Mortal Kombat 2 (1997) Finish Him!

Il prossimo aprile 2021 il mondo cadrà nell’oscurità di un nuovo Mortal Kombat al cinema, prodotto da James Wan: è il momento di prepararci alla fatalità ripassando il ciclo vitale di uno dei più celebri cine-game.

Il primo film ha aperto gli oscuri cancelli di un’altra dimensione ed ora la Terra è piombata nel peggiore degli inferni: quello in cui il cinema marziale sta passando di moda. Dopo anni di predominio delle videoteche e del venerdì sera di Italia1, dopo che addirittura Mamma RAI mandava film marziali in prima serata (da Van Damme a Cynthia Rothrock), quel paradiso marziale si sta sgretolando e il Signore Oscuro sta per scendere a regnare sulle macerie, e a regalarci Keanu Reeves e le sue mossettine di Matrix (1999), considerate il nuovo livello marziale medio di ogni film d’azione occidentale.
In questo triste universo dove i veri atleti si ritrovano disoccupati e gli attori imparano delle mossette un mese prima di girare un film, solo un eroe può salvarci: Lawrence Kasanoff.

La “distruzione totale” si riferisce a quella di un intero genere

Kasanoff è co-fondatore ed ex presidente della Lightstorm Entertainment di James Cameron, e dopo Mortal Kombat (1995) vuole continuare a sfruttare il filone, non sapendo che al momento in cui uscirà il nuovo titolo ormai il cinema marziale sarà sull’orlo dell’estinzione. Al giornalista Alan Jones di “Cinefantastique” racconta:

«Ho preso i vari elementi del primo film e li ho “catalogati”: eccellente, buono, sufficiente, scarso. Ho buttato via tutto quello che stava sotto l’eccellente. Essenzialmente sono sempre stato interessato nel fare un film che fondesse insieme arti marziali e fantascienza, i miei due argomenti preferiti. Adoro il cinema marziale di Hong Kong.»

Insomma, Kasanoff è uno di noi, ed eravamo tanti fino alla metà dei Novanta: un secondo dopo, eravamo tutti Leggenda, perché il cinema marziale è stato bandito dall’Occidente e vietato per legge da Shao Kahn in persona, giunto sulla Terra dell’intrattenimento per renderlo triste e mediocre.
Per combattere l’editto di Shao Kahn servono vecchi e nuovi eroi, insieme in Mortal Kombat: Annihilation di John R. Leonetti. (Vi ricordo la relativa recensione di Willy l’Orbo.)


Distribuzione

Stando ad IMDb il film esce in patria americana il 21 novembre 1997. Ricevuto il visto italiano il 13 maggio 1998, arriva in sala dal 28 novembre successivo con il titolo Mortal Kombat. Distruzione totale, di nuovo nella più totale indifferenza dei giornali.
Tele+ lo trasmette (a pagamento) il 20 dicembre 1999 mentre la prima notizia di distribuzione in VHS Cecchi Gori risale al dicembre 2000.
Il 2011 in cui lo trasmette Rai4 è anche l’anno in cui la Warner Home Video lo ristampa in DVD e Blu-ray.


Annaialèscion

La trama (ahahaha, che parola buffa!) non importa, è la solita roba del primo film: addirittura papà John Tobias arriva dal videogioco a partecipare alla sceneggiatura. I cattivi dicono cose stupide da cattivi e i buoni fanno cose stupide da buoni. Non vale la pena parlarne.
Il momento migliore della storia è quando i buoni si danno appuntamento al Tempio degli Anziani, dove gli antichi dèi giocano a carte e ballano il liscio.

Non sembra, ma Musetta Vander interpreta una di 200 anni!

Ciò che importa è che Shao Kahn, il rigido censore che vieta le arti marziali al cinema come John Litgow vietava il balletto in Footlosse (1984), è interpretato dal mitico Brian Thompson, simbolo del modo americani anni Ottanta di fare cinema di genere, perciò non marziale.

Vieto a tutti di combattere e di ballare come Kevin Bacon

Dal primo film torna Kitana, la paralizzata Talisa Soto che non dà mai prova di essere viva, e Raiden, stavolta interpretato da quel James Remar anch’egli simbolo del genere non marziale che ha dominato l’Occidente.

