Sharon Stone racconta 8. Amarsi sotto la pioggia

Continua la navigazione a vista, dato che non solo Sharon Stone rimane muta sui suoi lavori dell 1987, ma anche i suoi biografi non ufficiali stendono un velo pietoso, anche perché si tratta di generi considerati ben poco interessanti per il pubblico generico dell’epoca e si tratta di film massacrati dai giornaloni importanti, quando ne hanno parlato. Lo so, ormai non ha più senso il nome della rubrica, visto che Sharon non sta raccontando nulla, ma ormai il titolo l’avevo creato così.

Malgrado la pioggia e gli ostacoli sulla sua carriera, la nostra Sharon prosegue dritta per la sua strada, proteggendosi come può.

Né pioggia né ostacoli fermano il cammino di un’attrice

Di attori che hanno compiuto passi falsi e preso decisioni sbagliate ne è piena Hollywood, piangersi addosso è inutile: sarebbero… lacrime nella pioggia.

E il «tears in rain» di Blade Runner (1982) muto!

L’unica è andare a fronte alta per la propria strada, ed essere protagonista di un film televisivo di genere romantico non è poco: il romance è il re assoluto dell’intrattenimento, in ogni epoca e in ogni medium.

Niente dura per sempre, neanche la pioggia di novembre (cit.)

Piccole case britanniche hanno bisogno di un’americana verace e affascinante per il film televisivo Tears in the Rain, andato in onda il 9 settembre 1988: Sharon Stone è perfetta, perché posa da modella ma non se la tira, e il suo passato da campagnola la rende perfetta come allevatrice di cavalli del Kentucky in trasferta in Gran Bretagna.

Non ho trovato tracce che questo film sia mai stato distribuito in Italia prima del DVD AVO Film del 2006, con il titolo immotivato di Amarsi sotto la pioggia, comunque da anni gira per piccole emittenti locali: io l’ho beccato almeno tre vole, registrando di notte su piccoli canali. Le schermate di questa pagina sono tratte da un passaggio su ReteOro del 15 novembre 2020.

Nel 2020 ReteOro ha regalato oro con il suo palinsesto

In quegli anni Ottanta Spielberg, Lucas e gli altri pionieri della narrazione fantastica erano solo dei ragazzini che giocavano, in confronto al genere che da sempre intrattiene milioni di spettatori e non teme alcuna concorrenza: il romantichello scialbo e scontato. Avete presente All’inseguimento della pietra verde (1984)? Robert Zemeckis giocava con le vere dominatrici degli anni Ottanta: le scrittrici di romanzetti rosa che smuovevano realtà editoriali sforna-soldi che farebbero impallidire Star Wars.

La Silhouette Books (divisione “romantica” della storica Pocket Books, degli stessi proprietari della Paramount e infatti è la casa che dagli anni Settanta sforna romanzi di Star Trek come se piovesse) nell’agosto 1985 presenta Tears in the Rain di Pamela Wallace, romanzo rosa che non deve aver avuto il successo sperato, visto che non esistono ristampe. Però la scrittrice statunitense deve aver fatto breccia nei cuori londinesi perché il suo romanzo viene adattato da Freda Kelsall per questo film, diretto da Don Sharp, australiano ma molto attivo nel cinema britannico di genere.

Come dicevo, Casey Cantrell (Sharon Stone), è un’allevatrice di cavalli del Kentucky che si ritrova nella campagna inglese per una settimana di vacanza, che però non è una vacanza: è in missione per conto della madre morta. Prima di passare a miglior vita, mamma Cantrell ha dato una lettera alla figlia raccomandandola di consegnarla personalmente nelle mani di Lord Richard Bredon (Paul Daneman). Casey non sa altro di questa faccenda ma è più che intenzionata a rispettare le ultime volontà della madre.

All’inizio della vicenda vediamo la donna risoluta cercare di scavalcare la recinzione della villa dei Bredon e cadere… proprio su Michael Bredon (Christopher Cazenove), giovane rampollo della casata. Va be’, “giovane”… negli anni Ottanta i ventenni sembravano sessantenni! Comunque galeotta fu la caduta e in un lampo il giovane Bredon si innamora della ruspante americana bionda.

