[Telemeno] 1992 – Renegade

È esistito un tempo in cui la passione marziale ha spinto alcuni visionari a tentare una strada senza uscita: portare il “cinema di menare” in TV. Per lo più sono esperimenti falliti, ma hanno comunque lasciato tracce importanti nell’immaginario collettivo. Ecco le loro storie.


Una terra arida, una strada assolata da cui sbuca fuori un nuovo eroe, pronto ad usare tutta la potenza recitativa dei suoi capelli in una serie televisiva che cancellerà tutta la sua carriera al di fuori di essa.
E tutto nasce… da una strada a forma di Z.

La serie che vanta la Z già nella propria sigla!

Impossibile spiegare a chi non ha vissuto gli anni Novanta cosa abbia significato il mercato delle videocassette, bomba atomica che ha investito il settore dell’intrattenimento cambiandolo per sempre. In Italia si andava ogni tanto al cinema, ma si stava sempre in videoteca, a studiare locandine, trame, attori, a passare un tempo infinito a scegliere quale film noleggiare, a fare a gara con il solito infame che ci fregava da sotto le mani l’ultimo arrivo, a tartassare il proprietario perché ti mettesse da parte quel film che da giorni cercavi di noleggiare. Insomma, era un sottobosco che il cinema non ha mai capito ma che le case di distribuzione invece capivano eccome. Infatti le anteprime della roba gagliarda le trovavi in videoteca.

Prima apparizione italiana

Dopo la deflagrazione della metà degli anni Ottanta, i produttori televisivi si sono detti: e noi chi siamo, i più fessi? Con tutto quello che costano le serie TV, perché farle passare una sola volta? Sbattiamole su cassetta.
Serie TV grandi e piccole cominciano a piovere nelle videoteche italiane PRIMA di venire trasmesse dalle emittenti. Giusto per citare qualche esempio fra i tanti:

  • Star Trek: Nuova generazione” (CIC 1988, in TV dal ’91)
  • Storie incredibili” (CIC 1988, in TV dal ’93)
  • Freddy’s Nightmares” (Panarecord 1990, in TV dal ’93)
  • Babylon 5” (Warner 1993, in TV dal ’97)
  • SeaQuest” (CIC 1994, in TV dal ’97)
  • Deep Space Nine” (CIC 1994, in TV dal ’95)
  • TekWar” (CIC 1994, in TV dal ’99).

Le serie televisive prima arrivavano in videoteca, dove facevano il botto, poi passavano in TV, dove qualcuno riusciva forse a vederle, essendo spesso mandate a casaccio e in orari assurdi. (Qualcuno afferma addirittura di essere riuscito a vendere “Alien Nation” su Italia1, ma secondo me è una leggenda metropolitana…)

Il Lorenzo che spaccava in videoteca

È il dicembre del 1993 quando la Warner Home Video – grandissima regina delle videoteche – presenta una videocassetta dal semplice titolo Renegade, e lo fa solamente perché all’epoca tutti gli appassionati di cinema d’azione e marziale conoscono benissimo Lorenzo Lamas, “Jovanotto” d’azione che Italia1 tratta molto bene.
Oggi gli italiani ignorano che Lorenzone sia stato un divo del cinema marziale, perché i suoi film sono tutti scomparsi e materiale per pazzi collezionisti come me, ma la Warner ha portato “Renegade” in Italia esclusivamente perché tutti in videoteca noleggiavano i film più o meno marziali del Jovanotto.

Immagino che i dati di vendita/noleggio di quella VHS siano andati bene, perché Italia1 decide di comprarsi la serie che in videoteca invece è stata spacciata per un film televisivo.
Domenica 6 marzo 1994 alle 20,00 va in onda il mitico “Benny Hill Show”, poi alle 20,30 “I cacciatori di taglie – Incidente di caccia“, due episodi di una nuova serie dal titolo “Renegade” che però Italia1 si ostina a chiamare “film TV”.
Alle 22,30 segue “Pressing” condotto da Raimondo Vianello e Antonella Elia. Altri tempi.

