Meltdown (1995) Jet Li, eroe diehardo

È il momento di trattare un film che cito da anni, semplicemente perché merita di essere citato, e anche perché è così pieno di idee che sbuca fuori in molte discussioni.
È il momento di aggiungere Jet Li al novero degli eroi diehardi, quelli cioè che già sono gagliardi ma la “g” diventa “d” quando si ritrovano protagonisti di una storia alla Die Hard (1988).

Accettando di morire per la prima volta su schermo, Jet Li con Arma letale 4 (1998) paga il dazio richiesto da Joel Silver per entrare nel cinema d’azione americano di serie A, e di lì a poco anche la prima delle colonie americane, l’Italia, riceve l’onore di vedere distribuiti i film di uno dei più grandi attori marziali asiatici.
Alcune case americane comprano vecchi film di Jet Li e così anche i sempre distratti distributori italiani possono racimolare roba a casaccio, portandola nelle nostre videoteche a singhiozzo. Recuperato nel 2001 dalla Spartan (Sony Pictures), High Risk (1995) finisce in un pacchetto di tre film che la Columbia Tristar doppia in italiano e porta nel nostro Paese nel 2003, in DVD splendidamente confezionati (addirittura multi-lingue, una pratica ormai dimenticata) e dal prezzo da infarto. Erano costosissimi, ma un pazzo malato di cinema marziale come me non poteva lasciarseli sfuggire.

Con un titolo originale (鼠膽龍威) che non lascia alcuno spazio a dubbi, visto che significa letteralmente “duro a morire”, il film in Europa viene ribattezzato Meltdown e in Italia viene aggiunto l’immancabile sottotitolo idiota: La catastrofe, per motivi noti solo agli psichiatri che hanno in cura i distributori nostrani.

Il nome alternativo di Die Hard

Non sfugga la data del film, perché spiega la trama. La pellicola inizia con il tenente Kit Li (Jet Li) che guida una squadra di artificieri a disinnescare una delle bombe piazzate dallo spietato terrorista noto come il Dottore (Kelvin Wong), mi piace pensare chiamato così in omaggio a quel Dottore.
L’operazione finisce malissimo, salta in aria un pullman pieno di ragazzini, fra cui il figlio di Kit, e la maestra, moglie di Kit: filotto! Già vediamo la differenza del gusto asiatico, che se c’è da sterminare dei ragazzini non si fa certo problemi.

Cosa può fare un artificiere disoccupato e traumatizzato dal dolore della perdita della propria famiglia? Ovvio… lo stuntman!

Jet Li che finge di fumare per simbolizzare il dolore interiore

Il 21 gennaio 1995 esce nei cinema di Hong Kong Terremoto nel Bronx, ambizioso film con cui Jackie Chan riuscirà finalmente a conquistare l’America: il 12 luglio successivo esce questo High Risk, dove la star concorrente Jet Li va a lavorare come cascatore per un divo viziato e vanesio, con la faccia da scemo e con al seguito un agente vestito in modo discutibile. E se la parodia di Jackie non fosse ancora chiara, il divo è interpretato da Jacky Cheung.

Sì sì, è proprio una gran faccia da Jackie Chan! (Con pittoresco Willie Chan al seguito)

Già che ci siamo, la divisa del Frankie Lane Stunt Team è la mitica tuta gialla di Bruce in Game of Death: come si fa a non amare questo film già a dieci minuti dall’inizio?

Jet Li con la tuta gialla di Bruce Lee: senza prezzo!

Il film è scritto e diretto da Wong Jing, autore di un grandissimo successo come God of Gamblers (1989) con Chow Yun-Fat e relativi seguiti, ma che in contemporanea dirigeva le parodie di Stephen Chow, quindi è uno abituato a conoscere sia la versione “ufficiale” del cinema di Hong Kong sia la sua presa in giro. Con il farsesco City Hunter (1993) ha diretto Jackie e chissà che le prese in giro di questo Meltdown di due anni dopo non nascano da quell’esperienza, che a quanto pare è rimasta unica: la filmografia del regista è sterminata, ma non mi sembra abbia più lavorato con Jackie. Visto come lo prende in giro in questo film, non mi stupisce.
Wong Jing ha conosciuto Jet Li dirigendolo in Last Hero in China (1993), uno dei film su Wong Fei-hung separati dalla “saga ufficiale”, e ha firmato alcuni suoi wuxiapian non certo memorabili, prima di questo film decisamente migliore. Dove però Jet è un po’ oscurato dal vero protagonista: quel babbeo di Frankie Lane. «Andrò in America a girare i miei film!»

