Pilgrimage (2017) Spider-Man nelle Terre selvagge

Si sa che appena un attore diventa famoso tutti corrono a rispolverare i suoi titoli minori, ma è curioso scoprire che appena Tom Holland si è imposto all’attenzione mondiale nella tutina rosso-blu in Captain America: Civil War (2016) poi sia andato nelle brulle e fosche terre più desolate d’Irlanda a fare un filmucolo di minuscole case: Pilgrimage (2017) di Brendan Muldowney.
Ipotizzo che questo film sia stato girato prima dell’impegno “ragnoso” di Holland e fatto uscire proprio nello stesso anno di Spider-Man: Homecoming (2017) per puri scopi pubblicitari. Oppure Tom ha perso una scommessa, chissà.

Presentato al Tribeca Film Festival nell’aprile 2017 e uscito subito dopo nelle videoteche britanniche (stando ad IMDb), Eagle Pictures lo porta in DVD e Blu-ray dal giugno 2018.

Una scritta iniziale ci informa che siamo nel 1209, quando «la Cristianità domina l’Europa»: come mai questa scelta di parole? Perché quel “domina” così negativo? Visto che nella vicenda la Chiesa non ci fa bella figura, diciamo che si vede la britannicità del film.

L’Irlanda è lontana dalla Terrasanta e ha ben altri problemi, cioè le invasioni dei conquistatori normanni fedeli a Re Giovanni d’Inghilterra, noto alla vulgata come Giovanni Senzaterra. La vicenda si basa infatti molto più sul tema della vita sotto un nemico oppressore che di religione o tanto meno di fede.

Siamo a Kilmannán, in pieno territorio gaelico, dove evidentemente non avevano i soldi per affittare un vero monastero e vediamo i monaci davanti a degli scogli sul mare: che sia un ordine balneare? I Bagnini di Dio.

I Bagnini di Dio in piena funzione religiosa

Mentre i Bagnanti del Signore officiano i loro riti sulla spiaggia, con l’incenso nel secchiello sparso con la paletta, arriva fratello Geraldus (Stanley Weber) in missione per conto di Dio: che sia uno dei Blues Brothers? Brother Joliet, Brother Elwood, Brother Geraldus…
Tocca farsi amico il solito impresentabile, il consueto “strano compagno di letto” che la politica impone da sempre, e come regalo per stringere alleanza ci sta proprio bene la reliquia di San Matteo. Inizialmente si era pensato a una torta al cioccolato, ma una reliquia millenaria fa più effetto.

A questo punto si vede proprio che il film è anglofono, perché solo da opere di narrativa in lingua inglese ho sentito parlare di reliquie, credo che il loro retaggio culturale consenta argomenti che noi europei continentali invece tendiamo a lasciare sotto il tappeto. Non ricordo opere italiane, francesi o tedesche che trattino il problema delle reliquie, fra le più grandi fake news della storia, con il livello di spregiudicatezza anglofona, e credo che la nostra cultura preferisca “voltarsi dall’altra parte”.
Una volta degli amici mi hanno portato a visitare la Basilica di San Francesco d’Assisi, e lì ho capito che hanno ragione gli storici come Barbero quando dicono che il Medioevo non è mai finito: varcata la soglia, era impossibile stabilire in quale età fossimo, perché i riti che lì si svolgevano erano identici da millenni. Reliquie comprese.
Visto che sommando tutte le reliquie ufficiali del prepuzio di Gesù verrebbe fuori il soggetto per un bestseller che Il Codice Da Vinci deve solo andare a nascondersi, temo che l’argomento “sante reliquie” da noi sia volutamente ignorato per evitare problemi. Invece le opere anglofone ce ne parlano senza problemi, mettendo in dubbio o credendoci a seconda della situazione.

Tenetevi le ossa dei Santi, noi abbiamo un sasso!

