Final Score (2018) Bautista eroe diehardo

Sempre sia lodato Zio (il dio della Z), che dall’alto dei Palinsesti ci osserva propizio e ci porta grandi filmacci d’azione in prima serata, come il 2 novembre scorso in cui è andato in onda Final Score. C’era un modo migliore di festeggiare il giorno dei morti?
Io ero lì, felice come un bambino, a registrare il film con il logo «1ª» e la scritta “Prima visione”: basta poco a farmi contento. Se ve lo siete perso, fate ancora in tempo (non so per quanto) a rivederlo su MediasetPlay.

Fra le varie casupole coinvolte nella produzione, il film rappresenta il primo titolo della Signature Films che promette molto bene, anche se dopo The Courier (2019) con Olga Kurylenko sembra essersi fermata: forse i suoi tanti film annunciati sono in attesa che passi la pandemia. Da tenere sott’occhio.
Eagle Pictures porta Final Score in DVD e Blu-ray dall’agosto 2019.

Il film è disponibile su Prime Video.

Il 2 novembre anche i morti festeggiano l’azione in prima serata!

Il regista Scott Mann ci regala una certa sicurezza, sia perché viene dall’onesto Bus 657 (Heist, 2016), sempre con Bautista, sia per il più che ottimo The Tournament (2009).
Sapete perché dico che con Mann andiamo sul sicuro? Perché è uno di noi, anche a lui piacciono gli omaccioni che menano e soprattutto segue la mia rubrica “Fight in an Elevator” (il cui titolo rimanda a Love in an Elevator degli Aerosmith): appena Dave Bautista entra in ascensore, capisce che la guardia di sicurezza non è chi dice di essere e partono le botte. Il film è appena iniziato e già si comincia ad applaudire forte.

Fight in an elevator

Livin’ it up when I’m goin’ down

Fight in an elevator

Lovin’ it up ‘til I hit the ground

Il film quindi inizia all’insegna del “la tocco piano”, ma a questo punto va specificato che Knox (Bautista) è un eroe diehardo (pronuncia: daiàrdo), cioè un eroe gagliardo che si ritrova in una trama alla Die Hard (1988).

Anche l’ex wrestler entra nella schiera degli eroi diehardi

Il nostro eroe è a Londra e porta la nipote adolescente a vedere una partita caldissima: il Frosinone contro Rieti. (Non capisco niente di calcio, quindi per me le squadre britanniche citate non si differenziano molto da squadre più “locali”.) Knox non sa che lo stadio è stato preso d’assalto dal solito cattivo straniero: Emil (Gordon Alexander), direttamente dallo Stikazhistan.
Visto che il formato già lo conosciamo, i fratelli David T. e Keith Lynch scrivono una sceneggiatura veloce che ci porta subito al cuore dell’azione, con Knox che capisce immediatamente la situazione e teme per la nipote. Aiuta molto un doppiaggio italiano che ci regala oro, così quando è chiaro che non si possono aspettare i comodi della polizia, l’eroe se ne esce con:

«C’è mia nipote di quindici anni, là fuori: più tempo ci mettono, più possibilità hanno di trovarmi incazzato nero.»

Dopo 92 minuti di applausi per la “frase maschia”, vado a controllare e scopro che è una pura invenzione della resa italiana, visto che in originale Knox si preoccupa che la nipote infastidisca qualche terrorista armato. Approvo e plaudo alla scelta del direttore del doppiaggio di aggiungere pepe al film.

Se non vi togliete tutti di mezzo, mi incazzo sul serio!

Avrei giurato che l’ipertrofico culturista Martyn Ford avrebbe rappresentato il “capo delle guardie”, cioè il cattivo da affrontare prima del cattivo finale, invece qui si presenta in coppia con un sosia di Stanley Tucci a fare Gianni e Pinotto e ad uscire subito di scena, anche se dopo uno scontro molto tosto.