L’inizio di uno dei grandi tormentoni di Italia1

Mentre intanto continua a trasmettere i film marziali di Lamas, “Renegade” diventa l’appuntamento serale della domenica di Italia1, ora però con puntate singole sempre spacciate per “Film TV”, seguite da “L’appello del martedì” condotto da Massimo De Luca.
Ecco gli appuntamenti delle domeniche del 1994:

  • 13 marzo: “Sentenza finale”
  • 20 marzo: “Una seconda possibilità”
  • 27 marzo: “La vendetta”
  • 3 aprile: “Il talismano”

Mediaset si è sempre fatta un punto d’orgoglio il trasmettere robe a casaccio senza alcun ordine né logica, quindi una volta resasi conto che stava andando con ordine ha subito provveduto: a sorpresa martedì 5 aprile va in onda “Il ruggito del leone” e poi basta. Ci rivediamo lunedì 2 luglio con “Scambio di favori”, e poi via al marasma totale.
Se vi foste persa una delle diecimila repliche da allora, oggi “Renegade” lo trovate in ordine e in alta qualità su Prime Video.

Un logo “di classe”, tipico del gusto dell’epoca

Quella videocassetta del dicembre 1993 presentava la fine della prima stagione, il doppio episodio in cui il protagonista ritrova il fratello creduto morto e si ritrova in un circuito di incontri clandestini, come ho già raccontato nel ciclo “Martin Kove, cattivo maestro”.
Quattro mesi dopo su Italia1 va in onda il doppio episodio che presenta quei personaggi che il popolo della videoteca già conosceva: il racconto delle origini di Reno Raines.

La serie è iniziata da tre secondi, e già vediamo in scena il tenente Donald “Dutch” Dickerson… cioè sua maestà Stephen J. Cannell in persona, che tornerà più volte e verso la fine della serie sarà personaggio fisso.
Quanto bisogna essere fighi per scrivere una serie e ritagliarsi il ruolo di infame? Parecchio, ma Cannell non ha mai sofferto di carenza di figosità.

Ehi, è la mia serie e ci entro ed esco quanto mi pare!

Poi appaiono altri due cattivi, il tenente Barrell e il carcerato Hog: interpretati rispettivamente da Art La Fleur e Donald “Don” Gibb. Spero che siate sufficientemente fan del primo Van Damme per averli riconosciuti al volo.
Iniziare una serie marziale con il bieco direttore del carcere di Colpi proibiti (1990) e l’amicone lottatore di Senza esclusione di colpi! (1988) fa guadagnare altri mille punti a Cannell.

Quando si dice “Cominciare con le facce giuste”

Quello che inizia è un episodio in cui succede ciò che Reno stesso ci riassume nella sigla di tutti gli episodi, cioè che nel momento in cui si è messo a testimoniare contro colleghi poliziotti corrotti è stato incastrato e per errore è stata colpita la sua ragazza. (Nel primo episodio rimane in coma, e già dal secondo non viene più citata: ignoro il suo destino e non mi interessa gran che.)
Così inizia la classica storia alla David Banner, con l’eroe che cambia nome ad ogni episodio arrivando in un paesino e portando giustizia, eternamente inseguito dall’anti-eroe che vuole acciuffarlo ma arriva sempre un minuto troppo tardi. Solo che invece dello struggente tema al piano Lonely Man abbiamo un frizzante tema di armonica.

I capelli di Lamas nel ruolo protagonista

In quel doppio episodio con cui Italia1 ha iniziato a presentare “Renegade” vediamo Reno limitarsi a fare il tipico giustiziere ambulante, poi però diventerà cacciatore di taglie grazie all’amicizia di Bobby Sixkiller (Branscombe Richmond), azzeccato personaggio molto più originale del titolare, che un po’ gli insegnerà il mestiere, e della di lui sorella Cheyenne, interpretata dalla sempre splendida Kathleen Kinmont.
Kinmont e Lamas erano una coppia affiata nella vita e sul set, sposati nel 1989, e secondo me funzionavano bene: devono averlo pensato anche loro, visto che hanno divorziato proprio all’inizio di questa serie ma sono rimasti a lavorare insieme. Oggi li ricordano in pochi, ma nei primi film marziali di Lamas c’era sempre la bionda compagna a portare il suo valido contributo.

