[Big Fanta Gun] I fucili di Star Trek (2)

Come può una cultura bellicosa ed amante delle armi come quella americana creare una serie di militari del futuro totalmente priva di fucili? Probabilmente ha a che vedere con qualche finezza di censura – la quale però i fucili nelle serie western li lasciava! – o magari Gene Roddenberry voleva proporre un futuro pacifico dove bastasse una pistola phaser a garantire sicurezza all’equipaggio dell’Enterprise.

Per tre stagioni “Star Trek (Serie classica)” si disinteressa ai fucili, poi viene chiusa, dieci anni dopo rinasce sotto forma di una serie di film anch’essi quasi del tutto disinteressati alle armi. Poi sul finire degli anni Ottanta succede qualcosa e mentre al cinema “Star Trek” va sfumando, con la nascita nel 1989 del quinto episodio che è stato distribuito malissimo e non è piaciuto a nessuno tranne che a me, in TV la serie esplode di nuovo. La Paramount presenta “Star Trek: The Next Generation“, la serie che segna il salto generazionale: fra quelli come me, cresciuti con Kirk, e i “giovani d’oggi”, cresciuti con Picard.

Siccome la continuity è un vanto dell’universo di Star Trek, le varie serie TV e i film non hanno assolutamente nulla in comune: ognuno segue la propria grafica, le proprie invenzioni, le sparate a casaccio di sceneggiatori privi di qualsiasi legame, e ognuno dice la sua. Tanto poi ci sono i nerd incatenati nelle segrete della Paramout che scrivono manuali, siti e blog per convincere gli adepti che è tutto collegato. Perciò ognuno ha mano libera e la nuova serie TV si inventa tutto di sana pianta.

Ve le ricordate le pistole phaser? Scordatevele. Ora abbiamo il “telecomando del garage” con funzioni di phaser, e in seguito arriva anche il più grande “aspirapolvere”, chiamati per l’occasione Type I personal phaser e Type II personal phaser, che appaiono con dovizia di particolari nello Star Trek: The Next Generation – Technical Manual di Rick Sternbach e Michael Okuda, edito da Pocket Books nel novembre 1991.

Questo, come altri manuali, non parla di come sono nate le idee ma le spiega come se fossero veri oggetti, e soprattutto fa sembrare tutto omogeneo, addirittura veicola la falsa idea che tutte queste idee fossero già previste dall’inizio, il che non è. Ma andiamo con ordine.

La nuova serie di “Star Trek” ha grande successo e con i “telecomandi del garage” phaser sembrano risolti tutti i problemi, poi però nel bar della nave gestito da Guinan (Whoopi Goldberg) scoppia un alterco e la donna fa qualcosa che nessuno in questo universo aveva più fatto dal 1966: tira fuori un fucile.

Mai fare arrabbiare Whoopi Goldberg!

Quello che imbraccia l’attrice è un inguardabile pezzo di plastica rozzissimo, roba che sembra vinta coi punti-benzina, eppure la scena di pochi secondi a fine episodio 4×17 (18 marzo 1991) deve smuovere qualcosa: sarà mica giunto il momento, dopo venticinque anni, di portare un fucile in questo universo narrativo di militari spaziali?

Whoopi spacca!

«Un piccolo souvenir che ho comprato su Magus 3: è regolato a fattore uno, volete vedere come spara a fattore due?»

La “frase maschia” di Whoopi è la scintilla che serviva per la nascita dei fanta-fucili.


Incontro ravvicinato
del terzo phaser

Come già detto, recuperare informazioni sicure nell’universo di Star Trek è molto difficile, essendo pieno di chiacchiere e quasi del tutto privo di studi: tutti i fan sanno come funzionano i fucili phaser, nessuno parla di chi li abbia inventati. Per fortuna ci sono rarissimi libri che vanno là dove nessun fan ha mai messo piede, cioè nella concretezza di chi ha costruito questo universo. Per esempio da Star trek: Aliens & Artifacts (Pocket Books 2000) scopro gli autori delle armi Klingon: Matt Jefferies ha disegnato i disruptors, Phil Norwood per Star Trek III (1984) ha creato il pugnale d’k tahg, e infine Dan Curry per “The Next Generation” ha creato prima lo spadone bi-lama bat’leth poi altre armi. Visto che sono oggetti di culto tra milioni di fan in tutto il mondo, sembrerebbe scontato un minimo interesse per chi le ha inventate, invece c’è solo silenzio.

