Uncovered (1994) Il capolavoro degli scacchi al cinema

Tutto è iniziato nel 1997, quando su Tele+1 ho avuto la rara opportunità per un italiano di vedere un film che da allora è stato un fantasma nel nostro Paese, malgrado sia tratto da un romanzo di successo.
Una restauratrice trova una scritta segreta in un quadro che ritrae una partita a scacchi, e il giovane Etrusco è fregato: da quel momento mi nasce dentro una irrefrenabile passione per ogni tipo di narrativa anche solo vagamente legata agli scacchi.

La “scoperta” che mi ha cambiato la vita

Girato a Canet de Mar (Barcellona) da una produzione britannico-spagnola, la distribuzione di Uncovered è delirante, com’è normale per minuscoli film che non hanno grandi case alle spalle.
Il 22 maggio 1997 il film comincia a girare in italiano su Tele+1 con il titolo Uncovered, e non ho idea di dove esca fuori quello Scacco matto che qualche fan ha inserito in IMDb: non esiste prova che il film sia mai stato chiamato così in Italia. Se qualcuno ne sapesse di più, mi faccia sapere.
A meno di prenderlo per vie traverse, non esiste modo di vedere in italiano il film.

Il quadro falso che mi ha scatenato una passione vera

Sepolto in una collezione privata per cinquecento anni, viene alla luce La partita a scacchi del pittore Van Huys: ovviamente non esiste né il quadro né l’autore, è un’invenzione… pseudopittorica!
Ci sono tre personaggi in scena. In rosso, il ricco duca Ferdinando di Ostenberg; a destra, sullo sfondo, c’è Beatrice di Borgogna, duchessa di Ostenberg; infine il giovane sfidante si chiama Rutgier… ma non fa Hauer di cognome! Quel che importa è che è un cavaliere.
Facendo una lastra del dipinto per restaurarlo, la protagonista scopre una scritta nascosta: «Quis necavit equitem». Chi ha ucciso il cavaliere?

La scritta nascosta più bella della pittura

La protagonista è Julia, interpretata da una 21enne Kate Beckinsale, che all’epoca credo di non aver riconosciuto dal suo ruolo nel corale Molto rumore per nulla (1993): in quella grande secchiata di attori, il suo faccino era proprio l’ultimo a destare interesse.
Lei fa la restauratrice per Menchu (interpretata da Sinéad Cusack, storica moglie di Jeremy Irons), una mercante d’arte molto interessata a far aumentare le quotazioni del quadro in questione: se nasconde un “mistero misterioso”, ci saranno molti più soldi per tutti.

Quando Kate Beckinsale non se la tirava da panterona

Il quadro antico ha riposato per secoli nel castello di un nobile locale, ma si sa che tutte le nobiltà sono decadute: l’anziano proprietario è in fin di vita e i suoi ben poco caritatevoli parenti non vedono l’ora di mettere le mani sull’eredità, quindi trasformare un’inutile tela pittata in fruscianti soldoni è il loro principale obiettivo.
Fra tutti questi avvoltoi, Julia è l’unica colomba che abbia a cuore il segreto del quadro: perché il ricco Ferdinando avrebbe commissionato un quadro che farebbe sorgere dubbi sulla morte del giovane cavaliere ritratto?

Perché tenere in casa un quadro così prezioso?

Può sembrare una questione attinente solo agli appassionati di storia, ma non è così, perché il quadro scatena così tanti interessi… che la partita a scacchi iniziata cinquecento anni prima sembra ripartire, con un misterioso assassino che sembra far fuori le “pedine” che ruotano intorno al dipinto.
Non si sa chi sia l’assassino, ma è sicuro che Julia è la Regina bianca: l’ultima ma più importante pedina da eliminare.

Studiare la partita di allora, può far capire cosa sta succedendo ora

Agli inizi del Duemila RaiSatMovie ha ritrasmesso il film, con mia grande gioia, ma rivedendolo sono rimasto un po’ deluso: l’avevo così tanto idealizzato, nella mia memoria sembrava un capolavoro così sconfinato che non ha retto il confronto con se stesso.
Rivisto oggi sono più tenero ma rimane il fatto che Uncovered è un piccolissimo film, molto spagnolo nel gusto visivo e a mezza bocca devo ammettere che la parte “thriller ad alta tensione” è davvero leggerina. E sì che è tratta da un ottimo romanzo… che però anch’esso è abbastanza leggerino, se lo si affronta come una storia “gialla”.

