CGI killed the Action Star

Spero che anche i lettori più giovani abbiano colto la citazione nascosta nel titolo di questo pezzo, che strizza l’occhio a Video Killed The Radio Star (1979), canzone che proprio questo agosto 2021 compie 40 anni di paradosso.

«Pictures came and broke your heart»

Il 1° agosto 1981 infatti l’emittente statunitense Mtv inizia le sue trasmissioni, mandando in onda il videoclip della canzone firmata dai The Buggles, il cui testo in pratica parla di come il video abbia ucciso i divi della radio: “sono arrivate le immagini e ti hanno spezzato il cuore”. I videoclip sono il nuovo medium (o almeno la versione migliorata di un medium già noto ma alquanto grezzo) che conquisterà gli anni Ottanta, eppure l’emittente che maggiormente influenzerà questo decennio inizia la trasmissione denunciando i danni che il medium stesso sta compiendo.

Cosa c’entra tutto questo con la foto di Black Panther che ho messo all’inizio? La spiegazione è che secondo me stiamo assistendo ad una riproposizione dello stesso paradosso: il nuovo medium – l’uso massiccio di effetti speciali di alta qualità – sta danneggiando un medium storico come il cinema d’azione, eppure è l’unico modo per venderlo al pubblico.

Per spiegarmi, ecco il video da cui è nata la mia riflessione: è la scena tratta dal film Captain America: Civil War (2016) in cui Pantera Nera insegue il Soldato d’Inverno e dietro loro c’è Capitan America che rincorre entrambi. (Scusate se ho usato i nomi italiani dei personaggi!)

La prima volta che ho visto questo film, e questa scena in particolare, ho sbuffato tutto il tempo: è palese che è tutta roba fatta al PC, sono omini digitali che non fanno neanche finta di rispettare i movimenti di un essere umano. Effetti speciali invecchiati male che distruggono una scena d’azione teoricamente mozzafiato.

Solo in questi giorni ho scoperto che invece… è tutto vero! Tutto quello che si vede nel video qua sopra è girato dal vivo, con vere persone che fanno sul serio ciò che vediamo in scena.

Tutto nasce dalla mia scoperta del canale Corridor Crew, gestito da un giovane gruppo di maghi degli effetti speciali cinematografici che svelano molti segreti dell’ambiente, girando anche cortometraggi di gran lunga superiori a qualsiasi film hollywoodiano degli ultimi vent’anni. La seconda passione di questi ragazzi è il cinema d’azione, e per questo da circa un anno invitano sul loro divano il fior fiore degli stuntman a raccontare le loro avventure.

Il marzialista che si nasconde sotto la tuta nera

Uno degli ospiti fissi del gruppo è Gui DaSilva-Greene, talentuoso e spettacolare giovane attore marziale protagonista di alcune delle più grandi scene d’azione di serie A, oltre che il vero Pantera Nera! (Ecco un mix di suoi ruoli d’azione, dai Power Rangers alle Tartarughe Ninja a Daredevil.)

Ai ragazzi del Corridor Crew Gui porta un “dietro le quinte” che mostra come tutte le trovate d’azione della citata scena di Civil War siano vere, tutte sequenze in cui lui era là, in carne ed ossa, a saltare dai palazzi, dalle auto in corsa e a… correre più veloce della luce! Niente CGI (computer-generated imagery), semplicemente c’è un’auto con attaccato dietro un lungo tappeto su cui Gui corre: la sua velocità “umana” normale si somma alla velocità dell’auto trainante e quindi, inquadrato da una cinepresa in movimento, sembra che Pantera Nera corra a cento all’ora!

Ai tempi d’oro (anni Ottanta, primissimi anni Novanta), scene d’azione del genere avrebbero fatto la fortuna di un film, invece nei filmoni DC-Marvel sembra tutto drammaticamente finto: il povero Gui si è impegnato in scene rischiose e mozzafiato per niente, perché sembra tutto fatto al PC! Possibile alla Disney nessuno si accorga che i “ritocchini” digitali rovinano le scene d’azione? Che cioè i personaggi si muovono come nessun essere umano si muoverebbe, e per ciò risultano finti benché siano veri?

