei film non porta a niente, se trama e sceneggiatura fanno schifo fino alle lacrime.

Lo sceneggiatore e produttore di quel fallimentare film, Liam O’Donnell, a un certo punto ha pensato fosse il caso di tornare a raccontare il seguito di una vicenda di cui non era fregato niente a nessuno, ma stavolta ha capito che gli effetti speciali non sono niente, se non dài qualcosa da mordere al pubblico. Per esempio qualche ghiottoneria di genere come combattimenti marziali in un film di invasione aliena: tanto peggio del primo film non si poteva fare.
Il risultato, Beyond Skyline (2017; in DVD e Blu-ray Eagle Pictures dal 2019), non sarà il vostro film di fantascienza preferito ma ha carattere ed intrattiene molto più del primo titolo. Sia perché Frank Grillo è un eroe credibile sia perché dopo l’esplosione di The Raid (2011) il dinamico duo indonesiano – l’attore marziale Iko Uwais e l’attore-coreografo Yayan “Mad Dog” Ruhian – è quotatissimo. Mentre però la loro apparizione in Star Wars VII (2015) è inutile, qui sono protagonisti della seconda del metà, pura fantascienza marziale.

C’è da immaginare che il risultato sia stato positivo, perché tre anni dopo Liam O’Donnell torna a calarsi nella doppia veste di regista e sceneggiatore per raccontarci la terza avventura della saga: Skylin3s.

L’unica persona che ha risposto su twitter ad uno dei miei tanti commenti relativi a questo evento si è lamentata della poca originalità di questo film: se già la fantascienza non conosce originalità da tempo immemorabile, il Festival di Trieste ha dimostrato che nessun genere la ricorda più. Nessuno dei film presentati ha anche solo un fotogramma originale, cambia solo la qualità autoriale con cui sono stati cucinati ingredienti vecchi e spesso scaduti. Quindi lasciate stare l’originalità in quella grotta sperduta in cui registi e sceneggiatori l’hanno rinchiusa: niente è originale, in mano ci rimane solo la speranza di un film che intrattenga e non dia troppo fastidio.

Da questo punto di vista Skylin3s è una via di mezzo, perché una parte di puro intrattenimento è diluita in una parte più grande di chiacchiere scontate, infilate in una sceneggiatura delirante in cui non esiste un solo passaggio logico tra una scena e un’altra: non so cosa sia rimasto di fantascienza, io lo chiamerei fantasy visto che tutto ciò che succede non ha alcun legame né con le leggi della fisica né con quelle della logica.

La bambina mezzo umana e mezzo aliena che vediamo infante nel secondo film ora è cresciuta, ma se i primi due titoli sono storie perfettamente collegate, qui O’Donnell ha smania di andare avanti e nei primi trenta secondi di film ci spiega a parole ben quindici anni successivi alla fine di Beyond Skyline. Dato che la protagonista per tutta la vicenda patirà per un terribile evento che non abbiamo visto, ma ci è stato raccontato velocemente all’inizio, già qualsiasi compartecipazione emotiva dello spettatore va a ramengo.
Per fortuna O’Donnell non è minimamente interessato ad approfondire i suoi personaggi, quindi Rose (Lindsey Morgan) è una GIF animata il cui agire rimane poco interessante.

Lindsay Morgan dà il massimo di sé, peccato non abbia una trama o una storia a supportarla

Ora gli alieni sono tutti liberi dal controllo dell’astronave madre, si chiamano Piloti ed avendo cervello umano vivono in pace con gli uomini. Poi non vivono più in pace con gli uomini e bisogna andare sul pianeta Antani a raccogliere una supercazzola che tutti credevano distrutta ma non lo è: insomma, la sceneggiatura del film è delirio puro e non vale la pena badarci.
Il simbolo dell’anarchia che regna nel film è dato dai capelli della protagonista, lisci durante il viaggio, poi cade nel baratro alieno e ne risale – non si sa come – coi capelli rasta. Menati gli alieni, torna coi capelli lisci. Diciamo che nulla ha senso in questo film.

Sbrigata la prima ora di vuote chiacchiere e banalità scontate – salvate solo dalla presenza di Alexander Siddig, il mitico dottor Bashir di “Star Trek: Deep Space Nine” – finalmente si arriva all’azione. Dal nulla cominciano a piovere citazioni da Aliens (1986) che destano dal torpore lo spettatore, ma soprattutto arrivano le scene di combattimento con il sempre in gamba Daniel Bernhardt.

Daniel Bernhardt (il primo a sinistra) ci regala sempre emozioni marziali

Un personaggio totalmente inutile esce fuori essere interpretato da Cha-Lee Yoon, che insieme a Daniel si lancia in un combattimento ghiottissimo e molto ben curato – Yoon è anche stunt coordinator del film – e mentre loro due si riempiono di fanta-calci la protagonista è impegnata in una gara di citazioni aliene: un alienone grosso e cattivo si arrampica a sorpresa sulla nave, segando in due un personaggio, e l’unico modo è scacciarlo nello spazio aprendo un portellone. Con l’aria che ne fuoriesce e la protagonista che si tiene ad una grata a terra. E se non avete riconosciuto il finale di Aliens (1986), ci pensa la protagonista a complimentarsi con uno dei suoi compagni di viaggio:

«Not bad for a human.»

