[Telemeno] 1984 – The Master Ninja

È esistito un tempo in cui la passione marziale ha spinto alcuni visionari a tentare una strada senza uscita: portare il “cinema di menare” in TV. Per lo più sono esperimenti falliti, ma hanno comunque lasciato tracce importanti nell’immaginario collettivo. Ecco le loro storie.


Questa è la recensione più veloce di sempre: “The Master” è il più fottuto capolavoro che sia mai apparso in televisione. E basta. Fine della recensione.
Va be’, magari un paio di parole in più le scrivo.

Un’immagine di puro mito

Non so perché tutti pensino che Lee Van Cleef sia un noto attore di film western, visto che l’unico ruolo perfetto della sua carriera è stato il maestro ninja televisivo.

Il vero apice della carriera di Van Cleef!

È un regista televisivo affermato, ha messo mano anche a Game of Thrones, ma negli anni Ottanta era un attore e memorabile è il suo ruolo in Classe 1984 (1982) di Mark L. Lester: non importa, Timothy Van Patten sarà sempre l’allievo del maestro ninja.

L’eterno allievo del maestro

Immaginate il piccolo Etrusco dodicenne, drogato di marzialità, che vede Shô Kosugi lanciare shuriken in TV: nessuna droga al mondo può darti l’estasi raggiunta da questa serie.

Un’immagine che dovrebbe stare in un museo

C’è chi considera Bill Conti noto per aver composto il tema musicale di Rocky (1976): bazzecole! Conti merita fama eterna per aver composto la sigla televisiva più mitica di ogni epoca.
Vai con la sigla!


In viaggio col Maestro

Come potrebbe essersi intuito, amo visceralmente questa serie come solo un ragazzino può fare: non avevo ancora compiuto dodici anni quel luglio 1986 in cui Italia1 iniziò a presentare una “stella morta”. La serie “Master” (questo il titolo italiano) infatti è uno di quegli esperimenti falliti che hanno continuato a vivere in Italia per anni: purtroppo non ha avuto la fortuna di essere replicata ogni giorno per quarant’anni, come altre serie di Italia1, ma per essere una serie chiusa dopo soli tredici episodi è già stato un miracolo averla vista.

Che darei per rivedere il titolo italiano dell’epoca

Ogni momento della mia adolescenza vissuto con “The Master” è scolpito a fuoco dentro di me e fa parte integrante di me. Ricordo ancora quel 12 ottobre 1986, una domenica in cui festeggiammo il mio compleanno in anticipo. Anni dopo ho sentito dire che porta male festeggiare prima, ma all’epoca nessuno lo diceva, e poi il giorno dopo era lunedì e c’era scuola: la domenica prima era il momento migliore per festeggiare. Fu una delle rarissime occasioni in cui vennero a casa nostra le mie due nonne (materna e paterna), con cui non ho mai avuto alcun rapporto, e anche allora non cambiò molto: loro stavano lì, a parlottare con i miei, mentre io giocavo con il mio migliore amico dell’epoca. Poi però arrivarono le 16,15 e per me parenti e amici potevano tornare da dove erano venuti: su Italia1 c’era il Maestro e non esisteva altro.
Quel giorno andò in onda Una rapina a Las Vegas, che si chiude con un calcio volante che mi ha fatto compagnia per tanti anni a seguire.

Tirare un calcio volante sopra un elicottero: senza prezzo!

Sicuramente chi la vedesse oggi la troverebbe terribilmente datata, se non addirittura ingenua, ma “The Master” è stata l’apice della ninjamania dell’epoca, ed ha fallito solo perché la NBC è stata così folle da programmarla lo stesso giorno in cui la CBS trasmetteva “Dallas”: non esiste magia ninja che tenga, contro le soap opera.

