Sharon Stone racconta 4. Tom Selleck e William Shatner

Mentre il cinema si fa attendere, Sharon Stone continua la sua fulminante carriera televisiva, passando da comparsa a guest star in un baleno.

Nell’aprile 1984 va in onda Omicidio di una playmate dove recita in un ruolo importante, mentre dal 1983 va in onda la serie “Bay City Blues” per un totale di otto puntate, dove Sharon ha un ruolo fisso che non sono riuscito a quantificare. Sembra un’ascesa ma poi a settembre va in onda Irreconcilable Differences con i divi Ryan O’Neal e Shelley Long, che arriva in Italia su TMC nella prima serata di mercoledì 6 gennaio 1993 – quindi sull’eco del successo di Basic Instinct – con il titolo Vertenza inconciliabile, scomparendo poi nel nulla.
Non avendo trovato niente sul film mi limito a riportare la trama del “Radiocorriere TV”:

«La piccola Casey (Drew Barrymore, ex amichetta dell’extraterrestre E.T.) cita in tribunale i propri genitori perché hanno deciso di divorziare. Un lungo flashback racconta la tormentata esistenza del babbo e della mamma, dal loro primo incontro fino al matrimonio, inizialmente felice ma rovinato da un’ansiosa corsa al successo sullo sfondo di Hollywood, città mangia-anime.»

Sharon non sembra avere un ruolo importante, malgrado sia in alto nei titoli di testa, ma di sicuro il mostrarsi a petto nudo lascia sospettare un arretramento in carriera: di solito si inizia con il nudo per poi rimanere coperti, ma magari questo film è stato girato prima degli altri lavori.

Ryan O’Neal, Sharon e Stone

Per fortuna il 27 settembre – cioè un giorno prima del citato film – va in onda la prima parte di un doppio episodio del celebre “Magnum P.I.“, che inizia la sua quinta stagione con una… doppia dose di Sharon Stone!

Nell’episodio la cui prima apparizione italiana sicura risale a lunedì 30 giugno 1986, nella prima serata di Italia1, con il titolo “Echi della mente“, la nostra Sharon interpreta due sorelle gemelle, Diane e Deirdre Dupres: troppe “D” in questa famiglia! Ritiratasi ad Honolulu per riprendersi dopo un brutto incidente d’auto provocato dalla perfida Deirdre, la buona Diana ingaggia il nostro detective Magnum sia per indagare su strani eventi della sua vita sia per raccontargliela tutta, la sua vita.

Rapite all’età di cinque anni, le due sorelle hanno avuto infatti un’infanzia fuori dal comune, ed essere figlie di un miliardario non ha aiutato. Ora Diana cerca di consolarsi nella villa di famiglia alle Hawaii: tutto questo dolore intenerisce il cuoricione del fusto Magnum, che si innamora subito come un adolescente.

In attesa di incontrare Angela Fletcher, Magnum conosce Sharon Stone

Chiunque abbia visto più di due film sul tema avrà già capito tutto, ma forse nel 1984 si poteva ancora creare la base per un colpo di scena spaventosamente ovvio: in fondo storie di “gemelli terribili” come Inseparabili (1988) e Bugie allo specchio (1991) – ma ci butto dentro pure Doppia personalità (1992) – dovevano ancora arrivare. Comunque a Magnum basta poco per scoprire che la santarellina Diana forse così santarellina non è.

Un angelo, sì, ma con la pistola

Ci sta che la donna sia traumatizzata, sia dal suo passato che dall’influenza della gemella cattiva, che Magnum conosce e scopre subito essere perfida: lo rivelano i suoi ricci!

Sharon in modalità “gemella cattiva”

Non rivelo altro della trama ma è così straordinariamente ovvia che stupisce qualcuno l’abbia davvero scritta: nel primo fotogramma si capisce già tutto, quindi 94 minuti totali di storia sono puro spreco di spazio televisivo. Dispiace scoprire che lo sceneggiatore è addirittura papà Donald P. Bellisario, da cui mi sarei aspettato molto di più, ma magari – come dicevo – nel 1984 era ancora un tema poco usato.

Al di là di una storia decisamente banale, Sharon è molto brava ad interpretare con grande convinzione i tre ruoli previsti dal copione: la santarellina Diane, dolce e tenerina, la santarellina Diana che per difendere Magnum tira fuori la pistola e una grinta da assassina, la perfida Deirdre dallo sguardo che uccide. Per carità, siamo alla base di una qualsiasi capacità recitativa, in Italia la chiameremmo “commedia dell’arte”, ma proprio per questo è un impegno ben più difficile per un attore: interpretare in modo convincente un ruolo banale è ancora più impegnativo. E mi sento di dire che Sharon ci sia riuscita più che bene.