Lo stesso saggio ci racconta che quando il property master (cioè chi gestisce gli oggetti di scena) Alan Sims sale a bordo di “The Next Generation”, porta una ventata di realismo. Ha notato infatti come gli attori della serie originale raramente dessero l’idea del “peso” degli oggetti da loro tenuti in mano, perdendo in plausibilità: Alan creerà sempre oggetti “veri”, per cui gli attori daranno sempre l’idea di star imbracciando armi vere.
Poi quando deve fare armi aliene va a chiedere agli autori informazioni sulla cultura aliena in questione. Sono cacciatori? Raccoglitori? Mercanti? Ogni arma nasce da un entroterra culturale e Sims ne tiene conto, così come se gli alieni in questione portano vesti o indossano armature.

Dunque Alan Sims gestisce gli oggetti di scena della serie ma non è lui che li costruisce, lui si preoccupa che siano presenti sul set al momento delle riprese. Da Aliens & Artifacts sappiamo che Roddenberry non ha dato indicazioni precise sui phaser, ha semplicemente voluto qualcosa che sembrasse molto tecnologico. Ricevuto evidentemente l’ordine di far apparire un fucile, Sims non fa che “aggiungere un numero”: dopo il Type 1 e il Type 2 ecco nascere il Tipe 3 Phaser Rifle, nome che i nerd incarcerati dalla Paramount si sbrigano ad estendere a quello imbracciato da Kirk. E tutti i fan che per venticinque anni NON l’hanno chiamato in quel modo, ora lo chiamano in quel modo. Perché i fan sono sempre adepti che scattano a comando, l’importante è non dare mai loro spiegazioni.

Rullo di tamburi, il 27 maggio 1991 (episodio 4×24) durante una missione a Picard viene gettato in mano un fucile, che non si è mai visto prima e che Picard stesso fissa un po’ stupito: da questo momento, alla fine del quarto anno di una serie in cui la Federazione non è munita di fucili, la Federazione è munita di fucili. E i nerd incatenati aggiornano tutti i manuali.

Rullo di tamburi: la prima apparizione del Type 3 Phaser Rifle

I nerd non sono così veloci, visto che il citato manuale ufficiale del novembre 1991 mostra la foto del fucile ma non spende una sola parola a descriverlo: è appena stato inventato dal co-autore del manuale stesso, che quindi non sa cosa dire!

Un disegno “muto” dello Star Trek: The Next Generation – Technical Manual

Stando al citato Aliens & Artifacts, il phaser rifle è stato creato da Rick Sternbach, che è lo stesso che ha firmato il manuale tecnico della serie insieme al collega Okuda. Il saggio The Star Trek TNG Companion (Pocket Books 1995) di Larry Nemecek ci spiega che Sternback «ha giocato per un po’ di tempo con alcuni disegni del phaser rifle, e quando alla fine è servito per le riprese David Livingston ha fatto la scelta finale fra i modelli». Dunque al momento di girare l’episodio 4×24 il regista Livingston ha scelto i modelli di fucile disponibile: quant’erano brutti i modelli scartati per scegliere quella scatola oblunga?

Geordie implementa un’arma che in realtà sparisce subito nel nulla

Il 14 dicembre 2010 Boris Skrbic del forum TrekBBS.com afferma di aver scritto una e-mail a Sternbach per saperne di più sull’arma, soprattutto di dove sia il grilletto, e riporta le parole dell’autore che ha ricevuto in risposta:

«I disegni del mio Type 3 Rifle non mostrano alcun bottone né impugnatura. Ricordo il problema di bottoni premuti al momento sbagliato, che era un bel problema durante le riprese. La logica che ho usato è che il grilletto è nascosto sotto il materiale plastico dell’impugnatura.»