Il medium “effettoni speciali” serve a vendere i film così come i videoclip anni Ottanta servivano a vendere gli album musicali, ma sotto c’è il medium storico (cinema d’azione) che ne soffre profondamente: i cortometraggi girati al parco dagli stuntman per dei video promozionali sono mille volte superiori al miglior filmone d’azione dell’anno. Perché l’azione più è vera e più funziona: lo dimostra il grande successo della saga di John Wick, che non ha nulla di vero ma lo sembra. (Ci sono sequenze in John Wick dove tutto è rifatto al computer, vetri, coltelli, spari, sangue, in pratica c’è Keanu e un tizio che fanno le mosse poi tutto il resto è rifatto al computer, ma così bene che non dà fastidio.)

Il paradosso di cui parlo ha un’altra faccia: la scena d’azione che funziona perché vera… ma completamente rifatta, proprio come John Wick.

Chi si nasconde sotto il casco brutto di Fennec Shand?

Una delle stuntwoman invitate dal Corridor Crew è Lauren Mary Kim, grintosa lottatrice che se avete amato la serie “The Mandalorian” avete visto in più punti. Per esempio è lei sotto il costume dell’Armaiola che prende gli Stormtroooper a martellate, è lei a compiere le acrobazie in battaglia di Fennec Shand (Ming-Na Wen), ma soprattutto è la controfigura di Diana Lee Inosanto nel mitico combattimento contro Ahsoka Tano dell’episodio 2×05.

Quando il mondo marziale incontra quello di Star Wars

Non perdetevi lo spettacolare filmato amatoriale dove due delle più mitiche stunwoman in circolazione – la citata Kim e Amy Johnston (la “figlia” di Dolph Lundgren in Female Fight Club) – litigando per un pupazzo di Baby Yoda si ritrovano alle mitiche Vasquez Rocks ad impersonare uno scontro fra Ahsoka Tano e Bo-Katan (anche se i costumi lasciano un po’ a desiderare): ogni avventura migliora… con una darksaber in pugno!

Parlo di Kim perché se in “The Mandalorian” come controfigura affronta Ahsoka Tano, è proprio a questo personaggio che la giovane attrice marziale ha dato corpo e movenze nel medium che l’ha creato: la serie animata.

Una grintosa eroina d’azione si presta all’animazione

Dave Filoni per una delle ultime puntate di “Star Wars: Clone Wars” (7×10, 24 aprile 2020) ha voluto il meglio del meglio, anche perché l’episodio prevede un epico scontro fra la giovane Ahsoka Tano – personaggio creato da Filoni per la serie e immediatamente amato dai fan – e il perfido Darth Maul, quello che per primo ha portato la marzialità in Star Wars, ai tempi de La minaccia fantasma (1999).

A dare i movimenti a Darth Maul c’è sempre lui, Ray Park, che ha interpretato il personaggio al cinema – ed è stato pure Red Snake nei film di G.I. Joe – quindi per il combattimento tra due personaggi animati Filoni si è rivolto a due professionisti perché combattessero con i sensori attaccati al corpo. Il risultato (potete vederlo in un video più sotto, seguito dal “dietro le quinte”) è di altissimo livello.

Due grandi interpreti marziali si prestano a personaggi animati

Il problema è che non riesco a vedere differenza tra il combattimento di “Clone Wars” e quello di Civil War: i combattimenti “veri” dei film Marvel sono identici ai combattimenti “finti” delle serie animate, malgrado teoricamente dovrebbero essere media diversi. È come se la Disney volesse uniformare tutto, abbassando la qualità dei combattimenti “umani” e allo stesso tempo alzando quella dei personaggi animati, fino ad arrivare ad avere la stessa qualità in due formati d’intrattenimento profondamente diversi.

Darth Maul vs Ahsoka Tano by Saby Menyhei (2021)

Sicuramente è solo un mio problema, per cui trovo accettabile da un cartone animato quello che non trovo accettabile da un film – che cioè i personaggi agiscano con movimenti incompatibili con i corpi umani – ma continuo a pensare che se un umano si comporta da cartone animato non è apprezzabile, quindi tutte le scene d’azione dei supereroi al cinema, sebbene interpretate dal vivo da bravissimi professionisti, mi sembrano uscire da un cartone animato o videogioco. E questo non dovrebbe essere l’obiettivo di una qualsiasi casa cinematografica.