In questo caso abbiamo la vera pietra che colpì la vera fronte del vero San Matteo lapidato: in pratica abbiamo un sasso in una scatola, che sicuramente è una vera reliquia.
Solo i puri di cuore possono toccare la pietra, tipo il martello del Thor Marvel, però curiosamente è il puro di cuore che stabilisce di esserlo, il che è tecnicamente impossibile: nel momento esatto in cui mi definisco “puro di cuore” pecco di tracotanza e quindi non sono più puro di cuore. Va be’…

Tom Holland: puro di cuore per autocertificazione

Inizia il viaggio per portare il sacro sasso a destinazione, e insieme al Blues Brother Geraldus partono alcuni fraticelli, tra cui il puro di cuore Diarmuld (Tom Holland) e un misterioso muto (Jon Bernthal) che sicuramente ha un passato di violenza e sangue che sta cercando di redimere.
Così come Holland, anche Bernthal è un attore che appare in filmoni di serie A e fa specie trovarlo qui. Avrà perso una scommessa pure lui.

Jon Bernthal ancora deve capire com’è finito in questo film

Ad aiutare i Relic Brothers ci pensa un gruppetto di tagliagole normanni che si legge proprio in faccia che sono degni di fiducia, è come se per strada dài il portafogli a un drogato e gli dici: “Me lo reggi? Che gira certa gentaccia, qui”.
Impossibile a prevedersi, i tagliagole non sono così degni di fiducia e si fregano la Sacra Breccola, cominciando così un tira e molla che va avanti fino alla fine, con inseguimenti in boschi e spiagge perché qui non si bada a spese: basta che sia gratis, ogni location è perfetta.

Glielo si legge in faccia che è proprio degno di fiducia

Non mi intendo di sottigliezze religiose, ma trovo curioso come una banda di tagliagole non abbia notato come la Sacra Reliquia sia in realtà un semplicissimo sasso: possibile non abbiano pensato a prenderne un altro e a dire a tutti che era la reliquia? Perché farsi massacrare per prendere proprio quel sasso?
In generale però è meglio non farsi domande, perché i risvolti della trama lasciano chiaramente supporre come non ci fosse neanche un copione: gli attori erano lasciati liberi di scorrazzare per bei paesaggi irlandesi, che la trama tanto era proprio l’ultimo dei problemi. Il finale ne è la prova lampante.

È il momento di massacrare in nome di Dio

Il Medioevo inglese ci ha abituato alla Z più pura, e sono contento che i grandi Paesi europei non producano storie medievali, o comunque non le distribuiscano al di fuori dei loro confini, perché è chiaro che l’argomento non offre minimamente alcuno spunto che non sia la dozzinalità più profonda.
Lasciamo dunque i Relic Brothers iniziare il loro viaggio a dorso di mulo con la mitica canzone di Taj Mahal che apre il film di Landis.

She caught the Kathy Relic
And left me a mule to ride

L.

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42 risposte a Pilgrimage (2017) Spider-Man nelle Terre selvagge

  1. Sam Simon ha detto:

    Hai elevato questo film accostandolo al capolavoro di Landis!

    Povero Bernthal, eppure con Baby Driver e Ford v Ferrari delle incursioni in film meritevoli le ha fatte!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Questo film è inspiegabile, vede coinvolti nomi da serie A in un prodotto di pessima Z: per me hanno tutti perso una partita a poker e si sono ritrovati a girare un filmaccio in Irlanda 😀

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      • Sam Simon ha detto:

        Mi sembra una storia plausibile! :–D

        Ah, comunque, tornando ai doppiaggi italiani che cambiavano le frasi originali… Nella scena che hai linkato di The Blues Brothers “It’s got a cop motor, a 440 cubic inch plant, it’s got cop tires, cop suspensions, cop shocks. It’s a model made before catalytic converters so it’ll run good on regular gas.” diventa “Motore truccato, sospensioni rinforzate, paraurti antistrappo, gomme antiscoppio e cristalli antiproiettile. E non c’è neanche bisogno dell’antifurto perché ho collegato tutti i contatti con la sirena.”
        X–D