Un’esordiente e sconosciuta Demi Moore nel primo episodio della serie

La serie è pencolante, piena di trovate discutibili, mal diretta (nessuno si è premunito di rendere credibile il passaggio tra attore e controfigura, così che Lee Van Cleef spesso ha gli occhi a mandorla!), scritta in modo superficiale e mille altri difetti assolutamente veri: ciò non toglie che rimanga totalmente mitica, nonché il primo prodotto in assoluto a mostrare arti marziali di altissima qualità su piccolo schermo.
Non le mossettine stupide di David Carradine, non le scazzottate americane contro cascatori asiatici, ma veri e propri combattimenti di qualità eccelsa tra atleti vestiti da ninja. Nessuno dei film ninja americani, cioè il massimo della qualità del genere, aveva combattimenti così ben curati.

Poteva mancare una scena del <i<dojo alla Bruce Lee?

Creata da un prolifico sceneggiatore televisivo come Michael Sloan – il cui cognome anticipa di qualche anno la dinastia dei protagonisti della saga di Kickboxer – la serie racconta del maestro ninja John Peter McAllister (Lee Van Cleef) che abbandona il proprio clan in Giappone ed inizia il suo viaggio in America alla ricerca della figlia, che ovviamente non troverà mai. Il suo clan ninja non la prende bene e gli giura vendetta, quindi uno dei suoi allievi – Okasa (Shô Kosugi) – lo tampina e volta dopo volta cerca di ucciderlo. L’unico altro allievo noto – Lika (Soon-Tek Oh) – non sembra avere alcun interesse nell’uccidere il maestro.
In un’occasione Okasa diventa maestro a sua volta, addestrando una kunoichi per una sorta di “vendetta per interposta persona”: è la prima volta (e forse l’unica) che una donna ninja appare in una produzione americana, un anno dopo la nascita a fumetti della Elektra di Frank Miller.

Quanti prodotti americani ricordate con una donna ninja?

In America il maestro McAllister incontra un giovane sbandato, Max Keller (Timothy Van Patten), con cui decide di stringere alleanza: il giovane l’aiuterà dal punto di vista logistico, a bordo del suo furgone che sembra rubato ad “A-Team”, e il maestro gli insegnerà un po’ di ninjutsu, anche se durante la serie di lezioni marziali se ne vedranno davvero poche.

Il maestro è pronto ad interrogare

Avventura dopo avventura, i nostri gireranno di città in città aiutando vecchi amici, riparando torti e difendendo i deboli, in un classico schema western in cui Van Cleef non stona di certo.

La serie che fonde davvero western e marzialità

Sembra scontato specificare che la forza del prodotto non è nella serialità classica, nelle trame o nella sceneggiatura, tutta roba da dimenticare: la potenza che rende immortale la serie è l’altissima qualità marziale, garantita dal giovane Kosugi che in questo periodo sta esplodendo e che sta bruciando parecchie tappe, anche perché il gioco durerà poco.
La cancellazione della serie, nell’estate del 1984, è tecnicamente la fine della carriera dell’attore giapponese, esploso in America con L’invincibile ninja (1981) e che in soli tre anni ha creato da solo, con le proprie mani (e pure i piedi), il cinema ninja americano. Purtroppo non c’è vita oltre Kosugi.

Un ninja discreto e perfettamente mimetizzato

Sulla rivista specialistica “Iniside Kung Fu” dell’agosto 1984 – mai data fu più fatidica – troviamo un’intervista a Kosugi condotta mentre sta ancora girando “The Master”, e l’attore racconta che lavora alla serie dal lunedì al venerdì, poi venerdì sera prende un aereo, vola a Phoenix e nel fine-settimana gira Ninja III, film dove infatti appare molto meno rispetto ai precedenti episodi. Poi Kosugi anticipa che finita questa maratona partirà per le Filippine a girare Il colpo segreto del ninja, al ritorno del quale girerà la seconda stagione di “The Master” e subito dopo partirà per Dallas a girare The Dark Warrior, e poi ancora via, a New York a girare Preghiera di morte. Nel momento in cui la rivista con queste dichiarazioni arriva in edicola, è tutto finito.
Alcuni di quei progetti non vedranno mai la luce, mentre purtroppo due si avvereranno: Il colpo segreto del ninja è una robaccia inguardabile che meriterebbe il rogo, Preghiera di morte è più salvabile ma parliamo sempre di spazzatura di basso livello: ormai i fasti passati dei film ninja sono perduti per sempre.