Il successo di John Wick (2014) sembrava aver spinto il cinema ad una sorta di ritorno alla “semplicità” dello scontro fisico, invece a parte Stahelski, Leitch & Co. il resto è tutto “ritoccato” perché anche la scena più vera sembri falsa: che sia un complotto perché ogni film sembri un videogioco? La verità è là fuori…

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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24 risposte a CGI killed the Action Star

  1. @bluebabbler ha detto:

    Non so cosa di preciso renda memorabile una scena di azione. Effetti o non effetti, credo sia un indovinato mix tra attori, montaggio, effetti e regia. Digitale o no, alla fine vince la scena che ti fa esclamare: WOW!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Perfettamente d’accordo, e il problema è che una scena che sembri finta non fa esclamare WOW. Anche perché entra in ballo il problema del gusto: ognuno di noi ha un personale parametro del WOW, quindi alla fine non può essere quello il parametro di giudizio.
      Girare una scena dal vero e poi “rovinarla” con ritocchi digitali è un gran peccato, ma se lo fanno evidentemente sanno (o pensano di sapere) che il pubblico di oggi vuole la roba finta, i cartoni animati, scene che sembrino da videogioco, e quindi si uniformano al (pessimo) gusto attuale, che magari fra un anno cambierà. Invece una buona scena d’azione è eterna, semplicemente perché fa dire WOW al di là delle mode.

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      • Giuseppe ha detto:

        Ma di questo sono sempre di meno a rendersene conto, vedi appunto la Casa del Topo che, in fatto di CGI, sembra sia definitivamente passata dal chiedersi COME e QUANDO usarla al QUANTO usarla e basta: un grazie sentito ai ragazzi di Corridor Crew che ci permettono di capire appieno quanto siano gravi i limiti dello stile alla “ritocco digitale non richiesto”… perché sì, se hai a disposizione dei professionisti capaci di realizzare scene d’azione spettacolari -nonché VERE- senza bisogno di “aiuti” e, nonostante tutto, agisci in quella maniera allora proprio non ci siamo e io mi sento anche un tantino (eufemismo) preso per il culo 😦
        P.S. Grande citazione d’annata, i Buggles… 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Hai presente quei filmini che gli stuntman girano per dare un’idea al regista di come sarà la scena d’azione? (Di solito si trovano come contenuto speciale dei DVD o all’interno dei “dietro le quinte”) Come mai quelli sono spettacolari e poi la scena finita, in un film americano, è blanda e falsissima? La voglia di usare attori famosi in scene patinate forse non dà tutti quei frutti che le case pensano.

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  2. Austin Dove ha detto:

    Hai scoperto il segreto delle grandi produzioni disney 🤣
    Sono cambiati i tempi delle saghe horror durante le quali al massimo parlavi di concept e makeup artist

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Questione spinosa. Capisco perfettamente il tuo sfogo e lo condivido tanto che anch’io pensavo che la celebre scena di Black Panther che corre a mille all’ora fosse finta e pure fatta male. Ora invece mi mostri che è vera e casca il palco! E non so cosa pensare…

    John Wick, Tylera Rake e il suo close combat, la celebre scena di “Atomica Bionda” dove Charlize Theron mena tutti sulle scale, le botte da orbi in serie come “Banshee”,… Ci sono ancora risacche di marzialià dove attorni normali, non atleti come Scott Adkins o Tony Jaa, prova a menare qualche colpo e coreografano qualcosa di decente nel desolato panorama odierno. E questo è bene. Il problema è quando in mega produzioni Disney, che dovrebbero essere il fiore all’occhiello e il “non-plus-ultra” dell’action, imbastardiscono tutto con effetti digitali talmente opprimenti che pure quando le cose sono vere paiono finte! Oppure quando chiamano fior fiore di atleti per non fargli fare nulla. Perché chiamare Adkins nel ruolo dello sgherro generico n.2 che tira due calci e muore da deficiente in “Doctor Strange”? Perché chiamare Tony Jaa in “Fast e Furious 7” o Iko&Yayan per fargli fare due mercenari in “Star Wars 7” senza farli combattere?

