Sharon Stone racconta 9. Tramonto di un’ossessione

Una volta uscito in Italia Basic Instinct (1992) cominciarono ad uscire fuori tutti quei film della carriera di Sharon Stone che i distributori italiani avevano bellamente ignorato per dieci anni, ma anche quelli che invece erano arrivati nel nostro Paese e lo stesso sono stati una sorpresa: all’improvviso quel 1992 mi sono reso conto che conoscevo quell’attrice da anni senza saperlo. Davvero era la moglie di Nico? Davvero stava in Action Jackson? Era lei la bionda starnazzante di Allan Quatermain? Pensavo che la raffica di “scoperte” fosse finita, invece per questo ciclo zinefilo vado a spulciare la filmografia dell’attrice… e strabuzzo gli occhi: ma davvero c’era lei in Tramonto di un eroe?


Tramonto di un eroe

Onestamente non saprei definire Beyond the Stars, scritto e diretto da David Saperstein: a tratti sembra una storia di formazione giovanile, poi però sembra un volantino pubblicitario della Nasa, poi un dramma sulla malattia, poi all’improvviso, quando meno te l’aspetti, paf, ti arriva uno schiaffo e ti ritrovi un film di fantascienza aliena! Il mio timore è che l’autore stesso avesse le idee parecchio confuse.

Esce in patria il 31 marzo 1989, poi Penta Film e Vivivideo lo portano in VHS italiana solo nel febbraio 1993, con il titolo Tramonto di un eroe.
Quando Italia1 lo presenta nella prima serata di lunedì 19 luglio 1993 ormai Basic Instinct è già un successo quindi sulle guide TV è scritto “Con Sharon Stone e Martin Sheen”, come se l’attrice fosse protagonista.

Quando Christian Slater era Christian Slater

Il giovane ribelle Eric (Christian Slater) ha il pallino dell’astronautica, e avere un padre tecnico della Nasa aiuta parecchio. Il problema è che la famiglia di Eric è quella “tradizionale americana”: padre e madre separati, con relativi nuovi compagni, due case in cui stare ma nessuna in cui sentirsi a casa, ed entrambe i genitori che non parlano con il figlio, troppo impegnati con i casini delle loro vite. Ah, la famiglia tradizionale…
Eric dunque ha un rapporto problematico con tutti, e si sente a proprio agio solo quando fa volare missili che ha costruito, anche se ogni tanto rompono la finestra del preside. Sospeso per trenta giorni, la madre lo punisce mandandolo dal padre, uomo amabile che parla solo per strilli e insulti. Ah, la famiglia tradizionale…

Aspetta… ma non ti ho vista in un filmetto romantico a Londra?

Per fortuna di Eric, il padre vive nella stessa cittadina portuale dove si è ritirato il colonnello Paul Andrews (Martin Sheen), uno degli ultimi astronauti del programma Apollo che però ha lasciato la Nasa sbattendo la porta. Ma prima di sbatterla, ha insultato tutti. Forse perché quando ha raccontato che ha messo a rischio una missione lunare perché sulla superficie del satellite ha trovato una pietra che brillava tutti l’hanno preso a pernacchie.
Paul è scorbutico e solitario, non ama parlare della Luna mentre Eric è solo di quello che vuole parlare. Dopo i classici screzi tipici del genere, i due diventeranno amici e si parlerà di donne, della vita, dell’universo e di tutto quanto.

Cos’è che sta facendo Sharon?

Se con il padre non c’è la minima speranza di comunicazione, anche la più semplice, diversa è la situazione di Eric con la matrigna Laurie (Sharon Stone), che non ho ben capito cosa faccia di mestiere – la si vede disegnare, ma non ho capito bene cosa – nuova compagna del padre e sicuramente più socievole e simpatica. È lei che farà ambientare Eric e farà di tutto per farlo riavvicinare al genitore.
Malgrado appaia spesso in video, purtroppo questo è un altro ruolo minore della nostra eroina, che comunque si porta a casa con grande maestria.

