[Serie TV] Brave and Beautiful (2016)

Per trentacinque anni ho deriso le telenovelas sudamericane e poi… vado a infognarmi con uno sceneggiato turco!

Come dicevo in occasione della mia prima folgorazione, con la soap opera spagnola “Grand Hotel” (non mi dite niente che non ho ancora visto le due puntate di ieri sera!), la qualità dei prodotti contemporanei è così alta che è difficile tracciare una linea di demarcazione tra “serie televisiva” e “sceneggiato”, e in realtà non sembra avere molto più senso farlo, soprattutto quando la sterminata produzione delle piattaforme ha reso tutte le serie televisive drammaticamente inconsistenti, con trame appese ad un filo volante, mentre la qualità delle soap opera è cresciuta a livelli esponenziali.

Sempre grazie al sito MediasetPlay, che permette di vedere in streaming tutte le puntate (non so fino a quando) mi sono dunque appassionato a “Cesur ve güzel” (2016), noto da noi con la traduzione letterale inglese “Brave and Beautiful“, forse per spacciarlo come prodotto anglofono?

Non ho mai trovato la voglia di leggermi il classicone Il conte di Montecristo (1846) di Alexandre Dumas, ma di certo apprezzo sia la parodia cantata del Quartetto Cetra sia le reinterpretazioni moderne, come la saga francese a fumetti Dantès (2007) di Guillaume e Boisserie (apparsa su “Lanciostory” e nel 2020 raccolta in tre volumi “Gli Integrali” delle Edizioni Aurea) o la serie televisiva “Revenge” (2011) di Mike Kelley.

Nel fumetto, il protagonista finisce in galera incastrato da alcuni perfidi affaristi che gli hanno attribuito la colpa di certi magheggi finanziari, ma una volta che tra le sbarre ha imparato il gioco in borsa, il nostro Dantès torna dopo anni – irriconoscibile ai suoi accusatori – e inizia a tessere l’intricata trama della sua vendetta finanziaria: colpirà uno ad uno i suoi carnefici a colpi di BOT e CCT!
Nella serie TV, la bionda Emily arriva in città e attira l’attenzione di molti, ben disposta ad integrarsi nel tessuto sociale: i nuovi amici non sanno che dietro quel sorriso biondo si nasconde il terribile proposito di una vendetta inesorabile. Non sanno che Emily è… la figlia di Dantès!

Lo sceneggiato turco “Brave and Beauty” è quasi la fusione di questi due precedenti fumetto-televisivi.

Ma i turchi non erano tutti coi capelli e baffi neri?

Con un inizio d’azione che neanche Michael Bay avrebbe pensato, lo sceneggiato si apre con una donna in pericolo: il suo cavallo si è imbizzarrito e la sta portando verso un burrone. Per caso passa di lì in jeep un condensato d’ormoni barbuti dagli occhi azzurri, un omaccione a doppia anta che raggiunge il cavallo in un inseguimento mozzafiato e salva la donzella. Non stupisce scoprire che il nome dell’uomo è Cesur, che in turco vuol dire “eroe”: in pratica un personaggio che si chiama come la sua caratteristica. Interpretato dall’attore piacione Kivanç Tatlitug.

L’incontro tra l’uomo e la donna sembra il tipico inizio delle storie d’amore da romanzo, solo che poi tocca a lei presentarsi, ed è Sühan Korludag (interpretata dall’attrice entrata nel Guinness dei Primati per eccesso di dieresi nel cognome: Tuba Büyüküstün). A sentire quel nome Cesur cambia totalmente espressione… e forse rimpiange d’aver salvato la donna.

Non sappiamo ancora nulla della vicenda ma ben presto è chiaro che Cesur è il figlio di Dantès, è l’uomo tornato in paese a vendicare chi ha rovinato il padre e ne ha provocato la morte, ma stavolta non ci sono tanti colpevoli: l’unico artefice d’ogni male è Tahsin Korludag (Tamer Levent)… e l’eroe gli ha appena salvato la figlia.

La figlia del nemico, la variabile non calcolata nel piano di vendetta

Cesur non è arrivato a portar pace ma la spada, però è certo che ha trovato un bell’ambientino, già pronto ad esplodere anche senza il suo aiuto. Siamo in un paesino di provincia, a qualche decina di chilometri da Istanbul, e il fatto che si chiami Korludag (anche se il doppiaggio italiano cancella la “g” finale) la dice lunga: tutto lì appartiene a Tahsin Korludag, autentico signorotto locale che chiaramente ha fatto tanti soldi in maniere raramente oneste, e con quei soldi ora tiene l’intero paese per la gola. Ha fatto prestiti a tutti, poveri e ricchi, commerciati e contadini, senza mai stare a passare per riavere il debito: tutti hanno pensato fosse un santo, non capendo invece il suo gioco. Quando gli serve, Tahsin chiede e tutti devono eseguire, altrimenti pretende i suoi soldi indietro e nessuno se lo può permettere.