Casey ancora deve ritrovare l’equilibrio dopo la caduta, che si imbatte in Hamdan al Dubai (Leigh Lawson). Dal nuovo millennio i personaggi arabeggianti e mediorientali sono decisamente mal visti in narrativa, ma negli anni Ottanta lo “sceicco” o l’arabo ricco erano un potente afrodisiaco per qualsiasi scrittrice o lettrice: saranno migliaia i romanzetti rosa con la protagonista occidentale che viene sedotta dall’arabo super-mega-miliardario. E la annosa barriera culturale? Coi soldi si supera tutto.

Chi scegliere, tra il lord inglese e lo sceicco arabo?

Insomma, il film è cominciato da cinque minuti, Casey è sbarcata da mezz’ora in Gran Bretagna… e abbiamo già la solita storia americana di una donna contesa da due uomini, uno biondo e l’altro moro. Ammazza che fantasia!

L’incontro con Lord Richard Bredon non va come sperato, l’uomo rimane vistosamente turbato nello scoprire che mamma Cantrell è morta ma finge di non conoscerla, e soprattutto rifiuta con decisione la lettera di Casey. Non vuole sapere niente della storia.
Tre quarti di film andranno avanti con la protagonista che cerca di mettere ’sta lettera in mano al vecchio lord, mentre questi ritorna con la memoria ai tempi della Seconda guerra mondiale, quando era già fidanzato ma si era invaghito di una bella cantante di nome Cantrell, che ricambiava il suo amore. E qui spero che abbiate già capito tutto…

Mentre il giovane Michael Bredon è cotto di Casey e vuole sposarla, non prima di aver ottenuto quella che all’epoca si chiamava “prova d’amore”, intanto dai ricordi di Richard Bredon capiamo che all’epoca il lord se l’è spassata con la mamma di Casey… e quindi mi pare ovvio quale sarà il colpo di scena che invece arriverà a fine film, in un’aria da sceneggiata napoletana.
Ma tranquilli, si tratta pur sempre di una storiellina rosa, l’incesto sarà evitato con una trovata talmente ridicola da rendere questo film una pura commedia.

La vicenda è imbarazzante per la sua pochezza e superficialità, ma rispetta in pieno il genere a cui appartiene, che fa di quei due elementi un punto di forza. E ovviamente Casey mica si ritrova contesa da due morti di fame, da due onesti lavoratori squattrinati, no, da un ricco lord inglese e uno “sceicco” arabo, mica pizza e fichi! Anche perché se no come potevamo avere una settimana di bagordi, tra feste principesche e vestiti eleganti?
Poi è mantenuta un’altra delle colonne portati del romance: il comportamento maschile. Sarà per la legge del contrappasso, ma nelle storielle rosa gli uomini sono isterici e dall’umore mutevole, con scenate da dive e veloci ripensamenti, mentre le protagoniste rimangono sempre posate. E poi sono uomini che si vantano di aver avuto avventure a secchiate, perché così alla protagonista farà più piacere che fra mille avventure prive di spessore sarà con lei che invece il merlo maschio metterà su casa.

Insomma, un romantichello dozzinale che comunque va lodato per aver tentato la strada dell’incesto, che temo oggi non si possa trovare nei romantichelli di TV8. Sharon Stone adempie alla perfezione al suo ruolo, certo in attesa di prodotti migliori.

L.

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18 risposte a Sharon Stone racconta 8. Amarsi sotto la pioggia

  1. Cassidy ha detto:

    Il romanzo rosa in tutte le sue forme è sempre esistito e mai morirà, l’unica forma di narrativa davvero eterna perché troverà sempre nuovo pubblico. Sharon Stone perfetta per il ruolo, anche se l’incesto evitato sembra davvero l’unico guizzo della trama. Grazie per la ricerca, non avevo mai sentito parlare di questo film, tanto meno pensavo di trovarci dentro Sharon nostra 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ strano che dopo il successo di “Basic Instinct”, quando le case italiane hanno tirato fuori pure i filmini della Comunione di Sharon, questo film sia rimasto ignoto. Per fortuna (o purtroppo, a seconda dei punti di vista) ci ha pensato la AVO film negli ultimi anni della sua esistenza.

