[Multi-Recensioni] Commedie americane su Prime Video (1)

Il vasto catalogo Prime Video, grazie ad accordi con prolifiche case distributrici, offre molta scelta nel genere storico: ecco un viaggio fra le commedie americane.



Sei mogli e un papà
(The Six Wives of Henry Lefay, 2009)
In DVD 01 Distribution dal gennaio 2017.
Disponibile su Prime Video.

Un piccolo sceneggiatore televisivo, Howard Michael Gould, un giorno ha battuto i piedi e detto: voglio scrivere e dirigere un film tutto mio! Minuscole case gliel’hanno fatto fare poi però gli hanno detto: «Sei contento? Mo’ basta, però». Non si hanno più sue notizie da allora.

Henry (Tim Allen) ama così tanto le donne che se ne sposa una ogni due o tre anni, come se stesse cambiando l’auto. Così tenendo fede al celebre regnante omonimo, noto per le sue tante mogli, anche Henry colleziona dolci spose, donne così amorevoli che appena lasciate vogliono distruggergli la vita. Un bel giorno Henry muore e sua figlia dovrà tirare i fili di una vita dissoluta e totalmente folle, quella paterna, riuscendo a capire quanto spazio lei avesse in quel marasma.

Una parata di vedove più che consolabili, per l’Henry trapassato

A lungo ho atteso il momento in cui si ridesse, in questa sedicente commedia, ma mi sarei accontentato anche di un sorriso, un piccolo increspamento delle labbra, qualsiasi cosa. Niente si è mosso, perché niente succede. Anche perché l’assunto viene spacciato per assurdo – quindi in grado di generare situazioni comiche – ma in realtà è plausibilissimo, visto quanti matrimoni collezionano in media gli americani. Inoltre a un certo punto Henry assume l’aspetto di un pericoloso predatore sessuale, quindi vederlo come il buono della storia, come il film vorrebbe, è davvero molto difficile.

Parata di volti noti ma che non vanno ricordati certo per questo film insulso.



10 Years – Compagni di college
(10 Years, 2011)
In DVD Koch Media dal giugno 2017.
Disponibile su Prime Video.

Perché gli americani continuano a organizzare riunioni di ex studenti? Stando alla narrativa in merito, finisce sempre male: ma chi ve lo fa fare? Facciamo meglio noi italiani, che finita scuola ci perdiamo tutti di vista: se c’era vera amicizia rimarrà anche dopo, se invece (come di solito accade) era mera convivenza scolastica, perché rivedersi ancora?

Fra due film drammatici e impegnati come Dear John (2010) e Money Monster (2016), Jamie Linden ha tempo anche di scrivere (e dirigere) questo film, parimenti drammatico ma decisamente poco impegnato.

La riunione per il decennale di una classe scolastica è l’occasione non solo per i fighi della scuola di far vedere quanto sono diventati ancora più fighi – come per esempio Jake (Channing Tatum) e Mary (Rosario Dawson) – non solo per il pagliaccio della classe di mostrare quanto sia diventato un pagliaccio triste e imbarazzante – come Cully (Chris Pratt) – ma anche per tutti gli altri di togliersi i propri sassolini dalle scarpe e sostituirli con macigni sul cuore.

Quanti di voi hanno ex compagni di scuola come Channing Tatum e Rosario Dawson?

Tutto è abbastanza scontato, sappiamo già che i personaggi non avranno ciò che si aspettano, che l’occasione porterà ad un bilancio delle loro vite e sarà spesso molto pesante, non è certo la “morale” della storia a cambiare in questo genere di film: la loro forza dovrebbe essere la sceneggiatura, che qui è decisamente sotto tono. L’alternanza di momenti sedicenti comici (in realtà tristi) e momenti drammatici è buona, ma è chiaro che non siamo di fronte ad un lavoro che faccia mantenere l’attenzione desta fino alla fine.