Gianni e Pinotto incontrano Dave Bautista

Invece a sorpresa la più cattiva dei terroristi da affrontare è Tatiana (la grintosissima romena Alexandra Dinu) che dà una caccia spietata al protagonista, inseguendolo in ogni dove e dandogli filo da torcere a volontà. In pratica è l’unico vero nemico della vicenda.

Forza… chiedetele “chi è Tatiana?”

Se pensate che un omaccione tenerone come Bautista non si metta certo a picchiare una ragazzetta grande come un suo bicipite, sbagliate di grosso: lo scontro fra i due sarà tostissimo e costituirà in pratica l’insieme delle scene d’azione della vicenda.

Sembra incredibile, ma gli scontri migliori del film sono tra questi due!

Ora servirebbe l’aiuto da fuori, il poliziotto bravo che cerca di risolvere la situazione dall’esterno: chi sarà l’agente Powell della vicenda? Abbiamo il comandante Steed che non è da meno, interpretato com’è da Ralph Brown: il mitico Aaron “85” di Alien 3 (1992), giusto per ricordare che i caratteristi giusti ti tengono in piedi qualsiasi film.

Pronto, Weyland-Yutani? Abbiamo un problemino, qui…

Perché il cattivo stavolta prende in ostaggio lo stadio? Perché rivuole il fratello che s’è rifatto una vita a Londra e non ne vuole sapere di fare rivoluzioni nello Stikazhistan, e fra le tante facce che Dimitri poteva scegliere… s’è preso quella di Pierce Brosnan!

Una volta odiavo le scritte, ora impreziosiscono le registrazioni!

Final Score è decisamente uno dei film diehardi più divertenti degli ultimi tempi. Abbiamo visto come in questo 2020 ne siano usciti addirittura due identici, quasi in contemporanea, ed entrambi accomunati da un’esecuzione ben al di sotto della sufficienza: questo di Scott Mann è un più che onesto film di genere che regala le giuste emozioni, non la fa fuori dal vasetto e addirittura – caso unico – propone idee nuove. Dovete vedere il film anche solo per assistere all’idea finale per risolvere la situazione: puro genio!

Se la Marvel scopre che Dave picchia le ragazze non lo chiama più!

Al contrario di Casa Marvel dove fa il pupazzone bamboccione, qui Bautista convince, ci crede e ci mette tutto se stesso, come di solito fa nei filmetti Z che rappresentavano il suo mondo prima di andare a fare i soldi con le supertutine. Spero di cuore si prenda più spesso parentesi dai film per ragazzini e ci regali prodotti divertenti: mi accontento anche del simpatico Stuber (2019).

Ehi, Star-Lord: Yippee ya-yeh, pezzo di merda!

Quanta nostalgia nel trovare azione rutilante, omaccioni che si menano ed esplosioni varie nella prima serata di Italia1: mi riporta ai primi Novanta, quando l’emittente era regina incontrastata dell’action e le prime serate erano all’insegna degli eroi di menare!
Che fosse una base militare o una fabbrica abbandonata, grande classico dell’epoca, c’era sempre un eroe diehardo che rovinava i piani del cattivo e dei suoi sgherri, piazzando trappole, sparando ai cattivi e menando botte da orbi (e pure da sordi). Qui Bautista si carica sulle spalle una tradizione storica e fa tutto a mestiere, trascinando il suo corpaccione su e giù per uno stadio di calcio: cosa gli si può chiedere di più?

L.

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18 risposte a Final Score (2018) Bautista eroe diehardo

  1. Cassidy ha detto:

    Miglior ruolo di Bautista negli ultimi boh, cinque anni? Mi spiace non averne scritto ai tempo, gran bel film inglese fino al midollo ma con la formula di “Trappola di cristallo” nel cuore, in un mondo ideale quwato sarebbe stato “Die Hard 6” ma Bruce se la passa male, quindi consoliamoci con Bautista che non fa il cretinone nei film Marvel, ma fa l’eroe Diehardo 😉 Cheers!