Fiumi di ninja!!!

Quello che vediamo nelle tredici puntate di “The Master” è un Kosugi all’apice della sua carriera, dopo di che crollerà nella Z che fa male, quella che puzza. Okasa è il bacio d’addio di un artista a tutti gli appassionati.

Addio, Okasa, e grazie di tutto il ninjutsu

Dopo ripetute repliche, la serie scompare nel nulla e non riceve l’onore di essere comprata da altre emittenti, com’è capitato per esempio a “Manimal”. (O se invece è successo, la cosa non ha lasciato tracce.) La De Laurentiis Ricordi Video nel 1990 produce un numero ignoto di VHS che raccolgono due episodi a cassetta, ma parliamo di prodotti di una rarità disarmante: ho passato gli anni Novanta a spulciare videoteche e negozi che vendevano film, se mai avessi anche solo intravisto queste cassette mi sarei comprato tutto il negozio!

Lee Van Cleef per me sarà sempre il Maestro!

Come la tradizione western da cui nasce, anche il Maestro e il suo Allievo cavalcano verso il tramonto, dimenticati da tutti ma non da chi porta i ninja nel cuore, e da chi è rimasto bruciato dal miglior prodotto ninja che mai sia apparso in un qualsiasi medium. Niente trovate bambinesche, niente “magia ninja”, niente tutine variopinte, solo estrema serietà nell’esecuzione dei combattimenti, armi da taglio come se piovesse (che Kosugi vendeva tramite la sua azienda, sfruttando i suoi ruoli come pubblicità) e miticità senza fine. Quando ancora le maledette Tartarughe non esistevano (’tacci loro e di chi le ha inventate!) e il ninjutsu era una cosa seria, non un gioco per bambini.


Episodi italiani

In chiusura, ecco per la prima volta schedati i titoli italiani dei vari episodi, e la data del loro primo passaggio su Italia1.

Venerdì alle 20,30

1 [1986-07-04] Un samurai in America
2 [1986-07-11] Come ai vecchi tempi
3 [1986-07-18] Il segreto della fabbrica
4 [1986-07-25] Cerchio di terrore
5 [1986-08-01] Una rapina a Las Vegas
6 [1986-08-08] Una lezione di coraggio
7 [1986-08-15] La freccia indiana
8 [1986-08-22] Martedì grasso
9 [1986-08-29] Colpo d’ariete

Domenica alle 16,15

10 [1986-11-16] I gioielli della corona
11 [1986-11-23] Il nuovo allievo
12 [1986-11-30] Una questione di famiglia
13 [1986-12-07] La tigre di Giada

L.

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31 risposte a [Telemeno] 1984 – The Master Ninja

  1. Il Moro ha detto:

    Non credo di aver mai nemmeno sentito parlare di questa serie, ma quanto amore!

