[Multi-Recensioni] Film storici su Prime Video (1)

Il vasto catalogo Prime Video, grazie ad accordi con prolifiche case distributrici, offre molta scelta nel genere storico: ecco un viaggio dove la Storia inizia per Z.



Centurion – Combatti o muori
(Gran Bretagna 2010)
In DVD e Blu-ray Blue Swan da novembre 2015.
Disponibile su Prime Video.

Il britannico Neil Marshall non è “esploso” con Dog Soldiers (2002), che ho trovato delizioso, bensì con The Descent (2005), che proprio non ho digerito (Ma si sa, io sono Leggenda!): con Doomsday (2008) sembrava destinato alla grandezza… poi arriva questo Centurion e tutto crolla, tanto che Marshall passa alla regia televisiva. Tornerà a farsi vedere con Hellboy (2019) e The Reckoning (2020).

Per i cineasti anglofoni l’Impero Romano non è mai esistito, visto che per loro l’unica attività di quel lontano popolo è stata circoscritta nelle foreste della Britannia a combattere i selvaggi locali: ci sono voci di corridoio per cui i Romani abbiano conquistato mezza Europa, mezzo Medio Oriente e le coste dell’Africa, ma sono solo chiacchiere. Esiste solo la Britannia, e il motivo è chiaro: vai a girare in un bosco e hai le scenografie pronte. L’unico costo è quello delle divise dei romani, ma tanto più di dieci persone in scena non ci sono mai. (Alla faccia degli eserciti oceanici.)

Neil Marshall nella doppia veste di regista e sceneggiatore ci porta nella Britannia del 117 d.C. a raccontarci la storia della Nona Legione, che partita con la missione di sconfiggere i selvaggi Pitti oltre il Vallo di Adriano (cioè il confine della romanità in quel Paese), non ha fatto più ritorno: cosa è successo loro? Mi sembra ovvio, ma il film ci romanza la vicenda assicurandosi che ogni più asfittico luogo comune anglofono sia rispettato. All’epoca ho visto il film appena uscito, sottotitolato, e l’impatto è stato devastante: ero giovane e sognatore, rivisto oggi il film non mi ha dato fastidio. Anche perché il doppiaggio italiano, misericordioso, cancella la stupida frase di un legionario che sogna «una fattoria in Toscana». Tanto per ricordare che gli anglofoni non ce la fanno a non commettere falsi storici.

Olga Kurylenko, la Pitta pittata

Michael Fassbender interpreta Quintus Dias (che uno dice “Dias” e pensa subito ad un nome latino), fra i pochi sopravvissuti al massacro dei Pitti: con un manipolo di eroi politicamente corretti – dal nero al mediorientale – cercherà di salvare il proprio generale e di tornare indietro. Ciò che inizia è il vuoto con le divise romane indosso, visto che il manipolo di eroi non fa che correre tra i boschetti e morire.

Sicuramente le scene con gli scontri fisici sono d’impatto, e Olga Kurylenko nel ruolo di Pitta pittata ha il suo fascino (sebbene sia incomprensibile come uno scheletro di venti chili possa essere una guerriera capace di abbattere uomini grandi il triplo), ma il resto è pura vuota sceneggiatura fatta di frasi fatte, anacronismi e stupidate varie. D’altronde il film appartiene al genere “Giustifichiamo la guerra americana in Medio Oriente mediante falsi storici”, quindi il nemico è monodimensionale e i buoni sono patrioti così che gli spettatori siano spinti a morire per la patria. Decisamente da dimenticare.


Dagmar – L’anima dei vichinghi, già noto come Escape
(Flukt, Norvegia 2012)
In DVD e Blu-ray Blue Swan da ottobre 2017.
Disponibile su Prime Video.

Ecco un estratto dalla mia recensione.

Come il più classico dei film western vediamo la famigliola di contadini sterminata da briganti di passaggio: rimane in vita solo la figlia Signe (Isabel Christine Andreasen) che viene portata via dal gruppetto criminale. Come farci credere che in un’epoca di così grande barbarie i criminali non stuprino a ripetizione la ragazza? Ecco che così il gruppo è capitanato dalla spietata Dagmar – interpretata da Ingrid Bolsø Berdal, vista in Chernobyl Diaries (2012) e Hercules: il guerriero (2014) – che minaccia le peggio torture ma non fa nulla alla povera Signe.

