Mean Machine (2001) Quell’ultimo sporco goal

Ci ho messo un po’, ma alla fine l’impegno preso con Madame Verdurin nei commenti di questo suo post del 13 luglio è giunto a compimento, rimanendo nello stesso mese così da non essere accusato di far passare troppo tempo.

Non ho mai tifato per alcuna squadra di calcio, non ho mai seguito questo sport e nella mia vita avrò visto forse dieci partite in totale, tutte della Nazionale, sono quindi tra gli italiani meno interessati al calcio che esistano: per questo sarà più divertente parlare di “Cinema & Calcio”.

Un giorno il produttore Matthew Vaughn della SKA Films – casa fondata e gestita con Guy Ritchie – va da un calciatore appena ritirato dall’agonismo per fargli una proposta che non si può rifiutare: «Voglio darti il tuo primo ruolo da protagonista: stiamo per rifare Quell’ultima sporca meta.» Così Vinnie Jones racconta quelle parole, nella sua autobiografia It’s Been Emotional (2013).

«Il mio primo ruolo da protagonista ha significato molto per me. Quando all’incirca un anno prima Robert Duvall mi aveva chiesto di recitare in un film sul football non volevo proprio farlo. Ma stavolta era diverso.»

Non viene specificato, ma il film con Duvall credo fosse Sfida per la vittoria (2001), con l’attore che interpreta l’allenatore di una squadra di calcio scozzese di proprietà americana. Dai miei archivi risulta che l’ho visto nel marzo 2016 e gli ho dato un voto pessimo: vedremo se varrà la pena rispolverarlo per questo ciclo calcistico.

Dopo qualche comparsata nel ruolo di se stesso, e dopo il battesimo attoriale con Guy Ritchie – che l’ha voluto in ruoli minori in Lock & Stock (1998) e Snatch (2000) – il ruolo da protagonista per Vinnie è dunque Mean Machine, la dichiarata reinterpretazione calcistico-britannica dell’americanissimo Quella sporca ultima meta (The Longest Yard, 1974), scritto da Tracy Keenan Wynn su soggetto di Albert S. Ruddy.
Chissà, forse proprio perché seccati dell’ottimo lavoro britannico gli americani si sono riappropriati della loro storia e Adam Sandler presenta il suo L’altra sporca ultima meta (2005), chiamando addirittura l’attempato Burt Reynolds a partecipare.

Delle tre versioni, è quella migliore e più… britannica!

Uscito in patria britannica il 26 dicembre 2001 – anche se non è proprio un film di Natale! – il 21 maggio 2002 riceve il visto della censura italiana ma con il divieto ai minori di 14 anni, sebbene sia una commedia: «il film risulta pervaso da un clima di violenza e sopraffazione ed inoltre presenta modelli sociali assolutamente negativi e fuorvianti». Niente, il sarcasmo britannico proprio non riesce a funzionare fuori dai suoi confini nazionali. Il 24 maggio è nelle sale italiane per durare giusto qualche giorno, visto che da giugno non ci sono più sue tracce.
La Paramount lo porta in VHS e DVD italiani nell’ottobre 2002, ristampato poi nel luglio 2010. Il 12 ottobre 2003 va in onda in seconda serata su SKY cinema 3, dove credo di averlo visto la prima volta.

Ricordi di un passato glorioso ad amareggiare il presente

La storia è ormai nota, vista la quantità di film che la raccontano. Danny “Mean Machine” Meehan (Vinnie Jones) è stato un grande calciatore, amatissimo dal pubblico ma con un’ombra sulla propria carriera: qualche maligno afferma si sia venduto una partita, ma sono solo malelingue (forse). Finita la sua carriera da professionista, Meehan come altri calciatori famosi si dedica alla pubblicità e al cinema, fino a perdere il rispetto di se stesso, data la qualità dei prodotti in cui è coinvolto.
Dopo una corsa in auto totalmente sbronzo, e l’immancabile aggressione a pubblico ufficiale, Meehan deve scontare dodici mesi di reclusione in un carcere il cui capo dei secondini è interpretato da Ralph Brown, il mitico “85” di Alien 3 (1992).