L’America freme nell’attesa dei film marziali di Frankie Lane

Il Grandeur Hotel non sarà il grattacielo Nakatomi ma va lo stesso bene per ospitare una importante mostra di gioielli preziosissimi che stuzzica l’interesse del Dottore: come ogni trama dieharda, i terroristi si infiltrano nell’edificio fingendosi guardie di sicurezza e tecnici mentre il Dottore entra normalmente, avendo un aspetto rispettabile.
Dopo due secondi si aprono le danze e i terroristi massacrano metà degli ospiti: questo è un film di Hong Kong, i morti si contano a decine. Intanto Frankie Lane si dimostra subito molto meno eroico di come appare nei suoi film.

«Sono intrappolato in un edificio occupato dai terroristi: dove ho già sentito questa storia?»

Per fortuna Kit, sua guardia del corpo, ha riconosciuto il Dottore che gli ha spazzato via la famiglia ed entra subito in azione, all’insegna del “la tocco piano”: con un’auto sfonda l’entrata e comincia a sparare con un’UZI dal parabrezza. Certe cose le vedi solo ad Hong Kong!

Queste cose John McClane non le ha mai fatte

Non è chiaro il piano del Dottore, all’apparenza vorrebbe rubare i preziosi diamanti in mostra e non deve certo sforzarsi di elaborare un piano complesso, visto che entra e massacra tutti i presenti. Perché allora poi non se ne va con i diamanti? Tanto ha un esercito di uomini armati a difenderlo. Invece no, rimane dentro e aspetta pazientemente che arrivi la polizia a tenerlo ostaggio dell’hotel.
Intanto iniziano i vari siparietti d’azione, drammatici e comici in perfetto stile di Hong Kong, con Frankie Lane che scappa da tutte le parti e finisce in ogni tipo di guaio, mentre Kit è lo schizzante eroe d’azione serio che Jet Li interpretava nei film dell’epoca.

Tolta un’unica grande scena di scontro armato e fisico, e una pirotecnica in cui entra con l’elicottero nell’hotel, Jet Li non ha molto spazio nelle sequenze d’azione, visto che deve lasciare la scena a Jacky Cheung.
Il perfido Kong (il bravo Billy Chow, cattivo di secchiate di film anni Novanta) lo ha puntato perché vuole dimostrare come sia solo un attorucolo viziato, non un campione marziale, e questo darà l’occasione al personaggio di riscattarsi: dimenticare cioè gli agi e i vizi di una carriera da attore di successo e riscoprirsi lottatore d’eccezione. E la tuta gialla di Lee aiuta!

Uataaaaaaaaa!

Il film è una classica commedia d’azione di Hong Kong, con tanta azione esagerata, tanta commedia esagerata, riprese schizzate a velocità supersonica e alla fin fine gran divertimento.

Lo scontro al nunchaku giallo di Game of Death è da storia del cinema

Più che una parodia è una libera reinterpretazione in chiave semi-seria di una trama ormai diventata canone, con due attori che bilanciano alla perfezione l’equilibrio della narrazione: il sempre serio Jet Li e il sempre buffonesco Jacky Cheung.

C’è anche un accenno romantico, ma per fortuna è lasciato sullo sfondo

È fra i più divertenti adattamenti del tema diehardo e sicuramente l’unica presa in giro dell’intoccabile Jackie arrivata da noi. Ma forse ci sono altri veramente intoccabili, che è meglio non infastidire, così il direttore del Grandeur Hotel avverte i suoi dipendenti con una frase epica:

«E ricordate: Sammo Hung è il migliore!»

