Without Remorse (2021) Senza rimorso

Appena uscito su Prime Video il 30 aprile scorso mi sono sparato questo lanciatissimo e pubblicizzatissimo filmone d’azione diretto dal mio connazionale romano Stefano Sollima. Lo dico subito per puro campanilismo: la regia è l’unica cosa buona di questo film! Scherzi a parte, è davvero l’unico elemento da salvare.

Giusto un briciolo di pubblicità…

Immaginiamo una famiglia che sia costretta a stare in casa – facile, eh? – e i genitori inizino a fare una recita per intrattenere i figli. Ecco, questo è Without Remorse, trasmesso con il titolo italiano Senza rimorso.

Dopo The Foreigner (2017) un altro film moderno sceglie un romanzo di epoche ormai lontane, pieno di sottotesti culturali ormai passati di moda, e lo rivernicia malamente facendo la figura del vecchietto ai giardinetti, che una volta sì che si stava meglio, soprattutto quando si stava peggio.
Così la produzione ingaggia due “ragazzi d’oggi” come Taylor Sheridan (che ha iniziato nel 2015!) e Will Staples (specializzato in videogiochi) per adattare un romanzo di trent’anni prima: Senza rimorso (Without Remorse, 1993; subito in Italia per Rizzoli), la “falsa prima avventura” (perché scritta dopo la settima) del celebre Jack Ryan, ma soprattutto presentazione del personaggio di John Kelly, irlandese.

Come spiegava The Commitments (1991) di Alan Parker gli irlandesi sono i neri della Gran Bretagna, quindi niente di strano se arriva il lanciatissimo Michael B. Jordan, in cerca di un nuovo eroe seriale. Spero che i produttori di James Bond prendano appunti, che uno 007 nero sarebbe al passo coi tempi e spaccherebbe di sicuro.

Sarà vero? Dopo John Kelly nero un Bond nero, non me par vero (semi-cit.)

Mi immagino la riunione creativa con cui i produttori hanno informato gli sceneggiatori. «Allora, ragazzi, abbiamo ingaggiato gente in gamba per le scene d’azione, il coreografo dei combattimenti è quel Can Aydin di Plan B (2016) che spacca, perciò abbiamo già pronte tre scene di forte impatto da massimo cinque minuti l’una».

I due giovani sceneggiatori ci pensano, fanno due calcoli, e rispondono: «Quindi avete un film d’azione con quindici minuti d’azione… come ci si arriva a centodieci minuti totali?»

I produttori alzano le spalle. «Boh, fate voi. Fate lunghe e noiosissime scene in cui non succede niente, inframmezzate da intrighi spionistici comprensibili pure a un neonato, tipo “Peppa Pig diventa spia”, insomma buttate giù roba a caso, che tanto con le regole per girare in pandemia non possiamo avere tanta gente in video. Finirà che c’è Jordan da solo per metà film a guardare l’universo mentre gli eredi di Tom Clancy contano i soldi che beccano di diritti d’autore».

Magari non sarà andata proprio così, ma l’idea è quella.

«La vita non è un film, di muscoli e robot» (Marco Masini, Malinconoia)

Non invidio per niente il lavoro che hanno dovuto affrontare Sheridan e Staples, perché hanno per le mani uno degli autori di culto di un’altra epoca e devono adattarlo in un’epoca a cui non gliene frega niente a nessuno di un analista della CIA che “unisce i puntini” in sottilissime trame fanta-politiche condite da azione. No, il pubblico del 2021 è quello dei videogiochi di Rainbow Six, questo film è rivolto a loro come “storia delle origini” di una ipotetica futura saga della squadra speciale che tanto ha fatto sognare noi eroi della tastiera. (Le ore che ho passato a Rainbow Six: Lockdown e Vegas 2 a sterminare terroristi mi rendono parte dei “giovani giocatori”!)

Quindi bisogna prendere una trama complessa, un personaggio sfaccettato e smarmellare tutto perché anche il più tonto dei giovani possa capire, quindi vai con concetti chiari ed eterni: i russi so’ tutti ’nfami, i britannici so’ tutti stronzi. Fine della sceneggiatura.

Jamie Bell nel complesso ruolo di “britannico stronzo per natura”

Una veloce scena d’azione iniziale ci presenta i personaggi: c’è quello con la barba, quello col sorriso strano, c’è quello, hai presento quello? No, quello più a destra, sì pettinato strano, ecco quello. Be’, personaggi scritti bene e davvero delineati a mestiere: conosco meglio i miei compagni di squadra a Rainbow Six per PC, e sono artificiali!
Sappiamo solo che Robert Ritter (Jamie Bell) è stronzo due volte: la prima perché è inglese, la seconda perché è della CIA. Poi conosciamo Jodie Turner-Smith, bravissima attrice del momento a cui però tocca in sorte di recitare senza copione: il suo ruolo è “donna nera che fa pari opportunità”, fine dell’approfondimento del personaggio.

