Crystal Inferno (2018) Inferno di cristallo

Come si chiama un periodo in cui il cielo è sempre nuvoloso, pioviccica in modo da tenerti sempre la macchina sporca e quando guardi dalla finestra ti sembra di vivere a Londra, mentre invece vivi sul litorale romano? Si chiama “estate 2021”, grazie al surriscaldamento globale (e a chi non ci crede).
Malgrado dunque non ci sia alcun indizio per chiamarla estate, il calendario si ostina a definirla tale e quindi il canale televisivo TV8 si è attivato: è tempo di filmacci fetenti freschi di giornata!

Qui però scatta la grattata di zebedei…

All’interno del contenitore “S.O.S. Estate in allerta” (mai nome fu più ispirato!) ecco che il 24 luglio 2021 TV8 trasmette in prima visione Inferno di cristallo… No, non il celebre film omonimo del 1974, quello era il kolossal The Towering Inferno, questo invece è la fetecchia Crystal Inferno, ma tanto i titolatori italiani se ne fregano assai.

Prodotto da casupole infinitesimali e uscito in un vago 2018 in giro per il mondo, la Eagle Pictures lo porta in DVD dal dicembre 2018, ed avendo un accordo d’acciaio con Prime Video ecco che dopo un po’ di tempo il film appare nel suo catalogo.

Va’ che grafica italiana gagliarda: è meglio del film!

Mi sono accorto del film su Prime Video a metà settimana, mettendolo subito in lista perché… be’, avevo sbagliato cristallo! Pensavo che fosse un film diehardo, cioè ispirato a Trappola di cristallo (Die Hard, 1988), invece è ispirato all’Inferno di cristallo di John Guillermin, con secchiate di grandi attori dell’epoca.
Qui invece c’è solo Claire Forlani, che più di un’attrice è un volto noto. Anzi, per dirla come Balasso, è “nota per essere stata nota”.

La contentezza di Claire Forlani di partecipare a questo film

Siamo in tempi di girl power quindi la sua Brianna Bronson è una donna forte, determinata, indipendente, automunita e militesente, oltre che – pare scontato dirlo – divorziata e in rotta con il marito per l’affidamento dei figli. Roba fresca, mai vista…
Brianna è un ingegnere strutturale e il suo ultimo lavoro è stato… la Torre Alfa di “Nathan Never“! Con tanto di piattaforma sopraelevata per i velivoli.

Mi sa che il direttore qui si chiama Reiser…

Per costruire un grattacielo serve una ditta di professionisti con a capo un onesto responsabile… Ci siete cascati, eh? Molto più credibile la presenza di Lucas Beaumont (Nigel Barber), spietato palazzinaro arraffone e magnasghèi che decide di usare solo i materiali peggiori ed economici per il grattacielo, non certo una pratica infrequente. Solo che i palazzinari furbi non rendono subito evidenti le falle delle loro costruzioni, invece Beaumont è così avido che costruisce il grattacielo col pongo, e un paio di giorni dopo già crolla tutto.
Tranquilli, gli arraffoni si circondano di gente in gamba, per esempio tutti quelli che lavorano nel palazzo appena inizia un enorme incendio si sbrigano a scendere con l’ascensore, che è proprio una pratica sicura: il fatto che tutti sappiano che bisogna prendere le scale in qualsiasi emergenza, è un dettaglio che genera ilarità. Visto che ride bene chi ride l’ultimo, tutti quelli che ridevano muoiono soffocati in ascensore: in fondo hanno riso per ultimi…

Ecco, tutto qua l’“inferno”…

Il vuoto che vuoteggia in questo film è disarmante, pura noia fumosa che uccide molto più del fumo di sigaretta mandato sul set a fingere l’incendio, che viene però sorpassato in velocità dagli effetti speciali, che mettono il fuoco fatto al PC di casa su immagini vere che però sembrano finte. Roba di una tristezza infinita.
Ma nella noia tombale arriva però la scena madre… nel vero senso della parola!

Da che mondo e mondo i personaggi protagonisti fanno figli solo per vederseli finire in pericolo: salvarli è l’unico modo che hanno gli eroi per dimostrarsi eroi. Non fa eccezione la Ramba Brianna interpretata da Forlani, che con i figli intrappolati nella tromba dell’ascensore decide di… andare a commandare!
Novella Schwarzy in Commando (1985), scatta la vestizione in primo piano, con la donna che si strappa le maniche della camicia e mette in risalto le braccia allenate nelle scalate da palestra.

Una mamma deve fare quello che una mamma deve fare

Passando poi allo Stallone di Rambo III (1988), le maniche della camicia se le passa poi attorno alle mani.

Ho una gran voglia di picchiare un tizio in Thailandia

Tie’, Rambo, mangiati il fegato!

Ora che la super-mamma è pronta, può tuffarsi nella rampa dell’ascensore e scendere aggrappata a un cavo… Coooooosa?
L’aspetto meraviglioso di questa assurda scena non è solo la difficoltà di credere che un tessuto di camicia possa resistere per più di due frazioni di secondo all’attrito di un qualsiasi cavo, ma anche il fatto che “Cliffhanger” Brianna scenda a velocità altissima… mantenendo intatta la sua pettinatura!