Il fucile ha un’importanza relativa nell’episodio in cui esordisce, ci viene detto che qualcuno sta vendendo quelle armi di contrabbando e poi ci viene mostrato Geordi che lo modifica: fine. L’interesse per la nuova arma di Star Trek scompare così come è comparsa. Le uniche altre apparizioni note sono composte da pochi secondi alla fine dell’episodio 6×26 (21 giugno 1993)…

Dovete essere attenti per vedere il fucile in questo episodio

… e infine per altri pochi secondi in braccio ad uno dei “ponti bassi” in 7×15 (7 febbraio 1994). Tutta qua la presenza del fucile in “The Next Generation”.

In effetti togliere di mezzo un fucile così brutto… è logico!


La guerra ai mutaforma

“The Next Generation” raccoglie così tanto entusiasmo e consensi che è naturale si pensi subito ad una nuova serie di Star Trek, uguale ma diversa: il 3 gennaio 1993 nasce “Deep Space Nine” (la mia preferita di questo universo). La parola d’ordine è la stessa: ignorate le armi. In fondo le vicende si svolgono a bordo di una base spaziale dove teoricamente le armi sarebbero vietate, con solo gli uomini della sicurezza autorizzati a portarne, quindi le due serie di Star Trek procedono parallele con la stessa indifferenza armaiola. Però la serie si presenta come strettamente legata all’universo di Star Trek e a un certo punto è necessario un fucile.

Stando alla ricostruzione del 2008 di questo sito, l’apparizione del fucile in DS9 è stata alquanto problematica, visto che nel febbraio 1994 subito dopo l’ultima apparizione l’oggetto di scena è stato immediatamente venduta a privati: era l’ultima stagione della serie ed evidentemente la produzione non aveva spazio per custodirne tutto quel materiale. O semplicemente voleva fare soldi grazie ai ricchi collezionisti. Fatto sta che nel 1994 le copie di scena dei Type 3 Phaser Rifle scompaiono tra le cupide mani di collezionisti.

Poco male, la ditta che li ha costruiti potrebbe rifarli, peccato che in DS9 ci sia un’altra ditta, la HMS, che non ha i disegni rimasti alla Proper Effects (che evidentemente non è disposta a cederli a gratis). Però alla HMS sanno che uno dei commessi che portavano gli oggetti di scena, Scott Brodeen, è un grande collezionista: tempo prima da un fucile di scena si era fatto una copia per la propria collezione personale, cambiando volutamente qualche particolare così che nessuno pensasse fosse un originale e lo accusasse di furto. La HMS si fa prestare quella copia personale di Brodeen e crea il Type 3 Phaser Rifle per “Deep Space Nine”, che quindi è leggermente diverso rispetto a quello di “The Next Generation”.

Tutte queste informazioni sono date solo da Loken, il curatore di detto sito, e sono assenti dai manuali che si occupano degli oggetti di scena della serie. Che sia vero o meno poco importa, perché il fucile appare per la prima volta in DS9 solamente per pochi fotogrammi alla fine di 2×20 (24 aprile 1994), quando i nostri eroi sono fatti prigionieri dai terroristi Maquis.

A sinistra, un ribelle Maquis con un residuato bellico

Il fucile riappare in 3×21 (1º maggio 1995) e anche qui si intravede per pochi fotogrammi in lontananza: capire se ci siano differenze con quello visto in TNG è impossibile, ma è chiaro che il disinteresse per l’arma è totale. Poi però “Deep Space Nine” comincia ad affrontare lunghe trame principali, che fanno da sfondo alle varie trame dei singoli episodi, e quando comincia la guerra contro i changeling – che il doppiaggio italiano chiama “mutaforma” o “cambianti” a seconda di come si sveglia la mattina – appare chiaro che affrontare una guerra intergalattica con il telecomando del garage fa ridere i polli: è il momento di far finta di essere veri militari. È il momento di cacciare fuori i Tipe 3 Phaser Rifle.