Dietro un eroe d’azione c’è sempre una bionda esplosiva

Proprio perché ero un animale da videoteca e da “venerdì d’azione” di Italia1, non ho mai sopportato “Renegade”, tanto perché sono Leggenda e ho gusti sempre diversi dal resto della razza umana. Il problema è che adoravo il Lamas coattone che si lanciava in combattimenti marziali nei film: vederlo limitarsi a fare il coattone senza mai combattere era una profonda delusione.
Malgrado nelle interviste (come questa, tradotta in esclusiva per il Zinefilo) Lamas andasse a dire che era un impegno gravoso coreografare tutti i combattimenti che eseguiva in prima persona, senza controfigure, “Renegade” è una serie dalla marzialità tendente allo zero. Quel mezzo calcetto inquadrato male che si può trovare nei vari episodi è indegno di essere annoverato nel cinema marziale, quel genere in cui Lamas non ha mai sfigurato.

Lamas nella scena più marziale dell’episodio. Cioè fermo a guardare il vuoto

Dopo aver visto episodi sparsi – anche perché Italia1 sin da subito ha massacrato gli zebedei spingendo questa serie, con trailer ogni due secondi – mi sono subito disinteressato e vederne oggi l’inizio non mi ha convinto del contrario. Ciò non toglie che abbia registrato tutte e cinque le stagioni da IRIS, ma quello è perché sono un pazzo collezionista senza possibilità di cura.

Se Indiana Jones deve il nome al suo cane, Renegade lo deve al suo surf…

Lasciamo sfrecciare Lorenzo, i suoi capelli e la sua tartaruga verso il tramonto, a bordo di una moto rombante che ha testi migliori dei suoi, in serie.
Sapete già cosa vi aspetta la settimana prossima: l’unica serie marziale che possa sfidare il rinnegato in numero di repliche. La serie… dell’eroe dalla barba tinta!

L.

– Ultimi titoli del ciclo:

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32 risposte a [Telemeno] 1992 – Renegade

  1. Cassidy ha detto:

    Anche solo dare la caccia al film tanto ambito, fare la posta davanti alla videoteca all’apertura, ma che ne sanno quelli che oggi rimbalzano da una piattaforma streaming all’altra. “Renegade” non mi ha mai preso più di tanto anche se la sigla era maranza e tutti comunque abbiamo passato ore a guardarlo, visto che Italia 1 come hai molto ben illustrato ha cavalcato Lorenzo Lamas più di quanto lui cavalcasse la sua moto, eppure la “Z” nella sigla è un colpo di genio, era impressa nella mia mente a livello inconscio, ci è voluto questo post per vederla per davvero 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Porto ancora impresso a fuoco nel cuore il giorno in cui mi fregarono davanti agli occhi la copia di “Double Impact” appena uscita in cassetta: se fossi entrato un secondo prima sarebbe stata mia! (Già sapevo a memoria il film, l’avevo visto due volte al cinema e avevo la cassetta pirata viste già mille volte, ma era il gesto che contava! 😀 )
      E’ davvero un peccato che Itali1 abbia dimenticato Lorenzone dopo averlo portato su un trono d’oro, trasmettendo molti suoi film in anteprima mondiale: dopo c’è stato solo “Renegade”…

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      • Lorenzo ha detto:

        Non mi è mai successo che mi soffiassero una VHS da sotto il naso: i film che prendevo erano talmente brutti che non li guardava nessuno 😛
        Mia mamma grande fan di Renegade.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quando negli Ottanta noleggiavo film da vedere in famiglia andavo sul tranquillo, anche perché prendevamo un sacco di “classici” che non avevamo mai visto. Quando invece mi sono appassionato al cinema marziale, allora sì che bisognava fare a botte, e fare il giro delle videoteche per controllare gli ultimi arrivi, cercando di beccarli fra una restituzione e un nuovo noleggio.

