Tornado (2005) Il vento che uccide

Ho pensato di completare la filmografia in lingua inglese di Alain Jakubowicz, regista che abbiamo conosciuto l’altro giorno con Air Marshal (2003). Montatore di professione, ha voluto provare la carriera registica e i ragazzi della Nu Image Films / Millennium Films non negano un’occasione a nessuno. Ma certo il risultato era parecchio scarso.

Mi immagino che il regista sia andato a bussare alla porta del patrono Avi Lerner (che in pratica sarebbe la versione moderna di Menahem Golan) e abbia chiesto una seconda possibilità: «Datemi un altro genere, vedrete che verrà meglio dell’azione aerea priva d’azione».
Lerner è magnanimo e coinvolge Jakubowicz in un’iniziativa chiamata “Nature Unleashed”, cioè una serie di cinque film a tema “Meteo Apocalypse” da far uscire nel 2005: Mark Roper si sta occupando di Avalanche, Volcano ed Earthquake, mentre Allan A. Goldstein cura Fire. Valanghe, eruzioni, incendi e terremoti… avanza un tornado, interessa?

Jakubowicz, disperato, accetta: il risultato è Nature Unleashed: Tornado.

Il vento che si portò via la carriera di Alain Jakubowicz

Inizia a girare per vari Paesi europei nel 2005 e quando finisce sul tavolo della distribuzione italiana qualcuno è stato colpito da un’ispirazione: com’è che il Pomata chiamava la sorella con l’alitosi in Febbre da cavallo (1976)? «Sai come la chiamano nel quartiere? “Tornado: il vento che uccide”» Ah, abbiamo il titolo italiano!
CVC lo porta in DVD dal maggio 2005 come Tornado. Il vento che uccide, mentre MHE lo ristampa dal 2007, ed è quest’ultima la copia in mio possesso. Stando a FilmTV.it il primo passaggio televisivo del film risale al 14 aprile 2008 su RaiMovie.

La carriera del mitico Daniel Bernhardt è ormai in rapida discesa, dopo minuscole produzioni come G2 (1999) e Black Sea Raid (2000) ormai è chiaro che l’azione marziale da videoteca ha chiuso i battenti. Come l’attore ricorderà, intervistato da Scott Adkins per “Art of Action“, con il nuovo millennio ha dovuto decidere se diventare “attore normale” o “retrocedere” a stuntman, la scelta è stata facile: sia perché non si è mai sentito un attore, sia perché adora fare il cascatore, sia perché così aveva più tempo per la sua famiglia.
Tornado e il coevo The Cutter sono le ultime apparizioni sostanziose di un bravo attore marziale che vedremo fare capolino in un sacco di film, in minuscoli ruoli, ma che principalmente è uno stuntman della serie A. Lo potete ammirare mentre pesta di botte Charlize Theron nel celebre piano sequenza di Atomica bionda (2017).

L’ultimo ruolo da protagonista di un bravo attore marziale

Traumatizzato dall’aver visto il padre volare via nel mezzo di un tornado, Josh (Bernhardt) oggi fa il cameraman per una rete televisiva ma ha ancora un pessimo rapporto con il passato, visto che inoltre il padre era scappato dalla Romania all’epoca della dittatura.
Così quando l’emittente lo manda al seguito della giornalista Nickie (Ruth Platt) a fare un servizio in Romania, il nostro eroe mastica amaro. Però ne vale la pena, visto che i due giornalisti dovranno coprire un evento unico: un convegno mondiale… sugli zingari! Ma… che roba è???

Nooooo, il convegno mondiale sugli zingari noooooo!

Mi ci vuole una mezzoretta buona per rialzarmi da terra e smettere di ridere, all’idea di un convegno zingaro rappresentato con figuranti ritratti con così grande gusto, ma purtroppo questa trovata geniale si perde nel vuoto della sceneggiatura.
Non prima però di averci regalato una setta segreta dedita al culto del Boh e del dio Mah.

Recitiamo tutti in coro “Mah nell’altro di Boh”

Che c’entra la solita setta segreta all’americana con il tornado del titolo? Qui arriva il colpo di genio, perché la setta parla direttamente con il Diavolo in persona – non si sa come – e scatena il tornado per uccidere gente a caso. Oh, ma mica un tornado qualunque, eh? Proprio uno… con gli occhi cattivi!

Guarda negli occhi del tornado e dispera!

Questo fenomeno, che ossessiona il nostro Josh sin da quando gli ha portato via il padre, ha un nome ben preciso: Meta Tempesta. Non chiedetemi cosa voglia dire, nessuno lo spiega nel film, però in Romania lo conoscono tutti. Ci hanno pure scritto un libro!

