[Multi-Recensioni] Viva i Novanta su Prime Video (1)

Il vasto catalogo Prime Video, grazie ad accordi con prolifiche case distributrici, offre molta scelta di titoli provenienti dai mitici anni Novanta: ecco un mio viaggio personale.

In realtà, lo confesso, avevo preparato altro per oggi ma problemi tecnici mi hanno costretto a ripiegare su una multi-recensione.


Fermate Ottobre Nero
(Cover-Up, 1991)
Inedito in digitale
Disponibile su Prime Video.

Dalla mia recensione zinefila:

Ad Israele la situazione scotta, e non per i soliti motivi. Come se non bastassero tutti i problemi di quella sfortunata zona di mondo, ora c’è un’organizzazione terroristica chiamata Ottobre Nero che sta organizzando degli attentati ai danni dei marine americani. Ma la cosa puzza, e ad annusare l’aria arriva il giornalista da sbarco Mike Anderson (Dolph nostro, gagliardo e tosto).

Mike comincia ad indagare all’insaputa di noi spettatori: fa cose, vede gente, consulta documenti… oh, scemone, ci vuoi dire qualcosa? No, lui indaga per cacchi suoi e nessuno deve impicciarsi. Il film procede senza il minimo senso, con gente che muore, agenti CIA che spiano, auto della polizia israeliana che vanno a sbattere, Dolph che fuma il sigaro, tutto a casaccio.
Ah, ogni tanto appare Louis Gossett jr. che dice robe a caso, in evidente stato confusionario: si vede che prima di ogni scena gli hanno passato dei foglietti con le stupidate da recitare e quindi recita di conseguenza.

Mi raccomando, Dolph, in questa scena devi sembrare un tipo sveglio e astuto…

Quando Dolph sanguinante comincia a girare per chiese israeliane, guidato dall’Ente del Turismo locale, ormai sono in fase REM e mi sveglio solo quando suona la campana in cui era nascosta la bomba: un secondo dopo partono i titoli di testa e quindi posso apprestarmi a dimenticare di aver mai visto questo film.

Un regista alla sceneggiatura e uno sceneggiatore alla regia dimostrano l’estrema fallacità della scelta, con a peggiorare la situazione un Dolph dallo sguardo da pesce lesso e bravi caratteristi chiamati a fare niente. Questo venerdì doveva essere dedicato ai morti viventi… e mi sa di averne visti parecchi in Fermate Ottobre Nero!



Massima copertura
(Deep Cover, 1992)
In DVD Cecchi Gori 2005
Disponibile su Prime Video.

È stato un piacere riscoprire un film che ho visto la prima volta su Tele+1 intorno al 1995: proprio qualche mese fa ho ritrovato la sua registrazione, dopo un altro film. Bill Duke era un caratterista che appariva spesso nei film d’azione, ma era anche un bravo regista: peccato abbia diretto poche cose arrivate su grande schermo.

Il giovane agente Stevens (Laurence Fishburne) è entrato in polizia per vivere una vita completamente diversa da quella del padre, alcolizzato e drogato che è morto mentre rapinava un negozio: ora l’agente Stevens può vantarsi di una vita morigerata finché non si ritrova assegnato ad una missione sotto copertura che gli stravolgerà l’esistenza. Deve diventare John Hull, piccolo spacciatore di droga che vuole fare carriera e stanare i signori di Los Angeles.

Inizia una rapida scalata al successo criminale, dove Stevens/Hull sarà costretto a diventare tutto ciò che ha sempre odiato, a comportarsi come quei criminali che ha giurato di contrastare. Il salto di qualità arriva conoscendo l’avvocato di successo David Jason (Jeff Goldblum), anche lui desideroso di ricavare un suo spazio nell’organizzazione criminale cittadina. I due formeranno un’accoppiata criminale malassortita ma di grande potenza.

Ma quant’è alto Goldblum per superare quella pertica di Fishburne?

Le storie di mala nera dei primi Novanta hanno una marcia in più, perché mentre i bianchi sotto copertura scoprono un mondo di onore e rispetto tra i criminali, i neri trovano solo soprusi e violenza, ma soprattutto un sistema perfetto perché gli schiavi rimangano schiavi. Non è mai un “romanzo criminale”, è sempre una questione di razza. «500 mila dollari e non sei più un negro», questa la frase simbolo del film: nella democrazia americana solo i soldi garantiscono la vera integrazione razziale. E gli onesti non hanno soldi.

Il giovane Fishburne diretto da Bill Duke è perfetto per un film di malavita dove in ballo c’è ben altro che la semplice droga.



