Commando Invasion (1986) guest post

Torna Lorenzo, il ninja del Zinefilo, con un nuovo sguardo personale su un filmaccio d’azione dei “tempi d’oro”: quelli degli Eroi di Odeon TV.

Lascio la parola a Lorenzo.


«Hai visto il film su Odeon ieri sera?»

Questa era la prima cosa che ci chiedevamo io e il mio compagno di classe Andrea, gli unici due appassionati di filmacci dell’intera scuola. E poi via coi commenti, si perculavano le scene più ridicole, si snocciolavano nomi di attori misconosciuti, si faceva il conto dei morti sparati.

Era la fine degli anni Ottanta, e frequentavamo l’ultimo anno delle scuole medie. L’impatto del ciclo “Gli ultimi guerrieri” fu dirompente, tanto da spingerci a numerosi pellegrinaggi nella videoteca del paese per cercare titoli simili, ma non ancora trasmessi in televisione. Il più delle volte non noleggiavamo nemmeno le VHS, anche perché non avevamo il videoregistratore e dovevamo trovare qualcuno da cui andarle a vedere. Ma era sufficiente sapere che i film erano lì, esistevano, e meticolosamente ne annotavo titolo, cast e sottogenere nel mio archivio (cioè il diario di scuola).

Abitavamo vicini, e molte volte di pomeriggio ci incontravamo casualmente. Si finiva spesso a parlare dei film di Odeon. Come quella volta, era l’estate del 1988, la scuola era finita da poco, e le vacanze erano appena iniziate.

Per la comparsa al centro avevano finito i cappelli a punta vietnamiti…

La sera prima avevano trasmesso Commando Invasion, ennesima produzione della famigerata Silver Star Film Company. “Gli ultimi guerrieri” avevano sparato le migliori cartucce ad inizio ciclo, cominciando col botto coi film di Chuck Norris e altri “successi” della Cannon, ma poi era iniziato un lento declino con i film filippini. Tuttavia, l’appuntamento era fisso ogni sabato sera, e anche quella volta non marcammo visita.


[Privo di visto italiano, quindi inedito in sala, “Commando Invasion” di Jun Gallardo viene portato in videoteca (forse nel 1988) dalla consueta Azzurra Home Video, specializzata nell’azione di serie Z.
Ho trovato solo tre passaggi sicuri su Odeon TV (sabato 2 luglio 1988; mercoledì 11 ottobre 1989 e 24 luglio 1990) poi dal 1992 il film è passato a canali locali ancora più minuscoli, venendo replicato fino almeno al 1994. Nota etrusca.]


Commando Invasion è una sparatoria lunga novanta minuti, ma, nonostante ciò, sono novanta minuti di noia perché tutto si riduce a gente che si minaccia senza convinzione, si insegue in mezzo a campi spelacchiati, si spara e poi si riparte da capo.

Frank Terryl, comandante statunitense durante la guerra del Vietnam, viene accusato ingiustamente di aver ucciso alcuni suoi uomini e rubato dei diamanti, e quindi finisce davanti alla corte marziale.

Durante il processo riesce a convincere il Generale Mac Moreland (comparsata del mitico Gordon Mitchell) della propria innocenza, ma per scagionarsi deve tornare nel territorio nemico e cercare di catturare il colpevole, cioè il Generale Diap dell’esercito del Vietnam.

La cosa che ci aveva fatto più ridere (e l’unica che ricordavo prima di riguardare il film) è che, nella parte finale, l’azione si sposta in riva al mare e arrivano in soccorso degli americani alcune navi da guerra. Date le ristrettezza economiche, la produzione pensò bene di utilizzare immagini di repertorio di veri incrociatori che sparano cannonate, alternandole a misere esplosioni sulla spiaggia. Naturalmente le immagini delle navi, rubate da chissà dove, si vedono ancora peggio delle scene girate apposta per il film e il risultato è un maldestro copia e incolla.

Nel cast non mancano i volti noti della Silver Star: il protagonista è Paul Vance (che fa addirittura rimpiangere in quanto a carisma Romano Kristoff), tra i traditori americani c’è il solito Jim Gaines, mentre il Generale Diap non è altri che Ken Watanabe (quello giusto, attenzione alle omonimie).