C’è anche un’altra ragazzina che vive insieme a loro, rapita anch’essa: è Frigg (Milla Olin) ed aiuterà Signe a fuggire. Inizia la fuga e finisce il film. Perché il film è la fuga…

I paesaggi norvegesi sono stupendi e le riprese sono ottime, ed in più abiti d’epoca così “diversi” per noi danno al film un bel tocco di esotico, però… però è un film che parla di niente. Belle le attrici, belli i paesaggi, brava la regia con ottime sequenze d’azione, ma è un film di niente che si regge sul niente. Magari farci conoscere un po’ di più del Medioevo norvegese sarebbe stato simpatico…


Hammer of the Gods – Il Martello degli Dei
(Gran Bretagna 2013)
In DVD e Blu-ray Sound Mirror di data ignota.
Disponibile su Prime Video.

Ecco un estratto dalla mia recensione.

Britannia, 870 d.C. Il re dei Vichinghi Bagsecg (James Cosmo) guida il suo debole esercito contro la resistenza sassone, sempre più corposa. Violenti scontri tra bande isolate di vichinghi e sassoni trasformano il centro dell’Inghilterra in un territorio molto pericoloso. Capito che il dominio vichingo della Britannia sta cedendo, il re Bacsecg chiama dei rinforzi da oltremare: a capo di questo nuovo manipolo di guerrieri, pone il suo figlio più giovane, il principe Steinar (Charlie Bewley).

Immaginatevi orde di vichinghi che corrono attraverso pianure per mettere in scena una battaglia epica, fatta di sangue, fango e clangor di spade… Ecco, immaginatevelo, perché mica ci sono i soldi per farlo sul serio… Guardatevi i piovosi e grigi paesaggi del Galles e ascoltate qualche chiacchiera sconclusionata: di più questo film non può offrirvi…

Ci sono tanti fan dell’ironclad, il genere che dovrebbe mostrare battaglie medievali (all’incirca) e storie di spade antiche in odor di leggenda: Hammer of the Gods si rivolge a questi fan ma non credo dia loro quanto promette. È un film che fa di tutto per economizzare e quindi chiacchiera tanto e mostra poco.


Ironclad 2 – Battle for Blood
(Gran Bretagna 2014)
In DVD e Blu-ray Sound Mirror da luglio 2014.
Disponibile su Prime Video.

Ecco un estratto dalla mia recensione.

Cosa identifica meglio l’orgoglio britannico della Serbia? Il minor costo, è ovvio. Così invece del costoso Galles del primo film (Ironclad, 2011) si va tutti a girare nell’ex Jugoslavia con metà cast assunto sul posto: tanto gli scozzesi sono i cattivi, in questo film, quindi se hanno tratti somatici slavi è pure meglio.

Siamo sempre in un vago XIII secolo quando gli scozzesi non ci stanno ad essere stati espropriati dalle terre ed attaccano i castelli sui confini britannici: in mancanza di un potere centrale che li aiuti, i signori locali devono provvedere per conto loro alla difesa. Seguiamo le vicende di Lord Gilbert De Vesci (David Rintoul) che durante uno scontro fa uccidere il figlio dello spietato Ogre (Radoje Jelic), capo dei ribelli scozzesi: è chiaro che questo gesto sarà seguito da un attacco terribile, di rivalsa e di vendetta.

Il regista e sceneggiatore Jonathan English (Johnny English???) ricrea esattamente il format del primo film: inutilità del contesto storico – potremmo essere in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi altra età, visto che alla fin fine è solo un classico film di guerra all’americana – ed eccessiva schematicità nel ritrarre i personaggi, perché in fondo ciò che conta è l’azione sul campo.

Scorci di Galles jugoslavo

Questo punto è sicuramente ben curato, con sequenze molto serrate, effetti crudi e fango a rendere tutto più credibile. Gli stuntman serbi sono eccezionali quindi Ironclad 2 sicuramente merita una visione dal punto di vista dell’azione: come storia, è davvero disarmante. Non esito dunque a definirlo un “porno-war”, dove cioè la quantità di sceneggiatura è infinitesimale rispetto all’azione militare.

Un’ultima annotazione merita la scena di sesso, totalmente fuori dal contesto e inutile ai fini della storia, tra Mary la pazza e il principino Hubert: è così palesemente e totalmente copiata da Il nome della rosa (1986) che voglio credere sia un omaggio ad un altro film medievale…



The Last King
(Birkebeinerne, Norvegia 2016)
In DVD e Blu-ray Minerva Pictures da gennaio 2017.
Disponibile su Prime Video.

Malgrado quanto riportino le tramette in giro, siamo nella Norvegia del 1204, quando al potere ci sono i Birkebeiner, rudi guerrieri contro i quali ordiscono i Bagler, che hanno il favore della Danimarca e della Cristianità. (Va ricordato che solo due secoli prima la Norvegia è stata “invasa” dal Cristianesimo, che ha cambiato completamente la società facendola passare da quella dei Vichinghi ad uno stato feudale molto più europeo.) Lo spettro di avere Dio e la Danimarca a governare sulla Norvegia spinge i Birkebeiner ad un’impresa epica, romanzata nel film.