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Storicamente il doppiaggio italiano si è preso libertà che oggi farebbero sbiancare molti. All’inizio del Duemila, quando compravo DVD a secchiate, scoprii come tutti i film di Woody Allen che avevo adorato da ragazzo erano tutte pure invenzioni del doppiaggio italiano: credo che prima dell’avvento del DVD e quindi della possibilità di avere il doppio audio, il doppiaggio italiano abbia avuto totale libertà di invenzione. In molti casi ha fatto benissimo, in altri ha fatto solo danni.

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      • Sam Simon ha detto:

        Hai ragionissima! Zelig è impressionante in quanto a differenze tra originale e doppiaggio italiano…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        All’epoca (fra il 2002 e il 2003) mi sono comprato tutti i DVD di Woody disponibili, e una volta mi ci sono messo d’impegno: non esiste una sola storica battuta di Woody che sia vera, è tutto inventato dal doppiaggio italiano, dalla prima all’ultima parola!
        Per carità, hanno fatto un ottimo lavoro, sono cresciuto con quei film, da “Prendi i soldi e scappa” a “Provaci ancora, Sam”, da “Amore e guerra” a “Io e Annie”, ma è stata una doccia fredda scoprire che niente di ciò che amavo è frutto della fantasia di Woody!
        Per finire, vorrei ricordare il caso “La tata”, la celebre serie che ancora oggi è replicata e ancora oggi il doppiaggio italiano spaccia per italiana un’ebrea! Il capolavoro totale è quando arrivano le nozze e il doppiaggio deve spiegare perché un matrimonio all’italiana si svolga in Sinagoga 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Certi salti mortali, in La tata…

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      • Sam Simon ha detto:

        Ahahahah! Come, la tata Francesca non era italiana? Ahahaah! X–D

        Prendi i soldi e scappa l’ho visto solo in italiano, temo… questo argomento meriterebbe uno speciale serio su Doppiaggi Italioti!

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  2. Cassidy ha detto:

    Applausi a scena aperta, come ad un concerto dei Relic Brothers, quando il post è meglio del film bisogna fare così 😉 Mi sono rotolato da ridere per tutta la lettura, in particolare per i bagnini di Dio, mi ha fatto pensare alla mia vecchia (e stupida) idea di una serie tv sui bagnini Irlandesi, sullo loro spiagge freddissime e in alcuni punti, senza un onda (e un bagnante) nemmeno a pagarlo oro. Tutti palliducci, rossi di capelli con la pancia da birra, ma con il costume rosso e il salvagente alla “Baywatch”, ecco l’ordine dei bagnini di Dio potrebbe essere la prima incarnazione medioevale 😉
    Per altro doppietta, Tom “Spidey” Holland e Jon “Punisher” Bernthal, chissà se questo film Marvel medioevale va visto prima di “Thor 2” oppure dopo “Guardiani della galassia” nella cronologia 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Noooo ora voglio assolutamente la tua serie sui bagnini irlandesi, che corrono al rallentatore facendo sballonzolare la pancia di birra 😀
      Sono irresistibili le casupole che vogliono fare i film medievali ma non hanno i soldi per affittare castelli o manieri, quindi tutti in spiaggia a fare i monaci! Sarebbe da fare una ricerca negli antichi testi dell’epoca per sapere se sia mai successo di una messa cantata in latino svolta in riva al mare 😀
      Chissà che magari questo film sia prodotto da una sconosciuta costola Marvel, che ha potuto utilizzare grandi attori anche per la Z più profonda.
      Ora mettiti a scrivere la serie, che voglio la fan fiction come regalo di Natale 😀

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  3. Lorenzo ha detto:

    Di film italiani che trattano e criticano l’argomento reliquie me ne vengono in mente un paio di Pupi Avati, “I cavalieri che fecero l’impresa” e “Magnificat”.
    Riguardo a Pilgrimage, non lo guarderei nemmeno con una balestra puntata alla tempia 😀