L.

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20 risposte a Meltdown (1995) Jet Li, eroe diehardo

  1. Cassidy ha detto:

    Leggendario. Jet Li con l’abito bianco è diventato iconico, la prima volta che l’ho visto da ragazzino sono impazzito, tutte le citazioni a tutti i miei preferite insieme, ben felice di aver iniziato la giornata leggendo di un bel film come questo 😉 Cheers!

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  2. wwayne ha detto:

    Nei primi anni 2000 Jet Li stabilì uno splendido sodalizio artistico con il regista Andrzej Bartkowiak: il risultato furono 2 film d’azione (Romeo deve morire e Amici x la morte) davvero memorabili. Soprattutto il secondo: Romeo deve morire ha delle pesanti venature romantiche che lo rendono un po’ stucchevole in alcuni punti, Amici x la morte invece è un action “duro e puro” con i controfiocchi.
    Quel regista ha diretto anche uno dei film più memorabili di Steven Seagal, Ferite mortali: insomma, è un vero e proprio Re Mida degli action movies, e i 3 film che ho nominato in questo commento sono senza dubbio le gemme più splendenti della sua carriera.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ho seguito in diretta il “fenomeno” ma ne sono rimasto molto deluso. Uscito dalla sala di “Romeo deve morire” avevo l’amaro in bocca, perché un titano come Jet Li lo avevo ritrovato a fare robbetta patinata non all’altezza del suo talento. (Avere troppi soldi a disposizione ha dato alla testa a Corey Yuen, creando combattimenti in computer grafica che erano la versione “deluxe” di quelli di Hong Kong, ma onestamente inguardabili per un appassionato marziale). Invece dalla sala di “Amici per la morte” sono uscito bestemmiando, sia per la trama demenziale che per aver chiamato Jet Li a fare due secondi di niente. Lo scontro finale con un altro grande come Mark Dacascos lo pregustavo sin dal primo trailer, invece è una roba imbarazzante.
      “Ferite mortali” neanche lo commento. Registicamente sono ottimi film, Bartkowiak sa firmare ottimi prodotti tecnici (come “Doom”) che però lasciano fortemente insoddisfatti a livello di trama: sono prodotti patinati ma vuoti, che quindi per gli amanti dei vari generi non sono neanche da sufficienza.
      Jet Li purtroppo si è infilato in un “circuito di qualità” che l’ha bruciato in America, perché dopo questi filmetti costosi, scintillanti ma stupidi, ha chiuso la sua carriera, dopo decenni di grande successo asiatico. E’ stato il primo a farci scoprire che l’America è male per un attore marziale, perché lì odiano il genere marziale più della peste, quindi è meglio rimanere divi dell’Asia e sfornare ottimi film che fare stupidate americane, belle ma vuote.
      Per fortuna grazie ad alcune case coraggiose anche da noi sono arrivati splendidi film marziali di Jet Li, quelli fatti in patria e senza stupidaggini patinate americane.

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      • wwayne ha detto:

        Ah, che i film di Bartkowiak siano vuoti e senza sostanza è chiaro come il giorno. Tuttavia sono visivamente spettacolari, e in fondo ad un film d’azione non si chiede molto più di questo. Poi certo, ogni tanto capita anche un action movie con dei contenuti (Run all night ad esempio, oppure Joker – Wild Card), ma se non ci sono va bene lo stesso, perché questo è uno dei pochi generi in cui la sostanza è un optional. 🙂 Grazie per la risposta! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Un film d’azione dovrebbe avere azione, principalmente, e i film citati sono film d’azione all’americana: cioè cinque minuti di caciara patinata. Jet Li è abituato a film di arti marziali che hanno scritto la storia del cinema di genere, quindi è davvero triste vederlo nelle produzioni americane. Invece va meglio per Seagal, che tanto cinque minuti di solite mossettine faceva già di suo, quindi non gli cambia niente.
        Bartkowiak non è un regista d’azione, è un regista patinato: non ha la visione dell’azione, ha quella di ciò che può sembrare azione, e sono cose profondamente diverse per gli appassionati del genere. E’ la differenza tra Bruce Lee e Ralph Macchio: quest’ultimo è protagonista di scene molto più curate, dal punto di vista tecnico e stilistico, ma per un appassionato di cinema marziale non basta 😛