Sharon brilla anche dai suoi ruoli minori

Grazie al vecchio astronauta, che in soli trenta giorni gli fa da padre molto più del vero padre in tutta la sua vita, Eric trova un equilibrio, trova l’ammmòre e fa tanta plin plin, che depura l’organismo. E dove c’è amore c’è malattia, così avremo pure il finale mariomerolesco, ma occhio: dopo il romanzo di formazione, la storia romantica e quella drammatica… zac, il vecchio astronauta aveva in giardino la roccia che ha riportato dalla Luna, che se la tocchi si illumina e lancia luci nel cielo. Non siamo soli nell’universo, ci sono entità aliene chiamate “sceneggiatori” che un giorno magari arriveranno e scriveranno robe più equilibrate.

Quando ho visto il film la prima volta – credo in quella metà anni Novanta in cui passava su Mediaset – ricordo che mi è piaciuto e infatti lo ricordavo ancora: rivisto oggi, però, mi sembra che la somma delle parti non sia ben cucita, come se il regista-sceneggiatore avesse più copioni da mettere insieme e abbia fatto un minestrone. Comunque rimane una visione piacevole, con bravi attori in grande spolvero.


Ossessione d’amore

Dopo il citato Basic Instinct ricordo che l’edicola del quartiere – nell’epoca dell’esplosione delle videocassette allegate a pubblicazioni cartacee – ogni giorno sfornava cartelloni con locandine in cui attori famosi promettevano film falsi. Va ricordato che prima del film di Paul Verhoeven era esploso Kevin Costner con Balla coi lupi (1990), quindi le edicole della metà degli anni Novanta sciabordavano di truffe su questi due attori: un giorno usciva un film con Sharon Stone in copertina, un altro con Kevin Costner, e in nessun caso l’attore nel film era protagonista, al massimo – nel migliore dei casi – faceva una particina di contorno.

Ricordo benissimo la locandina italiana finta di Ossessione d’amore, con la Stone ritratta da panterona mangia-uomini così da poter spacciare il film come dello stesso genere di Basic Instinct: paradossalmente, nella truffa gli italiani ci hanno azzeccato, visto che il ruolo dell’attrice è davvero simile! Peccato però che quel titolo fasullo nasconda il fatto che questo film, Sangre y arena, è tratto dallo stesso romanzo del 1909 di Vicente Blasco Ibáñez da cui è tratto il celebre Sangue e arena (1941) con Tyrone Power e Rita Hayworth.

Uscito in patria spagnola nel settembre 1989, arriva addirittura nelle sale italiane nel novembre 1992, a rimorchio dell’istinto di base di Verhoeven. La CDI lo porta in VHS italiana mentre Rete4 lo trasmette in prima visione mercoledì 2 agosto 1995.
La MHE lo porta in DVD dal 2006, ristampato da CDI nel 2010.

Juan è un tipo gagliardo, infatti si chiama Juan Gallardo (Christopher Rydell). Appare dal nulla e lo vediamo entrare di nascosto in un allevamento di tori e, nottetempo, mettersi a fare il toreador nudo. Non ci viene spiegato questo assurdo comportamento, ma la padrona dell’allevamento – Donna Sol (Sharon Stone) – è come le donne di Maurizio Milani: quando non capiscono, si innamorano. Fra i due si instaura uno strano rapporto che riapparirà solo più avanti nella vicenda.

Ah, questi matador nudi che ti arrivano di notte…

Juan vuole fare il “toratore”, e tora che ti ritora, diventa in cinque secondi il più grande toreador di Spagna, con la gente sugli spalti che grida «Tora! Tora! Tora!» e tutti che lo amano. Armato di spavalderia e maleducazione, Juan il Gagliardo affronta anche quei tori più cattivi, quelli che tutti dicono «ammazza che toro!» e lui infatti ammazza il toro. Questo profluvio di violenza e sangue eccita Donna Sol, che invita Juan nella propria corrida speciale, quella che si fa in due tra le coperte.

Torero, torero, olè (cit.)

Il Gagliardo e la donna che collezionava matador passano la vita insieme in torbida passione appassionati, poi Juan si ricorda che è sposato a Carmen (Ana Torrent), una donnina di paese scialba e piagnucolosa: fregandosene delle convenzioni, molla la paesana per la monta-tori. In realtà però non la molla, si limita a non vivere con lei, anche se in realtà non si sa cosa faccia Juan: gli sceneggiatori danno per scontato che tutti conoscano la storia quindi non si degnano di spiegare una mazza di niente dell’intera vicenda.