Di chi saranno mai quelle gambe?

Questo annus mirabilis che è il 1984 sembra non finire mai, così il 25 novembre va in onda The Vegas Strip War, e anch’esso arriverà su TMC molto tempo dopo, addirittura nella seconda serata di mercoledì 31 maggio 2000, con il titolo Destini a Las Vegas. Anche in questo caso, pare scontato dirlo, scompare nel nulla.

Il film si trova su YouTube, in lingua originale con dei traballanti sottotitoli autogenerati: ho iniziato a vederlo ma è di una noia fuori dal comune, e Sharon è solo una comparsa malgrado abbia un nome in alto nei crediti: è una guest star, però appunto è giusto un’ospite.

Sharon se la comanda, nei suoi cinque minuti in video

La vicenda ruota intorno a Neil Chaine (un Rock Hudson a fine vita: morirà l’anno successivo per complicazioni dovute all’AIDS), proprietario di un grande casinò di Las Vegas che d’un tratto viene cacciato dai suoi soci, costretti dalla Governo: il casinò rischia di non vedersi rinnovata la licenza perché c’è il sospetto che Chaine abbia un amico che si dice possa essere colluso con la criminalità organizzata. Strano, dai film che parlano di Vegas esce l’immagine che sia proprio la criminalità organizzata a gestire l’intera città, invece nel 1984 basta un sospetto senza prove su un amico del proprietario per far chiudere tutto. Mah…
Per “vendicarsi” Chaine apre un grande hotel di lusso proprio davanti al casinò che l’ha cacciato, e inizia una “guerra sulla Strip” di straordinaria inconsistenza e noia.

Intorno a questi temi, che forse potrebbero appassionare gli abitanti di Las Vegas, ruotano macchiette imbarazzanti. C’è per esempio James Earl Jones coi capelli alla Don King che fa il gigione e Sharon Stone che fa la sigaraia. Solo che dopo appare come la donna del capo e poi come fenomenale imprenditrice su jet privato: ma quanto guadagnano le sigaraie di Las Vegas?

La bella sigaraia e Jones truccato come Don King

C’è anche Pat Morita come ospite speciale, ma va ricordato che solamente il mese prima era uscito al cinema Karate Kid, quindi è più facile che per gli spettatori televisivi fosse un volto noto solo per “Happy Days”, a cui partecipava dal 1975 e che proprio l’anno precedente aveva chiuso i battenti.

Mentre questi volti noti fanno le macchiette di cattivo gusto, la noia prende il sopravvento ma comunque Sharon i suoi cinque minuti totali in scena se li gioca bene.

Stesse gambe, stesso titolo di testa

Il 1985 si apre in maniera ben più intrigante, perché il 23 febbraio va in onda la puntata di “T.J. Hooker” (di cui ho già parlato per i suoi aspetti marziali) dove Sharon se la comanda, e addirittura è co-protagonista al fianco del decano William Shatner, mandando tutti gli altri comprimari della serie in panchina.
La prima apparizione sicura dell’episodio in Italia è nella mattina di Rete4 di martedì 9 luglio 2002, con il titolo “Intrigo ad Hollywood“.

L’episodio è interamente incentrato su Dani Starr (la nostra Stone), poliziotta tosta e determinata che la sera si veste da prostituta e batte le strade di Hollywood per tendere trappole ai cattivi. Uno dei criminali che ha acciuffato riesce a fuggire durante il suo trasferimento, e l’agente a cui è sfuggito ora vuole rimettergli le mani addosso: quell’agente è T.J. Hooker in persona, che quindi collabora con la dura poliziotta hollywoodiana.

Riuscirà il Mollicone per eccellenza a resistere davanti alla bionda collega?

Gli altri comprimari della serie si ritrovano tutti a fare minuscole apparizioni di un secondo, giusto per far sapere agli spettatori che ci sono ancora, perché lo spazio ora è tutto per la coppia Shatner-Stone, poliziotti d’acciaio cintura di karatè, per sgominare la banda più in gamba che c’è. E come se non bastasse Sharon si presenta con la stessa identica acconciatura della stella della serie, Heather Locklear (mio amore di gioventù), come a sfidare la regina e a prenderne il posto, anche solo per una puntata.

