[Multi-Recensioni] Film thriller su Prime Video (2)

Il vasto catalogo Prime Video, grazie ad accordi con prolifiche case distributrici, offre molta scelta nel genere thriller: ecco un mio viaggio.


Rogue Agent – La recluta
(Newcomer, Serbia-USA 2015)
In DVD e Blu-ray Blue Swan da novembre 2017
Disponibile su Prime Video.

Qualcuno dei miei lettori mi aveva consigliato questo film, purtroppo non ricordo chi e la nuova diarroica grafica di WordPress mi impedisce di fare ricerche nei commenti: in ogni caso lo ringrazio, mentre auguro agli sviluppatori di WordPress ogni male.
Avevo perso di vista Kai Barry dopo l’ottimo esordio di Splinter (2008), horror d’assedio decisamente d’impatto ma forse poco commerciale, o magari aveva altro da fare, comunque Kai è tornato sia come regista che come sceneggiatore.

Alex (James Floyd) è al suo primo incarico come agente segreto, o qualche altra nomenclatura che indichi lavori sporchi sotto copertura. Il suo mentore Daniel (Anthony LaPaglia) lo chiama nella sua squadra perché vede grandi potenzialità in lui, malgrado gli altri membri non siano d’accordo: saprà il giovane reagire bene al battesimo del fuoco? No, infatti alla prima missione Alex compie un errore e tutta la squadra viene ammazzata.

Nessuno crede all’innocenza della giovane recluta, è stato un lavoro troppo grosso perché si tratti di un semplice errore, quindi Alex dovrà scappare dai “buoni” e risolvere da solo il caso, per cercare di capire cosa sia successo e fermare da solo i “cattivi”.

Quando il tuo istruttore è Anthony LaPaglia, non può finire bene

Per fortuna la storia è meno di spionaggio e più d’azione, comunque la vicenda è bella tosta e cattura l’attenzione fino alla fine, anche se forse qualche colpo di scena non era impossibile intuirlo. Essendo una recluta, Alex non ha esperienza e non è smaliziato quindi entriamo subito in sintonia con lui, cercando di capire cosa mai sia successo e come porre rimedio.

Un onesto film di intrattenimento a tinte forti che mi sento di consigliare. Ah, c’è un curioso “errore” che riguarda una scacchiera, ma di questo vi parlo nel CitaScacchi.


Codice rosso
(First Response, Canada 2015)
Inedito in home video
Disponibile su Prime Video.

Sorpresona del mese! Il prolifico Philippe Gagnon con i suoi autori tira fuori un gioiellino da applauso: non lasciatevi ingannare dall’aspetto da thrillerino canadese del pomeriggio di TV8, perché nasconde uno splendido “esercizio di stile”.

Austin e Dermot sono due fratelli che si lanciano nella solita rapina finita male, quella in cui scappi con una borsa piena di soldi ma con tuo fratello con un proiettile in corpo. I due criminali riescono a farsi soccorrere dall’ambulanza di Camilla e Gerry ma nasce un bel problema: cosa fare con i due paramedici che ora li hanno visti in volto?

Non si può certo andare in ospedale, dove scatterebbero subito le manette, quindi inizia il viaggio della paura: mentre Gerry guida l’ambulanza “a vuoto”, stando attento a non attirare l’attenzione, Camilla deve fare il possibile per salvare il ladro ferito, che avrebbe bisogno in realtà di un intervento chirurgico. Intanto il relativo fratello deve decidere cosa fare, e cercare di convincere i paramedici a non fare mosse avventate.

Quattro personaggi in un’unica location, eppure non c’è un minuto di noia

Al giorno d’oggi solo un pazzo girerebbe un “thriller da camera”, cioè una storia di tensione con solo quattro personaggi chiusi in un ambiente ristretto, ma Gagnon salta l’ostacolo e ci regala uno dei migliori prodotti del genere, in cui l’intera vicenda si svolge nello spazio angusto dell’interno di un’ambulanza e dove la sceneggiatura non molla un solo attimo, riuscendo a non lasciarsi andare ai soliti cali di stile e di ritmo che ammorbano i thrilleroni ammuffiti delle grandi case.

Se pensate che siano limitate le idee da sviluppare, dato il soggetto, vi sbagliate di grosso, e non mancano sorprese belle toste nel finale: è un film che dovete assolutamente vedere, per scoprire che anche un thrillerino da due soldi può regalare grandi emozioni, se fatto bene. E questo è fatto dannatamente bene.


