Sharon Stone racconta 11. Sharon and Scissors

Per qualunque attore Atto di forza (1990) sarebbe stato un trampolino di lancio, un successo internazionale multi-milionario da inserire nel proprio curriculum, invece la maledizione che attanaglia Sharon Stone le fa fare un passo avanti e due indietro: così nel 1991 si ritrova a saltare da una produzione all’altra, una peggiore dell’altra. Tanto lavoro per un risultato che non arriva. Infatti l’attrice ignora completamente questa parte della sua vita, e torniamo a non avere alcuna sua dichiarazione nell’autobiografia.

Decisamente ispirata l’espressione che Frank Sanello usa, nel suo saggio biografico Naked Instinct (1997), per descrivere il 1991 di Sharon Stone: Star Dreck, “una stella da schifo”. Sharon è una stella ma la sua carriera è un disastro. E sì che Sharon ha compiuto un passo importante nella carriera di un’attrice anni Ottanta: posare nuda!

“Playboy” luglio 1990

Sul numero di luglio 1990 della storica rivista “Playboy” (ecco il PDF) Sharon appare in pose sexy morigerate, soprattutto in pagine successive alla modella del mese, Jacqueline Sheen, che mette molta più carne al fuoco. Fotografata da Phillip Dixon, Sharon viene descritta come un’attrice in ascesa e vengono mostrate foto da Atto di forza, ma certo fra i progetti in corso appare «il remake di Sangue e arena» e Scissors, che temo il giornalista Marilyn Grabowski ignori essere due robbette così minuscole da far diventare rossi i marziani di Verhoeven.

«Gli uomini mascolini sono una razza in via d’estinzione, e li abbiamo fatti estinguere noi donne: invece di sviluppare l’uguaglianza femminile abbiamo cercato di essere come gli uomini, ed è stato un grave errore.»

Troppo intellettuale, qua il pubblico vuole roba di sesso!

«Ho sentito che il marito di Kathleen Turner una volta le ha detto: “Posso non essere il miglior amante del mondo, ma so cosa ti piace”: questo è essere il miglior amante del mondo!»

Giocando con l’intervistatore («È una conversazione molto sensuale, dopo ci fumiamo una sigaretta?») Sharon dà segno d’aver intuito che la sua carriera potrebbe finalmente avere un salto di qualità grazie all’esposizione mammaria, e in effetti all’epoca è un rito di passaggio quasi obbligato per le attrici. (Oggi possiamo giustamente considerarlo sbagliato, ma all’epoca era pratica molto comune.)
D’un tratto Sharon comincia a mostrare più pelle nei film: che abbia capito come il successo sia inversamente proporzionale al numero di vestiti indossati in scena? Il problema è che un nudo a caso in una scena “fredda” non è un salto di carriera: basti vedere il caso di Scissors.

Il film che dà un taglio alla carriera di Sharon!

Uscito in patria americana il 22 marzo 1991 e il 3 giugno successivo è sul tavolo della censura italiana: a sorpresa, infatti, questa inutile robbetta viene proiettata nei nostri cinema!

Il 9 novembre 1991 la locandina di Scissors appare insieme ai grandi film del momento: Scappo dalla città con Billy Cristal, Scelta d’amore con Julia Roberts, Riff Raff di Ken Loach, Una pallottola spuntata 2½ con Leslie Nielsen, Piedipiatti con Montesano e Pozzetto, Barton Fink dei fratelli Cohen, L’ultima tempesta di Peter Greenaway, Forza d’urto con Brian Bosworth, Urga di Nikita Mikhalkov e La leggenda del Re Pescatore di Terry Gilliam.
Tra cinema d’autore, commedie americane e film d’azione, il livello è così alto che la povera Sharon è invisibile ad occhio nudo. All’epoca ero parecchio malato di cinema, queste uscite le ricordo benissimo, sia per i trailer in TV che per le locandine che studiavo attentamente sui giornali, sia per le presentazioni sulle riviste di cinema (quando ancora esistevano): di questo Scissors proprio non avevo mai sentito parlare. Non stupisce sia rimasto giusto qualche giorno in sala.

Malgrado l’apparizione fugace, lo stesso viene recensito da “La Stampa”, sebbene non ci vada giù leggera, quel 10 novembre 1991:

«Il film è brutto: eppure la sua semplicità primaria, la sua confortevole banalità, esercitano un fascino curioso, colpevole».

