Trained to Kill (1989) Zagarino vs Z’Dar

Quando un collezionista di film d’azione in lingua italiana sceglie come nome di battaglia Michael Paré, è chiaro che è uno di noi: figurarsi poi se salva dall’oblio una rarissima edizione italiana di un film arrivato nel nostro Paese esclusivamente in VHS, dimenticato da trent’anni.
Mi sento dunque di ringraziare di cuore Michael Paré, che ci ha regalato Trained to Kill.

Un vero reperto di video-archeologia tornato alla luce

Uscito in un vago 1989, come detto l’unica distribuzione italiana nota è una VHS Impact Video con il titolo Trained to Kill. Costretti ad uccidere. Non ho trovato traccia di alcun passaggio televisivo.

Il volto perfetto per fare da padre nobile alla vicenda

Ed Cooper (il noto caratterista Chuck Connors) quand’era militare ha fatto su e giù dal sud-est asiatico così tante volte da sentirsi a casa, e infatti ha messo incinta una donna del posto, la quale ha partorito un figlio affetto da una rarissima patologia: è nato con la fascia rossa in testa, pur non essendo Rambo.
Essendo io fan de L’ultimo drago (1985) sin dal suo arrivo in Italia, so bene che il giovane Glen Eaton è un bravo atleta ma anche un attore frizzante: quattro anni dopo quel mitologico film lo troviamo qui sotto l’effetto di qualche sostanza ignota, ad interpretare in modo catatonico ed assente il giovane Sam, che è proprio un nome tipico della Cambogia.

Una patologia rara che si palesa con fascia rossa in testa e totale inespressività

Ora che il figlio è cresciuto, papà Cooper torna in Cambogia su un elicottero a mitragliare tutti per portarselo via, tanto la famiglia cambogiana è contenta di togliersi di mezzo quel “fascia rossa” imbarazzante, e la moglie di Ed non batte ciglio al pensiero che quand’era soldato suo marito spargesse figli per il sud-est asiatico.
Ma il Destino è in agguato e si prepara a colpire la famigliola Cooper. E il destino ha la faccia da infame di Ace Duran (Henry Silva).

Henry Silva si veste sempre bene quando deve uccidere la gente

Per trovare gli uomini che servono alla sua missione, Duran va in un penitenziario del deserto dell’Arizona in cui in pratica ci sono solo due detenuti: Majyk (il super-mascellone Robert Z’Dar) e la sua ombra Brenner (il sempre sopra le righe Marshall R. Teague).

La faccia di Z’Dar quando capisce di avere Teague alle spalle

Majyk è disperato. Scusa, Brenner, ti puoi spostare? C’è tutto il deserto dell’Arizona a disposizione, perché mi devi stare così attaccato e alle spalle?
A far evadere i due ci pensa Ace Duran tramite il suo braccio destro, lo spietato esecutore marziale Loc Syn, interpretato dal maestro d’eleganza Harold Diamond, il capellone che ha appena finito di combattere contro Stallone all’inizio di Rambo III (1988).

L’uomo che l’anno prima ha menato Rambo, giusto per dire!

I due criminali possono ora vendicarsi di Cooper, che li ha fatti condannare anni prima, approfittandone per regalarci prove attoriali che un Premio Ignobel non glielo leva nessuno.

Quando pensi che Teague sia il peggior attore del cast

… ecco arrivare Z’Dar a reclamare il primato!

Ace Duran ha ben altri piani che la semplice vendetta, lui vuole la statuetta da cinque milioni di dollari che quel beota di Sam porta in tasca senza saperlo, in una scatola che deve consegnare al padre. Ora, secondo voi, se dovete consegnare una scatola a vostro padre, quand’è che lo fate: appena lo vedete o un mese dopo? Ovvio, un mese dopo, tempo che quel beota di Sam passa con la scatola in mano e la fascia rossa in testa. Mi sa che quella fascia rappresenta tutto il cervello a sua disposizione.
Finalmente a casa, Cooper prende il figlio che ha recuperato attraversando il mondo… e lo butta nell’orfanotrofio che gestisce. Ammazza che amore di papà! Ma tanto il giovane Sam è un decerebrato quindi non dà prova di capire nulla di ciò che lo circonda. Fortuna che come fratellastro si ritrova gli occhi pazzi di Matt (Frank Zagarino).