Ucciso con l’inganno il re, i Bagler non sanno che questi ha un erede tenuto nascosto, un bambino di due anni che ora è l’ultima speranza per la Norvegia. Saranno i Birkebeiner a proteggerlo dai guerrieri Bagler e, affrontando l’inverno norvegese, a portare in salvo quello che sarà Haakon Haakonsson (noto anche come Haakon IV di Norvegia), il cui regno durerà più a lungo degli altri re del Paese. La particolarità della vicenda è che i Birkebeiner si muovevano sul vasto territorio innevato mediante sci, e ancora oggi uno degli eventi più importanti di Norvegia (ci informa Wikipedia) è appunto la gara sciistica Birkebeinerrennet.

Vale la pena solo per le scene di battaglia invernale

Trattandosi di un evento storico nazionale, si dà per scontato che tutti sappiano chi siano i vari protagonisti e i loro retaggi, quindi la parte storica del film è parecchio superficiale, puntando invece molto sull’innegabile fascino delle distese naturali completamente innevate. I paesaggi sono splendidi e le battaglie a colpi d’ascia e con arco e frecce sono coinvolgenti, ma al di là di questo la trama è davvero ridotta all’osso: è da vedersi solo per gustarsi i gelidi paesaggi nordici.


Viking Legacy
(Gran Bretagna 2016)
In DVD e Blu-ray Koch Media dall’agosto 2017.
Disponibile su Prime Video.

Ecco un estratto dalla mia recensione.

Girato in un giardinetto comunale, assistiamo alla storia di Orlaith (Hollie Burrows) che è stata allevata da un monaco senza aver mai incontrato altri uomini. Ad un tratto arrivano due straccioni che dovremmo credere sia un esercito norreno: vogliono le pergamene, e il monaco si brucia vivo insieme a tutto il monastero. E Orlaith? Fugge piangendo, stando attenta a rispettare il percorso turistico del castello in cui stanno girando con la webcam. Vagando nelle fresche frasche, Orlaith incontra il cavaliere ferito Sven (James Cooke), che dopo un iniziale scontro diventa il suo accompagnatore, difensore, guardia del corpo e limonatore ufficiale.

Sarà lungo il viaggio nei giardinetti pieni di pericoli – come per esempio inquadrare il chiosco dei gelati – con i tre feroci norreni vestiti di stracci che li inseguono, desiderosi di quell’agenda telefonica che nel film viene spacciata come “pergamena”.

Cioè… QUELLA sarebbe una pergamena???

Forse abbiamo bisogno di una bella invasione norrena, che spazzi via un’intera generazione di cineasti e spettatori, così da uscire da questo Medioevo Z…


L.

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20 risposte a [Multi-Recensioni] Film storici su Prime Video (1)

  1. Anonimo ha detto:

    Il li vedrei questi film!!!

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  2. Kuros ha detto:

    Io li vedrei questi film!!!

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  3. Iuri Vit ha detto:

    Su Descent e Centurion mi trovi perfettamente d’accordo.

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Medioevo Z e post carrellata, soddisfatto sono!
    Da appassionato di storia, ho ceduto alla tentazione e credo di averli visti tutti (ho qualche dubbio sull’ultimo) e, in egual maniera, di averli dimenticati quasi tutti, essendo risibili perlopiù. Non è semplice applicare la storia alla Z a mio giudizio, perché comunque, ti attendi qualche aspetto attinente alla materia in oggetto, trame un sicolo più curate, un qualsivoglia retaggio ma ciò va fatalmente contro i canoni Z per cui spesso si tratta di film vuoti, privi di ironia (elemento base della Z) e gonfi di…aria fritta. Si possono salvare con quello che chiami giustamente porno-war e infatti Ironclad 2 è l’unico che potrei rivedere e che alla fine mi ha sollazzato, con tanto di scena di sesso davvero fuori contesto, effettivamente. Cito anche The last king che almeno, per quanto scarsino, mi ha suscitato curiosità e portato ad informarmi su eventi che non conoscevo e che sono risultati interessanti, essendo così legati alle peculiarità di un territorio molto diverso dal nostro 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Visto che negli ultimi anni stiamo vincendo la naturale ritrosia italiana e i distributori ci stanno portando doppiati parecchi film provenienti da Nazioni non di cultura inglese, sarebbe bello dare un’occhiata a storie così lontane da noi, con retaggi culturali così diversi. Invece di solito cercano di fare un prodotto banale senza neanche averne i mezzi ed esce fuori roba da dimenticare subito.
      “The Last King” è un film semplice ma mi ha molto intrigato questo tuffo nella gelida cultura norvegese, che ha opposto fiera opposizione al “caldo” Cristianesimo proveniente dal sud. Anche in un film russo (di cui parlerò la prossima settimana) ho trovato questo mostrare la civiltà cristiana come “aliena” in un territorio che affonda le radici in tutt’altri tipi di culture e religioni. Diciamo che la “Civiltà di Roma” era vista parecchio male dagli altri popoli, anche perché portava il Vangelo impugnando la spada e quindi non si pensava a questioni religiose bensì ad una pura e semplice invasione armata.
      Basterebbe poco per fare un film sulla propria cultura storica sì da farla conoscere all’estero, ma raramente succede.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Concordo in pieno con quanto testé esposto, dalle modalità di realizzazione (e relativi difetti) di questi film al modus operandi nel portare il Vangelo…
        E sono già curioso per il film russo! 🙂