Screzi fra innamorati fedifraghi

Quel volpe di Juan scopre un’antica verità: quando arrivi in cima, c’è già pronto uno che vuole spingerti giù e salire lui. Capisco che Eva contro Eva (1950) ancora non era uscito, ma era una nozione abbastanza facile da intuire, anche per chi “tora” di professione, invece il Gagliardo non lo sa e così si stupisce che c’è un toreador che sta facendo rapidamente carriera proprio come ha fatto lui. Ed essendo impegnato in faccende amorose, Juan non ha più la testa per essere il miglior “toratore” di Spagna.
Tra la noia e lo sbadiglio prosegue un film assurdo fino alla spernacchiante conclusione, roba banale e scontata tanto che sembra una parodia del genere. Non ho visto il film del 1941, ma spero che sia meno ridicolo di questo rifacimento moderno. Se volevo una parodia della storia, mi riguardavo per la milionesima volta Fifa e arena (1948) con Totò.

C’è chi mi pija pe’ spagnola…

Il ruolo della femme fatale viene bene a Sharon, che però è più impegnata a cambiare abito e acconciatura in ogni scena che a recitare, anche perché deve dire due stupidaggini in croce, non serviva alcun talento. Il suo ruolo è quello di dannare l’anima di Juan, dando per scontato che quel tubero umano abbia un’anima, e raccontare agli spettatori una realtà che nessuno conosceva: tira più uno sguardo di Sharon Stone che una corrida di tori. Meno male che questo film ci ha informato, altrimenti non l’avremmo mai saputo.

Ma che gli fa Sharon ai toreri, con quegli occhi?

La Stone lavora più che mai, appare anche nella miniserie “Ricordi di guerra” (1988-1989), seguito della fortunata “Venti di guerra”, ma continua ad essere anonima. Il nostro pianeta non sembra volerle offrire l’occasione che merita, forse… è il momento di andare su Marte!

L.

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23 risposte a Sharon Stone racconta 9. Tramonto di un’ossessione

  1. Cassidy ha detto:

    Su tora! Tora! Tora! Sono morto dal ridere 😉 ho visto quella roba torera con la Wing-woman in seconda serata, ipotizzati dalla bruttezza del film e dalla scemeria di fondo, uno spasso visto così, ma preso seriamente non so proprio. Ricordo anche il primo film, nel senso che lo ricordo assurdo nel suo cambiare continuamente genere, Sharon aveva bisogno di brillare su un altro pianeta, sul nostro non era ancora stata capita per bene 😉 Cheers

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  2. Lorenzo ha detto:

    Nella foto sopra sta disegnando bozzetti di abiti, quindi dovrebbe essere una stilista di moda…

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  3. Madame Verdurin ha detto:

    Eh, sono una piaga questi aspiranti matador che ti entrano nudi nell’allevamento di notte XD Forse è la versione ispanica del “Naked Man” di How I Met Your Mother?

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Molto interessante quest’opera di “recupero” della Stone post Basic Instinct! D’altronde come hai giustamente scritto tira più un suo sguardo…
    A proposito di recuperi, ieri, dopo un bel po’ che me l’ero ripromesso, ho visto Game of Death…e mi è piaciuto! Una visione fresca, rapida, sbarazzina, con alcune idee non male, direi che più da serata estiva di così non si può! Certo, in alcuni tratti risulta acerbo e poteva essere sviluppato meglio ma il positivo direi che prevale 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per fortuna questi film che Sharon ha dimenticato possono contare sui suoi occhi, e spesso non hanno altro :-p
      “Game of Death” è appunto una visione sbarazzina da serata estiva, e fa il suo dovere: cosa chiedere di più?

