Il Dungeons & Dragons di “Stranger Things” (guest post)

Cedo la parola con grande piacere a Roberto Chiavini, esperto ed appassionato in vari campi non ultimo i giochi di ruolo e da tavolo. Visto che nell’intrattenimento cine-televisivo non è raro trovare i protagonisti impegnati in questo tipo di gioco, gli ho chiesto un parere da esperto sull’argomento: ecco il guest post di risposta.
Vi ricordo che in libreria trovate il suo recente saggio Il lato oscuro dell’esercito romano. Gli ammutinamenti di epoca repubblicana (Odoya 2020) e non esitate ad iscrivervi al suo gruppo facebook Roberto Chiavini Games.


Il Dungeons & Dragons
di “Stranger Things”

Fra le molte serie televisive che hanno “ospitato” una o più partite di D&D, la prima stagione di “Stranger Things” – creata dai The Duffer Brothers (Matt e Ross Duffer) – è quella che più di ogni altra trae moltissimi spunti dal gioco e dalla stessa campagna di gioco dei protagonisti (si è arrivati a dire, secondo me con una certa base di attendibilità, che l’intero plot della prima stagione non sia altro che un’unica lunga avventura di D&D trasposta nel mondo “reale”). Diversamente dal film che cita (ovviamente E.T.), in questo caso non vi sono stati problemi a usare il vero gioco della TSR (Tactical Studies Rules) e Will Byers (Noah Schnapp) e compagnia utilizzano  la versione classica del gioco e, se nella prima scena non si riesce a stabilire esattamente quale edizione stiano utilizzando, nella quinta puntata (15 luglio 2016) si vede chiaramente uno dei libretti presenti nella scatola Expert del gioco, la famosa scatola blu, la seconda che, dopo la mitica scatola rossa, ampliava il gioco, portandolo dal quarto al quattordicesimo livello, oltre ad aggiungere nuove regole e nuove creature.

L’elemento caratterizzante della partita giocata nella serie è la miniatura del principale mostro che i giocatori si trovano ad affrontare: il demogorgone (demogorgon), che infatti poi darà il nome alla mostruosa creatura che abita il mondo “sottosopra”. Ora, quella miniatura è in effetti un reperto storico di quegli anni, originariamente prodotto dalla Grenadier (casa americana specializzata, che era molto famosa, insieme alla “rivale” Ral Partha) per le sue splendide miniature di draghi – alcune delle quali potete scovare ancora oggi, mirabilmente dipinte, su qualche scaffale di Stratagemma, se mai dovesse capitare di farvi un giro – una volta esaurita questa odiosa pandemia). Come molte altre delle miniature di quel lontano (temporalmente parlando) catalogo, sono state ristampate e ripubblicate agli inizi del nuovo millennio da una casa fiorentina, la Mirliton (nata negli anni Ottanta per produrre miniature storiche e, in particolare, dedicate al calcio storico fiorentino, ma che poi si è evoluta anche verso il fantasy, rendendo di nuovo facilmente accessibile una vasta gamma di tipologie di creature e personaggi fantastici, adatti al gioco di ruolo).

Personalmente, ricordo di aver venduto diverse copie del demogorgone ben oltre dieci anni prima della sua fama televisiva. Era una bella miniatura, che non stonava in effetti in nessuna campagna di gioco di D&D.
Apparteneva al set “Fantasy Lords”, la cui prima serie risale al 1983, anno in cui è ambientata la serie TV, ma apparve soltanto qualche mese dopo, nella primavera del 1984; quindi, la sua presenza fin dall’inizio della serie è una forzatura (un errore non gravissimo, ma comunque un errore, da parte degli sceneggiatori).

Il mostro di per sé risale ai primissimi moduli del gioco (a “Eldritch Wizardry” del 1976, per la precisione) ed è stato considerato ai vertici della classifica delle creature più popolari di sempre del famoso gioco di ruolo in un sondaggio piuttosto recente (così come il mind flayer, lo scorticatore mentale, il mostro principale della seconda stagione della serie TV).

Nella seconda stagione invece ci sono vari riferimenti alla versione avanzata del gioco, “Advanced D&D” (in particolare nelle classi dei personaggi), quasi i ragazzi fossero cresciuti di livello per aver “risolto” positivamente la precedente campagna.

Aldilà del valore intrinseco della serie, il lavoro certosino di creazione di un mondo adolescenziale (o proto-adolescenziale) della metà degli anni Ottanta è piuttosto ben fatto e servirà poi da spunto ad un’altra recente serie TV ambientata negli stessi anni (ovvero lo spin-off di TBBT, “Young Sheldon”), che eliminato ogni elemento fantastico è comunque abbastanza curata nel porre in evidenza molte delle peculiarità, anche ludiche, di quel decennio (che comincia a essere lontano, maledizione… si invecchia, perché quegli anni io li ho vissuti da adolescente e universitario).

Roberto Chiavini


Ringrazio di cuore Roberto per la sua disponibilità e spero tornerà presto nel blog.

L.

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10 risposte a Il Dungeons & Dragons di “Stranger Things” (guest post)

  1. Cassidy ha detto:

    Il post mi è piaciuto più delle ultime stagioni di “Strane Cose”, sono ancora convinto che il mistero misterioso di quella serie si risolverà alla “Lost”, scopriremo che tutto era una lunga partita dei protagonisti a D&D 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      O il sogno di ragazzi talmente annoiati da ore di D&D da essersi addormentati sul tabellone 😀
      Io non ho mai trovato il coraggio di iniziare, ma mi dicono esserci parecchie citazioni aliene quindi prima o poi mi toccherà…

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Sono sempre stato curioso di sapere come giocassero le prime edizioni di D&D negli USA: le poche volte che ci ho giocato, non abbiamo mai usato tabellone e miniature!
    Giusto dalla terza edizione, che richiedeva la gestione precisa della tattica per via di alcuni elementi legati alla posizione delle miniature (anche se usavamo sempre pupazzetti presi dalle merendine, epica saltami addosso XD ).

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Grazie per il post che tra l’altro mi ha dato lo spunto definitivo per il regalo di Natale: una bella miniatura di demogorgone!!! 🙂 🙂 🙂

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  4. Madame Verdurin ha detto:

    Post interessantissimo, grazie! Sono indietro con Stranger Things, recupererò. Il recente lockdown mi ha portato a provare il D&D a distanza, su piattaforma apposita che permetteva di gestire mappe, schede e personaggi… sarebbe anche una cosa forte, se non si passasse tutto il tempo tra “ci siete?” “vi ho persi!” “non ti sento, ripeti!” “mi sono disconnesso” “vado a farmi un caffè” “chi ha la tv accesa la spenga che non si sente niente!” eccetera eccetera… le gioie del progresso!

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  5. Giuseppe ha detto:

    Sono andato a fare un giro sul catalogo della Mirliton: fra le altre creature hanno persino Cthulhu, anche se viene chiamato con un altro nome 😉

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