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  4. Conte Gracula ha detto:

    A questo punto non sarebbe male fare un film a tema reliquie, col sasso di Santa Ripley che è un uovo di face hugger semi-fossilizzato: appena esce fuori lo sgorbio, vediamo chi dice sdegnato “la reliquia è falsa” XD

    Per la questione povertà non è che ci volesse tanto a risolvere, sarebbe bastato piazzare uno che si allontana da un monastero a dorso d’asino e va a consegnare la reliquia in spiaggia (meglio un bosco, ci si nasconde più facilmente). Poi bruci il monastero col computer (due secondi e carrellata verso l’alto, per mostrare il fumo e nascondere le pezze sul sedere) e allacci l’incendio ai teneri tagliagole…
    Salta fuori che i monaci temevano per la reliquia e poi bla bla.

    Penso si possa fare di meglio, ma intanto nascondi il problema dei fondi 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Bastava in effetti inquadrare un monastero da lontano, anche se credo che così lo stesso forse toccava pagare qualcosa, o comunque chiedere un permesso.
      L’incendio in digitale? Qui non hanno i soldi manco per i costumi: i Bagnini di Dio rimane l’unica soluzione possibile 😀

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  5. Austin Dove ha detto:

    si capisce la qualità vedendo la copertina xD
    invece, dovresti vedere le esibizioni di tom e zendaya alle playback battles!

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  6. Kukuviza ha detto:

    Oddio mi sono veramente schiantata al leggere il tuo post, Lucius!
    Dall’ordine balneare alla vera pietra che colpì la vera fronte! ma dai, ma che è? Siamo al livello dei piazzisti porta a porta che ti vendono robe x spacciandole per cose mirabolanti dal prezzo improponibile. E chi lo ha certificato quel sasso? E poi, da quando in qua San Matteo è stato lapidato? non era santo Stefano quello? boh, forse non sono aggiornata.
    Grandissimo il finale con She caught the Katy, in effetti come trama, sembra quasi da BB, mancavano solo i nazisti dell’illinois.

    E’ grave se non so chi sia Tom Holland?

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    • Conte Gracula ha detto:

      Santo Stefano lo ricordo frecciato

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il giovin Tom è il centoventesimo Spider-Man cinematografico, in attesa del nuovo che sarà ancora più giovane. Appena riusciranno a creare una tutina da far indossare ad un feto, avremo finalmente il nuovo Spider-man 😀
      Non vorrei aver sbagliato a scrivere, neanch’io sono esperto di santi ma nel film mi pare citino San Matteo. La lapidazione era pratica comune, ti pare che non hanno lapidato qualche santo???
      Le reliquie purtroppo sono un argomento oscuro che in Europa si fa finta di ignorare, ma sono attive e fanno guadagnare soldoni dal Medioevo ad oggi, e lo faranno sempre. E non parlo solo delle reliquie dei santi, intendo qualsiasi oggetto “appartenuto a” che ci viene venduto senza alcuna sicurezza e noi compriamo perché vogliamo credere.
      Robert Harris, ricostruendo la vicenda dei falsi diari di Hitler, ha raccontato di un tizio che negli anni Ottanta per comprarsi la pistola con cui Hitler si era ucciso nel bunker si è portato appresso un amico: cioè quello che da ragazzo lavorava nel bunker di Hitler e ha ritrovato il corpo, con tanto di pistola in pugno. Chi meglio di lui sa valutare se una pistola è quella giusta? Infatti dice subito che quella venduta dall’antiquario NON è la pistola con cui Hitler si è suicidato, ma l’amico… la compra uguale! Non servono certificazioni e prove: il pollo che compra la patacca è la forma di vita più comune in Europa! 😀