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Come sempre ribadisco, quando ricami i tuoi post con passione, cuore e aneddoti, “conquisti” agilmente la mia attenzione e la mia empatia. 🙂
    Serie non vista, anche se, quando ho lasciato scorrere la sigla, qualcosa nella memoria si è smosso ma forse è solo un’illusione…
    Applausi per la tua gestione dei compleanni, per il breve boom lavorativo di Kosugi e per la “schedatura” finale! 🙂
    In generale applausi per tutto l’articolo, leggendolo si capiscono bene i difetti ma anche e soprattutto i pregi e i perché di un prodotto che ha segnato in positivo un giovane Etrusco 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ un peccato che la serie non abbia conosciuto i miliardi di repliche degli altri prodotti Italia1 dell’epoca, ma è anche vero che dopo l’arrivo delle stramaledettissime Tartarughe tutti si sono buttati sui ninja per bambini e quelli “seri”, adulti, sono scomparsi.
      La qualità dei combattimenti di questi tredici episodi è inarrivabile, non esistono film che mostrino scontri ninja di questo livello, ecco perché è un peccato che sia scomparsa nel nulla: ovviamente parlo dell’Italia, perché altrove è ben nota e distribuita. Queste immagini sono prese da un cofanetto di 3 DVD spagnolo preso su Amazon 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Addirittura gli spagnoli provvedono a saturare le italiche lacune 🙂
        Ammetto comunque, al contempo, di essere cresciuto a pane e Tartarughe: il problema tuttavia non credo siano le TMNT in sé quanto piuttosto come le ha recepite il mercato nostrano: invece di far convivere l’anima bambinesca e quella adulta dei ninja, i primi “hanno risucchiato” i secondi…mondo pizza!!! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Paradossalmente le (maledette) Tartarughe nascevano come personaggi “adulti”, tra mille virgolette, ma il richiamo del mercato giovanile, ricchissimo, è irresistibile. Lo sa la Lego, che una decina d’anni fa è passata ai ninja pure lei, sempre in chiave giovanile.
        Purtroppo sono i prodotti di successo a dettare la moda, e sebbene spesso abbiano provato a far tornare in auge i film ninja “seri”, richiamando addirittura Kosugi a fare il ninja cattivo in “Ninja Assassin”, non c’è alcuna speranza, perché gli unici che chiedono robe ninja sono i bambini e se mostri lame e sangue non puoi accedere a quel mercato e vieni penalizzato. Anche perché gli adulti non fanno più mercato da vent’anni, che senso ha rivolgersi a loro? 😦

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        “Analisi di mercato” condivisibile e giusto anche l’appunto sull’origine delle (benedette 🙂 ) Tartarughe, da quanto so anche io, in principio, se non erro nel fumetto, erano in versione decisamente più dark, una versione che fu ripresa a graaaaaaaaaaandi linee (graaaaaandi) nei film a cavallo dei ’90, mi pare nel primo più che altro, mentre in quelli dei 2000 si è deciso di propendere per la baracconata colorata! 🙂

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  3. Lorenzo ha detto:

    Ma è possibile che il motivo della cancellazione dei telefilm sia sempre la concorrenza di Dallas? Avrebbero dovuto mandare un ninja a uccidere JR 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ stata una serie che è durata tanto e dall’altra parte di serie piccole ne nascevano a secchiate: solo le briciole arrivavano da noi, soprattutto quand’erano morte. Certo che se un’emittente sceglie la stessa ora di Dallas per mandare in onda dei ninja ha dei seri problemi mentali…

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  4. Cassidy ha detto:

    Leggenda vera, Lee Van Cleef viene citato solo per i Western ma solo gli appassionati veri ricordano il suo ruolo ninja, e in questo post la passione non manca 😀 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono abbastanza sicuro che nel 1986 non avessi ancora mai visto un ruolo western di Van Cleef, quindi per me davvero è stato un maestro ninja che ha fatto anche altri generi ^^
      Nell’episodio citato, visto nel mio 12° compleanno, i cattivi si nascondono in un vecchio set per film western, e quando il maestro arriva dice qualcosa del tipo “E’ un luogo che mi è familiare”. Ricordo che non capendo la frase chiesi spiegazione a mio padre e lui mi rivelò che l’attore aveva fatto un sacco di western.
      Sempre mio padre fu risolutivo nel rendermi il primo lanciatore di shuriken d’Italia. Avevo ricalcato su foglio la stella ninja della sigla, mettendo in pausa il registratore, poi messo il foglio su compensato leggero mio padre, con il seghetto a legno, ne ritagliò quella che era a tutti gli effetti una shuriken: quante estati a tirarla in giro! ^
      ^ Poi ho scoperto che in armeria vendevano shuriken vere di metallo, e ho fatto il salto di livello…