Uno Zagarino più Zagarino che mai!

Intanto Majyk e Brenner fanno robe che, vi giuro, si ride fino alle lacrime: non so quali sostanze si fossero iniettati gli sceneggiatori di questo film, ma non si riesce ad avere due scene di seguito con un minimo di senso. I due se la spassano in uno squallidissimo localino vuoto con una ballerina che si dimena nell’indifferenza più totale dei due, anche perché Majyk ha da fare a puntare il suo fucile nel vuoto.
Se vi ricordate, abbiamo già incontrato Robert Z’Dar in una scena simile, quando cioè in The Killing Game (1988) senza alcun motivo recitava le sue battute mirando in aria la pistola rubata da Alien Nation (1988). In fondo ogni attore ha delle proprie tecniche per calarsi meglio nei personaggi: Z’Dar agita armi in aria…

Una scena di puro teatro dell’assurdo… e Samuel Beckett muto!

Più passa il tempo, più la sceneggiatura perde pezzi per strada, tanto da sembrare onestamente più un lavoro di improvvisazione sul set, aiutata decisamente dal doppiaggio italiano. Ad un certo punto Majyk vede l’amico Brenner trafelato e gli chiede: «I ragazzini ti hanno bruciato il culo?»
Non so cosa ci sia nel turbolento e traumatico passato dell’uomo, chissà cos’avrà dovuto subire da dei perfidi ragazzini, ma la frase italiana onestamente non ha molto senso, a meno che il doppiatore non abbia voluto regalare al personaggio questo passato oscuro.

Sam Balboa e Apollo Zagarino!

Come si affrontano dei cattivi armati di fucili mitragliatori? Allenandosi nelle arti marziali, è ovvio. Ipotizzo che per contratto ogni film d’azione dell’epoca dovesse avere per forza una scena di training montage, al di là se poi avesse un minimo senso nella trama (e qui non ce l’ha), così a tre quarti della vicenda si va tutti ad allenarci sulla spiaggia, sebbene non esista alcun motivo per farlo.
È vero, il combattimento finale sarà all’insegna del corpo a corpo, ma parliamo di due sberle e un calcione mal dato, siamo ben lontani da quella marzialità che nei film buoni giustificava la scena dell’allenamento. Qui al massimo Zagarino uccide tutti con la sua canotta che non perdona!

Solo Zagarino può indossare la Canotta Che Uccide

Dopo aver esordito firmando il soggetto di Una magnum per McQuade (1983), l’unica altra fatica del regista e sceneggiatore H. Kaye Dyal è Project Eliminator (1991) con l’accoppiata letale Frank Zagarino / David Carradine: non dispiace che in seguito si siano perse le tracce di questo Artigiano del Dolore.
Il prodotto è grezzo e ruvido come un tipico filmaccio d’azione Z fine anni Ottanta, anche se onestamente mi sembra un po’ al di sotto della media: sembra più un prodotto della AIP, cioè di quei filmacci girati nella Pineta di Ostia. Ma senza quella dose di gustosa cialtroneria ridanciana.

Ringrazio ancora di cuore Michael Paré per questo reperto archeologico inestimabile, con un cast stellare fatto di attori in eterna gara a chi recita peggio, con una sceneggiatura delirante e una regia approssimativa. Puro oro Z!!!

L.