Ho affrontato uno xenomorfo: ’sto calciatore me lo mangio a colazione

Non è un caso se Meehan sia finito in quel carcere, perché il direttore (David Hemmings) allena la squadra di calcio delle guardie e avere un ex campione tra le mani può far fare il salto di qualità alla squadra. Il problema è che le guardie non vogliono un divetto alcolizzato a comandarle, quindi minacciano Meehan e lo spingono a rifiutare l’offerta.
Come uscire da questa situazione? Sia il direttore che il capo delle guardie possono rendere un inferno la vita in carcere, così ecco l’idea per uscire dai guai: Meehan allenerà una squadra di detenuti per organizzare una partita amichevole con le guardie.

Lo squadrone siamo noi!

Nella sua autobiografia Jones afferma di aver insistito per avere scene di calcio credibili, quindi era necessario chiamare dei consulenti professionisti. Ecco arrivare dunque il suo amico Wally Downes, calciatore londinese, a coreografare le scene di gioco.

Per questo film posso attingere a ben due autobiografie, perché anche Danny Dyer (che interpreta Billy la Piattola) ne ha scritta una, Straight Up (2010), in cui racconta che i produttori l’hanno chiamato per Mean Machine senza fargli fare alcun provino: «Probabilmente grazie a Human Traffic», ipotizza l’attore riferendosi ad un film del 1999.

«Quando ho letto il copione ho scoperto che il mio personaggio era molto aggressivo, fuori di testa, un po’ toccato. Per questo il protagonista mi chiama in squadra, perché aveva paura di me. Malgrado molti pensano che io ami interpretare dei duri, ho invece detto: “Credo sarebbe meglio se il mio personaggio fosse un fan del protagonista, inoltre fosse dolce e destasse tenerezza in lui”.»

Modifica dopo modifica, stando al racconto dell’attore, il personaggio cambia totalmente forma rispetto a quello che era all’inizio, ma poi quando si arriva a girare diventa chiaro che c’è un problema con il resto del cast. Essendo un film prodotto da Guy Ritchie c’era tutta la sua brigata di amici attori, chiusi in circolo a giocare a carte durante la pause pranzo, con Danny Dyer escluso a mandarli a quel paese mentalmente.
Ancora più difficoltoso è stato l’approccio a Vinnie Jones. Dyer racconta che all’epoca l’ex calciatore si sentiva un dio in terra e tutti gli davano ragione, regalandogli premi e riconoscenze ovunque: era la stella e Dyer la nullità. Però c’era una piccola differenza: Vinnie Jones era appena arrivato al cinema, mentre Danny Dyer era un apprezzato attore da quasi dieci anni. Durante le riprese Jones recitava le battute a pappagallo e Dyer cambiava apposta qualche piccolo particolare della sua interpretazione perché l’altro smettesse di fare il robot e cominciasse a recitare, tenendo cioè conto del collega. Una volta che Jones ha capito che Dyer non era uno dei tanti che gli leccavano il sedere ma un vero attore, con cui misurarsi, il rapporto fra i due è decisamente migliorato. Semplicemente perché – spiega Dyer – Jones non è così duro come gli piace pensare, e Dyer è molto più duro di quello che sembra!

A quanto pare il vero duro dei due è quello con la maglietta di Meehan!

Che però Jones rimanesse la stella e Dyer lo stalliere era chiaro dal compenso: il primo ha preso 250 mila sterline per l’ingaggio, il secondo 11 mila.

Mi raccomando, un gioco pulito!

Ciò che segue è puro canone, tutto avviene quando deve avvenire ma lo stile del regista (uno sconosciuto Barry Skolnick, scomparso dal cinema) e una sceneggiatura al bacio in puro stile britannico rendono tutto uno spettacolo per il cuore. Anche in una fossa di leoni come un carcere tutti amano il calcio, molto più di quanto amino odiare gli altri per le differenze di nascita e pelle.
Tra assassini e dinamitardi si possono trovare giocatori di cuore, serve solo un catalizzatore che tiri fuori il calcio che hanno nelle gambe e lo renda più forte dell’odio verso i loro dissimili.

