[Multi-Recensioni] Viva i Novanta su Prime Video (3)

Il vasto catalogo Prime Video, grazie ad accordi con prolifiche case distributrici, offre molta scelta di titoli provenienti dai mitici anni Novanta: ecco un mio viaggio personale.



Lake consequence – Un uomo e due donne
(Lake Consequence, 1993)
Inedito in digitale
Disponibile su Prime Video.

Perché affibbiare all’edizione italiana di questo film il sottotitolo “Un uomo e due donne”? Capisco la necessità di stuzzicare curiosità friccicarelle, ma siamo ai limiti della truffa, sebbene i terribili titolatori italiani abbiano fatto di ben peggio.

Irene (Joan Severance) è una moglie innamorata e una madre affettuosa, poi però nel suo giardino (capito la sottilissima metafora?) arriva il giardiniere Billy Zane a turbare tutte le piante e a sradicarne le radici: una volta visto Billy a petto nudo, coi muscoli sudati e gli occhi malandrini, Irene non potrà più tornare indietro.

Per una stupida fatalità – rimane incastrata in una casa mobile! – Irene si ritrova a Lake Consequence, dove Grace (May Karasun) gira nuda e la invita a fare il bagno. Poi arriva Billy perché guarda la coincidenza quella è casa sua: allora, li facciamo questi tre salti in padella?

Dopo amplessi solo suggeriti da primi piani di ascelle, tutti guardano languidi il nulla del proprio copione e da metà in poi il film non dà più segni di vita.

Gli unici cinque secondi in cui si suggerisce il “torbido” ménage à trois

Se questa voleva essere una torbida storia di sesso ha miseramente fallito, visto che vediamo solo attori fare facce eccitate da ridere di gusto. Se questa voleva essere la storia di una donna che credeva di essere realizzata e invece incontra il maschio strappa-mutande che le sconvolge la vita, ha di nuovo fallito miseramente visto che non sappiamo mai cosa pensi la protagonista: la vediamo fare facce, tutto qua.

L’ultima mezz’ora di film passa nella noia totale di Billy che cerca di far tornare Irene a casa, consigliandole di tornare alla sua vecchia vita: quindi ora c’è la delusione della donna nello scoprire che il suo maschio da monta non è l’eroe che sognava? È l’effetto Anna Karenina, la delusione dell’amante che non si prende responsabilità e il ritorno impossibile alla normalità? È la decostruzione del maschio acchiappone che invece finita l’ammucchiata non vuole coinvolgimenti e si comporta come qualsiasi altro maschio mediocre? Non si sa, nulla viene spiegato: semplicemente è un film vuoto e inconsistente, con Billy Zane intorno.

In realtà questo è un valore aggiunto: vedere le facce di Billy Zane è così irresistibile che mi sento di consigliare la visione solo per ridergli in faccia.



Rosso d’autunno
(Silent Fall, 1994)
In DVD Quadrifoglio dal luglio 2020
Disponibile su Prime Video.

Credevo di essermi perso un filmone con il cast delle grandi occasioni invece sono bastati pochi secondi per ricordarmi di averlo visto all’epoca della sua uscita su Tele+, ma l’ho rivisto con grandissimo piacere, anche perché non ricordavo nulla della storia.

Lo psichiatra in pensione Jake Rainer (Richard Dreyfuss) viene chiamato dallo sceriffo Rivers (J.T. Walsh) perché è appena avvenuto un terribile doppio omicidio e l’unico testimone è il bambino della coppia uccisa. Soltanto che è un bambino autistico, quindi impossibile da interrogare. Rainer tentenna ma l’alternativa è lasciare il piccolo Tim (Ben Faulkner) nelle mani spietate dello psichiatra senza scrupoli Harlinger (John Lithgow), quindi Rainer accetta il caso.

Lavorando sulla comunicazione e sulla conoscenza reciproca, aiutato dalla sorella di Tim – Sylvie (Liv Tyler) – il dottor Rainer giorno dopo giorno riuscirà a superare le difese che il piccolo autistico ha eretto contro il mondo e riuscirà a capire di più su cosa è successo quella terribile notte. Anche se non tutto è come sembra.

Richard Dreyfuss e John Lithgow sono due validissimi motivi per vedere un film!

Il film di Bruce Beresford è un’opera d’altri tempi, quando anche il thriller più andante era girato con un gusto tale, una grande attenzione ai particolari e con attori così ispirati che sembrava lo stesso il filmone dell’anno. Anche con pochi elementi al suo attivo, Rosso d’autunno lo stesso tiene bene fino alla fine, con un buon ritmo e una fattura pregiata.