A vederla così non sembra, ma va tipo a cento chilometri all’ora!

Vedere Claire Forlani che davanti a uno schermo verde finge di tuffarsi nelle profondità di una tromba d’ascensore in fiamme fa ridere così tanto che neanche ci si accorge del proseguire del film, essendo peraltro del tutto insignificante.
In fondo da Philip J. Roth, celebre soggettista di perle marroni come Shark Hunter (2001), New Alcatraz (2001), Progetto Mindstorm (2001) e Roboshark (2015) non mi aspettavo niente di diverso. Sono finiti i tempi in cui aveva buone idee, come in gioiellini del tipo Python (2000) o Epoch (2001).

Inferno di cristallo è come ogni altro film catastrofico da salotto, pura inutilità noiosa, ma almeno la scena di Clarie Forlani super-mamma d’azione vala da sola l’intero film.

L.

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12 risposte a Crystal Inferno (2018) Inferno di cristallo

  1. Zio Portillo ha detto:

    Brianna Bronson, così in un colpo solo abbiamo fatto felici i giovani fan di “Games of Thrones” (sarebbe Brienne ma Brianna va bene uguale… Tanto nessuno fa caso a come viene scritto, se lo doppiamo ciancicato il suono è lo stesso) e i vecchi matusa fan del “Giustiziere della notte”. E il più è fatto!
    Poi trasmettiamo sto filmaccio d’estate quando si è appena sfrociato il palazzone a Miami. Comunque se lo beccassi di nuovo, un’occhiata alla Forlani “super-mamma” gliela darei

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  2. Cassidy ha detto:

    La ricordo per qualche film di Kevin Smith e poco altro, la massima di Balasso mi sembra validissima per questa film che sta alle trappole e agli inferni di cristallo, come questa estate sta ad una vera, mi sia concesso il paragone ardito 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non so da te, ma a Roma e dintorni da questa primavera saranno state due o tre le giornate di sole, poi è sempre coperto e piove sabbia: ormai è una estate alla Mad Max…
      Ero così speranzoso di aver beccato un film diehardo, con quel titolo, che la delusione è stata grande 😛

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  3. Kukuviza ha detto:

    Cioè erano più credibili Adam West e Burt Ward quando si arrampicavano sui grattacieli… ma quanto costerà un filmucolo così?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Credo sia gratis, perché anche solo un dollaro sarebbe un dollaro di troppo 😀
      Invece alle emittenti italiane costa più di Seagal, visto che Steven viene trasmesso TUTTI i giorni, su più canali, mentre questo film probabilmente non lo rivedremo per parecchio 😛

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Visto ieri e, credimi, dopo averlo visionato ho proprio pensato “speriamo che Lucius ne faccia la recensione prima o poi”! 🙂
    Condivido tutto, dalla noia mortale, alla tristezza imperante, senza dimenticare la scena madre della Forlani che ti desta dal torpore suscitando ilarità stupita 🙂
    Aggiungerei vari peccati capitali del film ma mi limito a segnalare il doppiaggio, i pompieri che conversano con i giornalisti su identità cadaveri e li lasciano praticamente scorrazzare ai piedi del grattacielo in fiamme, il traffico che scorre placido sempre ai piedi del suddetto e soprattutto i bambini che scoprono che la foto ritraente il presunto “corno scatena divorzio” è un falso mentre plotoni di avvocati non ci sono arrivati…magnifico! 🙂

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  5. Madame Verdurin ha detto:

    Una volta mio figlio, che all’epoca aveva due anni, ha deciso improvvisamente di tuffarsi nella piscina degli adulti senza braccioli nè salvagente. Naturalmente l’ho rincorso e mi sono buttata dietro di lui per prenderlo; c’era anche il bagnino, ma vai te a fidarti! Niente di strano, se non che io non so nuotare, e non ero nemmeno in costume da bagno. Quindi, alla mamma dieharda, io ci credo!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se però tu fossi uscita da quella piscina coi vestiti e i capelli asciutti, allora avresti eguagliato questo film! 😀
      Che le mamme siano dieharde per natura è assodato, così come è noto che non esista nulla che le spaventi nel salvare i figli: che però le leggi della fisica si pieghino ai loro voleri già è più difficile da accettare 😛

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  6. Giuseppe ha detto:

    Dipende, se è il palazzo dell’Agenzia Alfa più recente allora in direzione credo ci sia Elania Elmore (in quel caso la struttura sarebbe stata di sicuro ignifuga)… e Claire Forlani non sarebbe nemmeno stata male nei suoi panni 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Recentemente – purtroppo non riesco a ricordare dove – in “Nathan Never” hanno fatto vedere a confronto i vari palazzi dell’Alfa e mi sembra che i più recenti siano così, “a punta” con una leggera incurvatura, oltre che con le basi per i velivoli. Sicuramente lì un incendio non avrebbe provocato questi problemi.

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