Forza, provate a segnare con Jason in porta!

La squadra prende forma e la sua forza è in porta, visto che con Jason “Saracinesca” Statham non passa palla! Qui il giovane attore – non ancora Trasportatore – fa ancora il caratterista per le mattate di Guy Ritchie, così si ritaglia il ruolo del Monaco, che ha ucciso decine di persone prima di imparare il karate, figuriamoci ora!
Jason gigioneggia come non ci fosse un domani, fa le facce e le boccacce, fa il matto con Marilyn Manson in sottofondo e si lancia in folli acrobazie da portiere molto sospette: sono decisamente simili a quelle viste cinque mesi prima in Shaolin Soccer (2001) di Stephen Chow: mi sa che Guy Ritchie all’epoca aveva anche lui Napster per scaricare film da tutto il mondo…

Un capitano… c’è solo un capitano!

Vinnie Jones non era certo un giocatore noto per la purezza del gioco, infatti ai carcerati impara a picchiare gli avversari stando attenti a non farsi beccare dall’arbitro, ma tranquilli: alla fine il cuore è al posto giusto, e la partita (decisamente poco) amichevole contro le guardie saprà regalare le emozioni giuste.

La squadra delle guardie mette decisamente paura

Il tutto con l’irresistibile telecronaca dei due Bob detenuti: Bob Carter (Jake Abraham) e Bob Likely (Jason Flemyng), il cui racconto in diretta aggiunge valore alla partita.

— La faccenda si sta facendo seria, Bob.
— Puoi dirlo forte, Bob.
La faccenda si sta facendo seria, Bob.
— Ti ringrazio, Bob.

Sembra una scemata, ma giuro che finirete per amare questi due idioti!

«Hai un gran bel nome, Bob.» «Grazie, Bob.»

Potete anche immaginare come andrà a finire la partita, soprattutto se ricordate il film del 1974 o la versione di Sandler del 2005, ma non cambia il piacere di vedere e rivedere questo gioiellino.
Stando all’autobiografia di Danny Dyer, sono stati girati due finali per il film: «Per fortuna hanno scelto quello che preferivo». Non svelerò l’altro finale, ma basta che vediate il film per capire che hanno scelto quello giusto, e che qualsiasi altro avrebbe rovinato la storia.

Lo sai che Adam Sandler chiamerà Chris Rock a fare la mia parte?

Per me, che sono totalmente disinteressato al calcio, Mean Machine è il film definitivo sul calcio. Non per la storia, ma per come è raccontata, per lo stile british sarcastico, dissacrante e coraggioso.
Purtroppo Vinnie Jones seguirà nella sua vita il percorso artistico del suo Meehan, finendo in produzioni buffonesche di qualità Z: onestamente, Mean Machine è il prodotto di gran lunga migliore in cui mi è capitato di vederlo. Tutto il resto.. è Z.

L.

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– Ultimi film con Vinnie Jones:

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42 risposte a Mean Machine (2001) Quell’ultimo sporco goal

  1. Madame Verdurin ha detto:

    Il mercoledì è appena diventato la nuova domenica, quando sul Zinefilo si parla di calcio! Che goduria Lucius! So quanto non ti piaccia il calcio e quanto non ti piaccia Guy “sirtaki” Ritchie, perciò apprezzo doppiamente il tuo sforzo! Io invece amo entrambe le cose, quindi devo vedere questo film… ora! Grazie mille, mi hai deliziata, aspetto con impazienza la prossima puntata di Cinema e Calcio!

