Bloodfist 9 (2005) Bloodfist 2050

La Concorde-New Horizons sta sparando le sue ultime cartucce, in attesa di cambiare nome per l’ennesima volta, e dopo “capolavori” come Dinocroc (2004) ma prima di perle marroni come Supergator (2007) e Dinocroc vs Supergator (2010), è il momento di chiudere un discorso iniziato tanto tempo prima: è il momento di Bloodfist 2050.

Esce in patria nell’agosto 2005 e non ho trovato tracce di distribuzione italiana.

Ormai non hanno più voglia di impegnarsi neanche nella grafica del titolo

La prima cosa che colpisce lo spettatore è che il film sembra così anni Novanta che è davvero difficile pensare sia davvero uscito nel 2005: la qualità della pellicola, le luci, gli attori, tutto lascia pensare che questo film in realtà sia stato girato molto prima della sua effettiva data di distribuzione.

La seconda cosa che colpisce lo spettatore è che dopo uno o due minuti iniziali in cui vediamo scene da futuro post-apocalittico, non spiegate in alcun modo, la questione scompare dalla storia: se siamo nel futuro, se siamo nel 2050, non lo sapremo mai. Semplicemente perché non ha alcuna importanza ai fini della storia: dopo aver quasi sicuramente rubato le prime scene a qualche altro film post-apocalittico, si va tutti in interno e non si esce più. In fondo è al chiuso che si svolge il campionato post-atomico di lotta.

Botte post-atomiche!

Perché fingere di ambientare in un fantomatico futuro post-apocalittico questa storia che non ha alcun legame con quel genere? La triste risposta arriva subito, durante la visione: questo film non è altro che il pietoso plagio, scena per scena, del piccolo capolavoro Dragon Fire (1993), sempre di casa Corman.

Visto che Dragon Fire (1993) si svolge nel futuro, addirittura su un altro pianeta, malgrado questo non abbia molta importanza nella vicenda, ecco che la sua fotocopia sbiadita Bloodfist 2050 cerca di mischiare le carte ambientando la vicenda nel futuro post-apocalittico, ma il resto è tutto drammaticamente identico: potreste sovrapporre i due film e non notare alcuna differenza. Compresi i lunghi spogliarelli che ammazzano il ritmo.

La faccia giusta per il futuro post-atomico

Protagonista di questa vicenda è Alex, interpretato dall’ottimo atleta Matt Mullins che anni dopo avrebbe interpretato niente meno che Johnny Cage in “Mortal Kombat Legacy” (2010). Attore ma soprattutto stuntman, Mullins non avrà la faccia da eroe d’azione ma di sicuro ne ha il fisico: atletico e scattante, a sorpresa alza così tanto la gradazione marziale che questo film vale più di tutti i precedenti Bloodfist messi assieme! Serve almeno un centinaio di “The Dragon” per fare un Mullins!

Finalmente arriva la marzialità in questa saga marziale

La trama parte dall’uccisione misteriosa di Johnny Danko, e uno che si chiama Johnny Danko non può certo aspettarsi di vivere a lungo! Suo fratello Alex (Mullins) arriva nella Los Angeles del 2050 (forse) a caccia dei colpevoli e scopre che l’assassino di suo fratello sicuramente si nasconde tra i partecipanti al duello di Non Si Sa Che.
Ricopiando fedelmente il citato film, a guidarlo e poi ad addestrarlo c’è il detective “Slick” Marino (Joe Sabatino), che preparerà Alex ad affrontare i vari campioni del torneo per capire chi fra loro ha ucciso Johnny Danko.

La faccia di chi indaga sull’assassino del fratello

Se nel 1993 Dragon Fire era perfettamente calato nella moda del momento e anzi oltre al genere marziale si rifaceva anche a quello fanta-marziale (il mitico Kung Fu-ture), mettendo in campo fenomenali atleti, ripetere identica l’operazione nel 2005 non ha assolutamente lo stesso effetto: non è antiquariato, è vecchiume. Sembra quasi che Corman si sia ritrovato nei magazzini un film scartato nel 1993 e abbia pensato di distribuirlo dieci anni dopo. Tanto che gli frega? Sforna mille film l’anno, non è certo noto per il suo gusto sopraffino.