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  2. wwayne ha detto:

    Curioso il fatto che il film abbia avuto più successo del libro: infatti il film continua a venire trasmesso in televisione, il libro invece non è più stato ristampato.
    Riguardo agli uomini che si vantano di aver avuto avventure a secchiate, nella vita reale dire una cosa del genere azzera all’istante qualsiasi possibilità di conquista, perché nessuna donna vuole essere la preda numero 502 di uno sciupafemmine.
    Riguardo alla locandina in cima al post, la tagline “Talvolta è meglio non indagare nel passato” è perfettamente in linea con questa serie di post in cui tiri fuori uno a uno tutti gli scheletri nell’armadio cinematografico di Sharon. 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Film e libri hanno vite diverse, e “più successo” non è l’espressione giusta per questo film, arrivato in Italia con decenni di ritardo e distribuito da una casa che ha chiuso i battenti subito dopo: trasmetterlo oggi significa poterlo fare praticamente a gratis (tipo Seagal, trasmesso OGNI GIORNO perché costa due spicci). Se il film avesse successo, come i film di successo delle grandi case, non si vedrebbe MAI in TV, perché costerebbe troppo.
      Dal punto di vista maschile sarei d’accordo con te, ma a quanto pare l’essere uno sciupafemmine non è così repellente per il gentil sesso, perché le storie rosa sono piene di sciupafemmine però, attenzione, l’importante è che trovino nella protagonista la loro anima gemella: dopo tante donne senza importanza, finalmente la donna perfetta con cui passare il resto della vita. E’ importante quest’ultima parte!

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      • wwayne ha detto:

        Hai ragione, ad alcune donne stuzzica l’idea di far mettere la testa a posto ad un dongiovanni incallito. Non capiscono che in capo a un mese si ritroveranno ad avere più corna di un cervo. Grazie per la risposta! 🙂

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Direi che non rientra a pieno nei miei gusti…ma a Sharon perdono questo e altro! 🙂
    Grazie per aver citato Star Wars, al fine di alleggerire la pillola rosa! 🙂

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  4. Zio Portillo ha detto:

    E qua mi sa che calo il jolly dal mazzo! Anni fa, quando abitavo coi miei, mia madre (e pure mio padre…) si erano incistati con “Hallmark Channel”, che trasmetteva filmetti romantico/drammatici 24 ore su 24, e con un altro canale (che non mi ricordo…) sempre sulla vecchia Tele+ via satellite. Tra le varie disgrazie (perché erano immancabili svolte narrative: la disgrazia. Che poteva essere la morte, una guerra, una malattia,…) mia madre un giorno mi fa “Ma non è Sharon Stone quella?”. E il film era questo. Non me lo ricordavo minimamente ma ora che l’hai recensito, mi è tornato a mente. Quindi si, l’ho visto! Diciamo intravisto và… Sicuramente stavo facendo altro! Però ricordo l’escamotage per uscire puliti dalla storia dell’incesto perché lo reputai ‘na c@zzata già all’epoca!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ricordo il canale Hallmark, nei primi Duemila ho fatto in tempo a vederlo sbucare nel pacchetto Tele+, ma l’unico film che ci ho visto è stato “Delitto e castigo” col giovane Patrick Dempsey 😛

      Questa tua testimonianza potrebbe essere l’unica prova che “Amore sotto la pioggia” sia uscito in italiano prima del DVD AVO Film del 2006, oppure potresti averlo visto dopo il 2006?
      La qualità del film credo sia terribile anche per gli anni Ottanta: povera Sharon 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Fammi fare due conti… Allora, Tele+ ce l’ho dalla fine degli anni ’90 (’97 o ’98 direi) e la prima volta che mi trasferii fuori casa fu ad inizio 2007. Quindi sicuramente lo vidi dal ’98 al 2007. Probabilmente lavoravo già, ma non dove sono ora, quindi stringiamo ulteriormente il campo agli anni 2002-2005. Il quadriennio di riferimento è questo, probabilmente 2004 o 2005. Se ripenso alle mie abitudini e ai miei orari, potrei averlo incrociato in quel biennio. E se dovessi scommetterci un Euro sopra, direi 2004.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Grazie per la finestra temporale! ^_^

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  5. Giuseppe ha detto:

    Anni fa passava pure su 7 Gold anche se, in effetti, io me lo ricordo più per la presenza di Cazenove e Lawson che non di Sharon… Certamente non qualcosa di memorabile, no, tanto da non rimanere per niente sorpreso del suo (e dei suoi biografi) totale silenzio a riguardo.

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  6. Sam Simon ha detto:

    Quanti bei film che ti stai godendo seguendo la carriera della bella Sharon! X–D

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  7. Pingback: Sharon Stone racconta 11. Sharon and Scissors | Il Zinefilo

  8. Kukuviza ha detto:

    Anche questo, mai sentito. ammazza che carriera alternativa che ha avuto la sharon!

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