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  2. Cassidy ha detto:

    Correzione: siamo i due meno propensi al gioco del calcio in uno strambo Paese a forma di scarpa. Ma siccome siamo comunque spiriti affini, in programma (non so bene quanto ma a breve) ho anche io un film calcistico che tu hai già trattato, così potrò citare questa rubrica che inizia nel modo migliore 😉
    Film della vita per Vinnie Jones, perché di fatto con questo personaggio aveva riassunto la sua carriera precedente e anticipato la direzione di quella da attore. Per me resta il miglior rifacimento del film di Burt Reynolds anche grazie a Giasone nostre che giganteggia tra i pali in un ruolo tutto matto, per altro qui già dimostrava di essere in qualche modo sulle orme dell’uomo che per un po’ è stato il suo padrino, per lui un ruolo da portiere proprio come Stallone in “Fuga per la vittoria” 😉 Cheers

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Ciclo su cinema e calcio??? Wow, sono in visibilio, da banale adoratore del Dio pallone! 🙂
    Già bramo per godermi recensioni di film che ho visto (spesso con piacere) o stimoli per film di cui non ero a conoscenza (più arduo ma Lucius può riuscire nelle imprese più probanti!)…
    E si inizia alla grande: Mean Machine, per tutti i motivi che hai spiegato, è mitico, anche solo leggere i commenti su esso mi regala emozioni! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ un film che adoro dalla sua uscita, e mi spiace sia molto poco distribuito da noi. Per ragioni strane nel Paese che venera il calcio funzionano molto male i film sul calcio, quasi come se fossero cose da tenere separate…

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      • Giuseppe ha detto:

        E in effetti continuano ad essere considerate non compatibili tra loro, come se un tifoso di calcio non potesse essere contemporaneamente anche un appassionato di cinema. Ma forse non sono la persona più adatta a giudicare visto che il calcio io lo seguo il giusto e, fra una partita della Nazionale (o di campionato, per dire) e un buon film, non esiterei mai nemmeno un secondo a optare per il film… dubito assai, però, che un tifoso vero farebbe lo stesso.
        Va detto che film come “Mean machine” funzionano perché attorno al calcio sanno costruire un’ottima storia, valida a prescindere dall’effettivo grado di conoscenza dello sport in questione, quindi si possono lo stesso apprezzare Danny Dyer e Vinnie “strizzacoglioni” Jones (per non parlare del valore aggiunto di Jason Statham) senza essere ferrati riguardo ai loro trascorsi calcistici 😉
        P.S. Se non ricordo male, in una puntata del suo “The Late Late Show with James Corden” il sempre spassoso James aveva ricostruito in scena il famoso “controllo” dei gioielli di famiglia, riservando però a Vinnie il ruolo di Gascoigne… 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E Vinnie ha accettato la “ricostruzione”? Cosa non si farebbe durante le campagne promozionali 😀

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Ma che sorpresa! Mai avrei pensato che veramente coprissi film sul calcio. Molto bene! Sono curioso di sapere quali chicche scoverai visto che mai e poi mai andrai sui classici nostrani anni ‘80…

    Questo “Mean Machine” l’ho scoperto in edicola più come film di Jason che come film sul calcio vero e proprio, e che comprai a scatola chiusa proprio per il nome di Statham in copertina. Film semplice semplice ma con tutte le cose al posto giusto: attori, cast, storia, finale,… Lo guardi e te ne esci col sorriso beato a fine visione.

    Curioso che come protagonista col n.10 sulle spalle (simbolo di classe, tecnica, estro ed eleganza) sia stato scelto uno come Vinnie Jones che in campo, nella realtà, era un rude cagnaccio il cui compito era quello di fermare con le buone e con le cattive (molto spesso con le cattive…) i più abili avversari. Se avessero fatto la stessa storia con Jones che al posto del 10 aveva il 4 ma era cuore, polmoni, coraggio, e altruismo, uno del popolo che con costanza e sacrificio acquistava il rispetto dei compagni anche più forti di lui, il film avrebbe guadagnato quel pizzico di realismo in più… E forse pure quel finale sarebbe stato la chiusura perfetta del cerchio.