«È ora di fare sul serio», parola di Sisko!

La grande guerra ai Mutaforma durerà parecchio e Sisko non può affrontarla solo a chiacchiere, quindi per affrontare il mutaforma cattivo dell’episodio 3×26 (19 giugno 1995) ecco che il comandante in persona sfoggia un «fucile phaser», resa italiana dell’arma. E stavolta… c’è il grilletto!

Mi raccomando, ragazzi: occhio al grilletto!

Stando al database Memory Alpha, questa variante del fucile è stata disegnata da Jim Martin, il quale ha aggiunto un grilletto perché «[il produttore] Ira Steven Behr si era lamentato nel vedere la gente sparare senza fare niente, senza attivare o premere qualcosa, così abbiamo fatto un’arma più realistica, dando agli attori qualcosa da premere». Queste informazioni, stando al database, arrivano dal saggio Star Trek: Deep Space Nine Companion (Pocket Books 2000) di Terry J. Erdmann e Paula M. Block.

Nell’episodio in questione Sisko spiega:

«Abbiamo programmato i fucili per sparare un fascio d’energia [energy pulse] a largo raggio. I phaser sono stati tarati a bassa potenza per evitare danni all’equipaggio, ma sufficientemente alta per fermare il mutaforma.»

L’arma dunque è diversa da quella di TNG, tanto perché ancora qualcuno pensa ad una continuity in Star Trek, e per esigenze di trama qui ha pure la tracolla.

Certo però che non si intona con la divisa rossa…

Ordinare un’arma nuova, che è protagonista assoluta del citato episodio 3×26, farebbe pensare che ora entri in pianta stabile nella serie. Sbagliato.

Persino il pacifico dottor Bashir deve armarsi, contro i Mutaforma

Riapparsa nell’episodio 4×01 (2 ottobre 1995) come diretta continuazione del 3×26, l’arma scompare subito di scena, limitandosi a piccole comparsate sullo sfondo senza alcuna importanza. Un minimo di attenzione la ritroviamo nella stessa stagione, nell’episodio 4×14 (5 febbraio 1996), quando è addirittura il maggiore Kira a spiegarcelo per bene.

«Ferma là, che e te lo do io il promemoria» (cit.)

«Fucile standard della Federazione, è un po’ meno potente dell’altro [il fucile cardassiano] ma ha moltissime funzioni in più.»

Questo è il modello deluxe con le lucine!

«Settaggio per sedici fasce [16 beam settings].»

Taaaaac!

«Fa tutto lui in automatico: ricarica [recharge]…»

Taaaaac!

«… acquisizione bersagli multipli [multiple target acquisition]…»

Taaaaac!

«… girostabilizzatore [gyro stabilized]… È il massimo.»

Taaaaac!

«Solo che è un po’ più difficile da usare, sconsigliato per uno scontro frontale: è troppo facile confondersi.»

Come dicevo, il fucile appare ogni tanto sullo sfondo, senza la minima importanza, ma mi piace ricordarlo nello splendido episodio 5×24 (19 maggio 1997), imbracciato da Marjean Holden nello stesso anno in cui interpretava la “poli-bracciuta” Sheeva in Mortal Kombat 2 (1997).

Passare da “Mortal Kombat” a “Star Trek” nello stesso anno: senza prezzo!

Perché un fucile nato dopo venticinque anni di silenzio scompare nel nulla dopo appena sei anni circa di scarsa attività? Perché nel frattempo è uscito il più brutto film della storia del cinema…

(continua)

L.

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27 risposte a [Big Fanta Gun] I fucili di Star Trek (2)

  1. Austin Dove ha detto:

    molto interessante^^
    non essendo un conoscitore della serie (e nemmeno dei film) è stato un interessante scorcio

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ un universo vastissimo, visto che comprende anche romanzi, fumetti e videogiochi, purtroppo è tutto diviso in sezioni e grondante razzismo mediatico, per cui certe cose sono “giuste” altre “sbagliate”.