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Un regista decente e una sceneggiatura fatta col copia&incolla possono bastare. A patto di aggiungere un attore che che con la sola presenza urla “azione” e che non abbia problemi a farla però sta “azione”! Non ci vuole poi molto a fare un film da divano e pop-corn che riporti alla vecchia, cara, Italia 1. Se poi dici che ci sono pizzichi di originalità sparsi e una donna cattivissima che fa il “braccio destro” del malvagio, allora il film è venduto. Mo’ me lo segno perché c’è carenza.

    Una parola su Martyn Ford. E’ un cagnaccio maledetto, su questo non ci piove. Peccato che non sia un attore! Viene preso unicamente per la sua presenza. Probabilmente era il personal trainer di Bautista in terra inglese e questo gli è valso la chiamata a fare “lo sgherro generico che muore male”.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, ai tempi di “Undisputed 4” abbiamo scoperto di questo “body-YouTuber”, ma di solito nei film in cui è chiamato non deve mica recitare: non lo fa Bautista, figuriamoci lui!
      Proprio perché è una montagna di muscoli mi aspettavo fosse il pre-cattivo finale, non doveva fare altro che essere se stesso e prendere botte. Invece è il primo ad uscire di scena: però dopo un combattimento più che dignitoso, va detto.
      Su MediasetPlay lo becchi ancora, te lo consiglio: è un classico film da divano e pop-corn 😉

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  3. Lorenzo ha detto:

    Quando vedo Pierce Brosnan nel cast di un film drizzo sempre le orecchie, perché ormai è un indicatore infallibile di Z e dintorni. Lo stadio in ostaggio è un classico, di solito con variante cecchino/bomba 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Qui però lo stadio è in funzione di una trama dieharda: è l’equivalente del grattacielo Nakatomi ^_^
      Il film è consigliato, una trama strettamente legata al formato diehardo ma con voglia di intrattenere e qualche bella trovata. Con un’idea finale da applauso! 😛

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  4. Sam Simon ha detto:

    Sembra che il doppiaggio abbia provato a migliorare il prodotto! Lo facevano anche con film insospettabili, tipo Batman di Tim Burton dove avevano aggiunto frasi al Joker per renderlo ancora più assurdo. Ma pensavo non lo facessero più!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Credo dipenda dal direttore del doppiaggio ma soprattutto dal film. Non è questo il caso, ma spesso ci sono cose intraducibili o impossibili da rendere con il labiale, e quindi vanno di fantasia. Adoro quando caricano di più il personaggio, come in questo caso 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Dove si dimostra che un buon doppiaggio è ancora possibile, di tanto in tanto (ma senza esagerare, eh) 😛
        Dalla tua recensione direi proprio che siamo di fronte a una “diehardaggine” da non farsi sfuggire assolutamente, ragion per cui recupererò (Mediaset Play o meno) 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Consigliatissimo: magari Bautista ci regalasse ancora film del genere…

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  5. Il Moro ha detto:

    Ho visto la fine del film l’altra sera e ho subito pensato a te e agli eroi diehardi! Bautista ultimamente ha dichiarato di essere un attore migliore di The Rock, non so se sia vero, di sicuro è riuscito ad ottenere qualche particina da “attove vevo” in più di quelle di The Rock, che è più personaggio che attore.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ difficile stabilire il livello di recitazione dei due, anche perché The Rock ha iniziato subito con film di serie A, con grandi budget, grande cast, bravi registi e via dicendo. Baustista ha iniziato con la Z più profonda, quella dove nessuno può sentirti recitare 😀
      Non mi sembra che Bautista faccia molto “di viso”, lo apprezzo di più quando si lancia nell’azione, mentre The Rock ha smesso subito l’azione fisica per darsi alla caciara, quindi tocca vederlo recitare 😛

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Già avevo buone sensazioni e aspettavo la serata giusta per godermelo, ora, dopo la tua recensione, sono sicuro che mi godrò uno spettacolo action con venature simpatiche e nostalgiche di quelli che mi fanno venire gli occhi a cuoricino! Beninteso, so esattamente di che tipo di film si parla ma è proprio il mio/(credo)nostro TIPO.
    E curioso di conoscere la trovata finale (grazie per il no spoiler)….
    Bene, molto bene! 🙂 🙂

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