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    • Zio Portillo ha detto:

      Quello davanti è il dolce Vinnie che controlla se a Gascoigne è tutto a posto… (chiedi a Roma Nord chi era Gazza Gascoigne… Ai laziali scenderà una lacrima…)

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Nel film Vinnie spiega che l’importante è non farsi beccare dall’arbitro: qui addirittura si fa beccare dal fotografo! 😀
        Da esterno al calcio mi sembra un comportamento scorretto, però poi ogni sporta ha le sue bastardate sotto la cintola, e non mi sembra che ci siano chissà che penalizzazioni per chi adotta questi comportamenti decisamente diseducativi.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Anch’io mai avrei pensato di parlare di film sul calcio, ma parlando con Madame Verdurin mi sono lasciato guidare dalla tentazione per l’argomento, affrontato da chi – come me – non sa proprio nulla di nulla, quindi può dare uno sguardo neutro all’argomento, senza faziosità di squadra o di maglietta.
      Però anche non seguendo il calcio ricordo i TG dell’epoca che biasimavano quel teppista britannico che offendeva il Sacro Spirito del Calcio, ma visto che poi lo riempivano di premi mi sa che Vinnie aveva capito benissimo come si vince a calcio, più che come si gioca 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        E meno male che non sai chi è Joey Barton… (“Barton è un criminale! E’ uno stupido ed è un criminale ed infatti è stato anche in galera. Due volte…” – cit. Massimo Marianella).

        Scherzi a parte, Jones non ha poi vinto molto in carriera, anzi. Mi sa che si è fermato ad una “misera” F.A. Cup e a qualche rada convocazione in nazionale. E’ diventato molto famoso, più che come calciatore, come personaggio sopra le righe. Spaccone, arrogante, duro, cattivo. Si è creato un personaggio che è andato ben oltre il suo livello in campo. E per questo è più ricordato di altri colleghi ben più blasonati e, avendo poi la faccia da cul… bronzo, il passo al cinema è stato breve nonché relativamente facile. Stessa storia di Eric Cantona ma quest’ultimo era anche parecchio forte pure dentro il campo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti stando all’autobiografia di Dyer, che si dice un vero duro, Jones “faceva” il duro, non lo era, quindi una volta capito che non doveva esagerare con il collega attore ha smesso molti degli atteggiamenti che invece adottava a favore di pubblico. Però sono parole di uno che non lo amava molto 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Ho letto adesso al volo la pagina di Wikipedia di Dyer. Nasce e vive tutt’ora a East London, non proprio un quartiere facile visto che c’erano i Docks. E’ tifoso dichiarato del West Ham, quindi sportivamente odia quelli del Millwall (che poi questi ultimi odino tutti e vengano odiati da tutti vantandosene pure è un altro paio di maniche…). Solo queste righe bastano a inquadrarlo come un “duro vero”, uno che da giovane può aver vissuto l’ultimo rigurgito dell’hooliganesimo inglese prima della purga calcistica della UEFA e della Tatcher.

        Anzi, paradossalmente gli anni post-1985 (tragedia dell’Heysel) per gli hooligans inglesi è stato pure peggio perché al posto di picchiarsi allo stadio con la polizia a fare da filtro, si ritrovavano da qualche parte, isolati, a darsele di santa ragione senza che nessuno potesse intervenire. Se Dyer, nato nel 1977, ha vissuto lo stadio da dentro la curva degli Hammers da metà anni ’90, qualche rissa deve averla fatta per forza.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Per fortuna cinema e TV l’hanno salvato 😉

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  5. Lorenzo ha detto:

    Che poi non è che ci sia molto da capire sul calcio… Come disse un allenatore famoso, di cui però mi sfugge il nome, si riduce tutto a: “Se la palla entra in porta sei un campione, se esce sei un cogl….” 😀

    Questo film me lo crossasti tempo fa, quindi devo smentire la mia recente affermazione in cui dicevo di non aver mai visto un film di Guy Ritchie: a mia discolpa posso dire che non sapevo fosse suo. 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In realtà è solo prodotto dalla sua casa, quindi puoi sfangarla con il tecnicismo che non è sua né la regia né la sceneggiatura 😛
      Il bello del calcio è che è uno sport in cui chiunque può capire l’andamento della partita e chiunque può capire subito cosa stia succedendo: nei film sugli sport americani non c’è questo grado di consapevolezza e i personaggi devono spiegare allo spettatore quand’è che deve esultare.
      Quando tiri e la palla entra, non c’è bisogno di spiegazione 😛