La Super Video lo porta in VHS nel novembre 1992, e poi sarà ristampato dalla AVO Film, la casa che riporterà alla luce anche Amarsi sotto la pioggia di Sharon.
Il mitico contenitore “Nel segno del giallo” di Rai2 lo presenta in prima visione nella prima serata di sabato 21 novembre 1992.

Sharon Stone in prima serata su Rai2!

A & R Productions lo porta in DVD dal 2013.
Le immagini presenti in questa pagina sono tratte dal passaggio del 6 febbraio 2021 su Teleuniverso.

Sharon, sei contenta di essere tornata protagonista assoluta di un film?

Il settantenne Frank De Felitta chiude la sua carriera scrivendo e dirigendo questa operazione di onanismo pseudo-psicologico, che per sgravarsi la colpa ci viene detto ispirato da un fantomatico soggetto di Joyce Selznick, nipote del mitico David O. Selznick (il papà di Via col vento): per fortuna la scrittrice era morta da dieci anni, altrimenti temo avrebbe picchiato De Felitta con un giornale arrotolato.
Non esiste sceneggiatura in quanto l’intera storia è simbolica, metaforica, metafisica, semiotica, caotica e stocastica. Soprattutto stocastica. Qualcuno buono di cuore ha tirato in ballo Sartre come idea di fondo, che magari era davvero nelle intenzioni di De Felitta: il risultato però sembra più ciò che avrebbe scritto Sartre nel 1992. Quand’era morto da dodici anni.

Ma davvero esistono negozi interamente dedicati alle forbici?

Angela “Angie” Anderson (Sharon Stone) ha avuto un trauma sessuale infantile e ne è rimasta traumatizzata, quindi ora rifugge ogni profferta sessuale. Per fare un simbolismo delicato, proprio appena accennato, di lavoro Angie ripara bambole rovinate: chi è che non guadagnerebbe soldi a palate? Per fortuna è solo del simbolismo un tanto al chilo, altrimenti sarebbe da spernacchiare l’autore.

Capito? Una donna infranta che ripara bambole infrante: capito il simbolismo di qualità?

A gestire questa sua condizione psicologica c’è il dottor Stephan Carter, e di nuvo Sharon lavora col mitico Ronny Cox, cattivo di Atto di forza. Certo non auguro a nessuno di avere Ronny Cox come terapeuta.

Ora ti psicoanalizzo in due!

Come vicini di casa la nostra eroina ha due fratelli, Alex e Cole, interpretati entrambi da Steve Railsback, e già a due minuti dall’inizio lo spettatore si sente preso per i fondelli: perché lo stesso attore si mette e toglie barba e occhiali per fingere di essere due fratelli? Sarà simbolismo pure questo o demenza senile dell’autore?
I rapporti fra Angie e i due vicini sarà burrascosa, con pressanti profferte sessuali che la donna rifiuta, con un’aggressione in ascensore sventata da un colpo di forbici, dipinti metaforici e psico-bubbole di grana grossa. Manca la scena in cui Angie grida «Ambiguo, ambiguo, ambiguo, pesce» e i Monty Python sono al completo. Purtroppo non siamo nella satira ma nella pseudo-psico-(il)logia.

Sento che sta per entrare in scena un nano…

Abbiamo capito che De Felitta in età avanzata ha scoperto la psicologia spicciola e il simbolismo da sbarco, ma non è chiaro perché voglia raccontarci la storia di questa donna bloccata nel suo trauma… che rimane fisicamente bloccata nel suo appartamento: capito che simbologia? Roba tosta. Qualche anno prima aveva fatto un esperimento simile il nostro Francesco Maselli con Codice privato (1988), che parimenti non ho trovato ispirato ma almeno Ornella Muti chiusa nella casa (a fare la sua cosa) ci risparmia simbolismi spicci e metafore ruvide.

La faccia di Sharon nello scoprire di essere stata battuta da Ornella Muti

Nel citato saggio biografico Sanello riporta un passaggio dalla non certo lusinghiera recensione del “The Hollywood Reporter”:

«Nella seconda metà del film l’eroina si ritrova imprigionata in un appartamento da un folle torturatore: Scissors è studiato in modo da far provare la stessa sensazione al pubblico in sala.»

