[Comics] Bonelli contro i Thugs!

Dopo aver visto su Prime Video il film d’annata Sul filo dell’inganno (1988), la storia di come nell’India del 1825 il militare britannico William Savage abbia scoperto una realtà ignota – cioè la setta di assassini indiani chiamati Thugs – mi sono ricordato che la Bonelli ha più volte trattato l’argomento, così mi è venuta voglia di andare a vedere come gli eroi nostrani a fumetti si siano comportati davanti alla minaccia della setta indiana.


Cover di Galliano Ferri

Novembre 1969
Zagor nn. 53-54
La dea nera

Sceneggiatura: Guido Nolitta (Sergio Bonelli)
Disegni: Franco Donatelli

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Durante un loro lungo ritorno a Darkwood i nostri due eroi Zagor e Cico incontrano un loro amico – il poliziotto privato pasticcione Bat Batterton – e decidono di accompagnarlo a presentarsi dal suo nuovo datore di lavoro: il britannico David Lean che da anni gestisce una grande tenuta nella zona.

Lean racconta ai protagonisti che da giovane militare in India insieme ai suoi commilitoni Abe Slater e Harry Jason ha stanato una setta di Thugs dandole una sonora batosta, una trovata che credo strizzi decisamente l’occhio al celebre film Gunga Din (1939) della RKO, con i suoi tre eroi che sbaragliano una fazione locale di Thugs. Dopo il congedo Lean si è trasferito negli Stati Uniti ma da poco ha ricevuto la notizia della morte dei suoi due vecchi commilitoni, chiaramente uccisi da chi sta vendicando quei fatti del passato: il poliziotto Bat Batterton dovrà ora garantire la sicurezza dell’ex militare, ma sembra decisamente un’impresa più ardua di quanto l’uomo sia in grado di portare a termine.

Lean sospetta che il capo della setta che lui ha sbaragliato, il perfido Ghura Khan rinchiuso in seguito nella prigione di Sangor, sia tornato libero e ora sia pronto a colpirlo, con i suoi adepti che uccidono con un rhumal, il fazzoletto bianco e giallo che costituisce la loro unica arma.

Nessun fazzoletto bianco può averla vinta su Cico!

La lunga premessa e l’introduzione dell’elemento esotico è molto ben fatta, con una bella esposizione di personaggi e tematiche, peccato che poi al momento dello sviluppo sia tutto abbastanza sbrigativo, probabilmente per il limitatissimo spazio a disposizione: si limita tutto a un lungo spiegone finale che delude un po’, vista la lunga e articolata premessa sui Thugs. Comunque una lettura simpatica.

Una curiosità: l’idolo di pietra della dea Kalì credo sia il ritratto meno fedele della dea indiana mai apparso al mondo!


Cover di Galep

Ottobre 1986
Tex nn. 312-314
Gli strangolatori

Sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Galep (Aurelio Galleppini)

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Un gruppo di una sessantina di Thugs per varie ragioni si trovano negli Stati Uniti, precisamente sull’isola di Galveston che affaccia sul Golfo del Messico, e si costruiscono un covo segreto nella sterminata foresta delle vicinanze: grazie all’aiuto del bieco contrabbandiere McMurdo si dedicano alla pirateria “da costa”, facendo naufragare le navi, derubandole e ogni tanto rapendo qualche vergine per i loro sacrifici umani.

Dopo tre anni di attività finalmente una vittima riesce a sfuggire ai Thugs e, sebbene venga ritrovata comunque morta, stringere tra le mani un rhumal – il fazzoletto usato come arma mortale – convince il comando dei Ranger che c’è un “problema Thugs”: chi mai potrà risolverlo? Ovvio, Tex e i suoi pards, che prontamente arrivano sul posto e usano il contrabbandiere per localizzare il nascondiglio segreto dei criminali indiani. Deliziosa la scena in cui Tex e Carson non capiscono che con “indiani” si intenda “dell’India”.

Ah, quando si potevano offendere le altre etnie!

In questa tipica avventura esotica texiana i nostri pards impiegano davvero poco a stanare i Thugs nella foresta, impresa fallita per anni a tutti i paesani, e ovviamente è Tex che ha tutte le idee mentre Carson oppone la sua blanda resistenza menagrama. Più che sulla complessità della vicenda – davvero lineare – è tutto basato sull’interazione fra i quattro protagonisti e dall’altra parte sui piani diabolici del bieco McMurdo che tenta di raggirare il capo dei Thugs.

Un po’ di folklore arriva giusto nel finale, con lo scontro nella caverna dove gli anni Ottanta consentono addirittura di uccidere degli animali, azione temo ormai assolutamente vietata, per una storia essenziale che punta più sui personaggi che sulla vicenda.

Riletto a più di trent’anni di distanza mi sento di dire che rimane una storia piacevole, anche se non fondamentale.