Una curiosità. Nel cast troviamo sia Chris Pratt che Aubrey Plaza, all’epoca “fidanzati” nella spettacolare sit-com “Parks and Recreation”, uno dei migliori prodotti televisivi del millennio.



Barely Lethal – 16 anni e spia
(Barely Lethal, 2015)
In Blu-ray 01 Distribution da ottobre 2015.
Disponibile su Prime Video.

La fabbrica delle Nikite non si ferma mai: da quel 1990 in cui Luc Besson ha stilato le regole del genere non sembra possibile far passare troppo tempo prima che una Nikita appaia su schermo: anche se, in questo caso, in età scolare.

Megan Walsh (Hailee Steinfeld) è nata per essere un’agente segreta con licenza di uccidere, vi è stata addestrata sin da quand’era ancora in fasce e ormai è un’adolescente: il suo rude istruttore Hardman (Samuel L. Jackson) la considera la sua allieva migliore, il che fa morire d’invidia l’acida Heather (Sophie Turner). Durante una missione, però, Megan cade dall’aereo in volo ed è considerata morta: ora dovrà rifarsi una vita… come normale adolescente americana!

Ospitata a casa della signora Larson (Rachael Harris), Megan vivrà tutti i facilmente immaginabili problemi di una super-agente alle prese con il liceo, dovendo cercare di nascondere le proprie abilità. Senza dimenticarle, però, perché la super-mega-cattiva Victoria Knox (Jessica Alba) va fermata con tutti i mezzi.

Vi farò diventare tante piccole Nikita, o vi ucciderò nel tentativo!

Malgrado la trama sia esattamente quello che sembra, senza alcun colpo di scena o guizzo narrativo, è comunque una visione divertente e leggera. Nessuno si prende troppo sul serio, non c’è il minimo tentativo di verosimiglianza quindi è tutto puro intrattenimento divertente. E Jackson come sempre si diverte un mondo con un personaggio esagerato, che insegna alle bambine a usare l’esplosivo al plastico.

Una visione la merita di sicuro.



È solo l’inizio
(Just Getting Started, 2017)
Inedito in home video
Disponibile su Prime Video.

Lo storico autore di film sportivi Ron Shelton, che ha firmato titoli d’annata amati dagli sportivi come Tempi migliori (1986), Bull Durham (1988) e Cobb (1994) – ma anche il piccolo gioiello Chi non salta bianco è (1992) – si ritrova seduto ad un tavolo registico a giocare con solo pessime carte in mano: non dico che vinca, ma gli va riconosciuto d’aver giocato bene.

Duke (Morgan Freeman) è il re del suo piccolo regno, una casa per anziani ricchi in Florida: essendo l’unico uomo un minimo decente, abbastanza sano e deambulante, è ambito da tutte le attempate signore del posto. Organizza eventi, cene, insomma detiene il potere e usa a piacimento i fondi dell’istituto che gestisce il centro. Un brutto giorno gli arrivano addosso due macigni che rischiano di schiacciarlo: l’amministratrice Suzie (Rene Russo), mandata dall’ente per capire dove vadano a finire tutti i soldi investiti, ma soprattutto Leo (Tommy Lee Jones), un pericoloso nuovo gallo nel pollaio di Duke.

Il re dovrà sfidare il nuovo maschio, che appena arrivato attira l’attenzione di tutte le donne (almeno quelle ancora in vita), e allo stesso tempo fare in modo che Suzie non cacci tutti a pedate per un uso quanto meno “disinvolto” dei fondi destinati alla gestione del centro. Inizia una vera “lotta di potere” con i ritmi che personaggi ottantenni possono consentire.

«Siamo vecchi, non troviamo più sceneggiature e abbiamo gli occhiali scuri.» «Vai!» (quasi cit.)

Gli attori sono innegabilmente bravi e i loro personaggi sicuramente divertenti, così come il film è palesemente una commedia molto leggera e superficiale: il problema è che è troppo leggera e superficiale. L’intento parossistico di una sorta di “gioco dei troni” fra ottantenni andava gestito con una sceneggiatura ricca, invece con due battutine si risolve tutto, lasciando parecchia delusione.