Death Train
(id., 1993)
Inedito in digitale
Disponibile su Prime Video.

Il capitano Picard, James Bond e Dracula viaggiano su un treno con una bomba atomica: se avessero scritto questo sulla fascetta, questo film sarebbe molto più famoso! Invece dopo una VHS Cecchi Gori è scomparso nel nulla, prima del recupero di Prime Video.

Il mercenario terrorista Alex Tierney (Ted Levine) lavora per conto del perfido generale sovietico Benin (Christopher Lee) che vuole far scoppiare una guerricciola mondiale, così incarica Alex di trasportare una bomba atomica su binario attraverso l’Europa, in vista di compratori mediorientali. Il tutto tre anni prima di Broken Arrow (1996) di John Woo. Per gestire la pericolosa situazione viene chiamato il risolutore Malcolm Philpott (Patrick Stewart), che risolve le grane in giro per il mondo, ed è lui che ingaggia l’uomo d’azione giusto per affrontare la situazione sul campo: il coraggioso avventuriero Mike Graham (Pierce Brosnan).

Non sarà facile fermare quel runaway train, vista anche la similitudine con l’omonimo capolavoro di Konchalovskij, ma con la potenza della puzza sotto il naso di Graham i buoni vinceranno.

Quand’è che Broccoli mi chiama e mi tira fuori dai filmetti d’azione?

Mancano due anni al suo esordio nei panni di 007 e Brosnan sembra impegnarsi nell’impresa di passare per eroe d’azione, cosa palesemente inadatta all’attore, molto più convincente quando per l’intera durata della vicenda battibecca con la tosta collega Sabrina Carver (Alexandra Paul) facendo battutine maschiliste di cattivo gusto. Altri tempi…

Christopher Lee è assente ingiustificato come in tutti i suoi duemila film, Patrick Stewart è perfettamente a suo agio nel fare il capitano che dà ordini e alla fin fine la pellicola è più divertente per i suoi evidenti difetti che per i pregi. Da vedersi sghignazzando.



Una bionda tutta d’oro
(The Real McCoy, 1993)
In DVD Minerva Pictures 2012
Disponibile su Prime Video.

Non è facile sbagliare un alto numero di ruoli della propria carriera, non è facile avere tutto e perdere tutto, eppure Kim Basinger c’è riuscita in entrambi i casi: per colpa di grane personali è stata costretta spesso a cercare facili successi che però non sono mai arrivati, regalandoci una filmografia costellata di madornali errori. Come questo.

Liberamente ispirato al romanzo Bellman and True (1975) di Desmond Lowden, inedito in Italia, il film di Russell Mulcahy (altro professionista dei madornali errori) ci parla della ladra di professione Karen McCoy (Kim Basinger) che alla sua uscita dal carcere scopre che il suo ex marito ha cresciuto la figlioletta convinta che la mamma sia morta: era più facile che spiegarle fosse in galera. Ammazza, marito dell’anno!

La società americana è come quella francese de I miserabili di Hugo, quindi un ex detenuto non sconterà mai la pena e sarà sempre un emarginato della società, così la nostra Karen finisce tra le maglie del perfido Jack Schmidt (il solito immobile Terence Stamp) che vuole usarla per un super-colpo che proprio nessun altro può fare. Con l’aiuto del ladruncolo di cuore J.T. Barker (Val Kilmer), Karen dovrà gestire la situazione spinosa per uscirne tutti sani e salvi.

Ah, la famiglia tradizionale, fatta di ladri mascherati

Non c’è un solo singolo elemento del film che sia riuscito, è tutto sbagliato su più livelli, con la Basinger ritratta come bomba sexy mentre ha lo sguardo di una che è stata appena molestata nel retrobottega: non è un buon connubio. In ogni inquadratura Kim ci ricorda che non voleva fare questo film e che è stata costretta, probabilmente con la forza.

Val Kilmer che fa il simpatico, Stamp che fa Stamp – cioè il nulla che fissa il vuoto – una trama inconsistente e un’esecuzione cialtronesca completano l’opera: un film di rara bruttezza che non a caso ha riscosso solo pernacchie alla sua uscita, dimostrando che se alla Basinger servivano soldi non era dal cinema che li avrebbe ottenuti.



Tom Clancy’s OP Center
(id., 1995)
In DVD MHE 2011
Disponibile su Prime Video.

Tom Clancy e Steve Pieczenik scrivono questa miniserie televisiva in due puntate per poi lasciare che la squadra di personaggi viva nuove grandi avventure nella lunga serie di romanzi Op Center firmati da vari autori, in qualche caso giunti anche in Italia.