Una delle mille apparizioni di Gordon Mitchell

Proprio la presenza di Ken Watanabe, che di solito interpretava la parte del maestro di arti marziali, fu la molla che fece scattare, in quel lontano pomeriggio, un assurdo brainstorming tra me ed Andrea: ci inventammo una storia senza senso, aggiungendo per associazione tutti gli eroi di Odeon.

«C’è Sho Kosugi che uccide Ken Watanabe con un colpo segreto ninja…»

«Sì, ma poi arriva Reb Brown che lo fa fuori con il bazooka mentre urla “Yakooooodaaaaa!”…»

«Eh no, solo un ninja può uccidere un ninja…» 1

In quel momento capitò nei paraggi il Ceccarelli, il somaro della classe, che amava bighellonare senza meta nel circondario. Appena ci vide ci venne incontro, pronto all’ennesimo pomeriggio a sparar cazzate con gli amici. Ma nemmeno un chiacchierone del suo calibro riuscì ad inserirsi in un discorso che, alle sue orecchie, doveva essere incomprensibile. Piegati dalle risate stavamo dibattendo se fosse più forte Thunder o James Braddock, finché il poveretto, completamente tagliato fuori, con distacco disse «Ciao eh…» e se ne andò.

Quando vai in Vietnam… portati la coppola!

Sono passati molti anni, e, finite le scuole medie, io ed Andrea ci siamo inevitabilmente persi di vista. Ma, giusto qualche giorno fa, ero al supermercato quando ho visto passare il Ceccarelli. Leggermente ingrassato, invecchiato, accompagnato da quella che penso fosse sua moglie, non l’ho riconosciuto subito. Ci siamo salutati, due convenevoli. Le uniche cose di cui puoi parlare in queste occasioni sono i vecchi compagni di classe: ma quello che fine ha fatto, quell’altro lo senti ancora…

«Andrea l’hai più visto?», gli ho chiesto.

«Sì, ci vediamo ancora. Recentemente ha perso il lavoro, si è sposato ma si sta separando, poveraccio, è davvero a terra, non ricordo più l’ultima volta che l’ho visto felice…».

Invece io mi ricordo: era l’estate del 1988, la scuola era finita da poco, le vacanze erano appena iniziate, e stavamo parlando di Commando Invasion.

Lorenzo


P.S.
Ringrazio Lorenzo della disponibilità e rimaniamo in attesa di sempre nuove recensioni.


Note

1. «Only a ninja can stop a ninja», la mitica “regola” pronunciata da Shô Kosugi nel film Ninja: la furia umana (1983), poi ripetuta all’inizio di Trancers: Ninja III (1984) ma in questo secondo caso è in realtà inserita solo nel doppiaggio italiano. ^

L.

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8 risposte a Commando Invasion (1986) guest post

  1. Cassidy ha detto:

    Questo non è un post su un film mediocre, questo post è lo “Stand by me – ricordo di un’estate” del cinema di serie Z, che ne sanno i Ceccarelli del mondo, che ne sanno? 😉 Cheers

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Apprezzo molto la parte umana e personale del racconto di Lorenzo. Non dico nulla sul film che mi ha evocato qualche ricordo quindi credo di averlo visto pure io all’epoca, ma, ahimè, gli antivirus del mio cervello hanno fatto scattare l’allarme e mi hanno annebbiato i ricordi per proteggermi.

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Mi è piaciuto tantissimo questo post di Lorenzo, come al solito d’altronde; evidenzio però che, oltre alla libidine derivante da Odeon, il film Z, il copia/incolla delle navi, mi hanno catturato soprattutto gli aneddoti, il lato personale del pezzo. Ennesima dimostrazione di come la Z non sia solo una lettera che incasella immagini che scorrono su uno schermo ma rappresenti, almeno per noi, molto di più!!! 🙂

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  4. Lorenzo ha detto:

    Beh, qui siamo davvero oltre alla Z profonda. Gordon Mitchell mitico nel vero senso della parola, anzi, mitologico, visti i trascorsi nei (pochi) panni di Maciste, Ercole… 😛

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  5. Giuseppe ha detto:

    La vita e l’arte (la Z a modo suo lo è, un’arte) che si intrecciano… si inizia con un filmaccio fetente di serie Z per finire con un ricordo di serie A! Cosa mai si potrebbe volere di più? 😉

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