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      • Giuseppe ha detto:

        Tenendo anche conto che, essendo un universo ormai oltre il giro di boa del mezzo secolo di vita, far quadrare il tutto diventa un’impresa epica pure per il più volenteroso e competente fra gli interessati (comunque sempre costretti a combattere contro un canon che è il primo, vero nemico di ogni continuity che si rispetti)… sulle conseguenze della libertà concessa ai film, poi, ci sarebbe da discutere assai.
        Bella e dettagliata quest’altra rassegna “fuciliera” trek, accompagnata per di più da nomi illustri a me familiari come Jefferies, Norwood, Curry, Sternbach (e l’effetto amarcord, poi, nel rivedere tutte quelle armi che andavano, venivano e sparivano a seconda delle esigenze del momento)… 👍👏👏

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        In uno dei migliori episodi di DS9, “Trials and Tribble-ations” (5×06), quello del trentennale di Star Trek, Sisko e gli altri tornano indietro ai tempi di Kirk e incontrano un Klingon… di quando erano semplici uomini abbronzati e pelosi. Si voltano a guardare Worf, che non assomiglia neanche per scherzo ad un Klingon vecchia scuola, e lui candidamente spiega che fra la sua gente non si parla di quel cambiamento, per imbarazzo. E’ stato un delizioso modo geniale di calarsi le braghe e ammettere che non esiste canone, che i film si sono inventai dei Klingon a casaccio e che la serie TV, malgrado fosse il medium principale, si è dovuta adattare andando completamente fuori continuity: neanche i nerd incatenati alla Paramount sono riusciti a trovare una spiegazione perché i Klingon sono cambiati. Per tacere del fatto che TUTTO è cambiato dalla serie TV del ’66 e i vari film dal ’79 in poi, ognuno dei quali volta per volta ha inventato cose a caso (divise, armi, tecnologiche, acconciature, ecc.) che le serie successive hanno dovuto acquisire per forza: perché il cinema comanda SEMPRE su tutto.
        Gli spettatori adoranti continuano a dargli questo primato, ma per fortuna i fan non pagano più i biglietti quindi il cinema è sceso parecchio in basso nella scala dei media e non comanda più come un tempo, ma nell’epoca d’oro di Star Trek se un film diceva che Kirk era una donna, Kirk era una donna: punto.
        Seguire una continuity è la cosa più facile del modo: basta leggersi la Bibbia che ogni universo produce e seguirla: agli autori di romanzi, fumetti e videogiochi è imposta per contratto tutti questi media seguono scrupolosamente e religiosamente il canone, inventandosi cose che non contraddicono nulla e “spolverando” prima di uscire, in modo che l’autore che verrà dopo non troverà fili narrativi in sospeso. Perché queste semplici regole non sono imposte agli sceneggiatori cinematografici? Anzi, perché è loro imposto di inventare per forza cose nuove? Temo che sia semplicemente per vendere roba nuova nel ricco mondo del collezionismo: il mercato dei phaser rifle alza bei soldi, se ci fosse un solo modello in 50 anni si guadagnerebbe molto meno rispetto alla decina di modelli invece esistenti.
        Ecco che non esiste continuity per volere preciso di chi guadagna sulle violazioni della continuity, mentre i fan adoranti continuano a venerarla come un’entità divina.