Allarme minori scomparsi
(Amber Alert, Canada 2016)
Inedito in home video
Disponibile su Prime Video.

Philippe Gagnon torna a presentare un onesto thrillerino televisivo di basso profilo ma piacevole, di quelli che di solito si possono trovare su TV8 mentre questo ha bazzicato più Paramount e Spike.

Una donna cresce con fatica un figlio problematico, che ama inventare “cose” e si trova male con gli altri. Un giorno però la donna scopre di avere un brutto male e l’assicurazione sanitaria non vuole pagare per l’operazione, a causa dei soliti cavilli burocratici, quindi il giovane decide che è il momento di mettere a frutto le “cose” che ha inventato e la sua intelligenza: si sostituisce alla madre, autista dell’autobus della scuola, e sparisce insieme a una secchiata di ragazzini. Se i relativi genitori rivorranno i figli sani e salvi, che paghino il costo dell’operazione della madre o convincano l’assicurazione a coprirla.

Del caso spinoso se ne occupa Amber Cross – da cui il gioco di parole del titolo: invece di Red Alert, allarme rosso, Amber Alert, allarme Ambra – interpretata da una splendida Alaina Huffman che è una gioia per gli occhi. Non escluderei che il piacere della visione sia legato più all’attrice protagonista che alla trama, ma comunque il susseguirsi di eventi l’ho trovato decisamente buono per essere un filmetto televisivo.

Lo ammetto, in parte il film mi è piaciuto per la sola presenza di Alaina Huffman

Le cose non stanno come sembrano, e i colpi di scena si susseguono, mentre Amber deve affrontare anche il suo passato: durante un suo vecchio caso ha commesso un errore e un innocente ha perso la vita, questo fa sì che la sua autorità tra le forze di polizia sia appannata, ma anche che ha bisogno di un successo per poter tornare a guardarsi allo specchio.

Come dicevo, a sorpresa ho trovato il film pieno di buone trovate e di qualità decisamente superiore per il solito thrillerino pomeridiano. Consigliato.


La bugia
(Between Earth and Sky, USA 2018)
Inedito in home video
Disponibile su Prime Video.

Blumhouse e Amazon si mettono insieme per una produzione esclusiva, scritta e diretta dalla canadese Veena Sud traendola dal film tedesco Wir Monster (2015) di Sebastian Ko.

Le bugie sono come le ciliegie: una tira l’altra. Così quando papà Jay (Peter Sarsgaard) si sente confessare da sua figlia Kayla (Joey King) che ha appena ucciso la sua amichetta detestata, be’… è il momento di cominciare a mentire. Bisogna inventare una storia di copertura, bisogna trovare scuse plausibili per mascherare tutto ciò che si è fatto quel giorno, quando Jay stava semplicemente accompagnando a scuola sua figlia e la sua amica e ora una delle due è morta: che bugia inventare per la famiglia di lei? E per gli inquirenti? E per la scuola? Il numero di bugie comincia ad essere alto, e si unisce la madre Rebecca (Mireille Enos), ma bisogna stare attenti a mettersi d’accordo, perché due bugie diverse non fanno una verità.

Il premio Peggior Famiglia dell’anno è assicurato

Non è un thriller mozzafiato, il ritmo è un po’ troppo rilassato per la vicenda ma lo stesso il suo effetto lo fa, così come la situazione hitchcockiana non sarà perfetta ma è lodevole lo sforzo dell’autrice, che comunque sta guardando nella giusta direzione.

La tensione è discreta e l’apice cercato viene raggiunto: non vi cambierà la vita, ma è comunque un film da vedere.


The Vault – Nessuno è al sicuro
(USA 2017)
In DVD Minerva dal 2018
Disponibile su Prime Video.

Ero indeciso se inserire questo film in una raccolta di thriller, visto che ha anche intriganti venature horror, ma credo che ci sia più tensione che orrore quindi merita di essere citato qui il lavoro scritto e diretto da Dan Bush, l’autore di Signal (2007): film a cui ho dato la sufficienza nel mio database ma di cui non ricordo nulla.

Quando in banca ti entrano due ragazze fuori dal comune, interpretate da Taryn Manning (la mitica Pennsatucky di “Orange is the New Black“) e Francesca Eastwood (figliola di papà Clint), è chiaro che sta per succedere qualcosa di grosso, tipo una rapina. La banda sembra aver studiato bene il piano, tranne per un piccolo particolare: in cassaforte ci sono così pochi soldi che a rubarli si fa solo brutta figura. Possibile ci sia così poco contante in banca?