Va be’, dimentichiamo la palese leccata deretanica alle minoranze, rimane il problema che Karen Greer ha tipo vent’anni ed è il mega-capo dell’Esercito americano, che parla coi ministri e prende decisioni sulla sicurezza nazionale: ma quando ha avuto tempo di fare carriera? Mi sa che ancora nell’utero materno era già sergente maggiore.

Un altro anno e Karen Greer diventa Presidente degli Stati Uniti

Jack Ryan (Michael B. Jordan) è un giovane soldato di un’unità scelta che ora decide di ritirarsi, dopo anni di addestramento che così vanno tutti buttati via. Il problema è che durante l’ultima missione è successo qualcosa di sporco – anche perché a comandare era un britannico! – e ora qualche russo infame sta ammazzando gli uomini della sua squadra.
Dispiace che Cam Gigandet faccia parte dei compagni di Ryan che vengono fatti fuori a cinque minuti dall’inizio. Dopo Never Back Down (2008) sembrava essere nato un caratterista perfetto invece continua ad essere usato poco e male.

Io ho la stessa espressione quando gioco a Rainbow Six

Succedono cose e Jack Ryan diventa una macchina da guerra puntata contro quegli infami di russi, che tanto l’America conosce solo la Guerra Fredda quindi non importa che sia il 1963 il 1993 o il 2021, una trama coi russi infami è un sempre-verde. Coi britannici stronzi poi si fanno film da quando è nata Hollywood!
A un certo punto c’è la scena della prigione, dove Ryan ne esce in modo così plateale che ci scriveranno canzoni. Ora c’è un grosso problema, perché sono sicuro che sul copione c’era scritto “scena spettacolare con Ryan che mena tutti in cella, manco fosse l’inizio di The Raid 2“, ma poi non sono proprio riusciti ad organizzare qualcosa.

Anche se di origine turca, Can Aydin è tedesco quindi biologicamente portato a venerare il cinema marziale, così nel coreografare la scena sono più che sicuro che si sia ispirato alla mitologica sequenza d’apertura di Blood and Bone (2009) – ecco la scena – per poi scoprire l’ovvia verità: Jordan è bello e muscoloso, ma non è Michael Jai White.
Le premesse ci sono tutte, Ryan si toglie la maglietta, va al lavandino e la bagna, la tensione carica… poi una pernacchia. Aver interpretato due film sulla boxe non ha insegnato all’attore gran che sul close combat, né il regista sembra interessato a fare qualcosa di più di una scena anonima: dunque fa un po’ ridere quando più avanti nella storia si riferiranno a ciò che ha fatto Ryan in carcere come a qualcosa di grandioso.

Gli elementi buoni ci sono tutti, peccato che vadano sprecati

La storia è tutta così, un insieme di situazioni buttate via perché tanto chi già conosce il cinema di spionaggio non ha bisogno di spiegazioni, chi non lo conosce gliene frega ben poco e in pratica abbiamo solo una serie di lunghe cinematiche prima delle scene d’azione dove finalmente si gira per corridoi col fucile spianato: come dicevo, è un film pensato per i videogiocatori, soprattutto quelli che parteciperanno al Six Invitational 2021, cioè il torneo dei giocatori professionisti di Rainbow Six: Siege.
Indovinate quando si svolge questo torneo? Dài, indovinate. Va be’, ve lo dico io: inizia il prossimo 11 maggio. Ma guarda a volte la coincidenza. Ti pare che le migliaia di persone (se non milioni) che ruotano attorno a questi eventi non si vedono il film che racconta le origini di una possibile futura saga di Rainbow Six?

Un piccolo film con grandi fucili

Però mi chiedo: perché fare un film pensato palesemente per il foltissimo pubblico videoludico… e poi presentare scene inutilmente lunghe e melanconiche? Capisco, l’azione costa e qui soldi non ce ne sono, e poi – come dicevo – più di due o tre attori insieme è un casino organizzativo, con tutti quei tamponi e norme anti-Covid. Meglio fare mezzo film con un attore nero al buio…

La scena più luminosa dell’intero film

Una guardata a Senza rimorso gliela si dà, anche perché tanto è a gratis (una volta pagato l’abbonamento a Prime Video!), ma certo siamo davvero scarsini su tutti i fronti: hanno scelto un romanzo del 1993 ma ormai è impossibile girare film con la qualità del 1993, per non parlare degli argomenti ormai fuori moda. Decisamente meglio una partitella a Rainbow Six: Vegas 2, o se avete le possibilità a Siege, che però è un banale multiplayer.