In questo paesino di corrotti e corruttori, i più infami sono ovviamente i parenti acquisiti di Tahsin, che cercano di mettere le mani sui soldi grossi, quindi mentre Cesur organizza la sua vendetta si troverà nel bel mezzo di intrighi indipendenti: come quella iena della cognata di Tahsin che sta portando avanti una gravidanza finta così da assicurarsi un posto d’onore in famiglia, in quanto madre dell’erede dell’impero, e difenderà con ogni mezzo quella sua posizione, con ogni mezzo. Anche a costo di infilare del filo spinato sotto la sella del cavallo della figlia di Tahsin… (Tranquilli, niente spoiler: viene detto nella prima scena!)

Eh, signori: qui sì che facciamo il picco d’ascolto!

La parte intrigante dei primi episodi è scoprire man mano l’entità delle vendetta di Cesur, cosa è successo a suo padre – che sappiamo subito essere una delle tante vittime dello spietato Tahsin – e curiosamente proprio come il fumetto francese citato Cesur è un mago della finanza, dote grazie alla quale ha potuto attingere alle risorse necessarie per organizzare un piano decisamente intricato, grazie all’aiuto di persone sul posto e di un’avvocatessa sua vecchia amica. Questo però non lo metterà al riparo da mille giravolte della fortuna.

Siamo ormai arrivati alla 35ª puntata – su più di novanta! – e la vendetta è già molto appannata, perché nel frattempo i rapporti umani si sono così intricati e complicati da portare spesso la storia in tutt’altre direzioni. Purtroppo lo spazio dedicato all’inevitabile storia d’amore tra Cesur e Sühan, che è il perno dell’intera serie, è sempre più importante ai fini dell’episodio, fino a diventare decisamente troppo presente, anche per via dello stile con cui è girato lo sceneggiato.

Mentre “Grand Hotel” non ha un solo istante di tranquillità, il rutilare degli eventi non ti lascia neanche un fotogramma libero con cui distrarsi, “Brave and Beautiful” ha uno scorrere oltremodo lento: la percentuale di scene al rallentatore per ogni episodio credo non abbia eguali nella cinematografia mondiale. Diciamo che almeno un quarto di ogni episodio è mandato al rallentatore, per sottolineare l’emotività del momento. Il che significa che le musiche sono molto presenti, anzi direi che almeno metà di ogni episodio è costituito da sola musica, solo che… lo sceneggiato ha esclusivamente due musiche: ritmata e lenta. Scene emotiva? Musica ritmata. Scena sentimentale? Musica lenta. Già solo alla 35ª puntata quelle due musiche sono diventate un tantino fastidiose…

Negli sceneggiati le famiglie sono tutte composte da iene e sciacalli

Sicuramente le prime venti puntate sono spumeggianti e appassionanti, mentre poi il ritmo cala sensibilmente. In realtà sarebbero 32 episodi totali ma la durata era così estesa che in Europa sono stati tagliati in vari formati: in Italia sono previste una novantina di puntate da circa 45 minuti l’una. Magari più avanti tornerà il ritmo scoppiettante, ma lo stesso ormai sono infognato quindi ogni giorno non vedo l’ora di collegarmi con questa famigliola turca di carogne infami e vedere come riusciranno ad accoltellarsi alla schiena a vicenda.

Una domanda: ma i turchi non sono di religione islamica? Nella serie non c’è il minimo seppur vago accenno ad un qualsiasi tema religioso. Forse sapendo che la serie sarebbe stata venduta in pratica ad ogni Paese del mondo hanno evitato di impelagarsi con richiami a preghiere che avrebbero dato fastidio ad altre culture, o forse i turchi sono decisamente non praticanti.
Di sicuro nella vicenda l’alcol è raramente citato: a parte un paio di personaggi che si ubriacano, in pratica non c’è mai alcol nei loro bicchieri. Mentre in qualsiasi prodotto americano ogni personaggio manda giù una birra al minuto e ogni sera si ubriaca, qui si beve caffè e tè ovunque: vai alla polizia per un riconoscimento? Scatta la tazzina di tè. Dopo tanti anni passati a vedere ubriaconi molesti riempire cinema e TV, fa piacere vedere personaggi che riescono a bere altro liquido oltre l’alcol.

Il figlio di Dantès e il carnefice di suo padre

Sarà il vaccino anti-COVID, che oltre ad avermi inoculato il 5G nel braccio (infatti da allora il cellulare mi prende da paura!) mi ha anche reso sensibile al fascino delle  telenovelas, sta di fatto che trovo “Brave and Beautiful” molto ben fatta, con un uso sapiente di colpi di scena e trovate intricate da sbrogliare. Non so a che ora vada in onda, ma su MediasetPlay è la mia “compagna di pasto” ad ogni pranzo.