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  3. Sam Simon ha detto:

    Sembra divertente! La tutina gialla effettivamente è un omaggio chiarissimo… :–)

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  4. Madame Verdurin ha detto:

    Non avevo idea che ci fosse una parodia di Jackie Chan, che spettacolo! Ma credo che, se qualcuno fa una tua parodia, vuol dire che sei davvero diventato qualcuno, no?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì sì, all’epoca era parecchio che Jackie era il Re dell’Asia, sebbene ancora poco noto in Occidente, quindi è ovvio che se devi fare una parodia prendi a modello uno noto a tutti. Chissà come l’ha presa: per me, male 😀

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Ero sicuro di non averlo mai visto ma quando ho visto Jet Li di bianco vestito che spara con la mitraglietta e Cheung in divisa giallo-nera qualcosa mi è scattato testa. Non ricordo molto ma, come hai accennato nel post, ricordo nitidamente la sensazione di “velocità”. Tutta la pellicola girata con l’acceleratore a tavoletta!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ lo stile di Jet Li, che velocizza molto più di Jackie, che già velocizza di suo. Il risultato è un’azione rutilante che può sembrare “innaturale” ma dopo un po’ sei rapito e rimani a bocca aperta. Ecco perché poi quando vedi i filmoni americani ti sembrano dei vecchi che si menano nel parco 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Anch’io pensavo di non averlo ancora visto, almeno fino a qualche anno fa, ma la tua recensione puntuale mi ha sbloccato la memoria: ottimo mix di equilibri fra serietà/divertimento e azione/marzialità/comicità/battutacce (forse troppe per aspettarsi che il vero Jackie non la prendesse a male 😉 ) 👍… tra l’altro, credo abbia avuto più di un passaggio televisivo .

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Onestamente non l’ho mai beccato, consultando le guide TV, ma chissà che non sia davvero stato trasmesso, malgrado quei film portati in Italia dalla Columbia nel 2003 siano tutti rimasti prerogativa dell’home video. Forse sono troppo costosi per le TV.

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Che “suggerimento” mi hai tirato fuori! Ce l’ho e…non l’ho mai visto (i troppi film posseduti mi fanno perdere qualche chicchina), debbo rimediare! 🙂
    A proposito di film suggeriti e diehardi, ho visto Final Score: lineare e ben costruito nella trama, “old school”, con buoni personaggi, alcune sequenze azzeccate e finale…mitico nonché geniale!
    Per carità, non voglio elogiarlo come un capolavoro ma proprio carino e di questi tempi…l’è oro!
    🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non frapporre tempo in mezzo: corri immediatamente a vedere “Meltdown”!!! ^_^
      Scherzi a parte, i film di Jet sono sempre meritevoli, anche se questo è diverso da quelli dove lui è completamente protagonista: sono molto più seri e seriosi, mentre qui siamo in piena commedia.
      “Final Score” nel panorama attuale dei film d’azione è un regalo inaspettato, perché abbiamo abbassato così tanto l’asticella di ciò che ci rende felici che sembra un filmone, paragonato alla roba Z che gira 😛

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  7. Kukuviza ha detto:

    Beh, il nunchaku giallo vince tutto! Devo dire che non mi aspettavo un film soddisfacente dopo aver visto le locandine! Con tutte quelle tipiche fiamme, esplosioni, fotomontature e scritte orrende!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La grafica dei film di Hong Kong raramente raggiunge la mera sufficienza, ma temo non ci badino molto. Quando poi arrivano in Italia è pure peggio, coi grafici nostrani che danno il peggio di sé 😀
      Il film è decisamente meglio rispetto alla locandina, anche se rimane un prodotto d’azione marziale adatto solo a chi ama quel genere e quello stile.

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