Non esistono prove che questi due attori siano mai stati vivi

Contro questi Grandi Antichi venuti a trasportare il genere marziale anni Novanta nell’oblio c’è solo un gruppo di nuovi eroi con il compito di regalarci uno degli ultimi spettacoli marziali del decennio. Il film infatti è una parata di combattimenti com’era usanza dei primi Novanta e com’è assolutamente vietato in seguito.
Ma i combattimenti da soli non sarebbero niente se non ci fosse qualcuno capace di coreografarli. Mi rifiuto di credere ai titoli di coda che vorrebbero il protagonista Robin Shou e di nuovo Pat E. Johnson come coreografi: sono gli stessi del primo film, che è una buffonata marziale inguardabile, nel pieno stile occidentale precedente. No, qui c’è un nuovo re in città…

Inchinatevi davanti al… Re in Giallo!

… e si chiama J.J. “Loco” Perry, futuro autore dello stile marziale che renderà immortale Boyka.

Un calcione alla cintura…

… e un calcione alla capoccia

Qui Perry è ancora un giovane cascatore ma la sua mostruosa bravura marziale, sviluppata in anni di vera competizione agonistica, non può rimanere nascosta: nei panni di Cyrax entra in scena col botto e ci regala uno scontro marziale memorabile.

J.J. “Loco” Perry vola verso la storia del cinema marziale

Perry però è ancora giovane nell’ambiente, non sembra aver avuto accesso alle coreografie, come invece pare abbia avuto Keith Cooke, che si ritaglia il piccolo ruolo di Sub-Zero.

Tranquilli, ve lo coreografo io di nascosto, ’sto film

Cooke è il simbolo del nuovo cinema marziale, quello che tra la fine degli Ottanta e la metà dei Novanta ha inondato i cuori di noi appassionati, che ammiravamo estasiati quel tizio strano che in King of kickboxers (1990) si lanciava in tecniche acrobatiche di gamba da applauso: Keith Cooke, appunto.

Quando Keith Cooke volava per noi…

Protagonista di molti dei vostri film marziali preferiti, qui Cooke ci ricorda proprio quel film del 1990 con il triplo calcio volante: che non è roba da videogiochi, bensì patrimonio del cinema marziale.

L’ultimo volo di Cooke

A lui il compito di regalarci combattimenti spettacolari, pieni di quella marzialità acrobatica che tanto faceva dispiacere ai serissimi fan di Steven Seagal, ma che invece piaceva al popolo delle videoteche. Visto che gli autorevoli fan di Seagal non stanno guardando, ce la vogliamo mettere un po’ di capoeira, grande tormentone dell’epoca?

Mille punti per lo scontro alla capoeira

Certo che bisogna chiamare gente brava per fare sequenze marziali acrobatiche, e visto che stiamo girando in Thailandia prendiamo qualcuno gagliardo del posto. Tipo il giovane Panom Worawit, che un giorno sarà conosciuto come Tony Jaa.

Il giovane Tony Jaa regala oro in parecchie scene acrobatiche

Tra una chiacchiera buffonesca e l’altra, i combattimenti si susseguono portentosi e frizzanti, mentre il protagonista Liu Kang (Robin Shou) per trovare la propria animality (!) si rivolge allo spirito animale per eccellenza: il Corvo!

L’attore-rapper Litefoot qui sembra proprio il Brandon Lee del Corvo!

Tra i pittoreschi caratteristi di contorno mi piace citare Deron McBee, sfigatissimo divo muscolare che all’epoca si vedeva spuntare un po’ ovunque: qui interpreta il centauro Motaro, ma a parte qualche posa coatta non fa altro.

L’unico esemplare di centauro coatto

Malgrado il lieto fine della vicenda, il finale è invece triste ed oscuro: il regno del terrore di Shao Kahn ha vinto, e il cinema marziale è stato bandito per anni, anche se per fortuna è rimasta qualche piccola casa indipendente occidentale che ha provato a consolare noi fan dal cuore infranto. Però è durata poco.
Come racconteranno sia Loren Avedon che Daniel Bernhardt nello spettacolo “Art of Action” di Scott Adkins, in quel periodo ogni occasione di girare anche minuscoli film marziali è completamente evaporata: un intero genere è semplicemente svanito. Così loro, come tanti altri eroi marziali dei Novanta, sono diventati stuntman, ed oggi se fate attenzione potete scorgerli in scene d’azione in film di serie A. Quelli che tanti chiamano “marziali”, insultando un genere storico.