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      • Giuseppe ha detto:

        Mi hai ricordato un’intervista contenuta in un vecchio “Star Trek Magazine” (poi diventato l’attuale “Star Trek Inside”): alla domanda sul perché dell’incongruenza fra il Shinzon di Tom Hardy, presentato in “Nemesis” come clone di un giovane Picard già calvo ai tempi dell’Accademia e il giovane Picard visto invece in TNG con tanto di regolare chioma, la risposta di Stuart Baird all’intervistatore fu “perché lei è troppo osservatore”… tempi antichi, quando i fan competenti non erano ancora rimasti tutti soverchiati dal numero di quelli (ciecamente) adoranti.
        P.S. Se non ricordo male, i Klingon “umanoidi” della TOS vennero poi spiegati a posteriori (come da prassi) con un’origine virale nel 22° secolo…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        La giusta domanda dell’intervistatore mi ricorda quella dell’Uomo Fumetto dei Simpson a Lucy Lawless: davanti ad un chiaro errore di sceneggiatura, l’attrice – che cercava disperatamente di spiegare che non era Xena – se non ricordo male… vola via! 😀
        Scherzi a parte, quando il fan è informato e schiaccia lo sceneggiatore alle sue responsabilità ecco che prassi vuole faccia la figura dell’esaltato, quando invece è proprio “vigilando” sulle storie che si tengono basse le folli pazzie di sceneggiatori menefreghisti, a cui non va di impegnarsi a controllare con le passate storie.
        Sono sicuro che in qualche meandro di questo universo sia stata spiegata la mutazione Klingon, almeno la prima delle due, ma rimane appunto un salvataggio a posteriori: preferisco il divertente imbarazzo di Worf nel citato episodio 😛

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  2. Conte Gracula ha detto:

    La Goldberg che caccia fuori il fucile per sedare la rissa fa molto barista classico dei film statunitensi. E sì che dovrebbe avere poteri capaci di impensierire Q: ricordo che in un episodio stavano lì a minacciarsi, lei puntandogli contro un braccio, lui facendo le smorfie…
    Riguardo ai nerd che cambiano la percezione della continuity dei nerd, è come una mente alveare, alla faccia delle unimatrici Borg!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In tempi recenti l’Alveare Borg ha preso l’aspetto delle “pedia” on line, di quelle enciclopedie che sono fenomenali veicoli di disinformazione: ci vuole un attimo a cambiare informazioni per far combaciare tutto e credere nel grande Dio Continuativo 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        La realtà è mutevole XD
        Immagino che le comunità più grosse, robe da major, siano quelle più a rischio – coi videogiochi, trovo solitamente informazioni coerenti col poco che ricordo.
        Ma forse è il Consensus Nerdus che me lo fa credere XD

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        I videogiochi, come gli altri media licenziatari (romanzi e fumetti) sono sottoposti ad un vaglio strettissimo, non possono permettersi di sgarrare neanche una virgola rispetto a quanto mostrato dal medium principale, o dai film, che comandano sempre. (Sembra incredibile ma una serie nata in TV è comunque succube del cinema!) Ci sono persone incaricate espressamente di vagliare le sceneggiature di romanzi, libri e fumetti e dare il loro consenso a nome della casa che detiene i diritti, altrimenti può essere pure un gioco miliardario della Sony, non passa!
        I film invece hanno totale, completa, universale libertà: se uno sceneggiatore vuole ritrarre Picard con tre palle e quattro occhi, può farlo. E tutti i nerd aggiorneranno i siti, e i fumetti dovranno ritrarlo con tre palle e quattro occhi.
        Una di quelle persone addette a controllare la continuity, ha poi creato non una ma ben due serie (Discovery e Picard) che della continuity ci si sciacquano gli zebedei, tanto per farti capire che ognuno fa quel che vuole e il consensus nerdus (espressione che ti ruberò!) regna sovrano 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Occhio che il Consensus Nerdus ha grandi poteri, non stuzzicarlo troppo… o almeno fallo con le citazioni, così ridono prima di arrabbiarsi 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Tanto i fan si arrabbiano in ogni caso, soprattutto quando dici la verità 😀

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  3. Conte Gracula ha detto:

    E comunque, sappi che ho colto il riferimento al Galassi, ti porti in Federazione un tocco di Romagna! XD

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  4. Sam Simon ha detto:

    Che bello!!!! :–)

    Questa è una storia appassionantissima, anche se devo ancora finire la rubrica del sabato appena terminata. Come per Total Recall, ci metterò il mio tempo, ma lo farò! :–D

