Cyborg Conquest (2009) Chrome Angels / Biker Girls

Su Prime Video ho beccato un altro assurdo filmaccio inedito in Italia e disponibile nella nostra lingua esclusivamente su questa piattaforma.

Il mondo non è ancora pronto per Cyborg Conquest, noto anche come Chrome Angels e ribattezzato da Prime Video Biker Girls: un altro degli infimi prodottini di Leigh Scott.

Un film dai mille titoli, tutti brutti

Delle ragazze entrano in un caffè ma non fanno splash, bensì anticipano addirittura di quattro anni la trama del futuro La fine del mondo (2013) di Edgar Wright.
Prima che lo faccia Simon Pegg, è Stacey Dash a fare a botte con un teppistello da bar solo per scoprire che… è un robot!

La donna giusta nel film sbagliato

I protagonisti non sono degli amici in una rimpatriata, come nel film di Wright, bensì delle motocicliste dedite alla rapina, provenienti proprio da un colpaccio in banca che ha fruttato bene, e sono passate dal bar solo in attesa di incontrarsi con altre complici.
La loro capa è appunto Stacey, personaggio senza nome che ci viene presentata come una donna durissima, e non a caso è stata educata alla pistola dal compianto Richard Lynch, in uno dei suoi ultimi ruoli.

Il vecchio Richard Lynch nel ruolo di buona coscienza di una cattiva persona

Dopo la sparatoria nel bar arriva la polizia, composta interamente da sbirri robotici  comandati da uomini in nero: che sta succedendo? E perché stanno usando i robot del film Il dormiglione (1973) di Woody Allen?

Forse la sceneggiatura sta un zinzinino sfuggendo di mano

Le donne riescono a fuggire usando un ostaggio, ma è chiaro che sono capitate in una città dove è un po’ altina la percentuale di robot umanoidi sostituiti alle persone normali.
«Non si può creare una intera città di robot nel bel mezzo della Louisiana senza che nessuno se ne accorga», e infatti è proprio quello che succede: qualcuno sta sostituendo l’umanità, e a un certo punto bisognerà scegliere se essere… uomini o autopi!

Ue’, faccia da autopo!

A capo di questa operazione c’è Elliot Davros (Paul Le Mat), cattivone che grazie a sovvenzionamenti “sporchi” ha studiato un modo per creare robot perfettamente identici alle persone così da creare manodopera a basso costo e schiavi super-tecnologici.

«Tecnicamente i maschi sono androidi, e le femmine nello specifico sono ginoidi

Ho le lacrime agli occhi: per la prima volta nella storia della fantascienza viene azzeccata una definizione etimologicamente corretta! Peccato però che l’attore in lingua originale abbia una strana pronuncia, e gynoids lo pronunci… gaynoids. O forse intendeva proprio degli esseri artificiali omosessuali? “La guerra dei gaynoids” sarebbe un filmone!

Come sempre, la serie Z ha bisogno di un “libro falso” per dare spessore alle proprie invenzioni, quindi anche Davros ha il suo bel pseudobiblion sugli scaffali delle librerie immaginarie: Robot City on a Hill, che mi sembra decisamente più intrigante di questo film.

Già abbondantemente prima di metà vicenda la sopportazione è alla frutta, grazie al fatto che le idee dementi si accumulano e il film si divide in due: da una parte c’è la storia fantascientifica dello scienziato pazzo che sogna una nuova umanità robotica, e dall’altra ci sono i tipici buzzurri delle paludi che si preparano alla guerra come se fossero dei sudisti sotto amfetamina. Non è un buon equilibrio narrativo.

La vicenda finisce in pernacchie e non merita attenzione, ma la scena iniziale è davvero fortemente anticipatrice del film di Wright, così come alcune trovate in mano a registi sani di mente avrebbero tirato fuori un prodottino simpatico, mentre qui abbiamo solo tanto vuoto con attrici improvvisate intorno.

Basta questa scena a far capire la qualità dell’intero film…

Sono un grande estimatore delle ginoidi in narrativa quindi comunque dovevo vedere questo titolo, ma il peso delle donne artificiali è ben poco nella trama quindi mi appresto a cencellarmelo subito dalla memoria interna del mio cervello positronico.

L.

– Ultime robottate:

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18 risposte a Cyborg Conquest (2009) Chrome Angels / Biker Girls

  1. Sam Simon ha detto:

    Buffo come effettivamente parte della trama di questo film combaci con quella di The World’s End! A me ha ricordato pure un po’ From Dusk Till Dawn, con dei (delle) criminali che arrivano ad un bar e non trovano umani ma vampiri (androidi e ginoidi)…

    Comunque non lo recupero, il messaggio è arrivato forte e chiaro! :–D

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  2. Cassidy ha detto:

    Perché no? Almeno ora ci sarà la famigerata inclusività anche tra gli artificiali 😉 Incredibile, un po’ di “La fine del mondo” in anticipo, Woody Allen, Men in Black e anche Halloween III, non si è badato a spese nel prendere idee in giro, peccato per Lynch e il buon utilizzo del vocabolario, ma se un film ha tutti questi titoli, di solito non è un buon segnale! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La cosa assurda è che l’essere motocicliste non ha assolutamente importanza ai fini della trama, viene detto all’inizio e poi mai più citato: perché cacchio chiamarlo “Biker Girls”???
      E’ incredibile che il primo film della storia della fantascienza ad usare una terminologia corretta… sia ’sta roba delirante! 😀

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  3. Il Moro ha detto:

    Devi però assolutamente salvarti la clip dove viene spiegata la differenza tra androidi e ginoidi per poterla replicare ogni volta che qualcuno parla a vanvera!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il problema è che citare un filmaccio puzzolente come questo è altamente screditante! Vallo a spiegare che malgrado sia una porcata ha fatto quello che NESSUNO ha mai fatto, cioè aprire un fottuto dizionario? 😀
      Il bello è che i nerd della fantascienza citano Asimov ad ogni respiro, eppure nonno Isaac già nel 1978 ha specificato che le donne artificiali debbano chiamarsi gynoid, ma a nessuno è fregato niente: solo le tre leggi sono note ai più grandi esperti asimoviani 😛
      Quello che mi stupisce è che in questi periodi di grandi battaglie lessicali sulla questione di genere nessuna donna si sia mai lamentata che le sue omologhe artificiali vengano chiamate “a forma d’uomo” (android), ma in fondo la maledizione delle donne artificiali è la stessa sin dalla loro nascita: il profondo disprezzo irrazionale. Un uomo artificiale può sognare i diritti umani e tutti sono dalla sua parte: una donna artificiale è spazzatura e va distrutta. Dal 1815 non è cambiata una sola virgola in questa regola…

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      • Giuseppe ha detto:

        E non è certo roba come “Cyborg Conquest” a poter sovvertire la regola, visto che l’UNICA cosa giusta di questo filmaccio consiste appunto nell’aver aperto un dizionario, ma per tutto il resto… Quel robot gigante lassù, poi? L’hanno per caso preso dal vecchio Mazinga Z? Almeno in tutto questo ci fossero stati davvero degli autopi (intesi come automi di roditori) 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        In effetti se facessero un film con i topi meccanici, come li chiamerebbero? Spero proprio “autopi” 😀

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  4. Austin Dove ha detto:

    ma quanto è bellino il robot con quegli enormi occhioni? ❤

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  5. Kukuviza ha detto:

    Per una volta che avevi trovato le ginoidi!
    PErò quel robottone dell’ultima immagine è proprio gigante! E’ tutto digitale o ci hanno fatto un modellone? Ma come mai sti film hanno sempre tremila titoli? Hanno più titoli che dollari di budget.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il robottone credo sia fatto tutto al computer, vista la qualità dell’animazione davvero pezzente.
      Credo che questi filmetti li vendano a più distributori e cambino titolo per vendere più volte. Così hai tre filmacci per riempire il palinsesto quando in realtà è sempre lo stesso titolo 😀

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  6. Lorenzo ha detto:

    I poliziotti robot (sempre che siano robot, magari ho capito male) sono identici a quelli di THX 1138… mi viene il sospetto che pure Richard Lynch fosse impersonato da un robot, a giudicare dalla faccia 😀 Che riposi in pace nel paradiso Z.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Potrebbe persino essere una citazione, ma appunto sembrano più la parodia di Woody che l’originale di Lucas 😛
      Tutti gli attori coinvolti sono robot, perché non voglio credere che esistano attori così cani!

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahah! Dall’autopo agli esseri artificiali omosessuali fino all’estasi dell’immagine finale, God save the Z! 🙂
    Effettivamente l’inizio stile La fine del mondo, fa prendere bene ma proprio per questo, se ben intuisco, dopo la caduta è ancor più rovinosa, quindi mi sento di ribadire…God save the Z! 🙂

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  8. Zio Portillo ha detto:

    Al di là dell’aver azzeccato il nome giusto, è paradossale come un film di così basso calibro abbia il potenziale per fare le cose per bene. Su carta le idee sembrano buone e vincenti. Peccato che tra il dire il fare c’è di mezzo non il mare, ma un oceano intero. E quel robottone puzza di Asylum da un chilometro.

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  9. Nick Parisi ha detto:

    Richard Lynch era uno dei miei villain preferiti, nessuno sapeva fare il cattivo come lui. Ovviamente persone che lo hanno conosciuto hanno detto che nella realtà era una persona ricca di ideali, amante dell’arte e della poesia. Ruggero Deodato che spesso ci lavorò assieme, disse che il tipico volto sfregiato dell’attore derivava dal fatto che Lynch si fosse dato fuoco per protestare contro la guerra in Vietnam, anche se su tanti siti ho invece letto che si trattò di un errore dovuto all’abuso di droghe. Chi sa dov’era la verità?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per decenni è stato il cattivo per definizione, al cinema e in TV, e abbiamo tutti amato odiarlo. Certo, qui è a fine carriera e preferiamo ricordarlo in ruoli più sostanziosi. Fra le due versioni della storia la prima è la più bella, la seconda forse la più vera 😛

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