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  5. The Butcher ha detto:

    Centurion è un film che ho molto apprezzato per le ambientazioni e la regia, tutto reso molto bene. Tra questi ero interessato a Dagmar che non ho ancora visto.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono due film identici: bei paesaggi, regia normale (senza il minimo sforzo di sollevarsi dall’ovvio), la storia parla esclusivamente di una fuga, personaggi in costume d’epoca, totale vuotezza di trama e sceneggiatura. Due film-fotocopia anche se parlano di popoli e culture lontanissime 😛

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  6. Cassidy ha detto:

    Ti ringrazio per le citazioni e la nutrita panoramica, “The Last King” sembra da vedere almeno per l’ambientazione, su “Centurion” sono di parte, un film schierato che però devo aver scoperto al momento giusto, in effetti meglio raccontare quasi la stessa storia in modo completamente fracassone con “Doomsday” a questo punto 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con “Doomsday” ti godi lo spettacolo di un atto d’amore per il cinema di genere e fracassone, al di là se il prodotto finale piaccia o meno (a me onestamente non ha fatto impazzire, ma le singole parti le ho apprezzate), mentre “Centurion” è totalmente diverso: è un film storico che finge di raccontare un evento storico, mostrando grandi scontri fra popoli diversi ed ostili. Fallendo miseramente in tutti questi scopi semplicemente perché all’autore non interessano: interessa solo mostrare il nemico infido e traditore e i buoni che fanno bene a morire per combatterlo, e che non potrà mai esistere pace finché lo straniero non sarà spazzato via. In pratica, è “300” (2006) senza soldi e talento, uno dei vari film per giustificare la guerra in Medio Oriente dell’epoca. Decisamente migliori altre opere di Marshall 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Io invece, da “Marshalliano” convinto, ho apprezzato pure questo, e tieni conto conto che un film come “300” riesco a sopportarlo davvero solo coi vari doppiaggi amatoriali/dialettali presenti sul Tubo 😛 E’ pur vero che per il personaggio di Olga Kurylenko avrei preferito una fine diversa, questo sì (avendo lei TUTTE le ragioni per prendersela a morte con i cosiddetti “buoni”)… Per il resto, a parte “Dagmar (o Escape che dir si voglia)”, credo proprio di non aver visto altro.

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  7. Madame Verdurin ha detto:

    Visto nemmeno uno, credo continuerò così… sarà che ho fatto tanto LARP fantasy medievale ma questo temo non sia il mio genere, neanche se si trova alla voce “Z”. Comunque grazie della panoramica!

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  8. Sven ha detto:

    Mi piace questo format della multirecensione👍

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sto avendo molti riscontri, inoltre mi permette di parlare di tantissimi film che di solito non hanno spazio qui sul blog, perché non saprei come riempirci un intero post: così posso parlare di molti più film e magari aiutare chi deve scegliere su Prime cosa vedere 😉
      L’unico problema è ormai trovare temi per accomunare vari titoli, fra un po’ mi sa che finirò a mettere insieme film a caso 😛

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  9. Conte Gracula ha detto:

    Quello dell’agenda settimanale in pergamena sembra promettente, bisogna solo spingere con l’anacronismo e dare ai monaci un tablet (e un modo per ricaricarlo): a seconda di cosa ci installi sopra, può essere molto appetibile, nel “Zedioevo” 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha Zedioevo te la devo rubare! 😀
      Il grado di falsi storici nei film storici è così elevato che probabilmente nessuno farebbe caso ai monaci con tablet: in fondo un certo Mosè nell’antichità usò due tablet per illustrare i Dieci Comandamenti: erano modelli un po’ grossi, direi 21 pollici, ma per i monaci basteranno 10 pollici 😛

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  10. Pingback: [Multi-Recensioni] Eroine d’azione su Prime Video (2) | Il Zinefilo

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