[Multi-Recensioni] Sei supereroi internazionali (Prime Video)

I supereroi piacciono a tutti (tranne che a me) quindi è naturale che anche altre cinematografie abbiano una loro produzione di film con protagonisti giustizieri dai poteri particolari: grazie a Prime Video ho fatto un giro del mondo alla scoperta degli “Altri Supereroi”, quelli che parlano lingue diverse dall’inglese.



Antboy
(Danimarca 2013)
inedito in home video italiano.
Disponibile su Prime Video.

Prima che l’universo cinematografico della Marvel sfornasse Ant-Man (2015), dalla Danimarca ci arrivava l’eroe coi superpoteri di una formica: Pelle (Oscar Dietz), il ragazzino con il nome del danese più famoso d’Italia. (Chi come me è cresciuto negli anni Ottanta, ricorderà l’arrivo nei cinema di Pelle alla conquista del mondo, nel 1987, che ci fece scoprire come ci fosse vita in Danimarca dopo Amleto!)

Il regista Ask Hasselbalch porta sulle piattaforme digitali internazionali una trilogia di film (Antboy, La vendetta di Red Fury e L’alba di un nuovo eroe) tratti da una fortunata serie di romanzi per ragazzi firmati da Kenneth Bøgh Andersen, che conosce molto bene l’universo Marvel e DC e ci gioca in modo intelligente, cioè senza fare il vago (o il furbo) e citandolo dichiaratamente. Provateci voi, giovani supereroi, a trovare un nome figo che non sia già stato usato da quelle due case.

Le guanciotte ci sono, il costume pure

Dopo aver subìto il morso di una formica mutata geneticamente, il giovanissimo Pelle Nøhrmann (il bravo Oscar Dietz dalle guanciotte che bucano lo schermo!) si ritrova con i poteri di una formica: super-olfatto, super-mani appiccicaticce per arrampicarsi ovunque, grande voglia di cibi zuccherati. (Be’, quest’ultimo potere ce l’ho anch’io!) Per ogni grande eroe serve un grande cattivo, e per una super-formica ecco… la super-pulce (Nicolas Bro).

Visti in rapida sequenza su Prime Video, i tre film sono deliziosi perché sono semplici e con la voglia di divertire, giocando con i canoni classici – eroe, maggiordomo, bella al fianco da minacciare, ecc. – solo per rovesciarli e parlare con il cuore, che è sempre la scelta migliore. Effetti speciali ottimi e giovani attori bravissimi, quindi per me è sufficienza piena. E lo dice uno che odia i film con i supereroi e i film con i bambini, figuriamoci un supereroe bambino!



Red Eagle
(Thailandia 2017)
In DVD e Blu-ray Blue Swan dal novembre 2016.
Disponibile su Prime Video.

Wisit Sasanatieng, che ha raggiunto una discreta attenzione internazionale con la sua opera prima Le lacrime della tigre nera (2000), cioè quando il mondo scoprì che anche la Thailandia produceva film, scrive e dirige la storia di un “supereroe populista”: Red Eagle (Ananda Everingham) infatti va dai politici corrotti e li massacra di botte, quando non passa direttamente all’omicidio efferato. Non si potrebbe ingaggiare per risolvere il problema della politica italiana?

Sullo sfondo delle proteste per la costruzione di una centrale nucleare, dove i “verdi” sono messi a tacere dalla polizia a suon di bastonate e pallottole, si dipana una vicenda che da una parte è una tagliente critica sociale – con il poliziotto che si chiede dove sia la giustizia a fare i cani da guardia dei politici corrotti – e dall’altra è pura azione d’intrattenimento superomistico, con Red Eagle che si è forgiato sui campi di battaglia (in una guerra passata che non ci viene spiegata): gli stessi dov’è nata la sua nemesi, Black Devil. Portando quest’ultimo una maschera, può usufruire del grande talento marziale dell’olandese Ron Smoorenburg, molto prolifico in Asia.

Un supereroe figo ha la maschera in tinta con i guanti

Le scene di combattimento in stile asiatico sono troppo lunghe per definire il film di critica sociale, mentre la trama è troppo “politica” per poter definire la storia di pura azione: diciamo che è un mischione di generi, come spesso capita in questi casi, amalgamati con un gusto asiatico che stride con quello a cui siamo abituati in Occidente. L’azione non è eccezionale comunque un’occhiata gliela si dà con piacere.