Il solito “libro falso” presente in quasi tutti i Meteo Apocalypse

Siamo in quel 2005 in cui l’uso massiccio di esterni romeni inizia a diventare obbligatorio per qualsiasi produzione americana di basso profilo (ma spesso pure di alto), quindi la vuota vuotezza di una trama ridicola e imbarazzante trova perfetto bilanciamento… in immagini che dubito fortemente attirino turisti a Bucharest.

Venite a Bucharest, dove il grigio uggioso si sposa con il vuoto

In compenso, però, gli effetti speciali fanno schifo…

La scena più d’effetto dell’intero film…

Sparare a zero su questo film è inutile, la qualità è la stessa di tutte le produzioni in video dell’epoca, onestamente non c’è nulla da rimproverare al povero Jakubowicz: la regia è quella della Z profonda, non ha nulla di diverso dalle poveracciate che hanno invaso videoteche e TV da allora.
Eppure il film in pratica segna la fine di due carriere: quella del regista, che torna a fare il montatore, e quella dell’attore protagonista, che rivedremo moltissime volte ma mai più da protagonista.
Dispiace, perché davvero non è colpa di nessuno dei due: è semplicemente che dopo la meteora che ha ucciso il cinema con il nuovo millennio solamente la Z è sopravvissuta.

L’ultimo colpo di Daniel da protagonista

Di solito i filmacci Z della Nu Image fanno sghignazzare per le loro idee folli, e qui il convegno degli zingari le batte tutte: il problema è che si tratta di una scena di due secondi e per il resto del film non c’è proprio niente da ridere. Temo che l’intera operazione sia stata messa in atto solo per far fuori regista e attore.

L.

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9 risposte a Tornado (2005) Il vento che uccide

  1. Cassidy ha detto:

    Pensavo avessi fatto la citazione a “Febbre da cavallo” invece no, il film si chiama proprio così! Certo che il convegno zingaro sembra uscito da un episodio dei Simpson, invece “Gli occhi del tornado 2” pare un omaggio a “Boris” insomma, voglio credere che Alain Jakubowicz si un teledipendente con tanta voglia di scherzare, ma temo che fosse anche serio nei suoi intenti 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il dubbio che fosse serio c’è, e il fatto che non abbia più lavorato come regista fa pensare che anche i produttori abbiano avuto lo stesso dubbio.
      Magari questo fosse un film alla Boris, si riderebbe molto di più 😛

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Già a “il vento che uccide” sono cascato dalla sedia. Rialzatomi a fatica leggo de “il convegno sugli zingari”, na cosa che manco su Borat e sono ricascato… Alla seconda risalita mi sono ancora così quando ho visto il tornado che ti guarda torvo mi sono salvato aggrappandomi.

    Oh, che vuoi che ti dica? Sta Z profonda e poverissima la trovo comunque più dignitosa di quella attuale… Sarò romantico, ma almeno due risate te le strappava. Ora manco più quelle!

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahahah! Come mi gustano/divertono le recensioni Z…è indescrivibile! 😄
    La citazione da “Febbre da cavallo”, la setta che evoca il tornado occhiuto, la meta tempesta e soprattutto il convegno sugli zingari!!! L’idea di quest’ultimo e la relativa foto valgono l’ingresso nel GuinneZZ dei Primati! 🤣😀
    Mi piace pensare che il regista scomparso e il nostro Daniel non più protagonista si siano aggregati a qualche carovana dell’Est Europa diventando cultori del nomadismo! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Magari a Bucharest venerano questo film, che ha trattato argomenti così delicati con buon gusto e li ha fatti conoscere all’estero, e Daniel lì è considerato un eroe nazionale, ma mi sento di dubitarne 😀
      Rispetto ai vari film sui tornado, che si prendono sul serio, almeno questo rimane nel cuore ^_^

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Diciamo che, contrariamente al nomadismo che probabilmente sarà stato un argomento trattato con dovizia nel famoso convegno, questi film Z e Daniel sono assolutamente sedentari nel nostro cuore! 🙂

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  4. Giuseppe ha detto:

    Vista la qualità dell’ultima fatica attoriale di Daniel Bernhardt (scelta saggia la sua, in caso contrario avrebbero di certo insistito a volergli fargli far fare l’attore fregandosene della marzialità) “il vento che uccide” potrebbe avere le origini più disparate, oltre alla fiatella 😀
    Adesso poi che so della presenza di perle come il convegno degli zingari e della setta segreta dedita al culto del Boh e del dio Mah, quasi quasi mi dispiace di non averlo in DVD questo “Tornado”… 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sebbene non sia marziale, questo DVD campeggia nella sezione “Benhardt” della mia videoteca casalinga insieme al similare “Global Effect”, che prima o poi recensirò: per Daniel questo ed altro 😛

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