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      • Giuseppe ha detto:

        Bello questo doppio aneddoto paterno, sia per il lato cinefilo (visto che in pratica ti ha “iniziato” al Van Cleef western) sia per il valido appoggio logistico dato alla tua passione marziale con la fabbricazione di una shuriken di legno, prima del salto di livello 😉
        Serie davvero troppo poco programmata e altrettanto troppo velocemente dimenticata, “The Master”! Il suo destino televisivo avrebbe potuto essere diverso, se solo il ninjutsu da ragazzini delle TMNT non si fosse diffuso così velocemente (già nei primissimi ’90 le tartarughe erano onnipresenti in tv, lasciando sempre meno spazio a un pubblico di un prodotto adulto di appena una manciata d’anni prima, considerate anche le sue rare repliche fino a fine ’80) da cancellare persino il semplice ricordo dell’esistenza di un approccio diverso e adulto al genere…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Anche i filmacci “ninja trash” da Hong Kong non passarono più per canali locali, ormai dall’inizio dei Novanta gli unici ninja accettati erano verdi e mangiavano pizza. Neanche nelle videoteche c’erano più i tanti film ninja d’una volta: è incredibile come un intero genere narrativo che aveva impiegato decenni a penetrare nella cultura americana… ci abbia messo un paio d’anni a venire totalmente distrutto da dei giocattoli.

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  5. Pakos D. Early ha detto:

    Che roba! Peccato veramente non conoscere questa serie, la sento nominare per la prima volta qui! Sono certo però del fatto che mi sarebbe piaciuta

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  6. Sam Simon ha detto:

    Serie mai sentita, anche se posso capire il tuo amore per i suoi pochi episodi! :–)

    Lee Van Cleef io invece che western lo penso sempre come custode della prigione di Manhattan nel 1997 distopico di zio John, ma io ho il chiodo fisso! Che poi John l’avrà chiamato proprio perché adorava i western dove lo aveva visto da giovane… X–D

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ah be’, sicuramente il secondo ruolo migliore di Lee, dopo il maestro ninja 😀
      Scherzi a parte, la prima volta che l’ho visto in “1997” ero contentissimo, perché per me era il maestro ninja e quello era un ruolo fichissimo. Non parliamo di “The Octagon” con Chuck Norris, primo film ninja occidentale dove appare pure Lee Van Cleef ^_^

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      • Sam Simon ha detto:

        Ruolo fichissimo che Van Cleef girò tutto in 24 ore, visto che i soldi per averlo sul set più tempo non c’erano. Se ci fai caso, alcune sue scene non sono a fuoco (tipo uno dei walk and talk in un corridoio). Se ne accorsero tardi e non si potevano girare di nuovo perché lui… non c’era già più! X–D

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Era volato in Italia a girare filmacci d’avventura con Margheriti 😀

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      • Sam Simon ha detto:

        X–D

        Incuriosito, ho guardato su Imdb e pare che tra il 1981 e il 1984 non abbia fatto niente. Però nel 1984 uscì la serie di cui hai scritto qui e pure un film spagnolo che promette tanto: Killing Machine, con Lee Van Cleef e Margaux Hemingway, che nella sua sfortunata vita non si è fatta mancare un po’ di ottima Z…

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  7. Madame Verdurin ha detto:

    Grazie per questa scoperta, non avevo mai sentito questa serie! Per me Lee Van Cleef era solo Sentenza… ma c’è molto di più invece!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Io ci ho scherzato su, ma ovviamente il mitico Lee era l’incarnazione stessa del western, soprattutto all’italiana. Ho adorato il suo Sabata ma anche altri personaggi meno famosi: a fine carriera, prima di fare i film d’azione di Margheriti, si è ritagliato un ruolo da maestro ninja, e visto che risultava credibile è chiaro che stiamo parlando di un attore di grande talento, perché c’era il serio rischio sembrasse ridicolo con quel vestitino 😛

