[Telemeno] 1983 – Manimal

È esistito un tempo in cui la passione marziale ha spinto alcuni visionari a tentare una strada senza uscita: portare il “cinema di menare” in TV. Per lo più sono esperimenti falliti, ma hanno comunque lasciato tracce importanti nell’immaginario collettivo. Ecco le loro storie.


Un giorno qualcuno dovrà studiare il curioso fenomeno per cui nelle reti berlusconiane degli anni Ottanta sono esplose serie TV fallimentari, spacciate da noi per grandi prime visioni ma in realtà esperimenti falliti in patria. In fondo quando alziamo gli occhi al cielo vediamo la luce di stelle morte milioni di anni fa, ed è questo l’atteggiamento che noi giovanissimi spettatori dell’epoca abbiamo avuto con le reti del Berlusca: ammiravamo felici la luce di stelle morte.

La serie ammirata dall’Italia quando era già morta da anni

Negli anni in cui ero il fan numero uno di “Automan”, una serie fallimentare perché troppo avanti per l’epoca – infatti oggi la si può gustare sulla piattaforma Prime Video! – Italia1 con grande clamore portò sui nostri schermi un esperimento fallito in patria: “Manimal“.

«Jonathan Chase: padrone dei segreti che separano l’uomo dall’animale… e l’animale dall’uomo.»

Qualsiasi cosa pensiate oggi di una serie in cui il protagonista combatta il crimine trasformandosi in vari animali, posso testimoniare come all’epoca fosse la cosa più meravigliosamente gagliarda si potesse concepire. Seconda solo ad un uomo-informatico che mentre sfreccia in una Lamborghini digitale la trasforma in elicottero e vola via. Va’, che mi vengono ancora i brividi…

Tipici eroi politicamente corretti anni Ottanta

Nata il 20 settembre 1983 e chiusa il successivo 17 dicembre dopo solo otto episodi – che in Italia saranno replicati a dismisura per anni – “Manimal” è un buco nell’acqua malgrado abbia tutte le carte in regola: protagonista bianco, bello e ricco che combatte il crimine aiutato da biondina pepata e amico nero supercool. Ogni regola degli anni Ottanta è rispettata. Evidentemente il pubblico non ha gradito.

Avevo undici anni quel sabato 20 aprile 1985, quando partì la seratona di Italia1 (che posso ricostruire grazie ai fenomenali archivi del “Radiocorriere TV“, di cui ringrazio sempre Lorenzo): alle 20 “L’incantevole Creamy” (irrinunciabile!), alle 20.30 “Supercar” (presente in palinsesto ogni giorno per i successivi quarant’anni!) e alle 21.30 finalmente “Manimal”, seguito alle 22.30 da “Automan”. Ditemi voi se non è una seratona anni Ottanta da applauso!
Nella sana tradizione delle emittenti nazionali, il primo episodio in onda in Italia è in realtà l’ultimo della serie, L’orso dorato: avete mai sentito di una serie televisiva trasmessa in ordine in Italia prima dell’epoca di internet?
L’ora mi sembra un po’ tarda, in famiglia siamo sempre andati a letto presto e all’epoca non avevamo il videoregistratore: mi sa che la serie l’ho vista quando Italia1 l’ha replicata nell’estate 1986 alle 19, orario in cui sicuramente ero incollato davanti alla TV.

Momenti di altissima TV

Come si può migliorare una serie già perfetta? Ovvio: inserendoci un episodio marziale.

Cos’è che nei primi anni Ottanta spacca di brutto? Le “cineserie”, cioè temi di sapore asiatico, robe esotiche buttate lì a casaccio che al pubblico occidentale fa tanto “misteri d’Oriente”. Quindi vai con i quartieri cinesi pieni di triadi criminali avvolte nell’omertà, Dragoni come se piovesse e antiche tradizioni inventate sul momento. Vale tutto, perché è un territorio ancora inesplorato.

Tie’, se non sono anni Ottanta questi…

Nella settima puntata, Breath of the Dragon (10 dicembre 1983, il cui primo passaggio sicuro in Italia è domenica 9 agosto 1986 con il titolo “Il soffio del drago“), scopriamo che a Chinatown regna un signore del crimine chiamato Drago, con la faccia di George Cheung, quello che anni prima la Golden Harvest aveva presentato agli americani come “strambo sbirro” al fianco di Robert Mitchum in Poliziotto privato: un mestiere difficile (1977). Ma anche l’agopuntore che guarisce Peter Parker ne L’Uomo Ragno sfida il Drago (1981).