Paul Hood (Harry Hamlin) ha l’ingrato compito di prendere il comando di un’unità militare di analisi dati così da decidere, per conto del suo superiore l’ammiraglio Davis (A. Wilford Brimley), se lasciarla in vita o smantellare tutto: i dipendenti sanno da indiscrezioni che Hood potrebbe essere arrivato a cacciarli tutti, quindi i rapporti sociali saranno sin da subito tesi. Ma appena l’uomo – civile in un covo di militari – mette piede nella struttura, ecco che arriva la notizia che sono stati appena rubate tre testate nucleari in Ucraina: è il momento che quella sezione di analisi dati, che viene battezzata OP Center, dia il meglio di sé.

Braccio destro di Hood è il generale Rodgers (Carl Weathers), militare fino all’osso, ma fra gli analisti c’è anche il disincantato e acido Bob Herbert (John Savage), oltre ad un gruppo di professionisti in vari settori accomunati dalla propensione alla confusione: Hood non deve “educarli”, deve ordinare i dati che questi sono capaci di fornire e trarne informazioni utili per risolvere la crisi delle atomiche ucraine, con ripercussioni che arrivano fino al Presidente degli Stati Uniti (Ken Howard).

Il cast delle grandi occasioni

Mai mi sarei aspettato un prodotto così piacevole da un autore, come Clancy, così attento alla “conta dei bulloni” e allo spionaggio duro, quello dei cento nomi snocciolati al secondo e del “dammi la lettera”. Invece qui lo spionaggio è ridotto all’osso, perché l’obiettivo delle due ore di miniserie è quello di mostrare persone normali, con pregi e difetti, alle prese con una situazione fuori dal normale, tutti costretti a scendere a patti con le proprie debolezze.

La narrazione è scorrevolissima, niente tecnicismi e supercazzole, gli attori sono tutti in parte e i personaggi si lasciano subito apprezzare: è un peccato che l’operazione non abbia avuto un successo tale da creare altre storie televisive dedicate all’OP Center, che invece continuerà la sua lunga vita solo in forma di romanzi.



The Confession
(id., 1999)
In DVD Mustang (Cecchi Gori) 2015
Disponibile su Prime Video.

Tratto dal romanzo Fertig (1966) di Sol Yurick, inedito in Italia, il film è uno splendido esempio di legal thriller anni Novanta, anche se la parte legale della vicenda è molto sfumata: un’ottima storia e attori in stato di grazia, cosa chiedere di più?

L’avvocato Roy Bleakie (Alec Baldwin) ha un’etica professionale tendente allo zero e raramente si tira indietro dal commettere azioni discutibili pur di raggiungere il risultato voluto, quindi non stupisce sia in lizza per la carica di procuratore generale, che sente di avere già in tasca quando viene ingaggiato da uno dei potenti di New York. Il caso che gli viene affidato è semplicissimo, un certo Harry Fertig (Ben Kingsley) ha ucciso a sangue freddo i tre dottori che gli hanno lasciato morire il figlioletto al pronto soccorso, basta fargli ottenere la semi-infermità mentale e avrà una pena di qualche anno, mentre Bleakie potrà godersi la poltrona da procuratore.

Però le cose non sono così semplici, la coscienza di Bleakie comincia a farsi sentire e comincia a fare domande: per esempio, perché uno dei più potenti uomini di New York si è preso a cuore il caso di un proprio dipendente? Il problema dello sporco, è che più lo si cerca più lo si trova.

Uno dei rari casi in cui Ben Kingsley regala oro agli spettatori

Come dicevo, la parte legale è ridotta all’osso ma lo stesso è un legal thriller, perché parla di procedure processuali e non di giustizia, parla di scappatoie legali e non di responsabilità: l’intrallazzone Bleackie non capisce quando il suo cliente Fertig afferma di volersi dichiarare colpevole, perché vuole assumersi la responsabilità di aver ucciso le persone che gli hanno ucciso il figlio. Perché l’uomo giusto non è quello senza peccato, ma quello che riconosce d’aver peccato e ne accetta le conseguenze.

Tra i due attori protagonisti e la signora Fertig, interpretata da Amy “Jessica Rabbit” Irving, la parte attoriale è potente e merita già da sola la visione. Una trama corposa e tostissima va a completare un film al bacio, assolutamente da riscoprire.


L.