Per sfidare la regina locale, Sharon va a comandare

Nel giro di un anno Sharon è diventata irriconoscibile dai suoi primi piccoli ruoli, è un’attrice sicura che sa uscire dalla semplicità dei suoi personaggi e riesce a dar loro un minimo di spessore: non parliamo certo di produzioni di grande rilievo, sono per lo più ruoli base che non richiedono alcun approfondimento, ma sono una palestra eccezionale per un attore, proprio perché è difficile risaltare con un personaggio banale: per me Sharon c’è riuscita.

Finalmente bussano alla porta di Sharon ed è il cinema: come vedremo, però… è il cinema sbagliato!

L.

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19 risposte a Sharon Stone racconta 4. Tom Selleck e William Shatner

  1. Sam Simon ha detto:

    Però Sharon è Stone le hai coperte… :–P

    Non stava con le mani in mano Sharon, quelle gambe spuntavano da tutte le parti! Chissà se vidi la puntata di TJ Hooker con lei. Ero troppo giovane ed inesperto per riconoscerla! E ora che ci penso non ricordo uno straccio di trama di quel telefilm, anche se sono sicuro di averlo visto qualche mattinata estiva su rete 4 nei primi Novanta…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Negli anni Ottanta in famiglia vedevamo “T.J. Hooker” religiosamente, e nei primi Novanta spesso vedevo le repliche mattutine, ma onestamente non avrei mai riconosciuto Sharon, visto che prima del 1991 di Basic Instinct nessuno in Italia la conosceva 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Con l’eccezione di chi l’aveva già vista tre anni prima in “Action Jackson” di Craig Baxley, dove interpretava la sfortunata moglie del cattivo Craig T. Nelson… io credo di aver cominciato a riconoscerla davvero nelle sue molteplici apparizioni precedenti (compresi i rispettivi episodi di Magnum P.I. e T.J. Hooker sopra citati) proprio partendo da qui. Quindi mi posso mettere di diritto fra i rari testimoni precoci della sua dura gavetta 😉
        P.S. Presumo che il cinema sbagliato sia riferito a “Allan Quatermain e le miniere di re Salomone”…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        “Action Jackson” non sono mai riuscito a vederlo all’epoca, invece ho visto “Nico” appena uscito e onestamente lì Sharon proprio non l’ho vista (anche se fa una particina inutile). E purtroppo sì, penso proprio al povero Quatermain 😛

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Chi non ha amato Heather Locklear da giovane?
    Comunque è vero che chi si allenava nella palestra delle piccole serie tv, poi poteva veramente fare di tutto. E ogni speciale che hai proposto ha perfettamente messo in luce come moltissimi attori sono cresciuti facendosi le ossa e la gavetta in ruoli minuscoli ma costanti. Le serie tv anni ’70 e ’80 sono state l’equivalente della “Tana delle Tigri” per gli attori.

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  3. Cassidy ha detto:

    La gavetta Sharon Stone l’ha fatta proprio tutta, compresi i telefilm della mattina, per certi versi per fortuna non è rimasta incastrata in un ruolo fisso sul piccolo schermo, anche se la poliziotta tosta sembrava promettente. Cheers

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Grazie! Dopo una pausa nei post carrellata, come sono solito definirli, non solo mi hai servito quello di ieri ma anche oggi, nel ciclo Sharon, alla fin fine, hai realizzato una scaletta simile proponendo film, serie, citazioni, riferimenti…per tutti i gusti. E anche oggi, come ieri, c’è stato un apice nel tutto, la comparsa di Sharon e Stone, pur coperte…puro genio! 🙂

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  5. Madame Verdurin ha detto:

    Esordio esplosivo, bisogna ammetterlo, affiancata a due grandi come Shatner e Selleck. Curiosità: mi viene in mente una puntata di Baywatch in cui una giovanissima Carrie Ann Moss interpreta due sorelle, una buona e una cattiva… Forse si passavano i copioni tra una serie e l’altra? XD

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  6. Pingback: Sharon Stone racconta 5. Il disastro Quatermain | Il Zinefilo

  7. Kukuviza ha detto:

    Ma son sempre donne le gemelle cattive? non esiste la variante maschile?
    comunque che razza di trama quel Destini a Las Vegas! poteva sembrare quasi divertente, ma mi sa che così non è.
    E’ vero: l’acconciatura in TJ Hooker è uguale a quella della Locklear! ma in quella puntata c’era anche lei?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In “Bugie allo specchio” (1991) è il bravo Aidan Quinn a fare il ruolo del doppio gemello, uno buono l’altro cattivo, così come nel similare “La metà ignota” (1997), credo ci sia parità di sesso sull’argomento 😛
      In quella puntata di “T.J. Hooker” c’è spazio solo per Shatner e la Stone, gli altri appaiono un attimo, giusto per far vedere che ci sono ancora.

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