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Il primo con Sheen e Slater probabilmente lo vidi sulla mitica Italia 1 (magari di pomeriggio?) perché il tuo post mi ha ricordato qualcosa. Ma mentirei se ti dicessi “Ah, si! Lo conosco a memoria!”. Sto giro è semi-tabula rasa.
    Il secondo, quello del torero gagliardo/Gallardo (che poi si chiama come la Lamborghini Gallardo, che da sempre dà alle sue auto i nomi delle razze di tori o di tori famosi… Che fantasia lo sceneggiatore!) lo registrai una notte da Rete 4 (probabilmente) sperando di rivedere la “gallarda” della Stone (come fu per “Basic Instinct”). All’epoca ci si accontentava di poco… Pure questo FFW e RWD per quelle due-scene-due pruriginose. Ma il film normalmente credo di non averlo mai visto.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono troppo vecchio per capire le sigle di voi giovani: che roba sono FFW e RWD???? 😀
      Purtroppo la Stone regala poco da quel punto di vista, forse ci ha messo di più a fare carriera proprio perché al contrario delle altre debuttanti mostrava davvero pochissimo del suo corpo,, chissà.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Avanti veloce (FWD) e riavvolgi (RWD). La pressione ripetuta e ossessiva, unita all’avanzamento passo-passo col tasto pausa è stata la morte di milione di videoregistratori quando uscì in VHS “Basic Instinct”. Per non parlare dei nastri mangiati e accartocciati…

        A proposito di “vecchi”, ho fatto la seconda dose di Pfizer l’altro ieri. Pareva bene e ti ho pensato, poi di notte sono stato malissimo: febbre alta, brividi, deliri, testa che girava a 360° e vomito verde. Ero Regan de “L’esorcista”. Mia moglie mi ha benedetto con la tachipirina (stile Padre Merrin) ma sono stato comunque malissimo. Poi ieri pomeriggio dopo due ore di sonno “ho visto la luce” e sono tornato normale. Oggi sono di nuovo al 100%. Attendo di sapere come va la tua.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ma tu eri AstraZeneca alla prima dose? A me tocca a fine agosto e spero che per quella data ci abbiano capito qualcosa e sappiamo dirmi che seconda dose devo fare.

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      • Zio Portillo ha detto:

        No, doppio Pfizer. La prima acqua fresca. Per dire, io che sono agofobico non ho manco sentito la bucata. Ma l’altro giorno… Un’ora di ritardo in fila sotto il sole, male alla bucata, male all’iniezione, male la notte, male tutta la mattina di ieri,… E che cavolo!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E’ stato il debito karmico acquisito con la prima dose: spero che nel mio caso, essendo andata male la prima magari mi risparmierò i casini con la seconda 😛

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  6. Sam Simon ha detto:

    Olé! Arriva Verhoeven!

    Comunque hai scelto delle immagini spettacolari, o forse la Stone era davvero di un altro pianeta in quegli anni… Sempre bellissima! O.o

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  7. Giuseppe ha detto:

    La boiata toreadoregna non la ricordo proprio e credo che mi farò bastare il tuo spassoso riassunto a riguardo 😀 , mentre invece con “Tramonto di un eroe” va un po’ meglio, anche se è passato parecchio tempo dall’ultima visione: tutto sommato piacevole, pur essendo un insieme di generi che non riesce mai a prendere una direzione propria, compresa ovviamente quella (blanda e tardiva) fantascientifica…
    P.S. Ne “Il segreto di Shorty” Jeff Hawke trovava qualcosa sulla luna (un cristallo le cui conseguenze del tocco erano assai pericolose), ma dubito che gli sceneggiatori del film fossero anche solo a vaga conoscenza di quella striscia di Sydney Jordan… un’avventura dove, tra l’altro, Sharon avrebbe potuto avere più di un ruolo a disposizione, nell’improbabile caso di un adattamento cinematografico 😉

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  8. Pingback: Sharon Stone racconta 11. Sharon and Scissors | Il Zinefilo

  9. Kukuviza ha detto:

    Sempre più basita dalla carriera della Sharon! Adesso il toratore nudo! :DDD sono schiantata dal ridere leggendo la tua trama.
    Ma io mi chiedo: perché nemmeno un film normale, tra tutti questi, possibile che non faceva audizioni per film meno assurdi? non aveva un agente che le riuscisse a proporre qualcosa di qualitativamente superiore (che non ci vuole poco)?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Pare che Sharon arrivasse seconda a tutti i provini – plausibilmente i provini per i film normali – e quindi per deduzione arrivava prima nei provini per le stupidate inguardabili 😀
      Certo, se ai provini normali si presentava vestita da zingara com’era suo solito temo che i produttori in cerca di femme fatale non l’abbiano mai presa in considerazione: appena ha cambiato vestiario zàc, diva di Hollywood!!! 😛

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