Deep Blue Sea 3 (2020) Profonda Z blu

La Warner Bros vuole essere sicura che nessun’altra casa possa permettersi di essere la Regina della Z, perciò la blasonata major continua a scendere in quegli abissi dove l’imbarazzo è più blu per dimostrare di saperle sparare più grosse delle casupole che riempiono i nostri palinsesti.
Affida alla Roserock Films il compito di sfornare un altro filmaccio con squaloni che sia degno del peggior prodotto Asylum: il risultato è Deep Blue Sea 3, là dove la Z si tinge di blu.

Esce in video il 28 luglio 2020 ed arriva su Infinity con il titolo Blu profondo 3.

Terzo tuffo dove nessuno dovrebbe andare a nuotare

Se The Skulls (2000) era un onesto thrillerino, con il Rollerball sbagliato John Pogue si perde così tanto nella nebbia che non può che uscirne a bordo di una Nave fantasma (2002): visti i danni che provoca alla sceneggiatura, ogni tanto a Pogue lo fanno dirigere così almeno sta buono.
Qui alla sceneggiatura abbiamo gente seria come Dirk Blackman (scusa Dirk, ma sono sarcastico!), che ha esordito con l’asiatico Black Mask 2 (2002) e quei due o tre film che ha scritto sono tutti da dimenticare, tipo Underworld 3 (2009). Diciamo che con questi due l’accoppiata è perfetta per un film di Z profonda.

L’isola baraccopoli sperduta nell’oceano: un paradiso!

La dottoressa Emma Collins (Tania Raymonde) gestisce la Nick Collins Foundation, creata dal padre, per studiare gli squali e come si adattano al cambiamento climatico: pare che d’inverno indossino delle giacche, e questo potrebbe salvare l’umanità. Nel frattempo tutto ciò che la Collins fa è immergersi e toccare gli squali, che si sa essere animali particolarmente felici quando una loro preda fa la “toccona”.
Essere sbattuta su delle rocce già ad inizio vicenda dimostra che la dottoressa Collins non c’ha capito molto di ciò che fa nella vita.

La donna che toccava gli squali

Siamo su un’isoletta artificiale, fatta di pezzi di legno e scatole di latta, posizionata esattamente sopra la zona dove gli squali vanno a partorire, così da essere sicuri di avere sempre nuove minacce sott’acqua. L’isola è disabitata per colpa del cambiamento climatico, anche se ipotizzo sia ben altro il motivo, per esempio la gente si è cominciata a chiedere perché dovesse vivere su pezzi di legno a mollo nell’oceano.
La dottoressa Collins e i suoi fantastici amici scienziatosi invece sono più che contenti di questa sistemazione, tanto grazie ad un cavo sottomarino hanno internet superveloce: non ci crederete, ma anche su un relitto in mezzo al mare… potete navigare!

La fine che meriterebbe lo sceneggiatore del film

L’arrivo di estranei è sempre malvisto, soprattutto nella figura del fighetto Lowell (Nathaniel Buzolic), che con i soldi della Durant Pharmaceuticals studia l’intelligenza degli squali. Che essendo difficile trovarla negli umani, magari coi pescioni siamo più fortunati.
Torna dunque l’ombra di Carl Durant, lo scienziato ben poco etico conosciuto in Deep Blue Sea 2 (2018), e qui in pratica la minaccia è rappresentata da tre squali intelligenti scappati alla mattanza del secondo film.

Siam tre grandi squalettòn / siamo tre intelligentòn

Tutto va come deve andare, non ci crederete ma gli squali attaccano – sorpresona: non lo fanno mai! – e si cominciano a pappare i personaggi uno per volta, per la felicità dello spettatore: i protagonisti di questo film sono così scritti male che parteggiamo tutti per i pescioni.
La sceneggiatura butta ogni tanto a casaccio la frase “riscaldamento globale” facendo danni, perché trattare un argomento serio in modo stupido lo rende stupido a sua volta. Soprattutto se per definire la minaccia dell’innalzamento degli oceani viene battezzato il nome sea-mageddon, che è simpatico ma ovviamente è una presa in giro di un fenomeno su cui sarebbe meglio non scherzare troppo.