L.

P.S.
Spero si capisca che scherzo riguardo al 5G!

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19 risposte a [Serie TV] Brave and Beautiful (2016)

  1. Zio Portillo ha detto:

    “Ecco, lo dicevo io che i vaccini fanno male!” – semicit.

    Scherzi a parte, le telenovelas non fanno per me. Scusa Lucius, ma pure questa non me l’hai venduta. Nonostante la vendetta de “Il Conte di Montecristo” sia stata una mia vecchia passione inoculatami dalla mia vecchia prof di lettere del liceo che usciva pazza per “I Sepolcri” e “Il Conte”. Pensa che persino la versione americana REVENGE mi sono guardato. E sulla quale potremmo discuterne parecchio…

    Comunque a Zack Snyder sicuramente piaceranno i rallenty.

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  2. Vasquez ha detto:

    Mi viene in mente che probabilmente sia stata chiamata “Brave and Beautiful” per assonanza col titolo originale di “Beautiful” -quella con Ridge e Brooke per capirci- che è “The Bold and The Beautiful”.
    Anche se questa mi sembra un tantino più veloce negli accadimenti rispetto al polpettone americano.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente il termine “beautiful” attira subito il pubblico, ma per fortuna siamo lontani dall’immobilismo degli sceneggiati d’un tempo. Anche nelle puntate più lente comunque succedono cose che a nelle telenovelas servirebbero anni per accadere!

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  3. Cassidy ha detto:

    Mamma li turchi! Con i loro nomi tutti matti, certo che un eroe di nome eroe è un capolavoro di sintesi, giusto perché si capisca bene chi è beh, l’eroe 😉 Cheers

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Anche se scherzi sul 5G il fatto che tu sia “falling in love” per uno sceneggiato turco, mi arreca qualche timore…detto da uno che, pur con un occhio solo, guarda le peggiori nefandezze! Ahahaha! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono il primo a stupirmi di questa mia deriva: temo al pensiero di cosa inizierò a vedere al momento in cui andrò in crisi da astinenza di questi sceneggiati 😛
      Lo fanno ancora “Anche i ricchi piangono”? 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Spero di no altrimenti potresti finire in un altro vortice “seriale”! 🙂

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      • Giuseppe ha detto:

        Secondo me, se cerchi su qualche emittente locale la becchi tranquillamente… le telenovelas con Grecia Colmenares girano ancora, e vuoi che non lo facciano quelle con Veronica Castro? Nel caso, però, prima di cimentarti nell’impresa onora l’impegno preso con i turchi (arriva fino alla fine e solo poi passa al resto) 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Si “Donna TV” (canale 62) fanno ogni “Il volto dell’amore” con Veronica Castro, nome che mi suona familiare: basta vedere la sigla per capire la potenza delle telenovelas anni Ottanta 😀
        Su “ReteOro” (canale 18) domina incontrastata Andrea Del Boca, che credo oggi sia una nonna ma da ragazzina sfornava telenovelas a pioggia. La cosa assurda di questi prodotti è sentire i salti mortali dei doppiatori italiani che cercano di dire qualcosa di sensato seguendo attori che sembrano tarantolati 😀

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  5. Andrea87 ha detto:

    Oh, mamma! Ma che coraggio hai?
    E soprattutto, quanto è caduta in basso la tv italiana? Dopo le soap americane, abbiamo avuto la grande stagione delle telenovelas sudamericane, poi il periodo dei polizieschi crucchi, poi le telenovelas spagnole e adesso quelle turche (che, immagino, le regali letteralmente Erdogan per ripulire un po’ la facciata del suo paese, che non è certamente “libertino” come si vede in questi prodotti). Next stop? qualche sceneggiato indiano? esistono telenovelas cinesi?

    Che poi manco c’è più il Trio Solenghi-Marchesini-Lopez per sfottere certa robaccia…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dai post che leggo dal Conte Gracula so che le soap coreane spaccano, ma in realtà credo che ogni Paese al mondo abbia la propria produzione di soap opera, sta solo ai distributori italiani scegliere quale enfatizzare.
      Avrei detto che una roba turca sarebbe stata inguardabile, invece è qualitativamente ineccepibile, oltre decisamente occidentale rispetto alle notizie che ci vengono date sulla Turchia d’oggi. Tra la propaganda turca e i TG italiani è una bella gara a capire chi menta…

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  6. Raffa ha detto:

    Ci ho messo anni a liberarmi della dipendenza da “Sentieri”, ma per questo attore turco potrei avere una ricaduta letale…

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