Saltwater (2016) Atomic Shark

Sembra già finito l’interesse del canale differenziato Cielo nel doppiare in esclusiva nuovi filmacci con squalacci, visto che il consueto ciclo “Shark Attack” sembra aver già esaurito le sue novità: ieri infatti è andata in onda la replica di Planet of the Sharks (2016). Prima della fine della stagione, almeno Cielo l’11 agosto 2021 ci ha regalato una primizia.

Solo il peggio del peggio squalesco

Mandato in onda con il titolo italiano di Atomic Shark, questo film non va confuso con l’Atomic Shark (2016) di Lisa Palenica, perché infatti si tratta del coetaneo Saltwater. Atomic Shark (2016) di A.B. Stone, anche se entrambi i film sembrano avere la stessa trama e un personaggio in comune, interpretato dallo stesso attore! Forse però i fan che aggiornano IMDb hanno fatto casino con le schede.

Finalmente una grafica del titolo molto accattivante, con il suo gusto retrò

Fa piacere trovare tra gli sceneggiatori G.E. Furst, anche se si firma Griff Furst forse per non farsi riconoscere. Ha lavorato poco come scrittore, ma come regista ci ha regalato grandi emoZioni, sin dai tempi del mitico I Am Omega (2007): cioè Io sono leggenda in versione Z, con Mark Dacascos che mena i vampiri!
Da Lake Placid 3 (2010) a Killer Shark (2011) Furst ci ha regalato regie di serie Z di qualità, ma qui è solo autore… con le idee ben chiare sull’argomento principale del film.

Sì, certo, gli squali, ma protagonista del film è tutt’altro..

Alcune brevissime scene che mostrano documentari d’annata sugli esperimenti atomici in mare sono l’unica spiegazione sul perché sulle coste di San Diego si aggiri uno squalo luminescente, che oltre a smangiucchiare le sue vittime le abbrustolisce pure (che in fondo così sono pure più saporite), perché poi l’intera attenzione del film è riservata a Rachele Brooke Smith, ed è più che comprensibile.
La ballerina e artista marziale sfoggia il suo costumino rosso da bagnina ed è perennemente inquadrata: il resto del film ha davvero poca importanza.

Domanda: quale delle due attrici è una ballerina e artista marziale?

La caratteristica di ogni filmaccio di squalacci è che “omaggia” (leggi: “copia”) Lo Squalo (1975) di Spielberg, quindi qui facciamo che uno stropicciato Jeff Fahey viene chiamato ad interpretare Roy Scheider: quello che ha visto lo squalo ma nessuno gli crede.

A Jeff non sembrava andare molto di fare ’sto film

Avete visto Fahey? Ecco, scordatevelo, il suo ruolo di due minuti l’ha fatto, ha preso il cestino del pranzo che è l’unico pagamento che probabilmente avrà ricevuto, e ora Jeff scànsati, che c’è il corpicino muscoloso di Rachele da inquadrare.

Li abbiamo già inquadrati gli addominali di Rachele? Nel dubbio rifacciamolo

C’è dunque uno squalo atomico in acqua, ma come è possibile? Ah, chi se ne frega: c’è e basta. E mangia la gente in pieno giorno senza che nessuno se ne accorga.

Quante domande irrisolte in un’unica scena

Oltre alla bella Rachele la produzione ha interesse anche a prendere in giro i drogati di instagram e i programmi di cucina. Assistiamo infatti a un tronfio conduttore di un programma televisivo in cui indovina gli ingredienti dei piatti che mangia, ma stavolta non sa di star assaggiando del pesce atomico. Il risultato? Esplode l’intero ristorante? Ma perché? Ancora domande? Non esiste alcun “perché” in questo film, solo uno squalo pinna rossa…

La “pinna rossa” è la varietà più buona di squali!

I personaggi vanno e vengono, dicono cose inutili e poi via a rifarci gli occhi con Rachele, sempre un bel vedere, tanto abbiamo visto mille film di squali, che ci frega della trama? L’importante è che finisca con un duello alla motosega… o qualcosa di simile.