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  5. Cassidy ha detto:

    Kira Pozzetto mi ha fatto morire! Ho trovato più impegno in questo post che nella costruzione delle armi, i fucili di Star Trek sono roba di rara bruttezza, era chiaro che il futuro semi pacifista di queata lunga saga non creveda troppe armi. Cheers

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Che il fucile sia maneggiato da donne o da uomini, che sia una scatola oblunga o qualcosa di similmente brutto, che abbia il grilletto o no…post assai interessante! 🙂
    E non posso omettere l’egocentrica constatazione che la citazione finale di Mortal Kombat 2 con link alla relativa recensione del sottoscritto, mi ha allietato ulteriormente! 🙂

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  7. Il Moro ha detto:

    Ed ecco i fucilini di Star Trek. Ho sempre avuto un rapporto particolare con la “potenza” delle armi trekkiane. Forse spinto da una fervida fantasia già allora, ogni volta che si sparavano tra due navi, con l’unico effetto visivo del ponte che traballa un po’, mi era facilissimo immaginarmi le energie spaventose che ribollivano dentro quei cannoni, armi in grado di annichilire intere città con un colpo, e bloccate da scudi di conseguenza talmente potenti da accogliere un impatto con un asteroide vagante con una risata. Per me ogni battaglia spaziale era un epico concentrato di energie spaventose in grado di squassare la realtà e creare nuovi centri gravitazionali (non permanenti).
    E poi saltavano fuori ‘sti fuciletti.
    Ogni volta che saltava fuori un fucile in Star Trek scuotevo la testa rassegnato, perché mi ricordo della sensazione di potenza che mi davano le semplici pistole phaser nella serie classica. Non importa che poi non facessero nessun reale danno, era perché di solito sparavano contro esseri semionnipotenti! Ma ogni tanto, nei dialoghi, veniva fuori la potenza che avrebbero dovuto avere. Ricordo una volta in cui Kirk diceva che con un phaser a massima potenza avrebbe potuto distruggere una casa, e un’altra in cui con un phaser al minimo scaldavano una roccia al punto di non aver bisogno di accendere un fuoco, in un accampamento. Sì, poi non si vedeva nulla di tutto questo, ma a me bastava immaginarlo. E quanta gente è stata semplicemente disintegrata con un phaser? Che danno puoi fare maggiore di una DISINTEGRAZIONE COMPLETA?
    Avendo in mente quei phaser così potenti, vedere i personaggi andare in giro con ‘sti cosi mi risultava straniante. Un po’ perché non avrebbero dovuto averne bisogno essendo già così potenti i phaser “da tasca”, un po’ perché, come dici tu, non è una serie in cui ci siano poi tutte queste sparatorie, quindi vedere gente andare in giro pesantemente armata sembrava fuori contesto, un po’ perché mi immaginavo che potenza avrebbero dovuto avere dei fucili del genere in rapporto alle pistole: avrebbe dovuto essere come maneggiare dei cannoni! E invece, a malapena bruciacchiavano le pareti. Bah.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In TNG quel fucile si vede per così poco che in pratica non esiste, invece il discorso cambia con DS9, anche se rimaniamo davvero nel campo delle comparsate. Ipotizzo che il motivo sia la Guerra ai Mutaforma, e aver detto che questi esseri possono essere solo stanati mediante un fucile phaser settato in un certo modo abbia reso l’arma un minimo plausibile, ma al che torna il tuo discorso: cosa farebbe mai questo fucile che già non faceva il phaser manuale a telecomando di garage? Addirittura nel manuale tecnico di TNG sono previste ben 16 potenzialità del semplice phaser manuale!
      Temo che la guerra in Irak abbia portato alla ribalta il genere militaresco – ricordi quanti film di guerra sono sbucati fuori nei primi Novanta? – e avere dei militari spaziali che combattono con i bottoni forse faceva una pessima figura, e si è cercato di potenziarli con fuciloni. Brutti, ma sempre fuciloni.

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