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  6. Vasquez ha detto:

    Quando avevo 8 anni mio padre decise che era il momento giusto perché io lo aiutassi a sviluppare i sistemi del Totocalcio su quelle schedine rosa col retro in carta copiativa. A 10 anni sapevo cos’era un fuorigioco e che Falcao era l’ottavo Re di Roma.
    Ora non riesco a pensare a nulla di più noioso di una partita di calcio, e i film ad esso dedicati mi sembrano di gran lunga più interessanti (anche se non credevo ce ne fossero più di una manciata). I post lo sono di sicuro, i miei complimenti a Madame Verdurin per averti trascinato dell’ennesima impresa che mai avresti affrontato di tua iniziativa 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      C’è mica una puntata di X-Files dove giocano a calcio? Così unisco i vari “contagi” che ho subìto 😛
      Pensa che da ragazzino mio padre, resosi conto che fare di me un indifferente al calcio significava escludermi dalla vita civile italiana, provò a iniziare la consuetudine di compilare la schedina insieme. Il che non funzionò minimamente, perché non interessava a nessuno dei due: a memoria, durò una sola schedina quel tentativo 😛
      Di film sul calcio in italia ne vengono distribuiti tanti ma non li vede nessuno, è un fenomeno che un giorno qualcuno dovrà studiare: è come per i romanzi di Star Wars, nessun fan italiano di Star Wars li toccherebbe anche solo con un bastone 😀

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    • Madame Verdurin ha detto:

      Tutto merito tuo Vasquez, ho cercato di emulare la tua gloriosa impresa di trascinare il nostro Lucius nell’universo di X-Files; quella rubrica sta offrendo grandissime gioie a noi lettori, e sono sicura che il nostro Etrusco preferito saprà tirare fuori del buono anche da un tema inflazionato (almeno in Italia) come il calcio 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Vi ci sapete mettere in due a trascinarmi dove non sarei mai andato!!! ^_^

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      • Vasquez ha detto:

        Eh eh eh!

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      • Vasquez ha detto:

        Sicuramente come in tutti gli sport anche nel calcio c’è del buono, solo che a quanto pare gli italiani preferiscono discutere per ore se era fuorigioco o meno, quando potrebbero… che so? guardare un bel film sul calcio, o leggere un post Etrusco! 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Le discussioni che ho sentito sul calcio erano straordinariamente prive di contenuti, è pura tifoseria e quindi priva di alcuna sostanza: la mia squadra è la migliore perché sì, e la tua fa schifo perché fa schifo, e quella volta c’avete rubato un rigore perché siete tutti corrotti mentre la mia squadra è pura e quindi non vince, ma se vince perché ha rubato un rigore ci dovete stare, perché ce l’avete rubato l’altra volta. Cosa può uscire fuori da discussioni del genere? Cosa c’è da approfondire? 😛

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      • Madame Verdurin ha detto:

        L’unica è rispondere… per le rime! Una volta avevo scritto una cronaca di una partita di calcio in rima. L’ho anche mandata alla Gazzetta dello Sport ma non erano interessati 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non se la meritavano! Sono troppo seriosi e barbosi per apprezzare una telecronaca in rima ^_^

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  7. J_D_La_Rue_67 ha detto:

    Non so se avrò mai l’occasione di vedere queste 2 nuove versioni della Longest Yard… sono prevenuto perché perché per me Paul Crewe, Nate, Caretaker, Knauer e tutti gli altri sono dei capisaldi. Forse quello inglese sul calcio potrei sopportarlo, ma vedo che c’è pure un film egiziano.
    Chissà se Jason, almeno come portiere, è migliore di Stallone 😀

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  8. Sam Simon ha detto:

    Splendida rubrica e un plauso a Madame Verdurin per farla partire (e a te per lasciarti convincere così facilmente a lanciarti in imprese meritorie)!

    Questo film mi manca ma ora ho tutta l’intenzione di recuperarlo, sembra più che interessante! :–)

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