Non so se si vede, ma Rachele impugna il motore di un motoscafo!

Il totale disinteresse per la trama squalesca è controbilanciato sia dalle beltà all’aria di Rachele sia dalla voglia di spernacchiare i social e i reality televisivi, aggiungendo poi una piccola dose di auto-parodia che non guasta mai. Insomma, a sorpresa è un film divertente da vedere proprio perché invece di nascondere le immancabili pecche se ne fa vanto, puntando su elementi di grande impatto… cioè gli addominali di Rachele!

L.

– Ultimi filmacci con squalacci:

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21 risposte a Saltwater (2016) Atomic Shark

  1. Zio Portillo ha detto:

    Pensa che scemo che sono… Ieri sera su Cielo davano “Planet of the Shark” ma io l’ho saltato per andare al cinema a vedere Toretto. Scherzi a parte, ma sta Rachele Brooke Smith da dove esce? Non ho idea di come sia come attrice, ma fisicamente fa paura. E’ una che si ammazza di palestra e spiandola su Instagram non c’è giorno che non metta foto dei suoi allenamenti. E i risultati si vedono… Ha un fisico pazzesco!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ho dato un’occhiata alla sua filmografia e purtroppo sembra fare più la comparsa che l’attrice, ma è da tenere d’occhio 😉
      Quel tipo di addominali – davanti e di lato – li fai solo sfondandoti di palestra o di sport, quindi ci sta che sia la sua attività quotidiana. Comunque il film merita solo per lei 😛

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahah! Proprio mentre leggevo, tra una risata e l’altra (didascalia delle domande irrisolte mitica), ancor prima di giungere alla tua conclusione, mi dicevo “questo film pare Z divertente anche da vedersi!”, ed in effetti mi hai confermato l’impressione! 🙂

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  3. Cassidy ha detto:

    Se questo film (se così possiamo definirlo) serviva a fare da trampolino di lancio per Rachele, direi che ci sono riusciti, più che altro grazie ai suoi addominali quindi deve ringraziare il duro lavoro quotidiano più che i produttori del film 😉 Cheers

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  4. Sam Simon ha detto:

    Ahahah! Combattere uno squalo con un motore sott’acqua non deve essere semplice, anche se hai quegli addominali lì! X–D

    Mi sa che io mi limiterò al capostipite della filmografia sugli squali, quello del giovane Steven che al tempo sapeva fare dei filmoni eccezionali!

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  5. Gioacchino ha detto:

    In effetti il titolo Atomic Shark richiama certi film degli anni ’50 su creature mutate a causa degli esperimenti nucleari, ma la vera star questa volta è proprio la Smith in bikini e shorts.

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  6. Madame Verdurin ha detto:

    Devo ancora riprendermi da Planet of the Sharks, non sono pronta… e poi tra poco vado al mare! Vero che questi film di spaventoso hanno ben poco, ma io sono impressionabile quando si parla di pinne…

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  7. Giuseppe ha detto:

    Una protagonista interessante e che recita pure con gli addominali, un condivisibilissimo spernacchio a social e reality con il bonus di un tocco di calcolata autoparodia (che di solito in questi film è involontaria): sì, direi che un’occhiata gliela si può dare 😉
    E, dopo lo squalo atomico, adesso aspetto che trasmettano pure lo squalo fantasma (“Ouija Shark”) e lo squalo posseduto (“Shark exorcist”)…

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  8. nicholas ha detto:

    con tutti questi film di squali mi chiedo se anche questo finirà su Prime Video.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dipende dagli accordi fatti con le case distributrici italiane. Prime accoglie il catalogo Eagle Pictures e “figli” (tipo Blue Swan o Sound Mirror), M2 e altre case del Leone Group, poi Minerva Pictures, Cecchi Gori, BiM e via dicendo. Non sono case “specializzate in squali”, giusto Minerva ha la sezione Dynit dedicata alla Z, ma questo “Atomic Shark” essendo apparso su Cielo mi sa che ha tutt’altro tipo di distribuzione italiana.

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