Va be’, ci sono pure ’sti due…

Inchiniamoci dunque a Shao Kahn e al suo oscuro regno di “azione all’americana”, confidando in quei ribelli irriducibili che continuano a lottare malgrado tutto. Tipo quel Chad Stahelski che insieme a J.J. Perry combatteva contro Daniel Bernhardt in Bloodsport III (1996) e oggi è regista di film d’azione come Atomica bionda (2017), venerati da chi invece disprezza i film marziali anni Novanta e ne ha decretato l’estinzione.

L.

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– Ultimi film ispirati a videogiochi:

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29 risposte a Mortal Kombat 2 (1997) Finish Him!

  1. Cassidy ha detto:

    Chiosa finale di cuore che sottoscrivo in pieno, non basta aver visto “The Raid”, bisogna aver visto tanti film di menare degli anni ’90 e precedenti per capire l’importanza di “The Raid”. Posso dire che questo è il mio “Mortal Kombat” preferito? Almeno qui si menano come si deve! Alla sua uscita erano tutti molto scandalizzati dal cambio di attori, come se perdere Lambert fosse tutto questo dramma 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La trama del primo era così densa e le prove attoriali così superbe che è stato un dramma il cambiamento degli attori… ahaha! 😀
      L’unico vero cambiamento del film è l’arrivo in scena di bravissimi atleti a dare vita ad una parata di combattimenti tutti da gustare, ricordando che “Mortal Kombat” è tratto da un gioco dove si menano, non dove parlano!

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  2. Sam Simon ha detto:

    Brian Thompson non me lo ricordavo! È come il prezzemolo, giusto ieri l’ho visto in Life Stinks di Mel Brooks (e lo sto vedendo in The X-Files, in Star Trek…)!

    Comunque il centauro coatto è davvero un personaggio singolare (l’attore, dico)! Secondo Wiki, McBee states that he has produced his impressive physique by abstaining from steroids and using a combination of prayer and faith.

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  3. Il Moro ha detto:

    Ohibò, nei miei ricordi questo film è una boiata immane, ora mi hai fatto venire voglia di rivederlo! Chissà, magari all’epoca mi avrebbe fatto piacere un po’ di trama, ora che sono anziano e disilluso non ho più di queste pretese… 😅
    Non posso non voler bene a James Remar per il suo ruolo ne “I guerrieri della notte”…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Che sia una bojata è fuori dubbio, ma la mole di buone scene di combattimento lo migliora parecchio 😉
      Ho sempre avuto dei problemi con Remar, che è un ottimo e prolifico caratterista, ma non è colpa sua: è che proprio la sua faccia mi genera antipatia, il che lo rende perfetto nei tanti ruoli negativi che ha ricoperto. Se lo chiamavano molto spesso a fare il cattivo o l’infame, ci sarà un motivo 😀

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Kasanoff si è sbagliato: non ha tenuto tutti gli elementi da eccellente, ma solo quelli sotto scarso (eccetto Lambert).
    Annichilero è il tipico film tratto da videogiochi da chi il gioco non lo ha mai giocato, come Super Mario, come Street Fighters, come quello che si vuole XD
    Era piuttosto imbarazzante: il b pretesto scambiato per trama poteva pure andar bene, ma non aveva niente della spettacolarità del gioco – per dire, ricordo la fatality al magnesio di Sonia e ancora rido XD
    E quando salta fuori che le braccia di Jax sono praticamente dei guanti bionici?
    Fiacchino forte.