Se Shelton si fosse limitato alla regia sarebbe stato meglio, visto che da quel punto di vista fra un ottimo lavoro, mentre la sceneggiatura leggerina sarebbe stato meglio fosse stata rinforzata da qualcuno.



Sempre amici
(The Upside, 2017)
In DVD e Blu-ray Eagle Pictures da ottobre 2019.
Disponibile su Prime Video.

Neil Burger, regista e sceneggiatore di film come The Illusionist (2006), Limitless (2011) e Divergent (2014), presenta l’immancabile versione americana di una commedia di successo francese, cioè lo splendido Quasi amici (Intouchables, 2011) di Olivier Nakache ed Éric Toledano, con le dovute calibrazioni di gusto per il pubblico d’oltreoceano.

Dell Scott (Kevin Hart) è un ex detenuto spiantato che non sembra avere molte prospettive lavorative, eppure per puro caso un giorno si ritrova suo malgrado a fare un colloquio per diventare assistente personale del ricchissimo paraplegico Philip Lacasse (Bryan Cranston), un uomo che ha tutto… tranne un corpo per goderselo. Forte della totale inesperienza in qualsiasi ambito, Dell si ritrova assunto solo perché il suo carattere è una tempesta da cui il riccone ama lasciarsi travolgere.

Sotto l’occhio vigile della gelida Yvonne Pendleton (Nicole Kidman), Scott sbaglierà tutto ma riuscirà a dare a Lacasse quello che nessun medico, infermiere o assistente è mai riuscito a donargli: la voglia di vivere.

Ma davvero la gente per strada ti chiama bitch sin dai tempi di “Breaking Bad”?

Sarebbe ingiusto confrontare questo film con l’originale, è un’opera rivolta ad un pubblico diverso e sa applicare sapientemente i cambiamenti del caso, riuscendo ad azzeccare i due protagonisti. L’energia inarrestabile del comico Kevin Hart trova il giusto equilibrio perché viene imbrigliata in una storia molto drammatica, mentre il ritrovarsi a recitare esclusivamente con il volto frena i “bollori” di Bryan Cranston e gli fa tirare fuori tutto il suo dannato talento.

Un giusto equilibrio di commedia e dramma con due attori tutti da gustare, con in più una cattivissima Kidman a ronzare intorno: consigliato.



Brittany non si ferma più
(Brittany Runs a Marathon, 2019)
Inedito in home video
Disponibile su Prime Video.

Un commovente film drammatico racchiuso a forza in una storia che ha solo l’apparenza della commedia, anche perché usa l’attrice “pienotta” Jillian Bell che ricorda molto lo stile comico di Amy Schumer.

Brittany (Jillian Bell) è la tipica newyorkese che vive fuori dal mondo, convinta che tutto ruoti intorno a lei. Ritrovatasi a terra, scopre che intorno a lei c’è tanta gente che soffre e che non rimane a terra: si alza, e riprende a camminare. Anzi, a correre, come per esempio l’odiata vicina di casa, che per Brittany fa una vita perfetta invece è anche più disperata di lei: la vicina ha trovato l’equilibrio andando a correre, perché non prova anche Brittany?

Dopo la parentesi in cui la sovrappeso e pigra Brittany affronta il mondo dei corridori, la storia va un po’ in tante direzioni senza mai arrivare mai a niente, ma il succo è che partecipare alla maratona di New York e arrivarci in forma diventa un modo per focalizzare le proprie energie in qualcosa di positivo, invece di distruggersi con la negatività. Vincere non sarà mai un’opzione, persone come Brittany non sono nate per vincere: l’importante sarà correre a testa alta.

La tipica newyorkese che partecipa alle maratone podistiche!