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  8. Cerconinja! ha detto:

    Dato che sei un espertissimo di film di ninja, volevo chiederti se potevi fugare un paio di mie domande che mi trascino da un pò…
    La prima riguarda un film di ninja di cui beccavo sempre il finale (credo?) quando ero piccolo su di una TV regionale (guarda caso) in cui due ninja occidentali, uno vestito di rosso l’altro di giallo, si incontravano su di una stradina tipo di campagna. Dopo essersi detti una frase a vicenda che non ricordo affatto, entrambe si ritrovano con un revolver in mano in cui inseriscono un proiettile, dopodichè si puntano le pistole a vicenda; dopo un attimo di tensione silenziosa in puro stile spaghetti-western, i due ninja fanno fuoco l’un l’altro mancandosi clamorosamente. Allora, a quel punto, si tirano su il bavero dei rispettivi cappucci (che fino a quel momento tenevano abbassato) e, sfoderando le spade, danno il via al classico scontro ninja tra salti, piroette, capovolte, urla e schiamazzi vari. Se non sbaglio lo scontro si concludeva con la morte del ninja rosso (ma non ne sono sicuro).
    La seconda domanda, riguarda i titoli di testa di un altro film di ninja che beccai tempo fa su youtube, in cui due ninja (sempre occidentali) vestiti di tutto punto si battono in uno scontro quasi a rallentatore in quello che sembra un dojo completamente buio mentre scorrono sullo schermo i nomi del cast.
    Sapresti dirmi quali sono questi film?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Intanto ben trovato: con quel tuo nickname già ti considero mio fratello ninja ^_^

      Riguardo la prima domanda.
      Da come mi descrivi la scena, e soprattutto dai colori improponibili delle tutine ninja – ma non dovrebbero essere ombre della notte??? 😀 – mi sembra proprio di riconoscere lo stile dei “ninja trash”, cioè quel fenomeno nato nel 1981 ad Hong Kong come reazione ai film ninja della Cannon. Godfrey Ho ne ha diretti a secchiate, spesso prendendo film pre-esistenti (di solito taiwanesi, ma anche coreani) e aggiungendovi immotivati inserti con attori occidentali (Richard Harrison in testa) impegnati in pittoreschi e variopinti combattimenti, che non avevano assolutamente nulla a che vedere con il resto della trama.
      Negli anni Ottanta in italia ne sono arrivati a scatafascio di questi film, perché prima dell’arrivo delle maledette Tartarughe i film ninja erano amatissimi e si vendevano come il pane.
      All’incirca nel 2003 la Vegas Multimedia ha preso una decina di questi film e li ha portati in DVD, ma all’epoca nei canali locali potevi trovarne in quantità industriale.
      Tra “ninja trash” recuperati in digitale ce n’è uno con proprio un ninja giallo e uno rosso, si tratta di “Ninja: licenza di sterminio” (Ninja in the Killing Fields / Ninja Connection) del 1984, in Italia dal 1987 per Futurama, che la MHE ha raccolto unicamente nel cofanetto DVD “Ninja Collection”. E’ un rimaneggiamento di Godfrey Ho dell’originale thailandese “Mue puen 3 ai mue dum”, infatti vediamo attori thailandesi per la maggior parte del tempo, con ogni tanto gli occidentali Stuart Steen e Louis Roth che si affrontano da ninja.
      (Se non lo trovi scrivimi a lucius.etruscus@gmail.com che te lo passo, così vedi se è il film che ricordavi 😉

      Riguardo la seconda domanda.
      Credo proprio ti riferisca ai mitici titoli di testa dell’altrettanto mitico “L’invincibile ninja” (Enter the Ninja, 1981), il primo esplosivo ninja Cannon che ha lanciato il genere e Shô Kosugi come suo cantore. Il fatto che li ninja BIANCO fosse interpretato da Franco NERO è un valore aggiunto ^_^
      Ti rimando alla mia recensione del film, così vedi se le immagini corrispondono a quanto ricordi.