– Ultimi film su Prime Video:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a [Multi-Recensioni] Viva i Novanta su Prime Video (1)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Il film con Dolph lo salto (se la pellicola era sparita dalla circolazione per secoli, un motivo ci sarà!), quello con Fishburne e Goldblum credo di averlo visto perché mi ha smosso qualcosa nella testa la frase sui dollari e il non essere più un negro (mi sa che me lo segno e provo a recuperarlo…). “Una bionda tutta d’oro” passava spesso per i canali Mediaset e l’ho sempre trovato ‘na cavolata fatta perché si hanno due/tre attori di richiamo (per l’epoca) e bisogna sfruttarli con un prodotto fatto col pilota automatico. Risultato? Un filmetto insulso.

    “Op Center” non lo conoscevo e lo segnalo a mio padre che adora Clancy e i suoi romanzi.
    Infine, il film con Baldwin e Kingsley lo avevo visto e apprezzato quando uscì. Ma poi è una di quelle pellicole che viene trasmessa una volta a lustro. Sono contento che Prime l’abbia messo in catalogo.

    Non so se te l’avevo già segnalato, non mi pare, così colgo l’occasione per farlo adesso. La settimana scorso su “Grey’s Anatomy” c’è stata l’ennesima uscita di scena di un personaggio storico sella serie, Jackson Avery (Jesse Williams). Un rigurgito di coscienza post-morte di George Floyd ha fatto si che attore e personaggio in una sorta di cortocircuito si siano fusi e abbiano deciso di mettere il proprio patrimonio e la propria fama a disposizione dei meno abbienti e degli ultimi, abbandonando quindi l’ospedale di Seattle e la serie. Ma perché ti racconto ciò? Perché c’è tutta una puntata in cui Jackson/Jesse si interroga su chi è lui, sul suo ruolo, sulle sue fortune,… E ciò lo porta al padre, ex medico prodigio e pecora nera della ricchissima e potentissima famiglia Avery che si è ritirato in montagna a gestire un ristorante dove “si mangia bene e si spende poco”. E chi è suo padre? Robert Avery interpretato da… Eric Roberts! Era già venuto fuori un paio di anni fa, ma ora, con un monologo densissimo mentre prepara i panini da asporto si mangia tutto.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non seguo la serie da decenni, ma spero che nessuno legga il tuo commento quando ancora non è arrivato al punto che sveli 😀
      Non ho capito la parte in cui si fondono personaggio e attore, comunque buono a sapersi che il mitico Eric continua ad apparire ovunque.

      "Mi piace"

      • Zio Portillo ha detto:

        Non è un spoiler perché l’addio di Williams era stato stato ampiamente pubblicizzato per creare la fotta ai fans.
        Cortocircuito perché l’attore ha deciso di abbandonare per mettersi al servizio della collettività e hanno fatto fare la stessa cosa al suo personaggio nella serie. Quindi “attore” e “personaggio” si sono sovrapposti in modo perfetto decidendo di uscire di scena per il medesimo motivo.

        Piace a 1 persona

  2. Cassidy ha detto:

    “massima copertura” si trova su Prime? Grande notizia lo avevo apprezzato molto ai tempi poi puff! Sparito per sempre, gran notizia che mi hai dato! Butterò anche un occhio alla mini tratta da Clancy, giusto per le facce note 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

  3. Pietro Sabatelli ha detto:

    Negli anni ’90 effettivamente l’azione e il thriller andavano per la maggiore, questi passati in tv e quindi probabilmente visti 😉

    Piace a 1 persona

  4. Sam Simon ha detto:

    Pur conoscendo tutti gli attori e le attrici che hai menzionato non conosco per niente questi film. Forse ho visto Pierce sul treno mille anni fa, ma non ci giurerei…

    Piace a 1 persona

  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Una multi-recensione non è mai un ripiego! Se poi è sugli anni Novanta diventa addirittura un invito a nozze! Diversi li ho visti, o ai tempi o recuperandoli, conservo qualche dubbio stile Death Train ma in caso negativo vedrò di procurarmelo perché ciò che appartiene a quel decennio deve entrare nel mio sacrario Z! 🙂

    Piace a 1 persona

  6. Giuseppe ha detto:

    Così, a occhio, sono sicuro di non aver mai visto “Tom Clancy’s OP Center” e, molto probabilmente, nemmeno “Death Train” (all’epoca non me ne perdevo uno di film con sir Patrick alle prese con ruoli extra-Picard, ma questo al momento non mi dice proprio nulla).Gli altri, invece, son tutti presenti all’appello compreso “The Confession”, che però non rivedo letteralmente da una vita…
    P.S. Però, non ricordavo che fossi così grande fan di Terence Stamp 😛

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.