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      • Kukuviza ha detto:

        ok, ho fatto una ricerca, a quanto pare è San Mattia e che viene anche chiamato Matteo. Non è l’evangelista ma è l’apostolo. Non si capisce bene come sia morto, alcuni dicono lapidato, altri decapitato con un’alabarda non spaziale.
        Cmq, a parte tutto ciò, secondo me certi personaggi sono proprio fissati con gli oggetti appartenuti a persone famose. Sono così in delirio che gli basta avere l’illusione che siano veri, quegli oggetti. A me risulta abbastanza incomprensibile, ma devo dire che ho la tendenza a non feticciare gli oggetti. Una tendenza anche estrema. Per dire, un quadro famoso, è per me incomprensibile che l’oggetto in sé possa valere miliardi. Capisco il valore storico ed è giusto, non dico che non debba avere valore, ovviamente, ma secondo me il vero valore sta nel significato dell’opera e non nel quadro fisico in sé (o relativamente nel quadro fisico).

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Grazie per la dritta sul santo: magari in Irlanda è più famoso che da noi.
        Di sicuro gli oggetti hanno il valore che danno loro gli acquirenti, non in sé. Celebre è il caso del povero Van Gogh che in manicomio regalava i suoi dipinti al direttore, che li disprezzava e li gettava tutti via, così come i giovani del paesino dove abitava che usavano i dipinti di Vincent come bersagli per lancio di sassi. Erano quadri privi di qualsiasi valore, carta straccia. Poi Van Gogh dopo morto è diventato Van Gogh, e sia i ragazzini che il direttore del manicomio hanno passato la vita a rimpiangere i pacchi di soldi che hanno perso!
        Come fa un quadro a valere zero e poi mille milioni? Il quadro è sempre lo stesso, lo è il materiale e lo è l’argomento che veicola, ma cambia ciò che gli acquirenti sarebbero disposti a spendere.
        Se nessun fedele andasse più a pregare sulle reliquie dei santi, lasciando oboli o acquistando il relativo merchandising, le chiese da tempo avrebbero buttato via quella roba polverosa, che non ha alcun valore se non quanto sono disposti a dare gli acquirenti.

        Io sono cresciuto con il mito delle “Cose preziose”, proprio il titolo di King che mi colpì più forte perché scriveva di qualcosa che avevo sempre provato ma solo allora me ne resi conto. Con il tempo mi sono calmato, ma le mie “reliquie” sono ancora importanti, pur sapendo che lo sono solamente per me 😛

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      • Kukuviza ha detto:

        Certamente, tante cose sono importanti a livello personale, soggettivo, perché collegate a qualcosa che fa parte della propria vita, per cui sicuramente le cose hanno un valore. E capisco benissimo: tante volte non butto neanche uno scontrino perché magari mi ricorda un certo momento (ecco, poi bisogna stare attenti a non sconfinare nell’esagerazione!)
        Ma l’arte è un’altra cosa, soprattutto a livello di valore. Come ben dici: come è possibile che un’opera passi dal valere 0 al valere milioni? Non ha nessun senso. Quel genere di commercio non ha nulla a che vedere con l’arte, ma solo coi soldi.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Anche perché l’arte è così relativa che sarebbe impossibile darle altro valore oggettivo. Quello che per me è un capolavoro per altri è spazzatura, quindi al di là del valore di mercato sarebbe impossibile quantificare qualsiasi opera d’arte.

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  7. Pietro Sabatelli ha detto:

    Già, come dice Cassidy, meglio questo post che il film, un film decisamente mediocre.