A risolvere una situazione tesa, che rischia di degenerare in violenza, arriva James Franco baffuto, timido impiegato che sblocca lo stallo informando i rapinatori che nel seminterrato c’è tanto da rubare ma… è un posto maledetto. Come confermano tutti, in banca, un brutto fatto di sangue del passato ha fatto nascere alcune voci riguardo una “possessione” del seminterrato: saranno i rapinatori così coraggiosi da scendere là sotto?

Neanche Pennsatucky può nulla contro i baffi di James Franco!

Lo spunto della vicenda è intrigante e gli attori molto ben azzeccati, quindi alla fine si passa sopra a qualche rallentamento di ritmo e ad una seconda parte del film forse non all’altezza della prima, comunque ad un tratto si passa dalla solita storia di rapina ad una da “casa infestata”, con i rapinatori che si aggirano nei “sotterranei” della banca (manco fossero le mitiche fogne di Parigi della narrativa ottocentesca!) e scopriranno che forse quelle voci non sono infondate.

I difetti ci sono ma sono peccati veniali in un film che comunque una visione la merita, non foss’altro per un tris d’attori protagonisti davvero al bacio.


Ma – Vi aspetto a casa
(USA 2019)
In DVD Universal da ottobre 2019
Disponibile su Prime Video.

La Blumhouse crea per la Universal un altro dei suoi film piccoli ma controversi, con la regia di Tate Taylor, fresco di successo de La ragazza del treno (2016), e la sceneggiatura dell’autore televisivo Scotty Landes.

Stando alla narrativa di genere, la provincia americana è abitata esclusivamente da giovani decerebrati la cui unica attività è bere alcolici, fra una droga e l’altra. Non parlo dei teppistelli, ma di tutti, di ogni razza e classe sociale. Quei due o tre neuroni con cui nascono i giovani provinciali li spingono a desiderare esclusivamente l’alcol come motivo di vita, perciò l’unica attività dei minorenni americani è trovare un modo di comprare fiumi e fiumi di alcol, sperando nell’aiuto di qualche adulto connivente. Diciamo che già dall’inizio è difficile parteggiare per protagonisti così abietti, ma poi la situazione peggiora.

Ricevuto l’aiuto di una signora dallo sguardo strano e dal comportamento decisamente inquietante – che viene chiamata affettuosamente Ma (Octavia Spencer) – i giovani dementi sono così felici che la donna passi loro una quintalata d’alcol, cioè la dose minima giornaliera, che la seguono fino a casa sua, sperduta fra i boschi. La seguono in cantina, la cui porta ovviamente viene ben chiusa perché se no ci sono gli spifferi, e accettano la regola della casa di ungersi d’olio e poi schiacciare un riposino nel forno, adagiati in una pentola e con rosmarino come coperta.

Ora vi chiudo in una cantina dove nessuno vi troverà mai, ma tanto siete troppo stupidi per avere paura

La quantità e qualità di immonde bojate di cui è disseminata la sceneggiatura mi hanno reso davvero difficile “entrare” nel film e apprezzare la tensione, o ciò che dovrebbe assomigliare alla tensione: molto più divertenti le varie comparsate di attori famosi in piccoli ruoli, forse perché amici degli autori. La stupidità che i beoti protagonisti dimostrano in ogni singolo fotogramma rende impossibile parteggiare per loro, e la melliflua Ma è troppo sopra le righe per riuscire a reggere l’intero film sulle proprie spalle.

A parte qualche scena di forte impatto nel finale, è un film che si gioca tutto sulla sceneggiatura, quindi è un dramma farsesco dall’inizio alla fine.


L.

– Ultimi film su Prime Video:

Informazioni su Lucius Etruscus

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20 risposte a [Multi-Recensioni] Film thriller su Prime Video (2)