Malgrado una scritta finale anticipi chiaramente un seguito della vicenda, questo non sembra ancora essere in lavorazione.



Rendel – Il vigilante
(Finlandia 2017)
In DVD e Blu-ray Eagle Pictures dal settembre 2018.
Disponibile su Prime Video.

Jesse Haaja esordisce nel lungometraggio scrivendo e dirigendo questo film d’azione che fonde un po’ di generi. La facciata da “cavaliere oscuro”, da solito corrucciato vendicatore in salsa DC, è stemperata da un uso quasi asiatico di generi come il drammone e la commedia, passando cioè dal melodramma più patetico a situazioni paradossali (se non addirittura comiche) con grande facilità. Quindi è un thriller supereroistico dark noir comico d’azione. Non sembri una critica, lo stile fresco del cineasta sa far digerire bene questi elementi spesso in netta contraddizione, ma il problema è un altro: la trama.

Il problema più grosso è che l’eroe entra in scena “già formato”, non sappiamo chi sia, perché vada in giro con quella maschera nera né perché abbia preso di mira una casa farmaceutica: purtroppo il motivo è scritto a chiare lettere sulla copertina del DVD e riportato da tutti i siti, Prime Video compreso, quindi la “rivelazione” finale è bruciata sin dall’inizio. Soprattutto perché è imbarazzante: nel 2017 lo spettatore dovrebbe stupirsi di un giustiziere nato con la morte della propria famiglia? Esistono forse altri modi di far “nascere” un giustiziere?

Va’ che costume, e Diabolik… muto!

A proposito di banali banalità banalissime, il cattivo della storia è il solito figlio criminale e teppista del potente boss locale, cioè la macchietta che infesta i film noir di tutto il mondo: nel giro di due giorni su Prime Video mi sono capitati ben tre film con lo stesso identico spunto, uno occidentale (The Devil’s Double, 2011), uno coreano (Veteran, 2015) e questo finlandese, tutti col figlio pazzo del boss. Cioè lo spunto più abusato nella storia del cinema.

Una trama fiacca, uno spunto fiacco, scene d’azione fiacche, insomma non un film memorabile, anche se comunque l’umorismo nero è piacevole e un’occhiata se la merita.

Haaja è già a lavoro con Rendel 2: Cycle of Revenge.



Gundala – Il figlio del lampo
(Indonesia 2019)
In DVD Blue Swan 2020.
Assente su Prime Video (per ora)

Joko Anwar è specializzato in horror truculenti, ma qui si prende una pausa per portare su schermo un personaggio nato nei fumetti del connazionale Harya Suraminata, pubblicati dal 1969 al 1982.

Nella povera Jakarta la vita è dura, soprattutto per umili operai che devono vedersela con padroni spietati e spesso criminali. Non può fare molto il giovane custode notturno Sancaka (Abimana Aryasatya), ma una notte viene colpito da un fulmine e lentamente scopre che da questo evento ha acquisito nuovi poteri… anche se questi si manifestano solo quando piove e cadono fulmini. In quel momento Sancaka può sfruttare il potere del tuono per… be’, per fare ben poco.

Giuro che il costume pezzente ha un motivo, nella trama

Il difetto maggiore di questo supereroe è che combina davvero poco, sia perché non conosce i propri poteri sia perché anche nei momenti più topici della vicenda alla fine è semplicemente un tizio un po’ forte, non arriva mai neanche vicino a poter essere definito “supereroe”. Contro di lui vengono lanciati nemici buffoneschi e macchiettistici, tutte parodie di cattivi tipici della narrativa spicciola, e anche loro non fanno assolutamente nulla, essendo incapaci totali.

Malgrado gli indonesiani abbiano conquistato il mondo una decina d’anni fa, dimostrando come si poteva creare un film d’azione spettacolare, questi indonesiani in particolare non sembrano essersene accorti, così abbiano scene d’azione non memorabili e spesso non arrivano neanche alla sufficienza. È pur sempre un film quasi marziale quindi va visto, ma giusto con un occhio solo.