    Ero ottimista fino a qualche anno fa. Speravo fortemente in un ritorno di fiamma dell’action puro, e invece abbiamo fatto qualche timidissimo passo avanti e molti indietro annacquando la qualità generale tanto che bastano dei combattimenti “basici” per esaltare le folle che si riversano al cinema. Mi accontento anche del poco che passa il convento (come la lunghissima scena di close combat in Tyler Rake che ho citato prima), ma basta che sia fatto bene. Se usi tutta la tecnologia del mondo per uscirmi con una scena fatta male, ai limiti del ridicolo, come quella di Black Panther puoi avere tutti gli stunt che vuoi che mi farai cascare le braccia.

    Forse il problema dei film Disney è che i poteri dei personaggi (volano, sparano raggi laser, hanno una super-forza,…) rendono meno credibile la scena già di base e tutto sembra un fumettone. Prendi Matrix con Neo che combatte contro l’agente Smith. Pareva Dragon Ball con tanto di pose plastiche in aria! Come puoi “credere” a quello che vedi sullo schermo se da un lato hai un super-uomo che corre come un treno e dall’altro hai un tizio dentro un armatura robotica che vola e spara raggi laser? Sai che tutto è finto e vieni coinvolto ma non più di tanto, anzi, rimarchiamo i difetti perché mentalmente non sei più “dentro” al film. Viceversa, un cartone animato è finto e il tuo cervello lo considera finto a priori e non da peso se uno vola e l’altra è immortale, si gode la scena per quello che è.

    Forse ho fatto un po’ di confusione e ho intricato il mio pensiero ma porta pazienza che stanotte ho dormito si e no due ore…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi spiace per la nottataccia, ma il tuo pensiero è chiarissimo e lo condivido, infatti da un cartone animato accetto quello che non accetto da un film, proprio perché sono formati diversi. L’animazione fa passi da gigante e i combattimenti sono molto ben curati – così come nei videogiochi – invece nei film i combattimenti sono sempre peggio, perché anche quando sono veri e mozzafiato vengono “smarmellati” da ritocchini digitali che li fanno sembrare fasulli.
      Tutto sta a capire se la Disney fa così perché “SA” che vende bene, o perché “PENSA” che vende bene. Basti fare un giro su YouTube a vedere le “reactions” dei fan davanti agli ottimi scontri marziali di Ahsoka Tano in “The Mandalorian” per capire che forse i fan non sono tutti “di bocca buona” come crede la Disney…

      I film d’azione che mi citi sono tutti riconducibili ad un’unica fonte, cioè quei due visionari dell’action che sembrano nuovi ma in realtà sono lì da sempre: Chad Stahelski e David Leitch, autori di John Wick, Atomica Bionda, Tyler Rake nonché creatori della società di stuntman che si occupa di tutte le migliori scene dei migliori film di serie A, sono due tizi che nei film anni Novanta trovi a fare a botte marziali contro tizi che oggi fanno gli stuntman per le grandi case di Hollywood: sono nati con la febbre marziale degli anni Novanta e l’hanno trasportata nel futuro, sfidando lo “smarmellamento” di robe imbarazzanti tipo i filmacci di Jason Bourne, girati volutamente male malgrado ci siano dei grandissimi atleti coinvolti. Perché chiamare uno che sa fare una capriola e poi fare di tutto per non far capire che la sa fare?

      Il problema è che al di fuori di Stahelski e Leitch c’è il vuoto assoluto, tutti sono convinti che il pubblico non sappia capire una buona scena d’azione, però poi arrivano i capolavori dall’estero e tutti impazziscono. Tra Ong-bak e The Raid c’è stata una rivoluzione che persino la Disney non ha potuto ignorare, quindi lo sapete benissimo che la qualità si vede, che anche il pubblico più generico capisce quando una scena d’azione fa schifo e quando invece è un capolavoro, ma per non rischiare smarmellano tutto.

      Civil War e John Wick sono film dove scene girate dal vivo sono state pensantemente modificate in digitale: nel primo caso si è esagerato tanto che sembra tutto falso, nel secondo si è lavorato così bene che sembra tutto vero. Non mi sembra che John Wick sia un film ignorato dal pubblico, eppure si preferisce smarmellare tutto..