– Ultimi capolavori con Frank Zagarino:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Action e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

16 risposte a Trained to Kill (1989) Zagarino vs Z’Dar

  1. Madame Verdurin ha detto:

    Che dire, mi hai proprio fatto cominciare bene la giornata! Che ridere! I bambini oggi hanno ripreso scuola, spero solo che non si prendano la fascetta rossa…

    Piace a 1 persona

  2. Cassidy ha detto:

    Ma la ballerina avrà continuato a dimenarsi sola nel locale vuoto anche dopo l’uscita dei dei unici clienti? Incredibile, sembra una puntata di “Boris” applicata al cinema d’azione mai così strapieno di Z, anche nei nomi degli attori… vabbè dei corpi davanti alla macchina da presa 😉 Cheers

    Piace a 2 people

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quella scena è incomprensibile, con la tipa che si dimena e Z’Dar che punta il fucile nel vuoto: ma che senso ha? 😀
      Un manuale della Z più profonda…

      "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        … che è un delitto non abbia mai avuto un’edizione digitale, con tutto quel po’ po’ di nomi coinvolti, compreso ovviamente Zagarino nostro (e la sua indimenticabile Canotta Che Uccide)! Di sicuro, una perla ritrovata di raro Zplendore 😉

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Neanche la tomba di Tutankhamon è stata una scoperta archeologica così divertente come la canotta di Zagarino! 😀

        "Mi piace"

  3. wwayne ha detto:

    La scena con la spogliarellista probabilmente non ha senso ai fini della trama, ma è utilissima ai fini del marketing: infatti questo tipo di film ha un target esclusivamente maschile, e quindi per “acchiappare” più spettatori possibili bisogna ficcarci non solo tanta azione, ma anche un po’ di nudo. Alcuni sceneggiatori si preoccupano di fare in modo che almeno le scene di nudo non siano totalmente gratuite e altri se ne sbattono, ma che ci debbano essere è fuori discussione.
    P.S.: DMX è un rapper che saltuariamente recita nei gangster movies afroamericani. Giusto 2 mesi fa ne ho visto uno davvero ottimo, “Never die alone”, in cui lui interpreta la parte del cattivo in modo davvero magistrale. Alla luce di questo, puoi immaginarti quanto dispiacere ho provato nel sapere che è in fin di vita per un’overdose. Se dovesse morire, ti prego di rendere onore alla sua memoria recensendo un suo film: ne ha fatti diversi con Steven Seagal, quindi avresti l’imbarazzo della scelta.

    Piace a 1 persona

  4. Lorenzo ha detto:

    Questi sono i post (e i film) che piacciono a noi Zinefili 😛
    Frank Zagarino ed Henry Silva sono sempre una garanzia!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ un peccato che la Eagle Pictures non abbia dedicato una collana di Blu-ray italiani a Zagarino, perfetto eroe della Z come nessun altro ^_^
      In questo film delirante basta guardare la faccia dei vari attori per ridere di gusto, dimenticando l’assenza di qualsiasi trama.

      "Mi piace"

  5. Zio Portillo ha detto:

    E’ una specie di VHS alla “The Ring”. Ora che hai visto sto film non morirari in 7 giorni, troppo comodo! La quantità di Z che hai assorbito in unica botta ti farà sparire tutti i titoli di studio e passerai le tue serate a guardare e a mandare i voti col cellulare per il “Grande Fratello Vip”.
    C’era un motivo se sti film vengono tombati in qualche magazzino tipo l’Arca dell’Alleanza in Indiana Jones: non devono mai cadere in cattive mani. Mo’ sono cazzi tuoi Lucius…

    Piace a 2 people

  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Un post in cui sono citati a vario titolo Paré (grazie per la chicca! 🙂 ), la Canotta che uccide, Zagarino, Silva, Z’Dar, la scena della spogliarellista nel locale, la Pineta di Ostia…che altro dire se non ripetere le parole conclusive del pezzo? Puro oro Z. Ossia pura libidine per Willy l’Orbo!!! 🙂
    (quando parlo di me stesso in terza persona vuol dire che mi sono particolarmente esaltato! 🙂 )

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.