Quando ho scoperto nella libreria del mio quartiere La tavola fiamminga (La tabla de Flandes, 1990) dello spagnolo Arturo Pérez-Reverte – nell’edizione Est (Marco Tropea Editore) del 1999 che ancora conservo gelosamente – ho fatto salti di gioia e ho letto il romanzo con grande passione, perché vi ho ritrovato la vera forza della storia: non il thriller, non il giallo, ma la potenza evocativa degli scacchi.

Se già un dipinto antico con un mistero è un espediente narrativo che scalda il cuore, vedere ritratta una partita a scacchi che potrebbe essere la chiave di un enigma è qualcosa che all’epoca mi mandò fuori di testa. Julia ingaggia lo zingaro Domenec (Paudge Behan), che tutto sembra tranne che uno zingaro, perché è un giovane mago scacchistico e gli chiede di aiutarla a capire “chi ha mangiato il cavallo”: scoprire cioè la mossa precedente a quella ritratta dal quadro.
Subito dopo sarà necessario capire la mossa successiva, capire cioè come continua la partita così da capire quali saranno le altre persone-pedine a morire. Alla fin fine non importa chi sia il colpevole, importa questo meccanismo narrativo per cui la logica scacchistica e quella della vita reale combaciano perfettamente.

Questo sarebbe uno zingaro mago degli scacchi?

Quel 1997 sono rimasto a fissare lo schermo inebetito, questo è uno dei film che più mi ha colpito e che più ha avuto conseguenze nella mia vita. Perché da quel momento ho cominciato a mettere le mani su qualunque romanzo promettesse di avere elementi scacchistici nella sua trama: i più facili da trovare all’epoca erano La variante di Lüneburg (1993) di Paolo Maurensig e Novella degli scacchi (1941) di Stefan Zweig, veri capisaldi imprescindibili di questo tipo di narrativa.

Sapreste continuare la partita di questo quadro?

Da allora ho collezionato decine di libri a sfondo più o meno scacchistico, ma soprattutto ho cominciato a raccogliere tutto ciò che trovavo con citazioni di questo tipo: pubblicità, fumetti, copertine, illustrazioni, dipinti e via dicendo. Con l’inizio del Duemila ho aperto un sito che ha raggiunto quota 500 citazioni da ogni tipo di media (film, telefilm, videoclip, spot, show, cartoni animati, ecc.) e poi in anni più recenti continuo l’opera nel blog CitaScacchi.
Tutto nato da un minuscolo film che in Italia saremo davvero in pochissimi a conoscere, per colpa di una distribuzione più che carente.

Diciamo che le indagini sono un po’ “ruspanti”

Ripeto, visto oggi Uncovered non passerebbe l’esame del tempo, assomigliando più ad un thrillerino di TV8, ma se chiudete gli occhi e vi fate trascinare dalla potenza evocativa della sotto-trama scacchistica forse può ancora regalare quelle emozioni che mi hanno cambiato per sempre.

L.

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22 risposte a Uncovered (1994) Il capolavoro degli scacchi al cinema

  1. Cassidy ha detto:

    Le storie di passione vera come la tua mi colpiscono anche più che scoprire tracce di una Beckinsale senza tuta di pelle. Post bellissimo perché tu questo film non lo hai visto, lo hai vissuto come avrebbe detto Er Piotta, ed ora che si riscoprono tutti giocatori di scacchi per via di una serie Netflix, tu eri già due o tre mosse avanti 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      È stato un film fondamentale a cui voglio un sacco di bene, malgrado i suoi palesi difetti, e mi spiace sia stato distribuito malissimo.
      Spero che la fama della serie Netflix spinga più gente a cercare film o romanzi scacchistici, perché ce ne sono davvero di buoni 😉

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  2. Vasquez ha detto:

    Bellissima storia della nascita di una passione.
    Il libro si trova ancora?