  1. Conte Gracula ha detto:

    Qua il vero thriller è il nuovo editor di WordPress: quando la scorsa settimana ho scoperto di non poter più usare il vecchio, stavo per bestemmiare tutte le incarnazioni di Nyarlathotep!
    Poi, un amico blogger mi ha rivelato un modo per usare ancora quello classico, almeno per adesso. Un ennesimo giro in più per fare le stesse cose, ma meglio che usare quei dannati blocchi. Chi canta le lodi del nuovo editor deve essere stato sostituito da un bacellone…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ieri pomeriggio Cthulhu è salito a bussarmi alla porta, e ha chiesto se posso smettere di bestemmiare nella sua lingua che gli dà fastidio 😀
      Spero che un meteoriti penetri nei deretani di tutti gli sviluppatori WordPress, e purtroppo quando capita la disgrazia di un “aggiornamento” o una “resa più smart”, cioè un’inculata galattica dove per fare una cosa per cui serviva un click ora ne servono tre, tutti ti rispondono con sorrisi ebeti “E che ci vuole, devi solo abituarti”. Perché ovviamente loro non usano WordPress se non una volta l’anno, o manco quella, e perciò ti trattano come se fossi il solito esagerato. Quando però toccano qualcosa che loro usano, strillano come capretti…
      Dopo varie bestemmie ieri sono riuscito a trovare quella parvenza di editor classico, o comunque una brutta via di mezzo, ma è davvero una tragedia: ora serve il triplo del tempo per creare anche il più sempliciotto dei post, con tutte le finestre che ballano perché è WP che ora decide dove andare, tu non puoi far altro che subire e cercare di riuscire a fare qualcosa, con enorme dispendio di tempo ed energie.
      Ci sarà un motivo se si chiama “smart”: in italia quando ti devono inculare a sangue usano sempre termini inglesi 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Idem, l’editor nuovo non riesco a usarlo, cerco di ottenere la mia impaginazione solita e facilotta e invece finisco per sputare sangue: impiego il triplo del tempo e il doppio delle forze per metà del risultato e ogni immagine che inserisco è un chiodo nella mia bara!

        Se vuoi usare ancora l’editor classico, la procedura è questa, finché dura: scrivi l’indirizzo della home page, metti un / alla fine, scrivi poi wp-admin/edit.php e in questo modo ottieni il vecchio menu con relative opzioni, compreso l’editor classico dal menu a discesa e dalle opzioni di modifica sotto ogni articolo.
        Finché durerà, goditelo! Io intanto penso che inizierò a studiare un’altra piattaforma, non ho proprio la testa per Gutenberg (buono forse per creare velocemente le ancore e basta).

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        UAU MITICO! Così Cthulhu finalmente potrà riposare, visto che ho smesso di bestemmiarlo 😀
        Finché dura me lo gusto. Anch’io vorrei cambiare sistema, ma con otto blog e relative iscrizioni e commenti e tutto il resto sono drammaticamente ancorato qui.
        Posso solo limitarmi ad augurare ogni male possibile agli sviluppatori di WP e a tutti quelli che pensano stiano facendo bene a distruggere qualcosa che funzionava. (Che poi è la filosofia degli aggiornamenti: prendi una cosa che funziona, rovinala in modo che non funzioni più, e chiamalo “smart”, che i coglioni sono contenti.)

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  2. Il Moro ha detto:

    E così mi hai venduto un altro film, eh?
    Condivido la tua rabbia nei confronti degli aggiornamenti, io uso blogspot ma anche lì da quando c’è la nuova interfaccia sono tante bestemmie.

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  3. Cassidy ha detto:

    “Ma” lo avevo davvero trovato una menata moralista insopportabile, “The Vault” ogni tanto rispunta ma chissà perché non trovo mai il tempo di vederlo. “La bugia” si lascia guardare malgrado il ritmo, cercherò quello sull’ambulanza, mi intriga 😉 Cheers

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Avevo quasi fatto en plein! Non ho visto solo The vault, per il resto sono finiti tutti nelle mie grinfie e, diciamolo, con soddisfazione perché quella di oggi è una buona infornata, in alcuni casi buonissima: parlo di Codice rosso, visto proprio dietro tuo consiglio (e quindi mi unisco nello stimolarne caldamente la visione) e La bugia, che mi garbò discretamente. Gradevoli anche Rogue, Amber e pure il criticatissimo Ma, nel senso che condivido tutte le critiche suddette ma alla fin fine me lo “sgranocchiai” senza colpo ferire: a volte sarà la serata, a volte il bisogno di spengere il cervello, a volte certi meccanismi, fatto sta che film anche con trovate insopportabili ogni tanto li guardi con piglio caritatevole. Piglio caritatevole, non di più! 🙂

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  5. Giuseppe ha detto:

    Questa volta batto ogni mio record, non avendone visto nemmeno uno! E, con tutte le riserve del caso per “Ma”, sembra trattarsi di un pugno di titoli assai degni… da quale cominciare, dunque? Forse proprio da quello con Alaina “Stargate Universe” Huffmann 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      L’aver partecipato ad un capolavoro come SGU non fa che aumentare il fascino di Alaina. L’altro giorno l’ho beccata in un thrillerino in prima visione su TV8: non ho il coraggio di vederlo, però essendoci lei me lo tengo comunque da parte 😛