L.

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15 risposte a Without Remorse (2021) Senza rimorso

  1. Cassidy ha detto:

    Quando ho visto quella scena ho detto: “Qualcuno qui ha rivisto Blood and bone da poco” (storia vera). Guardabile ma deludente, sia per i nomi coinvolti che per la trama originale storpiata, si salva Sollima perché è bravo ma con una non trama così, anche lui è fuori posto. Per il resto mi trattengo, devo scrivere il post del film e non voglio farlo qui nei commenti 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Di solito non commento produzioni nuove in tempo reale, ma è stata così tanta la delusione per questo film, che aveva invece tante possibilità di essere migliore, che meritava di finire nel Zinefilo!
      Quando ho visto Jordan infilare la maglia nel lavandino mi sono esaltato: poi una rissa che sembravano ubriachi al bar. Che peccato…
      Attendo la Recensione Volante ^_^

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  2. Madame Verdurin ha detto:

    Ieri sera, fatalità, mio marito mi ha proposto di vederlo e io gli ho chiesto “Ma perchè scusa?” e lui per tutta risposta “C’è il figlio di Michael Jordan!” Messi bene…

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Pensavo meglio, non l’ho visto ma credevo di leggere una recensione più “invitante” per quanto riguarda la visione; un’occhiata gliela darò comunque (come hai accennato anche te in conclusione di post), vedi mai che le aspettative abbassate non me lo facciano apprezzare di più!? 🙂

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Pensa che culo… Se mi diceva bene dovevo vedermelo stasera. Mi sa che cambio programma e questo me guardo in un’altra occasione. Già alle 22 la palpebra mi diventa pesante, se non succede nulla di nulla mi spengo alle 21.30!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dipende da che ora inizi: c’è una scena d’azione iniziale, una centrale e una finale, se calibri bene e ti addormenti nei momenti giusti fila via liscio 😀
      Però se hai organizzato “seratona action thriller”, come avevo fatto io, ti avverto subito che non c’è molta action e il thriller è davvero assente.

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  5. Sven ha detto:

    Dai stavolta sei stato troppo severo, a me non è dispiaciuto, poi certo non un capolavoro

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ognuno ha i propri gusti, il film può piacere o meno, ma rimane il fatto che non si è impegnati per niente: serviva una scusa per raccontare la “storia delle origini” di Rainbow Six e hanno tirato su una storiella al volo, con pochi attori, personaggi scritti malissimo (o meglio NON scritti) e azione dosata col contagocce.
      Se fosse la solita poveracciata da due soldi non ci sarebbe stata sorpresa, ma da una produzione con Sollima e Jordan tratta da Clancy era lecito aspettarsi molto di più, invece non c’è neanche il minimo sindacale.
      Spero che i futuri film di Rainbow Six, se li faranno, siano almeno belli come i videogiochi 😉

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  6. Giuseppe ha detto:

    Eh, i britannici stronzi… tranne quando c’è bisogno dei Pinewood Studios per girare i film 😀
    Peccato per Sollima: se da una parte fa piacere che qualcuno dei nostri vada negli USA a non girare le solite romanticherie alla Gabriele Muccino, dall’altra fa dispiace vedere come i risultati siano modesti…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Vista la grande quantità di film americani girati a Londra e a Parigi, possibile che non si vergognino a spalare letame su inglesi e francesi? Va be’, il caso italiano in fondo regna su tutti 😀
      Dal punto di vista registico questo film è un gioiello, e non lo dico per campanilismo 😛

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  7. Conte Gracula ha detto:

    Sbaglio o qualche anno fa è uscita una serie su Jack Ryan? Con un altro attore, ma mi pare che fosse sempre su Amazon Prime Video.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, credo che Prime Video si sia comprata i diritti dei romanzi con Jack Ryan. Ho provato a vedere la prima puntata ma non c’ho capito una mazza: credo sia pensata esclusivamente per chi conosca a memoria i romanzi e sappia già tutto, visto che dopo dieci minuti aveva elencato più nomi arabi di un elenco del telefono di Baghdad! Al che però mi chiedo: ma se uno già conosce bene tutto di Jack Ryan, che cacchio se la guarda a fare la serie? 😀

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  8. Pingback: Senza rimorso (2021) | CitaScacchi

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