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  2. Madame Verdurin ha detto:

    Accoppiare Renegade con Benny Hill: questa è saggezza! Scherzi a parte, mai visto un episodio per intero di Renegade, decisamente noiosa come serie… Però Lamas spunta sempre fuori a sorpresa in un sacco dei miei amati film di animali assassini!

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Solo chi ha vissuto gli anni ’90 in un’ottica Z, action e marziale può capire quali emozioni abbiano preso possesso del mio animo, col post odierno, tra Lamas, l’amicone lottatore di Senza esclusione di colpi, il mercato delle videocassette, palinsesti con Pressing e L’appello del martedì, strade a forma di Z…BRIVIDI, di nostalgia, di piacere, di divertimento.
    Già fremo al pensiero al pensiero della settimana prossima ma intanto mi “godo la goduria” di questa! 🙂 🙂 🙂

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  4. Il Moro ha detto:

    Una serie davvero terribile, eppure ricordo che la guardavo, anche se non con assiduità. Si vede che a quell’ora non cera nient’altro in TV…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Contento di sapere che non ero il solo a trovarla tutt’altro che irresistibile, ma di sicuro Italia1 ad un certo punto ha iniziato a mandarla a tamburo battente e a replicarla ad ogni orario, quindi era davvero difficile non imbattersi in un episodio.

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Una serie che non ho mai seguito, non era decisamente il mio genere (mi sembrava un porno per motociclisti, pensavo che potesse piacere a chi apprezza le moto da tamarro, ma io sono poco interessato ai motori).
    Comunque, la Ztrada mi ha divertito molto XD

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  6. Zio Portillo ha detto:

    Ovviamente la beccavo spesso in tv ma molto più spesso cambiavo canale perché non mi piaceva. Non riuscivo proprio a capacitarmi del successo di Raines (pure su qualche mio amico dell’epoca che non si perdeva un episodio!) e dei suoi compari. Mio papà qualche volta se la gustava col sorrisone ebete stampato in volto, ma le avventure del motociclista tamarro cacciatore di taglie non facevano proprio per me.

    Ricordo che quando da ragazzino andavo a ballare, c’era un tizio in discoteca (il proprietario?) che era uguale spiaccicato a Bobby Sixkiller! Quanto lo prendevamo in giro… Quanti ricordi! Ecco, il mio unico ricordo positivo su RENEGADE! 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sempre più contento che i lettori del Zinefilo siano immuni al fascino tamarro di Lorenzone e dei suoi capelli. Di sicuro la serie ha avuto successo in patria, visto che è arrivata a cinque stagioni, e purtroppo ha fatto dimenticare opere più meritorie di Lamas – come i suoi filmacci marziali divetentissimi – ma sebbene sia marzialmente irrilevante comunque ha aiutato a mantenere l’idea che ci si potesse “menare” in TV 😉

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  7. Andrea87 ha detto:

    Oddio… ricordo di averlo visto all’epoca con tutte le buone impressioni perché pensavo fosse una serie tratta dal film (orrido, ok) omonimo con Terence Hill. Quando vidi il bisteccone greco al posto del sodale di Bud Spencer non volli sentire più nulla!
    .
    Comunque, durante i periodi di malattia, quelle lunghe mattinate lontane dalla scuola fatte di repliche di roba di 20 anni prima, ho recuperato negli anni vari episodi e alla fine era proprio un telefilm “vecchio”, che non aveva nulla da invidiare ai vari A-Team, MacGyver o Supercar (episodi autoconclusivi con il protagonista che arriva in una città sperduta per aggiustare qualche torto), pur senza avere un protagonista simpatico come Mr. T, Sberla o David Hasselhoff.
    .
    Aggiungo che da noi c’era un ambulante che faceva panini (quello che ci sfamava alle 2 di notte…) di nome Renato, coi capelli lunghi e oliosi (dello stesso olio che usava nella sua friggitrice e che era lo stesso olio usato dal camioncino, immagino…), da noi ribattezzato RENEGADE non a caso! xD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah il Lorenzo Lamas dei panini! 😀
      In effetti anch’io ne ho visti diversi di tizi con un aspetto molto simile – almeno nelle intenzioni – a quello di Renegade, con capelli lunghi e tutto il resto. Diciamo che Lorenzone aveva il fisico per permetterselo, mentre di solito gli altri no 😛

      Prima della profonda mutazione del 2001 delle serie televisive la serialità stretta era la regola, soprattutto per una serie d’azione: l’eroe si sposta di città in città riparando torti, come vuole lo schema classico che affonda le radici fino alla nascita del cinema. (E deriva dalla narrativa d’intrattenimento) A meno di non giocarsi la carta di uno “stabile” (investigatore, poliziotto, giornalista, ecc.) l’eroe senza legami era costretto a viaggiare e ogni puntata era totalmente slegata dalle altre. Infatti non è mai esistito alcun ordine di trasmissione prima che Internet facesse scoprire a tutti che c’era un ordine in cui vedere gli episodi 😛
      Tanto ad esclusione di alcune puntate doppie, tutte le altre potevi invertirle e non succedeva niente. Al massimo vedevi l’attore un po’ più giovane o più vecchio.

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  8. Pakos D. Early ha detto:

    E chi se la scorda questa serie. Per un periodo veniva trasmessa a manetta su Italia, poi arrivò Walker Texas Ranger che fece carne da macello.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con la nascita dei vari canali Mediaset il nostro Reno non è stato certo dimenticato, replicato a getto continuo su IRIS ma apparso anche su 20, è una di quelle serie replicate all’infinito quindi non gli ha detto male 😉

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  9. Giuseppe ha detto:

    Una strada a forma di Z: quale migliore inizio avrebbe mai potuto esserci per Lorenzo/Reno? 😀
    Marzialità a parte, quasi MAI pervenuta, io l’ho trovata una serie divertente anche se non proprio indimenticabile… ecco, diciamo che cinque stagioni intere di Renegade non arriverei a registrarle 😛
    P.S. Non sai quanto mi costi dar ragione a Wikipedia, ma su Star Trek TNG ha ragione: la prima tv fu nell’estate del ’91 su Italia1 con la dicitura “Star Trek – L’ultima generazione”, riportata anche sul volume unico (STAR TREK L’Ultima generazione – Play Book n.12) uscito all’epoca a cura della Play Press. In seguito, la serie venne programmata altrettanto schifosamente nelle successive estati del ’92 e del ’93 per poi risparire del tutto fino al dicembre 1994, inizio ufficiale del suo vero e proprio boom televisivo 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I dati citati sono presi da fonti dell’epoca, e se non vedo la trasmissione su una guida TV di quel giorno non mi fido, e quindi nasce il problema: com’è stato trasmesso Star Trek? Se la collana di VHS si chiamava “Nuova generazione”; di questa “Ultima generazione” della PlayBook non esiste traccia nelle guide TV se non il giorno 29 agosto 1991: può darsi che solo allora hanno avuto l’idea di contrassegnare una serie che fino a quel momento era semplicemente chiamata “Star Trek”, indistinguibile dalla TOS, che quel 1991 Italia1 stava replicando.
      Il primo accenno a TNG sicuro (cioè ben specificato dalla guida TV, con tanto di foto dell’equipaggio) l’ho trovato il 27 giugno 1991.
      Avendo all’epoca già visto la VHS del 1988 ed avendo profondamente schifato la serie, il capitano e Q, mi sono disinteressato a TNG fino all’anno scorso, quando ho continuato a schifarla ma sono riuscito a vederla tutta 😀 So però che ha avuto una messa in onda assurda e avevo amici che si ammazzavano per riuscire a vedere gli episodi, mandati a orari assurdi.