Silver Hawk – Falco d’Argento
(Hong Kong 2004)
In DVD 01 Distribution dal novembre 2005.
Assente su Prime Video (per ora)

Jingle Ma è un regista e sceneggiatore ben poco distribuito all’estero, eppure giunge persino in Italia questo suo curioso prodotto svolazzante: che il fascino dei supereroi sia così irresistibile da spingere a portare da noi qualsiasi film ne parli?

L’autore ci porta in una immaginaria città futura, Polaris City, dove Lulu Wong (Michelle Yeoh) è un personaggio leggerissimamente batmaniano: erede di un impero miliardario e direttrice di molte istituzioni di beneficenza, Lulu di giorno è una ricchissima donna d’affari ma appena il crimine chiama… si infila la maschera e scende in strada con tutti i suoi “giocattoli”. È arrivata Silver Hawk. Ha anche un’aiutante ma scompare subito dalla vicenda.

La storia va troppo veloce per poter spiegare i personaggi, quindi è un po’ tutto buttato via perché in fondo è tutto scontato: è il solito supereroe super ricco, cosa c’è da spiegare? Ora però è arrivato in città Rich Man (Richie Jen), nuovo sovrintendente alle forze di polizia con mandato di catturare Silver Hawk, e subito scopriamo che questi da bambino è stato amico stretto di Lulu, quando insieme studiavano arti marziali. Parte dell’intreccio del film verterà sul loro rapporto e sui due relativi sensi di giustizia, apparentemente contrapposti.

Michelle ci crede parecchio

Imperdibile il reparto criminale della storia, visto che il super cattivo Alexander Wolfe, con le braccia d’acciaio, è interpretato da un giovane Luke Goss, ai cui ordini opera e combatte Morris, un Michael Jai White più in forma che mai. I combattimenti con questi due valgono da soli la visione del film. Che peraltro anticipa gli smartwatch e molte tesi per cui l’eccessiva tecnologia portatile ci condizionerà la vita a favore dei potenti.

Silver Hawk è un tipico prodotto svolazzante di Hong Kong, co-prodotto da Michelle Yeoh stessa la quale non alza un dito senza cavi, rendendo un po’ legnose diverse scene dov’è protagonista: quando entra in scena la sua controfigura ci si diverte molto di più.


Lo chiamavano Jeeg Robot
(Italia 2015)
In DVD e Blu-ray Lucky Red dal settembre 2016.
Disponibile su Prime Video (a pagamento).

Ecco un estratto dalla mia recensione.

La storia è un classicone, la bella e innocente fanciulla fa capire al protagonista che «è il bene che vince e il male che perde» – come già ci insegnavano i Figli dell’Amore Eterno di Verdone – e lui fa suo un concetto senza esprimerlo: grandi poteri comportano grandi responsabilità.

Poi si inquadrano dei monumenti romani così da essere riconosciuti “di interesse culturale” e beccarsi i nostri soldi (“nostri” cioè di chi paga le tasse), come se già il cinema italiano non ce ne avesse succhiati abbastanza.

Ad un certo punto la ritrosia, nostra e del protagonista, verso il mondo fantastico di Jeeg Robot viene meno, e a tre quarti di film arriva il picco emotivo, arriva la scena madre che giustifica l’eterna ora che abbiamo passato a vedere il letargico protagonista crescere. È la scena in cui ci convinciamo che solo Jeeg Robot possa salvare il mondo contro le forze del male. È la scena in cui l’innocente guarda negli occhi il buono e pronuncia la frase che manda in frantumi la realtà in favore della potenza narrativa: «Tu che puoi… diventare Jeeg.» L’emotività è al massimo, il cuore batte forte e i componenti sono tutti lanciati: è il momento che Jeeg si alzi e cominci a spaccare culi… e invece è esattamente ora che il film muore

Il letargico e silenzioso eroe de Roma

Spezzare gli schemi è intrigante, spezzare l’equilibrio narrativo no. Quello che più rimprovero agli autori è di averci portati all’apice dell’emozione per poi farci ricadere, perché dopo il momento più bello della storia… il film continua come se niente fosse e ricominciamo tutto d’accapo con il cattivo, parecchio sopra le righe. Questo lo trovo dannatamente fastidioso.