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahah, dai bagnini di Dio al sacro sasso, Maccio Capatonda (che tali espressioni mi hanno ricordato), in quanto a ironia filmica, ti fa un baffo!
    Quando puoi commentare/ironizzare su un film Z sei impareggiabile 🙂 🙂

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  9. Zio Portillo ha detto:

    Non c’hai manco le lacrime per piangere e non c’hai manco il cervello per paraculare un monastero però! O una chiesa. Capisco che ricreare un incendio costi, ma inquadrare da lontano, sfocato, un qualcosa che ricordi una chiesa era troppa fatica? E poi la reliquia è un sasso?!?! Ma che cazz’…! Usa una bambola e fai finta che la reliquia sia le spoglie di San Matteo! O un dente, ‘na ciocca di capelli,… Proprio un sasso devi usare? Volevi qualcosa di facilmente sostituibile, toh, usa una punta di freccia o di lancia. Magari quella che ha trafitto Gesù…

    Io non lo so… Hai così culo che per una scommessa persa (o più probabilmente per contratto preesistente…) ti ritrovi nel cast nomi grossi che ti vendono il film da solo, almeno sforzati di creare qualcosa di decente, e non sta montagna fumante di sterco.

    Ma molto meglio l’idea dei “Bagnini di Dio”! (che tra il post e il soggetto di Cassidy sul Baywatch irlandese mi avete fatto cascare dalla sedia…)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se la serie Z ci ha insegnato qualcosa, è che non vale la pena sbattersi: basta che l’immagine sia a colori e il film è venduto sicuro sul mercato estero, finendo sicuramente anche su qualche piattaforma streaming con immaginina gagliarda. A che serve spendere altri soldi in cose che tanto non si sanno fare?

      Non ci resta che aspettare il copione di Cassidy, che ci regalerà sicuramente di ben meglio 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Tu c’hai ragione Lucius, ma io sò de coccio! 😀

        E sapessi l’irritazione che mi provoca lo svaccare della Z. Cioè, capisco chi non c’ha i mezzi. Arrivo perfino ad ammirare chi fa di necessità virtù combattendo contro i mulini a vento. Tanto di cappello per voi! Capisco chi non c’ha gli attori o se ce li ha, sono “cani maledetti”, e per mettere giù due scene potenzialmente valide deve fare i salti mortali con stacchi e riprese ravvicinate (o lontanissime). Guarda, arrivo perfino a comprendere chi lavora a cottimo, un tot al chilo per riempire i palinsesti. Ovviamente non apprezzo, ma capisco.

        Ma se per puro caso ti capita la mano vincente e col minimo sforzo riusciresti a portati a casa un risultato più che decente che possa essere anche acquistato in dvd o rivisto con piacere se lo becchi in tv (non dico un gioiellino nascosto, ma una pellicola da 7 su 10). Ecco, se hai tutto per fare bene ma per pigrizia non sfrutti l’occasione e ti accontenti di far uscire un film di merd@, allora mi incazzo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ahahah comprendo e condivido la tua giusta indignazione, ma lo abbiamo visto le settimane scorse con il ciclo su Jackie Chan, che era già Jackie Chan quando Lo Wei lo aveva sotto mano e lo usava per filmacci bruttissimi, la versione Z dell’epoca: Lo Wei era convinto di essere un gran regista, così come ne era convinto il regista che vedremo domani, un cagnaccio americano che se la tirava da maestro di cinema e tirava fuori roba che la Z gli faceva un baffo!
        Magari il regista di “Terre selvagge” è convinto di aver fatto un ottimo film, anche perché gli standard si sono così abbassati che non è certo il peggio visto in giro. Tocca accontentarsi di ciò che abbiamo.

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  10. Vasquez ha detto:

    Mi serve l’autocertificazione da pura di cuore. Puoi chiedere a Spidey da dove si scarica il PDF per piacere?

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  11. Giuseppe ha detto:

    E se invece dichiarassi di “essere puro di fegato”? Non nominando il cuore, suonerebbe meno arrogante e allora forse sarei degno di sollevare la reliquia… mmh, mi sa di no, eh? I Bagnini di Dio non ci cascherebbero comunque 😀 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In Irlanda mi sa che il fegato è proprio l’ultimo degli organi puri, con tutto quell’alcol 😀
      Scherzi a parte, sarebbe da chiedere a qualche religioso: c’è una classifica degli organi? Autodichiararsi puro di cistifellea vale di più o di meno? 😛

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