Cover di Roberto Diso

Gennaio 1987
Mister NO nn. 139-143
Gli spietati

Sceneggiatura: Guido Nolitta (Sergio Bonelli)
Disegni: Domenico e Stefano Di Vitto

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Se i precedenti eroi ottocenteschi potevano ancora giustificare la presenza di Thugs residui, emigrati negli Stati Uniti, è già più difficile pensarli attivi nella metà del Novecento in cui vive Mister No, infatti uno dei personaggi li definisce «Roba che si vede al cinema», probabilmente pensando – di nuovo – proprio a Gunga Din (1939), che in quell’universo narrativo è “roba fresca”. (Mister No cita dichiaratamente il film Il fiume rosso del 1948 come uscito qualche anno prima: perciò siamo intorno al 1950.)

Se i Thugs di Zagor discendevano da quelli di Ghura Khan, quelli di Mister No fanno capo a Surat Khan e sono attivi sull’isola sudamericana di Trinidad, che vanta una corposa popolazione indiana: l’idea è quella di scacciare gli stranieri e creare un’isola indiana al largo delle coste del Sud America.

A contrastare questa spinta integralista c’è la parte più “amichevole” dell’India, rappresentata dal principe Ahmed che guida i nostri protagonisti alla scoperta dei misteri dell’isola, che è sì piena di insidie ma non tutte sono quello che sembrano.

Non puoi riposarti un attimo… che sbucano i Thugs!

La storia è molto ambiziosa ma onestamente un po’ scarsa di contenuti, di sicuro assolutamente inadatta a riempire i tre albi che le sono stati dedicati, infatti pieni di allungature di brodo e di lungaggini varie. Beffa delle beffe, alla fine i Thugs fanno solo da tappezzeria in questa storia, appaiono solo in due punti all’inizio e poi scompaiono dalla narrazione, citati solo come braccio armato di potenti signori del crimine locale: perché mai un “cattivo” dovrebbe usare degli assassini del secolo precedente, armati solo di fazzoletti? Perché non risolvere tutto a pistolettate, come infatti avviene poi per tutta la vicenda?

Nolitta-Bonelli sembra usare il materiale già pronto sui Thugs come semplice allunga-brodo di una storia che doveva durare decisamente troppo rispetto alla sua reale consistenza, anche se poi Mister No è simpatico e l’avventura si legge senza fastidio. Però è innegabile sia una storia da segnare nella lista di quelle “venute malino” del personaggio.

In compenso rispetto a Zaor almeno la dea Kalì è rappresentata più fedele all’originale.


Cover di Gallieno Ferri

Luglio 2002
Zagor nn. 444-446
Thugs

Sceneggiatura: Moreno Burattini
Disegni: Raffaele Della Monica

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Lo Spirito con la Scure ritorna sull’argomento già trattato, in una storia che oltre a riallacciarsi a La Dea Nera ha forti richiami anche con Dharma la strega (dicembre 1976), altra storia su tematica indiana con la strega che ora è pronta a tornare in azione.

Stavolta Zagor e Cico incontrano Mac Quade, altro soldato britannico proveniente dall’India dove insieme al locale Ramath ha sbaragliato un gruppo di Thugs, rischiando più volte la vita: non va meglio in America, visto che pure qui di assassini della dea Kalì ce n’è a palate e i loro attacchi sono all’ordine del giorno.

Intanto la strega Dharma stregheggia a manetta, tentando di donare un corpo all’ultimo Avatar… che l’abbia trovato in James Cameron?

Quando un uomo con il fazzoletto incontra un uomo con la pistola…

Non amo i recenti autori Bonelli, così desiderosi di ricollegare più storie del passato insieme dimenticandosi delle storie del presente: se già non bastassero gli inevitabili allungamenti di brodo di una storia che non meritava i tre albi a lei dedicati, ci sono continui flashback di cui non si sentiva proprio il bisogno. Ormai il confine tra “sceneggiatura” e “fan fiction” non è più avvertibile.

Tra magie, spiritismo e tigri, i poveri Thugs fanno la figura dei babbei, coi loro fazzolettoni: sono ormai personaggi che la Bonelli usa solo per auto-citazionismo, privati di qualsiasi sostanza.

L.

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6 risposte a [Comics] Bonelli contro i Thugs!

  1. Cassidy ha detto:

    Troppo invitanti per la Bonelli i Thugs, sembrano fatti dal sarto da opporre ai loro personaggi, anche se la rappresentazione non è proprio il massimo! 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Visto poi che sono personaggi ottocenteschi, sono perfetti per Zagor e Tex, basta inventarsi qualcosa per farli emigrare in America.
      La cosa curiosa è che la Bonelli ha rispolverato i Thugs nel 1986 e 1987, poco prima della nascita del film storico del 1988 con Pierce Brosnan (arrivato in Italia solo nel 1990): chissà, magari all’epoca c’era qualche anniversario Thugs!! 😛

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