Le case farmaceutiche cattive ingaggiano sub culturisti!

Ogni tanto l’attacco di uno squalo sveglia lo spettatore, appisolato durante le lunghe pose da fotomodella in cui l’attrice protagonista si impegna, con scarsi risultati, e durante il parlottio inutile di personaggi vuoti. Una trama scontatissima è la perfetta camomilla per una pennica di un’ora e mezza.

Il fermo immagine non gli rende giustizia, ma è uno tosto

Per fortuna tra i cattivi c’è Bren Foster, un ottimo attore marziale che purtroppo ancora non ha avuto l’occasione giusta: intervistato da Cynthia Rothrock, Scott Adkins l’ha definito uno dei migliori attori marziali in circolazione, il che non è poco.
In realtà Foster di lanci ne ha avuti addirittura due, come già segnalai anni fa: Maximum Conviction (2012) e Force of Execution (2013), il problema è che in entrambi c’è Panzone Seagal, quindi sono film che finiscono automaticamente nel cesso della distribuzione. Seagal vuole solo attori falliti intorno a sé, non può lanciare nessuno di nuovo.

Briciole sparse di un bravo attore marziale

Tolte un paio di scene divertenti, classici Momenti Asylum con cui la Warner dimostra il proprio desiderio di supremazia nella Z più profonda, Deep Blue Sea 3 è perfetto se soffrite d’insonnia. Il massimo dell’emozione è quando nel finale la dottoressa Collins imita Sarah Connor nel primo Terminator (1984), dimostrando che una pressa va bene sia per T-800 che per squaloni intelligentoni. Per il resto c’è solo tanta acqua.

L.

– Ultimi filmascci con squalacci:

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19 risposte a Deep Blue Sea 3 (2020) Profonda Z blu

  1. Evit ha detto:

    Uh questo sì che puzza di pesce! Ricordo una noia totale tranne per una scena che mi fece scoppiare a ridere (dovresti aggiungerla alle immagini): quando uno squalo sbircia dentro la cabina di qualcuno con l’occhio sull’oblò. Suppongo dovesse far paura, io giuro sono scoppiato a ridere ad alta voce

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Credo fosse nel secondo film della saga, dove scopriamo che gli squali sono così intelligenti da leggere le labbra degli umani: in pratica sono HAL squaleschi 😀
      In questo terzo ci si diverte di meno, c’è solo un “Momento Asylum” divertente, perso nel vasto oceano di noia.

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      • Evit ha detto:

        Ahhh mi sono confuso. Ok, allora non sapevo nemmeno fosse uscito un terzo. Ma la Warner s’è rincoglionita? Che sta a fa’??? “The Meg” con Statham gli ha battuto qualsiasi sequel di Deep Blue Sea!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Con “The Meg” ha speso mille milairdi per fare una minchiata che vale meno di un filmaccio Asylum, quindi giustamente ha abbassato parecchio l’impegno 😛
        Ormai la Warner è regina della Z, tanto in TV e in streaming a regnare sono solo le bojate da due soldi, perché spendere di più?

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      • Evit ha detto:

        Almeno The Meg era visivamente decente, Deep Blue Sea 2 era animato da mio cuggino in Paint. La Warner che imita la Asylum è una cosa assurda che speravo di non vedere mai eppure eccoci qui 😄😄

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo non è la prima volta, è la conferma di una tendenza che la Warner dimostra di avere da anni. Per carità, se alternasse A e Z non sarebbe male, film tosti per tutti i gusti, il problema è che anche la sua serie A parla una lingua Z 😛

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  2. Zio Portillo ha detto:

    La Warner ha fiutato il business della Z e ci si è buttata a capofitto, non c’è altra spiegazione. Essendo grande, grossa e, ovviamente, malvagia e legata unicamente al profitto, ha capito che girare filmacci da due Lire per rivenderli un tot al chilo a mezzo mondo intasando i palinsesti si ottengono (1) soldi facili che recuperano i costi di produzione in un baleno, (2) ti permette di piazzare attorucoli, registi da matrimonio o star appanate che hai sotto contratto facendoli lavorare per due spicci, (3) ti fa mettere il logo WB in tutte le tv del mondo a qualsiasi ora e (4) si possono ottenere gli sgravi per le grosse produzioni che, viceversa, ti prosciugano il conto corrente. E (5) ultimo ma non meno importante, si disintegra la concorrenza che a questi budget (infinitesimali ma comunque più alti della media) non può arrivare.

    E poi, chi può mai dire… Magari peschi il jolly dal mazzo e ti esce una saga trash che diventa cult? (Alla Sharknado per intenderci)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il problema è che la tua descrizione combacia a tutte le major: tutte sono legate al profitto e cercano soluzioni facili, producendo film di serie A, B e robetta televisiva, ma senza scadere nella Z profonda come fa la Warner.
      Probabilmente la Z ha avuto lo stesso destino di Agatha Christie in Italia, un circolo vizioso di totale appiattimento culturale: le case ristampano solo Agatha Christie, i lettori non trovano altro che Agatha Christie, leggono solo Agatha Christie, non sanno che esistono altri autori e chiedono solo lei così le case ristampano solo Agatha Christie e vendono sempre. Non perché Agatha Christie sia migliore,ma perché non esiste alternativa.
      Le TV mandano solo filmacci di squali perché costano poco, la gente vede solo film di squali perché non c’è molto altro in giro, le vendite di filmacci di squali crescono e le case fanno filmacci di squali. E’ un gioco perverso in cui perdono tutti, pur vincendo.

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  3. Cassidy ha detto:

    La Warner non si smentisce mai questo film mi è sembrato sfornato mettendo insieme tutti i clichè più beceri, da L.S.F. (La Scienziata Figa) fino ai manzi palestrati, mentre aspettiamo l’esplosione di Bren Foster bisognerebbe augurarsi che i tre squalettòn intelligentòn vengano nominati CEO della Warner, ma sono troppo svegli, in vetta all’azienda meglio le solite stelle di mare (con tutto il rispetto per le stelle marine). Cheers!

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Come da titolo…un film che tocca il fondo! Ma a risollevarlo dagli abissi ci sono due fattori importanti: la tua recensione e il fatto che un completista Z lo vuole comunque! Ergo, spero non resti inedito a lungo in Italia…e so bene che questo auspicio può essere mio e di pochi altri esseri senzienti al mondo! 🙂 🙂

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  5. Sam Simon ha detto:

    Lo squalo nella pressa fatico ad immaginarlo, così come il collegamento squali-arti marziali…

    Comunque ai tre squali mi sono immaginato quelli vegetariani di Finding Nemo! :–D

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Gli eserciti di squali che riempiono videoteche, streaming e TV sono tutti accomunati dal NON essere vegetariani 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Nel caso in questione, però, sugli squali intelligenti ci sarebbero state bene delle varianti alla Maurizio Milani tipo “Lo squalo quando capisce diventa vegetariano” oppure “Cambio dieta senza averlo deciso prima”: ne sarebbe venuto fuori qualcosa molto più divertente (e intelligente) di questo terzo “Deep Blue Sea” 😉
        Non c’è poi da stupirsi dell’uso di culturisti sub, qui, trovandosi di fatto in un film dalle marcate caratteristiche sub-culturali 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Se davvero la Warner chiamasse Milani a scrivere una sceneggiatura del prossimo film di squali, il capolavoro cambierebbe per sempre la storia del cinema 😀

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  6. nicholas ha detto:

    adesso questo film è disponibile su SKY GO e su Infinity.

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  7. nicholas ha detto:

    si infatti speriamo che s’interesseranno anche a Dinoshark e Sharktopus del 2010.

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