      Ciao e che le ombre della notte siano con te 😛

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      • Cerconinja! ha detto:

        Ciao Lucios, inanzitutto mille grazie per il caloroso benvenuto ninja che per il fighissimo saluto finale.
        Mille grazie anche per le informazioni, ho controllato entrambe i rispettivi film (di cui conoscievo gia il secondo con protagonista l’inedito Ninjango XD) e, sfortunatamente, sono sprovvisti dalle scene da me descritte. Per andare con più precisione, tanto per essere più sicuri, ti dico solo che nel film (probabilmente di matrice Godfreyana trash, o comunque affine) i due ninja hanno un aria quasi… un pò terroncella (nel senso che hanno due facce da burini de Roma), ed le loro tutine sono sprovviste di qualsivoglia ornamento (cosa, presumo, RARA in quei film).
        Mentre invece nel secondo caso, se non sbaglio le tute dei due ninja, entrambe voglio sottolineare OCCIDENTALI (nessuno dei due è giapponese, son sicuro di questo), sono di colore marroncino molto scuro con alcune rifiniture nere. Ed entrambe lottano in questo luogo buio (presumo un Dojo) con un effetto rallentatore quasi alla Peckinpah armati SOLO di una katana ciascuno (e occasionalmente tirandosi qualche calcio), non ricordo con precisione se fossero le katane classiche con lama ricurva o la mitica Ninjatō dalla lama dritta.
        Comunque questo è tutto ciò che ricordo, e nessuno dei due è uno dei film da te suggeritimi, comunque grazie.
        Riguardo alle “maledette” Tartarughe, non capisco perchè odiarle tanto da imputargli la caduta del genere ninja che (diciamocelo) ha sofferto più per le trashate di Godfrey Oh che non per la loro infantilizzazione. Infantilizzazione poi presente SOLO nella serie a cartoni e gadget annessi, perchè nel fumetto i quattro rettili corazzati, così come anche i loro nemici, sono dei guerrieri cazzuti e letali quando combattono (Raffaello addirittura, in un numero, uccide un messaggero suo alleato convinto fosse un nemico in borghese). Anche in seguito che dalla Mirage Studios passarono alla più “sicura” Archie Comics per adattarle allo spirito più leggero, scanzonato e, in generale, cazzaro della serie animata (che comunque io ritengo un classico), non vennero a mancare del tutto temi più adulti e maturi come la morte, i rapporti d’amicizia, il tradimento, le bande teppistiche, allusioni sessuali ecc. E in oltre furono introdotti alcuni personaggi femminili davvero ben fatti ed interessanti come la volpe artica mutante Alopex dai retroscena tremendamente drammatici; La volpe antropomorfa (non più mutante, ma parte di una mitica razza di umanimali di un isola del Giappone) Umeko in arte “Ninjara” fiere, coraggiosa e letale, è stata pure protagonista di una brevissima serie a fumetti dedicata SOLO a lei piuttosto tosta: Ninjara: Seed of Destruction; e infine la coyote antropomorfa Mezcaal tosta e indipendente che gestisce un bar e combatte i criminali a colpi di padella (con effetti poco comici, dato che fa sempre schizzare sangue e denti). Davvero un peccato che questi esemplari femminili non sono mai stati presi in considerazione in qualche trasposizione animata più “matura” delle tartarughe, avrebbero fatto la loro porca figura (anche perchè, in più occasioni divengono gli interessi amorosi di alcuni di loro; specie i più tosti Leonardo e Raffaello).
        Comunque non voglio farti cambiare opinione, se non ti piacciono non ti piacciono e pace, de gustibus non disputandum est. Comunque anche nel mio caso, nonostante apprezzi lo show, preferisco altre serie a cartoni con protagonisti super-eroi “pelosi” (i Biker Mice da marte e I Gatti Volanti sono forse le migliori).