Quando il giovane George Cheung dominava Chinatown

Il Drago è così cattivo che fa esercitare i propri discepoli nel kung fu cinese ma con le armi del kobudo giapponese: nel 1983 non puoi presentarti su schermo a mani nude, quindi vai di nunchaku, katana e shuriken. Fondamentali attrezzi del mestiere.

Nel decennio ninja, queste sono armi obbligatorie in ogni palestra

Lasciatemi però specificare: l’essere una cafonata non toglie nulla alla miticità della scena in cui il Dragone fa il ganzo con i suoi sottoposti. Erano i primi anni Ottanta e questo era considerato il massimo della gagliardiaggine.

Mi sia consentito un… Uataaaaaaah!

Per fortuna il regista dell’episodio, Leslie Martinson, non è cieco e quindi appena George Cheung comincia ad agitare il nunchaku senza sapere cosa farci, visto che palesemente non ha idea di come si usi l’arma, parte con il campo lungo per mascherare un po’ l’incapacità dell’attore. Ma, ripeto, era questo lo standard dell’epoca: ancora nel 1988 di Nightmare 4 veniva usato il nunchaku come “arma figa” anche se l’attore poi non sa gestirla.

Alzi la mano chi non ha idea di come si usi un nunchaku

Risolta una disputa tra discepoli a colpi di bastoni del Kendo, tanto perché la fusione delle arti asiatiche sia completa, è il momento per il Drago di punire il biondo Jonathan Chase (Simon MacCorkindale), l’americano bianco che sta ficcando il naso a Chinatown facendo troppe domande.
Il nostro eroe protagonista, infatti, sta cercando di scoprire che fine abbia fatto Bobby Tan (Rummel Mor), un bravo ragazzo che si dice traviato dalle cattive compagnie: sua missione sarà riportarlo alle amorevoli cure di nonno Tan, interpretato da un attore che potreste aver già incontrato. Si chiama James Hong, potrebbe essere un volto noto: ha interpretato ogni film esistente nella storia del cinema!

Potreste aver visto James Hong in uno dei suoi milioni di film

Ritrovatosi nella palestra del Dragone, il nostro Jonathan Chase è nei guai perché non è in grado di affrontare gli espertissimi lottatori del Drago, gente capace come Peter Kwong, che due anni dopo sarà ingaggiato da John Carpenter per Grosso guaio a Chinatown (1986), e scusate se è poco.

Appena firmo con Carpenter mi rimetto la giacca

Malgrado Jonathan Chase possa trasformarsi in qualsiasi animale voglia, grazie a poteri misteriosi e mai spiegati, in realtà sceglie sempre gli stessi: una pantera nera perché fa figo, un falco per volare, e poco altro. Ma ora, circondato da cinesi marziali e incacchiati, sceglie l’animale perfetto per la situazione… un bovino!

Nuoooooooooooooooooooooooooooooooo!

Ma perché? Che c’entra ’sto toro? E come se non bastasse fugge dalla palestra abbattendo un muro: ma i tori hanno la forza di abbattere i muri?

A colpi di Cow Fu!

Può essere sfuggito al primo attacco, ma Chase non sfuggirà… alla fiatella del Drago!

«’sta mano po’ esse fèro…

… e po’ esse piuma…

… oggi è stata ’na piuma.» (cit.)

Sfidato dal Drago ad un combattimento mortale davanti a tutta Chinatown (in realtà quattro persone!), così da stabilire chi comandi in città, il nostro Jonathan Chase rispolvera quanto già abbiamo visto usare in “The Green Hornet“, altra serie fallimentare: la teoria per cui le arti marziali siano nate dall’osservazione dei combattimenti animali.
Come può un ricco bianco imparare in diciotto ore a diventare un lottatore fenomenale? Visto che conosce tutti i segreti degli animali, basta che si ricolleghi alle loro capacità combattive.

Mossa del Cane che deve fare la Caccona

Mossa del Macaco sessualmente confuso

Imparate quattro mossette che neanche un cieco potrebbe confondere con arti marziali, ma che per gli Ottanta vanno bene, MacCorkindale e Cheung sono pronti per il grande ritorno di uno scontro marziale sulla TV americana, che non ne vedeva uno da vent’anni: da quando cioè Bruce Lee e Mako si erano affrontati in “The Green Hornet”.

Un momento storico

Il combattimento, com’è facile immaginare, è roba raffazzonata, ma merita di essere citata la fine: quando cioè Chase si ricollega alle capacità dell’aquila (che vediamo in un montaggio incrociato), allarga le braccia quasi a librarsi…

Spirito di Miyagi, aiutami tu

… e sferra un calcione fatale all’avversario. Solo due mesi dopo che nella stessa Los Angeles si sono svolte le riprese di un film in cui Ralph Macchio ha allargato le braccia come una gru per poi sferrare il suo calcione fatale all’avversario, solo che Karate Kid uscirà solamente nel giugno 1984.
L’aquila di “Manimal” arriva alla stessa mossa della gru di Daniel-san.