Solo dopo un’eternità il buono con i superpoteri fa qualcosa di vago che potremmo, con molta fantasia, definire lo “scontro finale” con il cattivo. Roba davvero raffazzonata che serve solo a fare pubblicità alla A.S. Roma e allo stadio della Capitale, così da comprarsi facilmente i favori dei tanti tifosi.


L.

– Ultimi film su Prime Video:

Informazioni su Lucius Etruscus

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22 risposte a [Multi-Recensioni] Sei supereroi internazionali (Prime Video)

  1. Cassidy ha detto:

    Totalmente d’accordo sul ragazzo formica e l’uomo fulmine, ti ringrazio per la citazione 😉 Mi mancano i due aquilotti ma ha attirato la mia attenzione “Rendel”, il costume è una versione cinematografica ma complice il nome molto simile ho pensato ad un adattamento del Grendel di Matt Wagner, chissà se gli autori del film lo conoscono 😉 Cheers!

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  2. Madame Verdurin ha detto:

    Quanti supereroi sconosciuti, sembra divertente! Invece a me Jeeg Robot è piaciuto, nonostante io sia sempre pronta a dare contro al cinema italiano questo mi è davvero piaciuto molto. Sul finale però hai ragione: ho un amico stuntman che ha confermato che lo scontro allo stadio è davvero vergognoso, tecnicamente parlando. Come ritmo narrativo sembra un po’ di essere nel finale di Glass di Shyamalan in effetti. Comunque complimenti per la maratona di supereroi foresti!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Credo che Jeeg Robot abbia fatto scalpore perché siamo abituati a film italiani parecchio al di sotto della sufficienza, e vederne uno fatto bene è sempre una grande sorpresa 😛
      Dura decisamente troppo per la storia che si prefigge di raccontare, spesso andando ben sopra le righe – con il Joker de noantri – ma rimane un ottimo film per essere italiano. Il problema è che la voglia di mostrare lo stadio ha superato quella di scrivere un buon finale.

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  3. Il Moro ha detto:

    Quanta roba, ma a parte quello del ragazzo formica non è che mi sia venuta mota voglia di vedere gli altri… Magari quello con Michelle Yeoh che mi sta simpatica. A me Jeeg robot è piaciuto molto, ma hai ragione quando dici che piace soprattutto per il contrasto con la cinematografia media italiana.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Basta fare un film normale per risultare da Oscar, nel panorama italiano 😛
      Se ti piace lo stile svolazzante di Hong Kong, “Silver Hawk” è il film che fa per te. E poi c’è Luke Goss che combatte, spettacolo imperdibile ^_^

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  4. Kukuviza ha detto:

    Non pensavo che la Michelle si fosse buttata su film del genere. Perché quel film è un po’ da ride, giusto?
    Comunque mi sta simpatico sto “super”eroe indonesiano che già ha i poteri solo quando piove, figuriamoci se poi non li sa usare e figuriamoci poi se non sono sto granché.
    Complimenti per essere riuscito in questo post a citare i Figli dell’Amore eterno. La spada de foco!!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono un adepto dei Figli sin dalla prima ora 😀
      Comunque è quello il mondo di Michelle, solamente in tempi recentissimi ha avuto ruoli migliori in Occidente, lei nasce e cresce nel cinema d’azione di Hong Kong di cui è sempre stata valente paladina. E il gusto locale è parecchio diverso dal nostro, quindi spesso ci sembrano film “da ride” 😛

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Ho solo visto distrattamente i tre “Ant-Boy” perché Sky li trasmetteva ad ogni ora ed era facilissimo beccarli. “Distrattamente” perché li avevo su mentre io facevo altro, quindi non posso giudicarli.

    Il resto del lotto invece, tolto “Jeeg Robot”, nulla… Leggendo mi sa che l’unico che può meritare una visione sia “Red Eagle”, ma solo se si vuole essere buoni. Ovviamente i combattimenti di M.J.White nel film con la Yeoh me li guardo seduta stante su YouTube!