Girato nelle solite Filippine, con i soliti attorini locali che fanno i teppisti – menati per ben tre volte dal protagonista – Bloodfist 2050 è la degna conclusione di questa non-saga, perché se da un lato è un film imbarazzante come ogni altro che l’ha preceduto, dall’altra l’alta qualità marziale fa dimenticare quelle tristi moscerie messe in atto da “The Dragon”.

C’è più marzialità in questa schermata che in otto film con Don Wilson!

Siamo giunti alla fine della non-saga di Bloodfist, nove film uno più brutto dell’altro in una gara a ribasso senza alcuna vergogna, ma almeno si è chiusa con un po’ di cara marzialità vecchia scuola. Giusto per non lasciare l’amaro in bocca.

L.

– La non-saga di Bloodfist:

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12 risposte a Bloodfist 9 (2005) Bloodfist 2050

  1. Cassidy ha detto:

    Sembra una trovata furbetta per cintinuar ad utilizzare il marchio Bloodfist e poco altro dopo aver scopiazzato tutti, Corman copia da Corman, siamo oltre, ma anche oltre il 2050 proprio! 😉 Cheers

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    La fine di questo ciclo clamorosamente Z mi porta un po’ di tristezza, pertanto ho ben due preghiere (con destinatari imprecisati): doppiate questo film e proseguite la saga in modo tale che Lucius possa ancora accompagnarci in questo viaggio pieno di nefandezze 🙂
    Oddio, non so se sei in linea con questi desideri ma suppongo che una vocina recondita ti suggerisca…di sì! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per fortuna i doppiatori italiani sono oberati di lavoro, con le centinaia di prime visioni romantichelle di TV8 ogni anno, quindi sto tranquillo: il cinema marziale non conoscerà mai l’attenzione dei distributori italiani! 😀

      Comunque solo Roger Corman poteva tirare fuori una saga di ben nove titoli uno più brutto dell’altro, senza niente in comune se non il titolo e soprattutto sconosciuta ai più: ci vuole genio ad essere così inconsistenti 😛

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Facciamo i conti della serva… Allora, dal 2005 al 2021 sono passati 16 anni. Se vediamo quello che è capitato a saghe più o meno famose, 16 anni sono un stacco troppo grande e Zio Roger a naso ha perso i diritti della saga. Qua Lucius facciamo il grano! Tutti alla pineta di Ostia, chiama un paio di amici tuoi ex marzialisti, due righe di trama e sotto a picchiarci ripresi con un telefonino. Lo chiamiamo “Bloodfist – The Ostia Rumble”. Lo facciamo post-moderno, come fossero le riprese streaming di un canale YouTube riprese con un telefonino e messe online. Un torneo illegale ripreso da un noto influencer romano “The Real Roman Etrusk” (con la K che fa gggiovane!) dove partecipano i peggiori (non specifichiamo peggiori in cosa…) lottatori d’Italia. Riprese Parkinson, montaggio fatto con l’accetta e lo vendiamo a qualche piattaforma streaming.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahaha tu ci scherzi, ma a farlo sul serio qualche contributo statale lo becchiamo, così come parteciperemmo ai migliori festival europei, che con queste cose ci vanno a nozze!
      “Due righe di trama”: così tanto??? Verrebbe fuori troppo d’autore, meglio che gli attori improvvisino 😀
      Dài, ci vediamo tutti alla Pineta e sforniamo il capolavoro!!!

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      • Zio Portillo ha detto:

        Oh, ci sarà qualcuno che ha un drone giocattolo? Dalla pineta di Ostia si vede il Cupolone? Già quello dovrebbe bastare per il contributo… Mal che vada ci appicchiamo sopra qualche filmato di repertorio e il gioco è fatto. Sento già il profumo dei soldi!

        E se poi inseriamo un filmato post-crediti con Boyka che vede il video su YouTube e fa la faccia brutta, il secondo capitolo si gira da solo!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahaha si ufficialmente il regista del progetto ^_^

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  4. Vasquez ha detto:

    Grazie a Zio (il dio della Z)! Questa saga sembrava non finire mai! Uno stillicidio.
    Ogni volta che annunciavi un nuovo capitolo veniva da chiedersi quale nuovo abisso si sarebbe potuto raggiungere. A quanto pare dopo aver fatto fare alla saga il giro su sé stessa non hanno avuto voglia di scavare.
    Ripeto: grazie a Zio! 😛

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