        Ancora grazie mille per le informazioni, e ritorno nell’ombra con passetti passetti… 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo la grande produzione ninja anni Ottanta ha avuto anche derive “internazionali”, quindi esistono film ninja d’ogni colore e regione, purtroppo accomunati dall’essere stati dimenticati, a meno di non avere la fortuna di beccare qualche (costosa) VHS d’annata. Alcuni canali locali potrebbero avere nei loro magazzini dei vecchi film di questo genere, ma temo che la tua curiosità rimarrà insoddisfatta, a meno di non beccare su YouTube qualche scena che può aiutare nell’identificare il film.

        Al di là dei miei gusti “tartarugheschi”, il fatto di derivare da un fumetto underground violento non cambia minimamente che dalla fine degli anni Ottanta sia un prodotto per l’infanzia: quei pochi appassionati che conoscono il fumetto sono gocce nell’oceano dei fruitori dei prodotti per l’infanzia, così come è innegabile che con i film bambineschi le Tartarughe hanno aperto gli anni Novanta all’insegna del’equazione “ninja = figura per bambini”. I fumetti continuino tutt’oggi, in America, ma a parte “Il Corriere dei Piccoli”, non ho mai visto le TMNT violente tradotte in Italia: invece ho visto ovetti Kinder con i loro personaggi e negozi di giocattoli sciabordare di prodotti ninja per l’infanzia. Con l’arrivo dei Ninjago, altri prodotti per l’infanzia, è chiaro che dal 1990 non esiste alcuna speranza per i ninja di essere presi sul serio.
        Che esistano alcuni fumetti violenti, che alcuni sono riusciti a leggere, non ha alcun peso sul fatto che TUTTI conoscano la versione per l’infanzia delle Tartarughe, e che quindi dal 1990 associno i ninja a personaggi buffoneschi, come testimonia ogni singolo film in cui sono chiamati a fare i buffoni.

        Siamo d’accordo che distributori senza scrupoli hanno inflazionato il mercato con ondate di filmacci di pessima qualità, ma è successo anche con gli eroi muscolari alla Rambo, che è uscito anche in versione cartoni animati e a pupazzetti: non mi sembra che Rambo sia associato ai prodotti per l’infanzia, però, malgrado i tantissimi film-cloni siano legati agli anni Ottanta e non abbiano più avuto successo in seguito.
        Una cosa è passare di moda, un’altra è passare “di target”. Le mode tornano, come testimoniano i vari tentativi nei decenni di riportare in vita il cinema ninja, ma i target non cambiano, come dimostra il fallimento di ogni tentativo di rivitalizzare il genere, con prodotti anche di ottima qualità.

        Spero tornerai a trovarmi, uscendo dalle ombre, anche perché ho diverse recensioni ninja nel blog 😉
        Ciao.

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  9. Ninja Kamui ha detto:

    Ciao, ero piccolo allora… ma mi ricordo di questa serie e mi piaceva parecchio, sei sicuro che l’hanno trasmessa solo una volta? Magari su qualche altra rete televisiva…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ciao e ben trovata. Piaceva molto anche a me, anzi: l’ho amata con tutta la forza della mia adolescenza! ^_^
      Su Italia1 ha conosciuto diverse repliche, visto che la serie è molto corta quindi era facile ripartire, una volta finita – anche se all’epoca Italia1 non è che stesse molto attenta alla cronologia degli episodi – ma purtroppo eventuali repliche negli anni Novanta e oltre non hanno lasciato traccia: magari se l’è comprata qualche piccolo canale locale che non era annoverato dai quotidiani quindi non possiamo saperlo oggi, andandoli a sfogliare.
      Negli archivi digitali oggi esistenti purtroppo non ho trovato tracce della serie dopo quel periodo d’oro di Italia1 fine anni Ottanta, ma questo non esclude che abbia girato altrove, senza che i giornali lo scrivessero.

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