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    I post carrellata mi piacciono, i film sui supereroi mi piacciono…bingo! Ne ho visti ben 3: Rendel non mi ha entusiasmato, invece Gundala e Jeeg Robot mi hanno convinto, soprattutto il secondo (a parte il finale tirato via su cui concordo) mentre il primo l’ho trovato discontinuo con momenti di stanca ma anche momenti di divertimento e/o pathos. Gli altri che non ho visto mi incuriosiscono abbastanza, in particolare, oltre alla marzialità di Falco d’argento, Antboy. Grazie per gli spunti al mio supereroe Z preferito: Lucius! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Gundala ancora non ho capito se voleva parodiare certi cattivi pittoreschi o se semplicemente è un prodotto di basso livello, però le botte thailandesi sono sempre gradite 😛
      Sono convinto che un grande estimatore della Z come te non saprà resistere al giovane Luke Goss cattivo marziale di Silverhawk! Addirittura sembra convincente nello stile marziale di Hong Kong!!! ^_^

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  7. Giuseppe ha detto:

    Una super-panoramica interessante anche per il sottoscritto, a conoscenza diretta del solo “Lo chiamavano Jeeg Robot” (lo scontro finale? Io avrei voluto un sequel con l’equivalente ambientato a San Siro! 😉 ) e indiretta, nel senso che ne avevo già sentito parlare NON bene, dell’indonesiano “Gundala – Il figlio del lampo”… li recupererò con calma, magari a partire proprio da “Silver Hawk – Falco d’Argento” 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il bello di questa panoramica non è tanto la qualità dei film in sé ma vedere altre cinematografie, altri gusti e altre culture come gestiscono un tema comune. Per fortuna usano il predominio anglofono solo come base di partenza per poi inserire tocchi personali.
      Il problema di Gundala è che a tratti sembra serio, a tratti sembra una parodia. Credo che voglia rifarsi ai grandi film marziali del sud-est asiatico ma senza averne i numeri, così come strizza l’occhio ai temi superomistici americani senza averne di nuovo i numeri. Insomma, è un prodotto indecifrabile, ma una visione la merita comunque.
      Pensa che solo da poco ho scoperto l’esistenza di un’edizione italiana di Silver Hawk, che vidi all’epoca sottotitolato: il DVD è già nella Collezione Etrusca nel reparto Hong Kong ^_^

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  8. Conte Gracula ha detto:

    Di questi ho visto solo Silverhawk e Lo chiamavano Jeeg Robot.
    Il primo era… standard e strano nello stesso momento, sembrava un tipico film americane, ma i personaggi in combattimento avevano pose buffe (lei che si mette in guardia e fa le virgolette con le dita, White e collega in guardia con una mano sulla fronte – sembrano voler dire “picchiami nello spazio tra le mani” – e il compagno d’allenamento che sembra uno scarso finché non gli fai finire tutto il rito marziale, ma a fine cerimonia ti smonta con un dito) e facevano faccette diverse da quelle occidentali.
    Lo chiamavano Jeeg Robot… a parte quando parlavano protagonista, amata e supercattivo, non riuscivo a capire una mazza, sembrava di vedere la scena di Fantozzi con la pentola in testa.
    Non sono proprio riuscito a seguirlo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Silverhawk è un tipico prodotto di Hong Kong, magari un po’ più sbarazzino del solito, con tanto di attori svolazzanti in stile wuxiapian: non è certo un film da consigliare per rappresentare quella cinematografia 😛
      Già gli attori italiani non sono capaci di scandire le parole, figuriamoci quelli romani. Aggiungiamo l’audio in presa diretta, di cui il Bel Paese va fiero e fa un figurone nei festival – dove però possono leggere i sottotitoli – e il pacchetto è completo. Comunque non ti sei perso gran che.

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  9. loscalzo1979 ha detto:

    Red Eagle recupero, mi stuzzica.
    Jeeg Robot l’ho trovato ottimo invece, lo Zingaro fatto da Marinelli è superlativo.
    Dagli un’altra Chance a Mainetti con Freaks, che devo spero vedere presto (se lo fanno uscire), abbiamo nazisti contro Fenomeni da Circo, dovrebbe piacerti la cosa

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  10. inchiostronoir ha detto:

    Pazzesco come il costume di Rendel mi rammenta quello di “Spawn”, nel catastrofico film del 1997…

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