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  6. wwayne ha detto:

    A proposito di film di rapina, ieri me ne sono visto uno con Steven Seagal (The Asian Connection), e ne sono rimasto piacevolmente stupito: la sceneggiatura è un palese mash – up di almeno 3 film (uno su tutti “Chi ucciderà Charley Varrick?”), ma chi l’ha scritta ci ha messo anche tanto del suo, e funzionano benissimo sia le sue idee che quelle che ha copiato. Steven Seagal invece funziona malissimo: ha una pancia da donna incinta al nono mese, i suoi movimenti sono lentissimi, in una scena iniziale sembra faticare addirittura a mettersi a sedere, e nonostante tutto questo il film vorrebbe farci credere che riesce a stendere in du’ balzelli dei giovani palestrati con la metà dei suoi anni e all’apice della loro forma fisica.
    Colgo l’occasione per dirti che di recente mi sono imbattuto in 2 scene scacchistiche.
    All’inizio del terzo Fantozzi, in una scena in cui gli impiegati stanno facendo tutto fuorché lavorare, in mezzo a cazzeggi di ogni tipo ci sono anche 2 di loro che giocano a scacchi.
    In “Goodbye mr. Holland” invece il protagonista gioca a scacchi con uno dei suoi amici più cari. Il film si trova solo in vhs, perché il dvd esiste, ma su ebay lo vendono tutti a cifre assurde: ad ogni modo, se non hai modo di vederlo in vhs vale ampiamente la pena di spendere un pacco di soldi per il dvd, perché è un altro film validissimo.
    P.S.: Il regista di “The Asian Connection” non riesco proprio ad inquadrarlo. Ha fatto almeno 2 ottimi film (questo e “Crossing Point – I signori della droga”), ma ha firmato pure quella porcata senza capo né coda di “Acceleration”. Devo vedere altri suoi film per capire qual è il vero Daniel Zirilli.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Più di una volta ho espresso il mio parere su Seagal e su qualsiasi dei suoi mille film, quindi non starò a ripetermi 😛
      Grazie invece per le citazioni scacchistiche, sempre gradite 😉

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      • wwayne ha detto:

        Sarebbe stupido perdersi un ottimo action come “The Asian Connection” solo perché c’è Steven Seagal a rovinare parzialmente il film con un piccolo ruolo di contorno. O meglio, lo rovina artisticamente, ma economicamente la sua presenza è stata una benedizione: dubito che il regista avrebbe trovato i soldi per girare il film se non fosse riuscito a scritturarlo. Grazie a te per la risposta! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        L’ho visto, come ho visto e vedo tutti i film di Seagal, e per descriverlo dovrei usare solo sinonimi di escremento, quindi preferisco astenermi 😀

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      • wwayne ha detto:

        Una domanda sorge spontanea, e ti assicuro che te la pongo senza alcuna sfumatura polemica: se Seagal ti fa tanto schifo, perché vedi tutti i suoi film?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Perché sono un appassionato malato di film marziali, e purtroppo Seagal è uno degli “eroi” di questo genere. Nella mia collezione ho film che nessun essere umano dovrebbe vedere, ma sono un completista, quindi come vedo filmacci da ogni parte del mondo, solo perché il protagonista ad un certo punto si lancia in alcune tecniche marziali, così mi tocca vedere pure Seagal. E al contrario di tutti i suoi fan, che sono fermi agli anni Novanta, ho visto anche le decine e decine di suoi filmacci bulgari, così come i filmacci bulgari di Dolph e Van Damme, i filmacci canadesi di Steve Austin e Michael Jai White, la robaccia romena di Wesley Snipes e se Lorenzo Lamas avesse continuato a fare film sarei lì, pronto a vederli. Questo giusto per citare nomi famosi: vedo decine di film con attori ignoti ai più.
        Il fatto che però io veda di tutto, non vuol dire che mi piaccia tutto 😛

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      • wwayne ha detto:

        Di tutti gli attori che hai nominato Dolph è senza dubbio il migliore. Anche Steve Austin ha fatto qualcosa di buono, ma nel suo caso parlerei più di fiuto nella scelta dei copioni che di talento. Grazie mille per la piacevole chiacchierata! 🙂

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      • wwayne ha detto:

        Ah, dimenticavo: su Youtube si trova “Goodbye mr. Holland” in versione integrale (anche se in inglese), quindi la scena scacchistica puoi cercarla qui:

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