    Alle tecniche marziali non ho badato granché: il gioco non ha mai sfoggiato nulla di plausibile, quindi non era necessario mettere vere arti marziali nel film 😛

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Questo ciclo su MK mi fa andare in brodo di giuggiole! 🙂
    Oltretutto oggi tratti un mio film-Z preferito, vero che nella recensione (grazie per la citazione) lo sbeffeggio nonché demolisco ma credo si intuisca, dietro ciò, tanto amore, è un offendere destinato a continuare cinematograficamente l’odi et amo di catulliana memoria.
    Oltre alle tecniche marziali che hai ben illustrato e ai nomi che lo affollano, per me l’accumularsi illogico e trash di personaggi del videogioco è motivo di gioia imperitura.
    Mi ricordo quando lo vidi per la prima volta con mio fratello che preferiva prepararsi per un esame e io che ogni tre quattro lo tediavo con un estasiato “c’è anche lui!” con relativi “grugniti” di approvazione (non troppa) dello studioso congiunto 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dài, ma sei più cattivo di Shao Kahn! 😀
      Io sono sempre stato uno studente svogliatissimo, mi bastava una foglia che cadeva nel quartiere accanto per perdere concentrazione: l’idea di avere addirittura un fratello che vicino a me si guarda “Mortal Kombat 2” mi avrebbe fatto impazzire 😀 Ma poi il tuo povero congiunto l’ha passato quell’esame? Spero di sì, altrimenti dovresti sentirti in colpa 😛

      Il videogioco l’ho conosciuto solo di striscio (all’epoca ero schiavo di Last Bronx, Virtua FIghter 2 e Tekken, tutti marzialissimi), quindi al momento di vedere il film (noleggiato in una delle ultime videoteche superstiti del quartiere) i personaggi erano per me tutti nuovi, a parte quelli famosi tipo Sub-Zero. Quello che ho gustato è stata la parata marziale: sopportare le chiacchiere di conquista del mondo e di baciamento di piedi (Shao Kahn è chiaramente un feticista!) serviva ad arrivare alla successiva scena marziale, ghiottissima.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Ahahaha! Sulla foglia che cade nel quartiere accanto ho sbarellato dal ridere 🙂
        Mi pare che lo passò…ma semplicemente perché non era il giorno successivo sennò mi sa che avrebbe dovuto ricorrere a qualche fatality per avere la meglio sulla commissione esaminatrice 🙂
        Entrambi comunque abbiamo vissuto il film come una gustosa parata, tu di scene marziali io (pur adorando anche il predetto aspetto) di personaggi! 🙂

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    • Giuseppe ha detto:

      Essendomi a suo tempo unito all’opera di sbeffeggio e demolizione, sento di dover condividere anche l’atteggiamento catulliano 😀
      Ovviamente il tutto non va a toccare il lato marziale, quello sì davvero impeccabile…

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  6. Zio Portillo ha detto:

    Fui costretto a noleggiarlo due volte perché la prima lo vidi con gli amici che non la finivano di spernacchiare e brontolare. Dopo qualche giorno (o il weekend successivo…) lo rinoleggiai da solo.

    Ovviamente è una carnevalata puzzona, ma ragazzi miei, cos’era quella roba? Quei calci? Quei voli? Vorrei dirvi che la mia rivisione e la mia esaltazione hanno fatto breccia nel cuore degli amici e invece venni spernacchiato e deriso a mia volta da quelli che lo videro con me.

    E’ un mondo duro, bisogna che ci rincuoriamo a vicenda.

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  7. Vasquez ha detto:

    La trama era inutile anche nel primo, e questo non ha niente di meno. L’ho rivalutato alla grande. Come il primo, ma di più: più caciarone, più personaggi, più botte! 😛

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  8. Pakos D. Early ha detto:

    Il primo mi piacque nonostante avesse delle imperfezioni. Questo è migliore nei combattimenti ma lascia a desiderare per altro. Da dimenticare!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per me hanno entrambi la stessa storia, cioè un mucchio di panzane con il solito cattivo da operetta che vuole conquistare il mondo e dice cose stupide, ma mentre il primo è fatto solo di vuote e inutili chiacchiere stereotipate questo almeno ha tanti ottimi combattimenti con cui intrattenersi.

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  9. Pingback: [Telemeno] 1998 – Mortal Kombat Conquest | Il Zinefilo

  10. loscalzo1979 ha detto:

    Il secondo capitolo tutto sommato non mi é dispiaciuto, anche solo per le scene di combattimento (quelle con Cirax Vs Jax e quelle Subzero Vs Skorpio valgono da sole il film)

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  11. Pingback: Mortal Kombat (2021) Distruzione anale | Il Zinefilo

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