Va’ che colpo Macchio!

Il Drago è battuto con la forza degli animali e la giustizia trionfa a Chinatown. Qual è dunque la morale dell’episodio? Ovvio: che un bianco ricco può fare tutto!

Jonathan Chase: cintura nera di bianchitudine!

Scherzi a parte, vista oggi la serie “Manimal” sembra maledettamente datata ma ribadisco di nuovo che all’epoca era di una bellezza bruciante, e nei marzialissimi anni Ottanta un qualsiasi prodotto di narrativa popolare non poteva assolutamente ignorare la marzialità orientale, protagonista di qualunque medium.
Ormai la diga è aperta: il piccolo schermo sta per conoscere uno tsunami di marzialità inarrestabile, come vedremo nelle prossime settimane.

L.

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22 risposte a [Telemeno] 1983 – Manimal

  1. Cassidy ha detto:

    Il mondo si divide in due: chi si esaltava per la sigla di “Manimal” e chi (bontà sua) è troppo giovane per ricordare la serie. Non ci sono alternative.
    Lei era la biondina di Flash Gordon, lui me lo ricordo abbastanza come un palo, ma faceva cose talmente fighe da conquistare lo stesso, poi hai messo nero su bianco una grande verità, siamo cresciuti con serie nate morte, Tom Selleck in visita da noi si è stupito della popolarità di “Magnum P.I.” dimenticato negli Stati Uniti e replicato fino alla nausea qui da noi, quindi seguire una serie in ordine cronologico allora era impossibile, anzi sembrava che le serie durassero dieci stagioni. Detto questo il Cow-Fu ha vinto tutto oggi, così come la posa della Macaco, sono morto dal ridere 😀 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Replicare una serie ogni giorno per quarant’anni in effetti aiuta a farla sembrare sempre viva: non importa che giorno sia, su un qualche canale Mediaset c’è “Hazzard”, “A-Team”, “Supercar” e via dicendo 😀
      Quando su Prime Video scopri che c’è “Automan” rimasterizzato, capisci che le stelle morte continuano a brillare, e che anche “Manimal” ha il suo spazio nel firmamento ^_^
      Ricordo che da ragazzo se per caso girando i canali beccavo “Manimal”, mi fermavo e mi riguardavo l’episodio, anche se con solo otto puntate rivedevi in pratica sempre lo stesso, ma la figaggine era così alta che non importava 😉

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      • Lorenzo ha detto:

        Biondina di Flash Gordon? Un appassionato di Z non può che ricordarla come la compagna d’avventure di Chuck Norris ne “Il tempio di fuoco” 😀

        All’epoca non ero interessato ai telefilm (a parte Star Trek 😀 ), quindi, nonostante i miei amici ne parlassero in continuazione, non ho mai guardato i vari Automan, Supercar, Magnum PI, A Team e compagnia. Nemmeno adesso sono amante delle serie, forse perché richiedono troppa costanza. Ma, con soli otto episodi, proverò a darci un’occhiata.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non mi è mai interessato Flash Gordon (visto e dimenticato all’istante) e preferisco ignorare che esista un film chiamato “Il tempio di fuoco”, che mi sento male già solo a scriverlo 😀 Quindi per me quella biondina rimane la biondina pepata di “Manimal”.
        Quelle serie le vedevo quando ancora erano giovani, quarant’anni fa, oggi hanno perso in freschezza 😀

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  2. Kukuviza ha detto:

    Me lo ricordo anche se non l’ho mai visto. Lasciati dire che il cow-fu è geniale! Che poi mi sembra davero una mucca più che un toro. ma perchè non lo incorna quando è in versione bovino? non sarebbe la cosa più semplice, invece di fare le mossette? ok, forse fa meno figo, però…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Guarda, il potere del protagonista è alquanto fumoso, figurarsi la logica delle sue scelte. Visto che non ha problemi di dimensioni, non deve cioè trasformarsi in un animale di pari massa corporea, perché non si trasforma in ragno velenoso e fa fuori i cattivi con facilità? 😀
      Scherzi a parte, non è una serie invecchiata bene ma la sua totale miticità agli occhi di chi l’ha vista da giovane la rendono immune a qualsiasi giudizio: la si sfotte, la si spernacchia, ma la si guarda ^_^

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      • Giuseppe ha detto:

        Gli effetti prostetici erano pure di Stan Winston (che, evidentemente, aveva giusto il budget necessario per i soliti tre animali e SOLO quelli), nientemeno!
        Manimal sarà pure una serie datata, un esperimento fallito, tutto quello che vogliamo ma anch’io c’ero e, quindi, non posso che ricordarla con grande affetto (episodio marziale compreso, ovvio) 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        C’erano così tante ottime idee che ogni difetto passava in secondo o terzo piano 😉

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  3. Il Moro ha detto:

    Ricordo ancora le scene delle “trasformazioni”, ripetute sempre uguali in ogni episodio, come se le avessi viste ieri.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La serie faceva un uso abnorme dei classici inserti ripetuti: tra la sigla e l’intro, che duravano venti minuti, e le scene di trasformazioni, girate una volta e ripetute identiche almeno una volta a puntata, ogni episodio in pratica aveva dieci minuti di storia 😀

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Dopo napster mi piazzi un palinsesto da seratona anni ’80…insomma, questi giorni mi vuoi proprio far venire i lucciconi 🙂
    Oltre a ciò, bel post, serie mitica, trasformazione bovina ancor più mitica, le “quattro mossette” ancor ancor più mitiche! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sfogliare vecchie guide TV riserva molti momenti-lucciconi, con palinsesti che all’epoca davamo per scontati ma che oggi sembrano una spremuta di miticità.
      Che effetto poi rivedere ad alta definizione telefilm che all’epoca intravedevamo attraverso la nebbia di trasmissioni televisive che i “giovani d’oggi” non saprebbero mai concepire 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Oggi è tutto più immediato, a portata e on line, tuttavia…lunga vita alle vecchie guide tv cartacee e alle mitologiche “nebbie”! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Negli anni Novanta ogni mese si studiava approfonditamente il catalogo di Tele+ e ogni settimana FilmTV, entrambe riviste che alla fine erano devastate: tra sottolineature, ritagli e spiegazzamenti vari erano parecchio “provate” alla fine del mese 😀
        Che avrei dato per avere la possibilità di diventare un accumulatore seriale e conservare tutte le guide TV dagli anni Ottanta ad oggi 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Davvero! Quanta mitica ricchezza è passata attraverso le nostre inconsapevoli mani! 🙂

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Giuro che quando qualche anno ho scoperto che MANIMAL era composto da 8 miserissimi episodio mi sono cascate le… braccia! Ma come? Replicato alla nausea e infilato in ogni buco possibile di palinsesto, erano 8 schifosissime puntate?!?! Quella figata totale di MANIMAL, 8 episodi?!?! Non ci volevo credere.

    Comunque (vado a memoria…) mi pare che fu sospeso perché lo misero contro DALLAS nel pieno della sua gloria. Ergo: follia, 8 episodi e addio “Manimal”. Magari se lo trasmettevano in altri giorni o orari sarebbe durato di più. Boh!

    Sempre se non erro fu Rick Baker in persona a creare le trasformazioni da umano a animale.

    (Bellissimo AUTOMAN ma ancora più bello il paragone con le stelle morenti)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La tua reazione è la stessa mia, anche quando ho scoperto che “Ellery Queen” era una serie morta, con tipo una decina di episodi e basta. Ma siamo matti? E’ andata in onda per anni e anni ovunque, come fa ad avere solo dieci episodi?
      Magia dei palinsesti: Mediaset ai tempi d’oro ha comprato una decina di serie e nei successivi quarant’anni ha trasmesso sempre e solo quelle. Le serie che ha comprato in seguito – e sono tante – le ha mandate una volta sola e poi ha bruciato la pellicola. Ha tradotto serie deliziose solo per il gusto di seppellirle vive in cantina e non farle mai più vedere a nessuno, perché ogni fottuto giorno deve andare in onda Supercar…
      Manimal è una di quelle, sopravvissuta fortunatamente grazie ai canali regionali che l’hanno ampiamente replicata: altre serie purtroppo non sono state così fortunate e sono perse per sempre dall’inizio dei Novanta: esistono in Blu-ray in tutto il mondo, in Italia nessuno le ha mai più viste da trent’anni. Potenza dei palinsesti 😛

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  6. Gioacchino Di Maio ha detto:

    Anch’io sono stupito nel leggere che era composta da 8 episodi, mi parevano almeno una trentina, ma forse era perché dopo averli visti non ti ricordavi più nulla tanto erano dimenticabili.

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  7. Pingback: [Telemeno] 1983 – Ralph + A-Team | Il Zinefilo

  8. loscalzo1979 ha detto:

    quaterna fissa della mattina 80 di Italia1 con Automan, Hazzard e A-Team
    Le trasformazioni erano interessanti, la serie Meh.

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