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  4. wwayne ha detto:

    Sin City è un film girato interamente con il green screen, quindi tutto (ma proprio tutto) ciò che circonda gli attori è stato creato in CGI. Eppure è un film che funzionava benissimo quando uscì e funziona benissimo tuttora: non solo per la qualità della CGI, ma anche perché racconta delle storie così potenti che coinvolgerebbe lo spettatore anche se la CGI fosse pessima. Tutto questo per dirti che secondo me la CGI non ha il potere di rovinare da sola un buon film: se la storia ti piace e ti coinvolge, non farai neanche caso alla qualità della CGI, esattamente come guardando un buon poliziesco degli anni 70 non fai neanche caso al fatto che le macchie di sangue siano palesemente vernice rossa.
    Comunque Black Panther è un buon film. L’ho trovato un’originale reinterpretazione dell’episodio di Caino e Abele: in quel caso era il fratello cattivo a uccidere quello buono, qua invece lo schema viene ribaltato. Meno originale, ma comunque significativa la riflessione che il film suggerisce sulla corretta gestione del potere: il cattivo del film regna in modo tirannico e dispotico, e quindi finisce per perdere tutto; Black Panther invece è un sovrano saggio e moderato, e quindi i suoi sudditi non gli voltano le spalle neanche nel momento di maggiore difficoltà. Sembra un messaggio banale, ma evidentemente non è così ovvio per tutti, dato che in tutto il mondo abbiamo dei politici che gestiscono il loro potere con lo stesso odio e la stessa spietatezza di Killmonger (e non solo in Afghanistan).
    Nonostante i meriti che ho elencato, reputo esagerato il successo di critica e di pubblico riscosso da Black Panther. Ritengo che su di esso abbiano influito dei fattori esterni al film: per quanto riguarda gli incassi abnormi, sono dovuti al fatto che per la prima volta la comunità afroamericana ha avuto un supereroe di colore in cui identificarsi, e quindi è andata a vederlo in massa (trainando poi anche il resto degli spettatori); per quanto riguarda le numerose candidature all’Oscar, le imputo al fatto che l’Academy negli ultimi anni ha ricoperto d’oro tutti i film che fossero etichettabili come anti – Trump, e in questo senso un cinecomic con un protagonista nero si prestava perfettamente allo scopo.

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  5. Il Moro ha detto:

    Sì, questa roba è assurda. Diciamo che potrebbe essere giustificata dal fatto che stiamo parlando di film di supereroi, e quindi dovrebbe dare l’impressione che questi facciano qualcosa che nessun essere umano sarebbe in grado di fare. Inoltre, parlando di combattimenti, in America hanno delle regole molto rigide su quello che puoi far vedere in un combattimento in un film che deve ottenere il PG13, quindi rendere il combattimento più “finto” potrebbe davvero essere voluto.
    Certo che spesso i dietro le quinte sono più interessanti del prodotto finito.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In effetti magari un calcione dato bene agli occhi del censore potrebbe risultare violento, e visto che tutti i film di supereroi sono pensato per un pubblico di giovanissimi questo creerebbe qualche problema. Invece scene così “smarmellate” da sembrare dei videogiochi di seconda categoria sicuramente sono tutto tranne che violente. Potrebbe starci.
      Ma di sicuro gli speciali girati dietro le quinte sono mille volte superiori in qualità 😛

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Disamina molto interessante, condita da gustosi video a corredarla. Ottima e gradita anche la citazione del titolo 🙂
    Sugli effetti speciali, condivido lo stupore e anche un po’ il disappunto a constatare che scene girate ad hoc “in modo veritiero”, non passano per tali!
    A questo punto lode agli effettacci tremendi della Z, lì non c’è trucco e non c’è inganno visto che paradossalmente trucco e inganno sono fin troppo palesi! Ahahahah! 🙂

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  7. Sam Simon ha detto:

    Hai un tempismo eccezionale: ho pensato esattamente quello che hai pensato te ieri sera quando mi sono guardato Aeon Flux, film con Charlize Theron di una quindicina d’anni fa, in cui le scene d’azione sono tutte orribili perché suonano terribilmente finte. Le persone fanno movimenti privi di senso, sembrano di gomma, la forza di gravità non esiste, inerzia e velocitá sono costantemente ignorate.