Dreyfuss è magnetico e tiene senza sforzo l’intero film sulle proprie spalle. Lithgow è perfetto nell’interpretare un infame mentre Linda Hamilton fa giusto una particina: era già un’attrice ormai decaduta. Molto brava la giovane Liv Tyler, al suo debutto cinematografico: si vede che i geni degli Aerosmith sono dominanti!



Il rovescio della medaglia
(White Man’s Burden, 1995)
In DVD MHE 2010
Disponibile su Prime Video.

Desmond Nakano – co-autore de Il giorno della Luna nera (1986) insieme a John Carpenter! – immagina un presente alternativo dove in America i bianchi e i neri si ritrovano a ruoli inversi: i primi nei ghetti, i secondi a comandare fra i ricchi. Non si è capito il motivo di questa idea, visto che la trama parla di tutt’altro.

Louis Pinnock (John Travolta) è un umile lavoratore con moglie e figli a carico che un giorno decide di fare più del dovuto, consegnando un pacco a casa del “padrone”, il ricco e potente Thaddeus Thomas (Harry Belafonte). Al suo arrivo però becca la moglie del capo che si spoglia alla finestra, uno sguardo di un secondo che costa a Louis l’intera vita: il capo infatti lo fa cacciare e l’uomo finisce in mezzo a una strada.

L’unica via di uscita per Luis è il crimine, così rapisce Thaddeus per farsi dare dei soldi, ma per vari motivi finiranno per passare la giornata insieme, così che il ricco capisca quanto faccia schifo la vita del povero. E grazie al cacio sui maccheroni. Dopo vari tentativi di sceneggiata napoletana, un finale strappalacrime manda tutto a quel paese.

La lezione di oggi è che i poveri non vivono bene come i ricchi: non te l’aspettavi, eh?

Non ho proprio capito cosa c’entri questa trametta dozzinale e inconcludente con l’esperimento di “inversione di ruoli”: la trama verte su un povero che decide di ricorrere alla violenza contro l’ingiustizia sociale in cui i ricchi prosperano, cosa cambia se uno è bianco o nero? Forse l’intento del regista-sceneggiatore era far capire ai bianchi come ci si sente a vivere da neri? Dubito che ci sia riuscito, anzi semmai ha alimentato i sentimenti di razzismo, mostrando un mondo dove i neri sono tutti cattivi e trattano male quei poveri bianchi. Temo che l’obiettivo sia malamente mancato.

Una sceneggiata mariomerolesca indigesta e assolutamente da dimenticare.


Conti in sospeso
(Payback, 1995)
Inedito in home video
Disponibile su Prime Video.

Ecco un estratto dalla recensione zinefila:

Siamo nei ruggenti anni Ottanta, quando due punk tentano una rapina ad un drugstore che finisce parecchio male: l’unico di loro due a sopravvivere è Oscar Bonsetter (C. Thomas Howell). Il gestore è una specie di giustiziere della notte fuso con Rambo, e appena i due criminali si distraggono un attimo tira fuori un fucile a canne mozze con mille proiettili e inizia a distruggersi da solo il locale, nel tentativo di ammazzare ogni forma di vita.

Non sappiamo quanto tempo passa, ma ritroviamo Oscar ai lavori forzati, vessato da un perfido secondino. D’un tratto si ritrova in libertà vigilata e ne approfitta per cercare il bottino nascosto da un vecchio carcerato, che prima di morire ha rivelato l’ubicazione al protagonista: con orrore, però, questi scopre che sul posto sorge un bar… gestito dal perfido secondino!

Visto che il secondino, ritiratosi a vita privata per un incidente che l’ha reso cieco, è accudito da un’amorevole mogliettina bionda bollente, è chiaro che sta per iniziare un tipico triangolo da noir classico, dove non puoi fidarti di nessuno. Neanche dei baffi del protagonista!

Tutti questi ricordi… sono come baffi nella pioggia!

Mentre in Kid. Ritorno all’inferno (1990) il bravo C. Thomas Howell arriva in paese e noi non sappiamo chi sia, prima che inizi una vendetta che solo strada facendo capiremo, in questo film invece la voglia di raccontare una storia in modo cronologico fa sì che tutte le premesse siano veloci, confuse e temo anche sconclusionate. Il vecchio carcerato conosce Oscar per due secondi e gli rivela dove ha nascosto il suo bottino? Gully dice due battutine ad Oscar e questi giura di ucciderlo? In realtà tutta la prima parte andava taciuta e solo raccontata in seguito, secondo me.

