Ravage (2019) La caccia è aperta

Sono ormai schiavo del catalogo Blue Swan (Eagle Pictures), collana che il 14 aprile 2021 fa uscire in DVD italiano Swing Low, che dall’estate 2019 gira per festival americani e non sembra aver avuto una distribuzione corposa in patria.

Essendo l’inglese la lingua ufficiale italiana, il titolo del film diventa Ravage. La caccia è aperta. Capisco che l’espressione swing low è troppo legata nella cultura anglofona per azzardare traduzioni italiane, però è buffo come la Blue Swan invece consideri Ravage (titolo alternativo ufficiale del film) un termine decisamente più noto agli spettatori nostrani: tutti voi sapete che significa ravage, no? Non avete bisogno di andare a consultare Google Translate…

Il film è disponibile su Prime Video a pagamento.

L’alternativa inglese al titolo inglese

L’esordiente Teddy Grennan deve aver visto su Prime Video Fuga nella giungla (Camino, 2015) con Zoë Bell e deve aver provato quello che abbiamo provato tutti: ammazza che grande occasione mancata! La storia della bionda fotografa che va nella natura selvaggia, incontra i cattivi, viene inseguita da essi e si trasforma in Ramba dei poveri intriga Grennan che decide di ricopiare il film ma stavolta facendo qualcosa di diverso: invece di ammorbare lo spettatore con la malinconoia più pura, come il pessimo prodotto con la Bell, stavolta mettiamoci un po’ di pepe. Anzi, mettiamoci sangue e budella, che è meglio.

L’autore che rifà meglio i brutti film degli altri

La trama dunque è pressoché identica. Abbiamo la biondina Harper (Annabelle Dexter-Jones) che se ne va per fresche frasche perché è una fotografa naturalistica di professione: come le fotografa lei, la natura, non la fotografa nessuno. Prendendo la canoa, risalendo un fiume selvaggio e camminando per una foresta incontaminata, si addentra… in Virginia? Ma quindi quello Stato americano è formato al 90% da una foresta selvaggia in cui non esiste altra legge se non quella – com’è ovvio – della giungla?
Fatto sta che Harper con i suoi pantaloncini e la sua macchina fotografica entra nel deserto più deserto d’America: quello verde della Virginia, dove esistono solo quattro abitanti nell’intero Stato.

Ma… con la mano sinistra sta coprendo l’obiettivo?

Come vuole il copione del precedente film, la donna vede ciò che non doveva vedere – anzi lo fotografa – poi corre subito dallo sceriffo a denunciare l’accaduto. Perché nessuno dei film horror ha mai visto film horror? Avete mai visto un film ambientato in una cittadina di campagna dove tutti i paesani non siano in combutta con i criminali? Secondo voi, una città fantasma abitata solo dallo scemo del villaggio e da uno sceriffo sorridente è un posto sicuro in cui denunciare dei criminali che stavano maciullando un poveraccio in un prato?
Nessun personaggio dei film ha mai visto un film in vita sua, quindi la nostra protagonista cade dalle nubi nello scoprire che lo sceriffo era d’accordo coi criminali, e ne nasce l’inseguimento.

Un dialogo pacato e costruttivo

Voi direte, ora la bionda ha capito che non esiste una sola persona in Virginia che non sia in combutta con i criminali. No, perché i personaggi dei film so’ de coccio, quindi durante la fuga Harper chiede aiuto al vecchio Bruce Dern. Secondo voi, uno che ha la faccia di Bruce Dern… può essere il buono della vicenda?

Il sorriso rassicurante di Bruce Dern… che ti fa scappare ancora più veloce!

Le motivazioni sono abbastanza zoppicanti. Giustamente fieri di una sterminata zona naturale rimasta incontaminata per secoli, gli abitanti della zona non vogliono che il Governo mandi i suoi tirapiedi a misurare, pesare, analizzare e quindi fornire dati perché qualche compagnia venga a distruggere tutto per costruirci un aeroporto o un centro commerciale – il che poi è la trama della serie “Yellowstone“, a proposito di originalità – così quando arriva un incravattato del Governo cosa fanno gli abitanti del posto? Lo legano a un albero e lo maciullano. E se qualcuno fa domande ammazzano ogni cosa che si muova. Possibile che nessuno nel Governo si sia accorto come da decenni chi vada in Virginia poi non torni più indietro?
Quei vaghi e confusi accenni alla trama fanno capire che a Grennan non frega proprio nulla del motivo che spinge i cattivi, ciò che conta è una Ramba inseguita fra i boschi che da preda si trasformi in predatrice.