    Che poi a monte ci siano bravissimi stuntmen e bravissime stantwomen a fare realmente quei movimenti conta poco, perché il risultato finale è plasticoso e giocattoloso. In ogni caso molti effetti in CGI che non coinvolgono esseri umani hanno questo stesso difetto: in Super8 dell’odiato JJ la scena del furgone che si schianta sul treno in corsa sembra uscita da un cartone della Looney Tunes fatto male!

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  8. Cassidy ha detto:

    Jason Statham che dichiara che gli stunt della Marvel li fa anche sua nonna, ma se sua nonna è come il gattone dietro alla maschera di Pantera Nera però 😉 Il problema sta nella sapienza nell’uso (o l’abuso) di CGI e l’equilibrio nel dosarla. Poi nessuno ha ancora pensato a coreografie per super umani. Se hai un atleta bravissimo con i calci, il coreografo per lui studia molti movimenti calciati, per personaggi super al massimo pensano, ok ora gli faccio fare un saltone lungo in CGI, il che rende tutto posticcio. Hai fatto l’ottimo esempio di “Clone Wars” in una serie piena d’azione quel combattimento è memorabile e spicca (per quanto animato) perché si avvale di competenze umane come il talento di Ray Parks. Anche nell’ultimo spettacolare Mad Max è stata usata un po’ di CGI, ma l’effetto finale sembra realistico e “vero” sul serio, il paradosso quasi quanto quello della mitica canzone che hai citato è che al cinema, dove tutto è finto, più cose vere fai, più il risultato migliora e sembra reale, la CGI potrebbe migliorare la realtà, quindi nel caso della Marvel, ci vorrebbero registi più saggi dei fratelli Russo, che poi però sono gli stessi che altrove, hanno prodotto “Tyler Rake” quindi certe cose le sanno fare, ma forse la Disney vuole tenere tutto avvolto nel pluriball per evitare il visto censura. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti il gioco dovrebbe consistere nel chiedersi “ma è vero o fatto al computer?” Se te lo chiedi vuol dire che è fatto così bene da sembrare vero. Invece ogni film targato Disney è così finto che la domanda non si pone: non c’è niente di vero o anche solo vagamente verosimile, anche se invece è tutto vero!
      Clone Wars ha avuto giustamente successo, mi sono visto un po’ di puntate ed è fatto davvero bene, una vera fucina di personaggi, tutti finiti nel gioco “Galaxy of Heroes” per smartphone! Da poco mi è arrivata Ahsoka adulta e la sto potenziando per benino, mi aspetto grandi cose ^_^

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  9. Madame Verdurin ha detto:

    Capisco la tua perplessità: io in genere nelle scene di combattimenti o inseguimenti tendo a prendere sonno, ma se so che sono cose fatte veramente da professionisti di quelli seri (sto pensando ovviamente a Jackie Chan) allora cambia tutto! Gli spettacoli dal vivo con stuntman che si vedono in alcuni parchi divertimenti sono di gran lunga migliori di tanti film d’azione di oggi, in cui come dici tu tutto è finto o comunque lo sembra.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Jackie è proprio un esempio calzante: malgrado la sua fama, spesso nelle sue scene mozzafiato usa degli accorgimenti che però risultano invisibili allo spettatore, ritocchini fatti così bene che sembra davvero tutto vero e soprattutto lo spettacolo c’è e intrattiene. Se ti fa venir sonno, allora vuol dire che gli autori non hanno saputo creare uno spettacolo tale da tener desti 😛

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  10. Marco Vecchini ha detto:

    Credo che la differenza stia nel fatto che nell’azione tipica dei film Marvel (e di gran parte dell’action moderno) viene disinnescata qualsiasi percezione del pericolo, del dolore e della fatica, perché viene tolto dallo schermo ogni tipo di reazione o conseguenza. I personaggi non si stancano, non subiscono ferite, non hanno mai l’impressione di essere sopravvissuti per un soffio. Cosa che invece in John Wick c’è: il pugnale si conficca nelle carni e fa male, le persone muoiono, si azzoppano, le braccia si rompono e tutto quanto.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, sicuramente è per evitare problemi con la censura, così da fare un combattimento che “sembri” in grande stile ma che al tempo stesso sia così innocuo da sembrare un fumettone.
      Il problema però è che la nuova generazione di spettatori cresce pensando che quella DC-Marvel sia la qualità d’arrivo, mentre invece è solo una parodia del cinema d’azione. Speriamo non sia così 😉

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