È comunque un noir di quelli buoni, che mette sul tavolo verde le stesse carte di tutti gli altri ma ci sa tirar fuori buoni punti. Malgrado certi risvolti siano facili da immaginare, lo stesso il risultato non è affatto scontato e anzi la serie di colpi di scena finali sono robba bbuona, proveniente dalla tradizione migliore del noir.

Un piccolo prodotto televisivo che merita assolutamente di essere gustato d’un fiato.



La baia di Eva
(Eve’s Bayou, 1997)
In DVD Pulp Video 2015
Disponibile su Prime Video.

Kasi Lemmons ha interpretato la poliziotta che aiuta Van Damme in Senza tregua (1993), che si svolge in Louisiana: mi incuriosì molto quando, ai tempi di Tele+1, scoprii che aveva scritto e diretto un film ambientato nella Louisiana del passato, e non era d’azione.

Nella Louisiana del ricordo – non escluderei ci siano molti aspetti autobiografici dell’autrice, nella vicenda – due sorelle crescono con il mito del loro padre, Louis Batiste (Samuel L. Jackson), l’unico dottore della zona e quindi sempre indaffarato. Anche la loro madre Roz (Lynn Whitfield) ama il marito, ma il problema è che l’uomo non è mai a casa, è sempre a visitare le pazienti: curioso che non lo chiamino mai uomini, ma sempre donne sole con gravi problemi che solamente un “trattamento speciale” può curare. Non so dove prenda tutta quelle energie quotidiane, il Dottor Stranamore.

Un giorno però succede qualcosa di brutto, e la protagonista – la giovane Eve (Jurnee Smollett) – decide di uccidere il padre, così si rivolge ad una stregona del posto per un po’ di caro vecchio voodoo, che ufficialmente non esiste ma sotto banco è ancora potente.

Due donne disperate, perché legate a quel farfallone di Samuel L. Jackson

La storia è corale e molti personaggi entrano scena, non sempre però portandosi dietro un motivo per essere lì. La voglia dell’autrice di ricreare la Louisiana della sua infanzia non corrisponde ad una trama abbastanza interessante per giustificare l’operazione, e l’unico soggetto che regge in piedi il film – il desiderio della piccola Eve di uccidere suo padre – è talmente labile che non riesce gran che nell’intento. Anche perché, sebbene sia la trama principale, è trattato solo per pochi minuti verso la fine, con tanto di spiegoni che rovinano tutto.

Non mi stupisce che non ricordassi nulla di questo film, da quella visione su Tele+ di più di vent’anni fa, se non la splendida frase finale: «La verità cambia colore a seconda della luce». Se la Lemmons avesse puntato di più sulla trama principale forse sarebbe uscito fuori un film molto più intrigante.

Una curiosità. Il bayou è un sistema intricato di vegetazione e paludi tipico della Louisiana: tradurlo con “baia” mi sembra decisamente avventato.



Playing God
(id., 1997)
Inedito in home video
Disponibile su Prime Video.

Mentre studiavo l’episodio 5×05 di “X-Files” ho scoperto che subito dopo David Duchovny doveva scappare per iniziare la campagna pubblicitaria del film Playing God: lo stesso giorno per puro caso mi casca l’occhio su questo film nel catalogo di Prime Video. Coincidenza? Non credo: la verità è la fuori… anche se è sbagliata!

Il dottor Eugene Sands (David Duchovny) è un chirurgo di quelli bravi, uno di quelli che ti sanno salvare la vita di un uomo con una stampella e una bottiglia di plastica, ma il problema è che il sistema sanitario americano prevede turni da trenta ore consecutive e poi si stupiscono se i dottori buttano giù bomboni per rimanere svegli: al centoventesimo paziente operato nello stesso turno, il “cotto” dottor Sands sbaglia e ci scappa il morto.

Vagando per le calde notti di Los Angeles, in preda alla sua tossicodipendenza, una notte Sands salva l’amico del boss Raymond Blossom (Timothy Hutton) e suo malgrado diventa medico di fiducia del criminale, ma è chiaro che la situazione finirà male: soprattutto quando il dottor Sands non riesce a staccare gli occhi dalla donna del boss, Claire (una giovanissima Angelina Jolie).

Fare il medico della mala frutta bei soldi ma è difficile andarci in pensione, soprattutto con l’FBI che sta addosso al boss, quindi bisognerà inventarsi qualcosa per uscire dal giro senza lasciarci la pelle.