A chi avete dato della preda?

Parlando di Breaking In (2018) avevo criticato l’autore perché d’un tratto forniva alla propria protagonista conoscenze e capacità fuori dal comune senza spiegare allo spettatore come fosse possibile, e qui Grennan compie lo stesso errore: come fa una giovane fotografa a conoscere tecniche di guerriglia e lotta nella giungla? Come può una persona normale trasformarsi in Rambo senza avere un passato di addestramento militare?
Dunque Grennan compie lo stesso errore ma a sua discolpa il risultato è decisamente migliore della “mamma dieharda” del film citato: Harper diventa una più che credibile guerriera della palude silenziosa, e l’intrattenimento è tale che perdoniamo la falla di sceneggiatura, chiudendo gli occhi sull’implausibilità di tutto ciò che avviene in questo film.

Chi di noi non sa costruire una zattera al volo?

Ravage è un film minimale, essenziale, con pochissimi attori – tanto che la Virginia sembra uno Stato fantasma! – con un sapiente sfruttamento di ambienti già pronti e tutti quei trucchi per tenere basso il budget: cosa buona e giusta, visto che quando si hanno soldi a disposizione li si butta in pessime scelte.
La giovane attrice londinese è una scelta perfetta: è credibile nella parte della donna determinata nella sua missione, ha lo giusto sguardo impaurito della vittima e la giusta grinta della vendicatrice. Le attendono imprese parecchio cruente e tutte in crescendo, visto che questo film inizia piano ma poi va tutto in salita, senza mai fermarsi.

Questa cosa farà più male a te che a me

Non posso rivelare nulla della parte finale ma vi dico solo che dovete vedere il film, foss’anche solo per quella. Non so se siano veri gli aneddoti raccontati, ma Grennan è autore cattivissimo che a un certo punto comincia a menare duro, e la nostra povera Ramba dovrà passarne di cotte e di crude prima dei titoli di coda.

Decisamente non è un film d’azione, vista la staticità della vicenda, non è un film horror perché a parte alcune scene truculente non c’è altro, non è un film di vendetta nel senso classico, ma in fondo è un mischione di tutti questi generi, un prodotto di puro intrattenimento con cacciatori e preda che si scambiano continuamente le parti.
Ad avercene di piccoli film così.

L.

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15 risposte a Ravage (2019) La caccia è aperta

  1. Zio Portillo ha detto:

    La Virginia ha di botto scalato posizioni nella classifica dei posti dove NON vorrei andare.
    Detto questo, se il film fa il suo alle voragini di trama ci passo sopra. Segnato Lucius.

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  2. Cassidy ha detto:

    Dalla locandina figlia di Photoshop non gli avrei dato una lira, ma come non fidarsi dei dentoni di Bruce Dern, un tipo così rassicurante 😉 In ogni caso venduto, anche se ho capito che “Ravage” è una di quelle parole che l’italiano medio, quello che fa finta di sapere l’inglese, capisce (male) al volo pensano voglia dire vendetta. Cheers!

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Molto bene! Ho il film in catalogo con etichetta “da vedere”, già prima del tuo post; dopo la lettura del post stesso l’input si rafforza e produrrà visione plausibilmente in tempi brevi: sembra proprio quel tipo di film che mi intrattiene per un’ora e mezzo di ottimo e rigenerante svago! 🙂

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  4. Lorenzo ha detto:

    Questo lo guarderei ma altri soldi ad Amazon non glieli do 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti conviene aspettare. Per ora il catalogo Eagle Pictures è gratuito solo fino al 2017 circa, quindi per tutte le uscite successive non so quanto si dovrà aspettare prima che da pagamento passino a gratuite 😛
      Visto però che da qualche giorno sono passati a pagamento diversi film che erano gratuiti, mi sa che fra un po’ nasce il canale Eagle Pictures dov’è TUTTO a pagamento!

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  5. Giuseppe ha detto:

    Lo vedrò, non so di preciso quando (visto il codazzo di film in arretrato ancora da smaltire) ma lo vedrò… che bisogno c’è di una trama, in fondo, quando c’è Bruce Dern a tranquillizzarti con il suo sorriso? 😀

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