Mentre la trama cola a picco e la sceneggiatura è un cumulo di banali ovvietà sonnacchiose, l’asticella dell’intrattenimento è bella alta, tra citazioni aliene e arti marziali spaziali. Ah, e sul pianeta Antani i mostri rifuggono la luce, tanto per citare pure Pitch Black (2000) già che siamo lì.

Schema riassuntivo grafico dei tre film

Dimenticavo, in alcune baracche davanti Londra c’è Rhona Mitra che fa una particina inutile ai fini della trama: preferisco pensare che siano scene di un altro film attaccate per sbaglio a questo.

La Z è potente in Skylin3s ma la dose di intrattenimento di genere è abbastanza buona da giustificarne una visione. Visto che la proiezione del film è stata preceduta dal logo della Blue Swan (la collana della Eagle Pictures), credo sia sicura l’uscita italiana, e data l’altissima dose di citazioni aliene il DVD finirà subito nella sezione apposita della mia collezione.

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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19 risposte a Trieste 2020 – Skyline 3 (Skylin3s)

  1. Cassidy ha detto:

    I miei casini mi hanno impedito di seguire le proiezioni, peccato due o tre film mi sfiziavano, tra cui questo che mi sembra abbia tutti i pochi pregi del secondo ma anche gli stessi difetti, lo vedrò se mi capiterà ma ti ringrazio per essere andati in avanscoperta 😉 L’originalità in una trama? Nel 2020? Più facile finire a fare a botte con gli alieni! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A questo punto credo sia una scelta voluta: finora ho visto una decina di film e non ho trovato un solo, singolo, sparuto fotogramma che non provenisse da opere precedenti. Non può essere un caso, per semplice calcolo delle probabilità ci si può sbagliare e dire una cosa vagamente nuova, no: è tutto voluto!!! 😀
      Scherzi a parte, il secondo Skyline era decisamente più divertente, qui bisogna sopportare un’ora di mani in faccia prima che arrivi il divertimento vero, ma capisci che se un film cita pesantemente “Aliens” e sfoggia arti marziali di qualità… per me è promosso! ^_^

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    • Conte Gracula ha detto:

      Se uno manco ci prova, a dire una cosa nuova, poi non è strano che non ci riesca 😛
      Resta da capire se mancassero le idee o il coraggio…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non saprei, anche perché al festival ho visto film da ogni parte del mondo, dai budget più differenti e dalle culture più lontane: tutti erano accomunati nell’attenzione a dire cose già dette mille volte! Spero di cuore che i motivi siano altri della totale assenza di idee, ma è difficile capire cos’altro possa aver spinto gli autori.

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  2. Lorenzo ha detto:

    Ero convinto di aver visto il primo, ma forse lo confondo con “World Invasion”. Inutile dire che ho dimenticato tutto anche di quest’ultimo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Temo che il primo sia identico a tanti altri, non ha nulla per farsi ricordare. Mentre il secondo ha scelto maggiori di punti di forza nell’intrattenimento ed è apprezzabile. Qui ci si diverte meno ma il finale alla Aliens e le botte meritano 😉

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  3. Il Moro ha detto:

    sono uno dei pochi a cui il primo Skyline non ha fatto del tutto schifo, e il secondo era anche divertente, oltre ad avere l’originalissimo elemento degli alieni cattivi con gli occhi blu e quelli buoni con gli occhi rossi! straniante! 😄
    Ma se non c’è “mad dog” non so se questo mi interessa… preferisco aspettare Jiu Jitsu con Nicholas Cage… 😁

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Fermo restando che quel film mi esalta e mi addolora allo stesso tempo, tranquillo… Mad Dog c’è anche in “Skylin3s”, protagonista di cinque minuti da applauso ^_^
      E la questione degli occhi rossi e blu qui viene parecchio sfruttata. Male, ma viene sfruttata 😛

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Z potente che intrattiene è luce per i miei occhi e pane per i miei denti, attendo l’uscita in italiano con la giusta dose di voglia di vederlo!
    Poi, è quasi ovvio dire che l’apparizione di Bernhardt aggiunge quel qualcosa in più 🙂
    Grazie a Trieste 2020 e a Lucius che in combo promettono di farci conoscere titoli forse non originali ma degni comunque di interesse zinefilo! 🙂

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Sicuramente ho visto il secondo per via del “dinamico duo” Iko-Mad Dog (con Frank Grillo come “bonus”). Il primo invece devo averlo bucato o, peggio, dimenticato….
    Questo mi sa che me lo vedrò andando avanti veloce per i primi 60 minuti.

    P.S.: l’altro giorno ti ho visto su Instagram. Ma sai che ti immaginavo totalmente diverso?

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  6. Giuseppe ha detto:

    Non ho mai cercato trame profonde (forse nemmeno trame vere e proprie, a dirla tutta), sceneggiature da Oscar o logica ferrea nei primi due Skyline, né di sicuro inizierò a farlo adesso… mi basta che ci sia da divertirsi e anche in questo terzo capitolo, a quanto scrivi, tra rimandi ad “Aliens” e botte marziali un qualcosa che valga la pena c’è 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo la prima ora è tutta trama, gravissimo errore, anche se c’è il dottor Bashir che fa sempre piacere. (Peraltro anche qui beve, come in ogni puntata di DS9 ^_^)
      Superata questa parte, con una trama che fa acqua da tutte le parti e una sceneggiatura insalvabile, inizia il divertimento 😉

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  7. Pingback: Jiu Jitsu (2020) Alieni di menare (3) | Il Zinefilo

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