Tre divi dalle carriere diverse e ondivaghe

Il film è chiaramente un omaggio al noir losangelino classico, con tanto di pupa bollente con cui il protagonista sogna di rifarsi una vita una volta portata via al boss. Il fatto però che sia un omaggio non preclude l’essere scontato fino all’osso, proprio perché abbiamo visto troppi film identici per poter trovare soddisfacente una loro versione moderna.

In nessun momento la trama prende il via, anche se però un’esecuzione frizzante e una buona parte finale alla fine fanno il loro dovere e ti vedi il film fino in fondo, anche se tutto ciò che succede è straordinariamente scontato e prevedibile.

Duchovny che fa il losangelino stropicciato, il Marlowe dei poveri, è decisamente poco credibile, ma per fortuna Timothy Hutton è così fastidioso in questo ruolo sbagliato che nasconde tutti gli altri difetti.


L.

– Ultimi film su Prime Video:

Informazioni su Lucius Etruscus

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19 risposte a [Multi-Recensioni] Viva i Novanta su Prime Video (3)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Qualcosa ho visto.
    Sicuramente ROSSO D’AUTUNNO (Tele+?) perché ricordo benissimo Dreyfuss, dolce e premuroso, e Lithgow che fa il bastardone. Ma ricordo sopratutto la soluzione. Banale se ci ripenso, ma che mi raggelò quando lo vidi per la prima volta.
    Probabilmente vidi anche il film pseuo-zozzo con Zane e le due donne ingrifate. Davanti al titolo ruffiano, ero uno che ci cascava con tutte le scarpe! Mi sorbivo le peggio cose pur di vedere na’ zinna, quindi mi sa che all’epoca me lo sono visto.
    CONTI IN SOSPESO lo beccavo spesso sui canalacci regionali e, dai, tutto sommato non è così male.

    E mi sa che mi fermo qua. Gli altri non mi pare di averli visti. Anzi, ne sono sicuro.

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    • Zio Portillo ha detto:

      Ah, dimenticavo! Oltre agli scacchi, alle citazioni aliene e a chissà quali altre manie mi ha attaccato (disgraziato! :-P), ora mi sono messo pure a vedere cosa leggono gli attori nei film. L’altra sera con mia figlia mi sono rivisto per l’ennesima volta “Mamma ho perso l’aereo”. Avevi già censito il libro che legge suo padre in aereo poco prima che la moglie lanci la battuta tormentone “Kevin!” (quando capisce che si è dimenticata di svegliare il figlio)?
      Se ti manca, ci ho pensato io! Il libro è “Nobody’s Angel” di Thomas McGuane.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      “Conti in sospeso” è un po’ ruvido ma si vede che è un piacere, così il film con dreyfus, non un thrillerone ma fa il suo lavoro.

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  2. Pietro Sabatelli ha detto:

    Non riesco ad inquadrarli, difficile dire se visti o meno, di sicuro il primo no 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non sono certo film famosi, temo siano passati abbastanza sotto-banco nella distribuzione italiana. Paradossalmente il primo credo sia stato il meglio distribuito, ricordo all’epoca parecchi cartelloni per le strade di Roma 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Ma infatti temo proprio che il primo sia l’unico del gruppo che ho visto per primo, con il suo mix di noia, insensatezza e ilarità involontaria. E Billy Zane, certo, che è SEMPRE un valore aggiunto dovunque appaia 😛
        Poi, a parte “La baia di Eva”, vuoto assoluto (almeno per il momento la memoria non corre in mio soccorso)…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sto andando a scavare nel torbido del catalogo 😛

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  3. Cassidy ha detto:

    Quello con Lithgow lo avevo visto per la presenza di Lithgow ovviamente, gli altri mi dicono poco, Mulder ci teneva a mollare X-Files per ruoli così, peccato che l’unico altro successo in carriera sia arrivato con un’altra serie televisiva 😉 Cheers

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Sempre lieto quando compare il post carrellata!
    Mi sono visto Rosso d’autunno e Conti in sospeso, ergo mi par di capire i due migliori del lotto.
    Vivo quindi una scissione: la parte sana di me si compiace, si dà auto-pacche sulle spalle e si autoapplaude, invece il lato Z è crucciato, scuote la testa e ritiene deplorevole questa trascuratezza verso la parte più trash della carrellata, ahahaha! 🙂

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  5. Sam Simon ha detto:

    Quante perle! Billy Zane è uno che nel cinema di serie A è rimasto davvero poco… E sai che l’ultimo quasi quasi lo cerco, soprattutto per vedere Mulder dottore tossico? X–D

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