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      • Giuseppe ha detto:

        Ah, e così non ti saresti fidato di ME? 😛 Scherzi a parte, le fonti che hai reperito confermano i miei ricordi a riguardo. Una messa in onda davvero assurda, oltre al fatto che all’inizio nemmeno ben sapevano con quale nome definitivo presentare il prodotto: come non bastasse, nelle anteprime pubblicitarie del ’91 passava addirittura come “Star Trek – Generazione FUTURA”…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Un terzo nome ancora??? Quindi siamo a “Nuova generazione” (VHS), “Ultima generazione” (TV) e “Generazione futura” (Anteprime). Chissà se si trovano schermate di quei passaggi TV, sarebbe bello farci una panoramica degli sforzi italiani di rendere qualcosa che poi non si aveva alcun interesse a mantenere, visto il trattamento che ha ricevuto in quegli anni.
        P.S.
        Mi fido sempre di te, per questo sono andato a ricontrollare ^_^

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  10. ALAN ha detto:

    Ciao,
    confermo il post di Giuseppe, nel senso che i due episodi ‘pilota’ di The Next Generation vennero effettivamente trasmessi da Italia 1 nell’agosto del 1991, con auccessiva replica ed ulteriori episodi nella primavera del 1993, se non sbaglio di sabato.

    La trasmissione completa cominciò a marzo del 1994, alle 16 su Italia 1.

    Anche Alien Nation venne trasmesso da Italia 1, forse nel 1992 (ero alle superiori, mi ricordo che al liceo venne ampiamente commentato:-)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sapevo che sarebbe stato l’unico particolare del post (slegato dall’argomento del post) che avrebbe attirato attenzione 😀
      Come già detto a Giuseppe, il problema non è la memoria, è la conferma dei fatti: finché non trovo una guida dell’epoca in cui c’è scritta la messa in onda di qualcosa, non mi fido. Perché è pieno di “sapienti” in Rete che dicono cose solo perché le hanno lette da altri sapienti, quindi sono come San Tommaso e non mi fido finché non trovo una fonte dell’epoca come conferma.
      Purtroppo TNG è stata trattata molto male in Italia, con i nomi incasinati (Nuova generazione, Ultima generazione…) che ne rendono molto difficile la ricerca nelle fonti dell’epoca, peraltro poco attente all’universo ST.
      Come detto, il primo passaggio sicuro risale a giugno 1991, e per quanto riguarda “Alien Nation” se clicchi sul link scoprirai che ho già analizzato la sua messa in onda su Italia1, non basandomi sulla memoria – che non ha mai alcun valore – ma sulle guide TV dell’epoca.

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  11. Kukuviza ha detto:

    Il finale con te che registri tutte le serie anche se non le vuoi guardare mi ha steso!
    Ma se in videoteca mettevano serie che non erano ancora passate in tv, come le promuovevano? come convincevano al noleggio?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Semplice: MENTIVANO!!! 😀
      All’epoca le serie TV erano considerate un prodotto di scarto, quindi la regola era MAI spacciare un film per un prodotto televisivo. “Alien Nation 2” da noi è stato spacciato come seguito meno costoso del primo film, tutto piuttosto che confessare trattarsi di un film per la TV. (Quel “2” è stato inventato in Italia)
      Le VHS spacciavano per “nuovo film” quello che invece era chiaramente la fusione di due episodi televisivi, ma il formato televisivo godeva di un discredito così profondo che non andava mai citato espressamente.
      Con “Star Trek” era impossibile fingere, era troppo noto, ma con “Renegade” e altre serie si poteva giocare di fino. Quando lo spettatore capiva che erano due episodi fusi, ormai la cassetta l’aveva noleggiata 😀

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