Il cuore c’è, ed è tanto, ma il problema è che l’esordiente Paul Downs Colaizzo avrebbe dovuto limitarsi alla regia, mentre firma anche la sceneggiatura e si sente che annaspa, soprattutto nella parte centrale. Sotto la patina della commedia c’è una storia edificante di ricerca interiore con una bravissima attrice: sicuramente merita di essere visto.


L.

– Ultimi film su Prime Video:

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9 risposte a [Multi-Recensioni] Commedie americane su Prime Video (1)

  1. Madame Verdurin ha detto:

    Non pensavo di vedere Sempre Amici perchè non ero contenta dell’originale: qualche scena simpatica sì ma in realtà era tutta una furberia per essere commovente e non l’ho gradito molto. Ma se dici che questo è fatto bene gli darò un’occhiata, credo poi che Cranston sia una garanzia. Grazie!

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  2. Cassidy ha detto:

    Avevo visto l’originale francese apprezzando, dovrò vedere anche la versione americana per la presenza di Bryan più grande attore del mondo e di Nicoletta, non sapevo ci fosse anche lei. Quello con Sam Jackson sembra simpatico, l’ultimo invece sembra la versione al femminile di “Run fatboy run” con Simon Pegg, che credo di aver visto solo io e Simon Pegg. Cheers!

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Un po’ di commedia, soprattutto di questi tempi, ci sta bene e considera che stavolta dei film proposti ne ho visto solo uno, cioè “è solo l’inizio” (tra l’altro non entusiasmandomi, tanto che, pur essendo una visione relativamente recente, rimembro poco, un “segnuccio”!).
    “Sempre amici” non mi ispira in quanto remake di un film di cui ho una considerazione altissima, ma capisco il “ricalibrare” tenendo conto del diverso approccio oltreoceano e ci penserò se dargli una chance.
    Intanto vado sul sicuro e mi sono già segnato Barely e Brittany! 🙂

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  4. Giuseppe ha detto:

    “Sei mogli e un papà” mi sembra decisamente il peggiore del mazzo, ma assieme a lui eviterò sicuramente pure “10 Years – Compagni di college”: il tema delle riunioni di ex studenti negli anni mi è diventato davvero insopportabile (capita quando, anche fra italiani, si viene insistentemente cercati -ovviamente dopo decenni di totale menefreghismo e assoluto silenzio- per partecipare a questi eventi amarcord di fantomatiche classi alla “I ragazzi della 3ª C” che, per l’appunto, esistono SOLO in televisione) ragion per cui passo, senza rimorsi. E poi, sull’argomento, ha già detto tutto ai tempi Carlo Verdone, in quella perla di cinismo e amarezza appena coperta da una patina di calibrata commedia che è “Compagni di scuola”… 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ai tempi in cui tutti iniziarono a cercarsi su facebook si è posto il problema dei compagni di scuola: se per trent’anni non ci siamo cercati e non abbiamo avuto alcun tipo di rapporto, perché mai ORA dovremmo essere amiconi? Se avessi avuto piacere di una pizzata con voi, l’avremmo già organizzata trent’anni fa! Per fortuna all’epoca su facebook ero già Etrusco così evitai il ripetersi della situazione già creata sul finire dei Novanta, quando l’entusiasmo per la nascita in Italia delle e-mail portò a imbarazzanti riunioni digitali tra ex compagni di scuola.
      Sai che proprio ora mi sono ricordato che uno dei primissimi siti che mi sono divertito a creare era una pagina dedicata alla mia classe, con tanto di e-mail di quelli che avevo raggiunto? Il 2000 è stato un anno confuso 😀
      All’epoca uscì fuori che un mio collega di lavoro conosceva una mia ex compagna di classe, così gli chiesi di fare da “ponte”: uscì fuori che lei rifiutò perché non voleva assolutamente alcun contatto con me! Ammazza, e che le avrò fatto mai? Va be’, ero il pagliaccio della classe, ma non mi sembra di essere stato così molesto 😀

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