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  3. Il Moro ha detto:

    Ecco quindi il colpevole! Film e libro non mi interessano granché ma grazie per aver condiviso il momento della nascita della tua ossessione! Ora devi solo farci vedere la scacchiera che hai a casa… 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ la prima volta che racconto pubblicamente l’inizio di questa passione scacchistica, è un periodo che mi sento in vena di aprirmi 😛
      Le scacchiere con cui ho imparato da ragazzino a giocare sono rimaste a casa dei miei, a casa l’unica scacchiera che ho l’ho usata per la copertina del mio racconto scacchistico, “La variante di Marlowe” e mai più usata. Sia perché non gioco mai – sono appassionato degli effetti del gioco in narrativa, non del gioco in sé, in cui sono una schiappa totale – sia perché quando capita uso i software da PC 😛

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  4. Raffa ha detto:

    Sai che anch’io ho visto il film su Tele più e ne sono rimasta folgorata, mi piacque tantissimo. Poi l’ho rivisto anni dopo e mi sono resa conto che era un filmettino in effetti…
    Chissà, forse le atmosfere misteriose, forse l’enigma del dipinto, qualcosa doveva avermi stregato. Il film comunque è conosciuto anche col titolo La tavola fiamminga, così l’ho scaricato io almeno.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non sai quanto sono contento di trovare qualcun altro che abbia fatto il mio stesso percorso “emotivo” riguardo al film ^_^
      All’epoca mi sembrò un filmone, da fiato in gola, incredibile come si cambi nel tempo!
      Sì, ho visto anch’io che gira con quel titolo, ma è stato falsamente scritto dai Pirati dei Caraibi per far capire che è tratto da quel romanzo di Reverte 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Se il valore artistico del film (più che del romanzo) ne è uscito ridimensionato con gli anni, così non è successo per il valore affettivo ed è questo quello che conta davvero: oggi potrà anche non essere più quel capolavoro che sembrava (succede, spesso), ma rimane comunque l’inizio del tuo percorso nel magico/logico mondo degli scacchi 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Rivedendolo oggi ero preparato, ma ti assicuro che agli inizi Duemila, quando miracolosamente il film sbucò fuori in TV, è stata una doccia fredda: ricordavo un thriller mozzafiato e invece al massimo era un filmetto da pomeriggio televisivo. Però almeno il suo lavoro l’ha fatto egregiamente 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Per rimanere in tema, ti segnalo questo fumetto (tra l’altro uscito anche da noi molto tempo fa, in una delle rarissime e imprevedibili fasi di pubblicazione e distribuzione dei fumetti Trek in edicola) le cui vignette iniziali comprendono una scacchiera “cosmica” con un paio di pedine che dovresti conoscere piuttosto bene 😉
        https://memory-beta.fandom.com/wiki/All_of_Me

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ti ringrazio, spero di riuscire a trovarlo 😉

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Mai visto ma…storia, dipinto, mistero e scacchi…per quanto sia un piccolo film capisco in pieno la passione che ti ha scatenato e come ti possa aver emozionato all’epoca incidendo alcuni tratti del tuo percorso; inoltre, viste la caratteristiche menzionate sopra, l’empatia diventa ancor più evidente…toccando l’apice con la citazione finale dei thrillerini di TV8! 🙂 🙂

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  6. Kukuviza ha detto:

    Oh finalmente ho capito l’origine di tutto!
    E finalmente una storia che parla veramente di scacchi e non li usa come tappezzeria! Ma perché nel romanzo dici che la parte gialla è un po’ leggerina? perché si parla troppo di scacchi?
    Comunque tutto molto interessante, me li hai venduti tutti e due. ahaha il mago degli scacchi è poco credibile, sembra il cantante dei maneskin!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Al contrario, il romanzo si salva proprio perché c’è parecchio spazio per gli scacchi, altrimenti la trama di suo non sarebbe molto diversa dalla solita “agathachristata”. Ci sono cinque o sei personaggi e uno di loro è un assassino: devi essere bravo per gestire il tutto, e per fortuna dare spazio agli scacchi salva una trama che mi sembra un po’ leggerina, con tutti i thrilleroni che girano.

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