Risponde il “Los Angeles Times”, che fa notare come tutti gli attori del film abbiano «la faccia di chi stia pulendo una latrina con uno spazzolino da denti». Mi sento di sposare in pieno entrambe le recensioni.

Dài, Sharon, poteva andare peggio: poteva piovere…

Sharon ce la mette tutta ed è perfettamente credibile nel ruolo di una donna incastrata in una realtà incomprensibile e opprimente, forse perché è ciò che davvero le sta succedendo: temo che Scissors sia un film biografico, con la povera attrice invischiata in produzioni demenziali senza speranza di poterne uscire.

E purtroppo l’annus terribilis 1991 è solo all’inio…

L.

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15 risposte a Sharon Stone racconta 11. Sharon and Scissors

  1. Cassidy ha detto:

    In questi casi si dice; non correre con le forbici in mano. Mai visto tanti metaforoni tutti insieme, venivano via un tanto al chilo per caso? Questo film mi manca, quindi è un capitolo prezioso della rubrica e grazie per le tante citazioni 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A raccontarlo in giro nessuno ci crederebbe, che Sharon Stone e Ronny Cox appena sbarcati da Marte si siano ritrovati in una roba del genere, ma il cinema è un mondo strano e sorprendente.
      Se il simbolismo e le metafore facessero guadagnare un dollaro, De Felitta sarebbe miliardario, viste quante ne ha inserite in un film solo 😀

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  2. Madame Verdurin ha detto:

    Davvero, un unico attore che interpreta due fratelli e tra un ciak e l’altro corre a mettersi occhiali e baffi finti?? Siamo davvero nei Monty Python, ma povera Sharon! E sì che si è anche denudata, che altro dovrebbe fare? Ci credo che non ha tanta voglia di parlare di questo periodo…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sarebbe stato bello nella sua autobiografia avere la sua versione dei fatti, tanto ormai a così tanti anni di distanza non rischiava di offendere nessuno, poteva lanciarsi nel racconto di questi film terribili visti dal suo punto di vista. Invece niente, silenzio assoluto, anche da parte dei suoi biografi non autorizzati, che probabilmente manco li hanno visti questi film, difficili da trovare.

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Scissors pare trascurabile, molto meno trascurabile risulta Playboy e soprattutto per nulla trascurabile è il fatto che tra i grandi film del momento tu abbia menzionato Forza d’urto!!! Non c’è nulla da fare, un occhio allenato alla Z la scoverà anche nei pertugi più angusti o all’ombra delle esibizioni mammarie della nostra Sharon! 🙂

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Che tristezza… Manco il pdf di Playboy mi ha soddisfatto… Sono diventato insaziabile… Comunque ammetto che metafora per metafora, Playboy di qua, mutandine pelose di là, credevo che le forbici fossero la metafora per il lesbismo. Che la Stone guarisse incontrando una donna che la amasse.

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  5. Giuseppe ha detto:

    A pensare che questo sia lo stesso Frank De Felitta di “The Entity” e “Dark night of the scarecrow” mi viene addosso un senso di malessere e pesantezza (e no, non sono i postumi della seconda dose di vaccino): se c’era qualcosa che NON poteva in nessun modo aiutare Sharon ad emergere fra i film di richiamo del 1991, questo era proprio l’incomprensibile “Scissors”. L’unica cosa comprensibile a riguardo è che lei abbia voluto definitivamente cancellarlo dalla sua memoria (i suoi biografi non autorizzati, però, uno sforzo avrebbero pure potuto farlo)…

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  6. Sam Simon ha detto:

    Certo se ti supera Ornella Muti… X–D

    Forza Sharon, ripigliati! :–D

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  7. Kukuviza ha detto:

    questo titolo mi è noto anche se poi leggendo la trama non riesco a collegarlo con niente, ho comunque riso tantissimo per come l’hai raccontata. Le stai quasi migliorando la carriera, a Sharon

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Anche perché NESSUNO parla di questi film, neanche i suoi biografi sprecano più di una semplice menzione, temo non li abbiano neanche mai visti: non mi stupirebbe sapere che sono il primo ad aver visto la filmografia completa di Sharon 😀

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