Frozen (1998) Stazione Erebus

È dal dicembre 2013 che questo film giace insieme ai disgraziati suoi compagni accomunati da un lento destino: l’essere recensiti nel Zinefilo! (Blog che nella sua prima forma sarebbe nato solo il mese dopo!)
Da quasi dieci anni mi ripeto “ora lo recensisco” e poi passa in secondo, terzo, decimo piano, ma visto che in questi giorni di ferie non trovo ispirazione… perché non sfoltire un po’ di arretrati?

Presentato al Fort Lauderdale International Film Festival nel novembre 1998, Sometimes They Come Back… for More ha un titolo che cerca falsamente di identificarlo come terzo episodio di una serie iniziata con A volte ritornano (Sometimes They Come Back, 1991) e continuata con A volte ritornano… ancora (Sometimes They Come Back Again, 1996), di cui solo il primo è davvero tratto dal racconto omonimo di Stephen King. Lo stesso questo terzo non ha problemi ad inventarsi nei titoli di testa di usare personaggi nati da quel racconto.

Ignoto all’home video, Rai2 lo manda in onda nella terza serata di giovedì 18 maggio 2000 con il titolo Frozen – Stazione Erebus: dopo una replica su Rai1 nel 2003 non si hanno più sue notizie. Per fortuna qualche bravo pirata ha registrato questo secondo passaggio e l’ha salvato all’oblio della distribuzione italiana.

E “Stazione Erebus” che fine ha fatto?

Regista e sceneggiatori sono tizi di passaggio che non lavoreranno quasi più nel cinema, quindi non meritano di essere citati. Di sicuro ogni loro sforzo è nel ricreare le atmosfere de La Cosa (1982) di John Carpenter, sia nelle trovate visive che sonore, che poi è quello che fanno tutti.
Perciò siamo nella Stazione Erebus in piena Antartide, dove due soldati arrivano nella notte con i mitra spianati, trovando solo trovano solo la dottoressa Jennifer Wells (la simpatica Faith Ford, volto noto della TV americana) e il lo scemo Schebanski (Max Perlich).

Gli occhiali servono a far capire che è una scienziata

La stazione è gestita dal dottor Schilling (Damian Chapa) che però, trivella qui che trivella là, ha trivellato troppo e ora ha mal di testa, perché ha raggiunto la fine dei ghiacci. E cosa c’è sotto i ghiacci? Non viene specificato ma mi pare ovvio: l’inferno!
Davanti ai due militari cominciano ad apparire fantasmi di gente morta e loro non fanno alcuna domanda, tipo “perché c’è tutta questa gente morta in giro che cammina?” no, si limitano a sparare fiumi di proiettili e bombe a mano. Voi non ci crederete, è qualcosa che non insegnano all’addestramento militare, ma i morti non muoiono neanche a sparargli.

Due geni a forma di soldati

La trama è bella che finita, perché la Wells e un soldato cominciano ad aggirarsi nella Stazione Erebus in cerca di un brandello di sceneggiatura, un pezzo di copione da recitare nel vuoto totale, ma niente, non trovano un solo motivo perché il film continui superati i primi dieci minuti.
Al massimo trovano un libro satanico, ma di quello vi parlo domani su “Non quel Marlowe”.

Quando entra il ballo il satanismo, la sceneggiatura esce dalla finestra

Intervistato da Craig Reid di “Cinefantastique” (marzo 1998), il produttore Phillip B. Goldfine – che sta dietro ad alcuni dei peggiori filmacci di Steven Seagal dell’epoca – racconta che «l’horror è sempre stato lì ma ora che Scream ha ricevuto così tanta notorietà ha riportato il genere in serie A». La produttrice Diana Zahn invece spiega come mai abbiano chiamato una nota attrice di sit-com televisive come Faith Ford in un film horror: «Quando la Warner Bros ha ingaggiato Michael Keaton per Batman tutti hanno detto: “perché chiamare un divo del piccolo schermo per il Cavaliere Oscuro?”. Faith Ford non è stata la scelta più sicura ma quella più interessante». Con la piccola differenza che questo filmaccio non è il Batman di Tim Burton.

Lo stesso giornalista si aggira sul set non certo interessato al filmaccio quanto al fatto che in un minuscolo ruolo c’è Chase Masterson, l’attrice più importante della produzione che invece viene fatta fuori subito. Per chi non amasse “Star Trek: Deep Space Nine” è Leeta, la bajoriana che lavora per Quark e che ha occhi solo per l’orrido Rom. L’attrice afferma che le riprese sono avvenute così velocemente da non aver avuto alcuna possibilità di fare i “compiti a casa”, addestrandosi per un ruolo di dura soldatessa che non fa parte del suo repertorio, ma si è sentita subito a proprio agio con il personaggio. Anche perché tanto aveva così pochi minuti da rimanere in scena che non c’era proprio niente da “studiare”.

Dall’Antartide a bordo della stazione Deep Space Nine

Sebbene cialtronesca e con due tozzi di mela come budget, la produzione comunque ha due volti televisivi molto noti e amati: perché non giocarseli meglio? Invece abbiamo solo dei morti viventi che non si sa cosa siano, anzi forse sono anime dannate, forse sono allucinazioni o forse sono le anime de li mejo morti dei produttori, non si sa, appena viene suggerito che nelle fondamenta della Stazione Erebus è in atto un rito satanico tutto perde di senso.
Il finale è una barzelletta che non fa ridere e non merita di essere raccontata.

C’era un modo migliore per fare questo inutile filmetto? Sì, per esempio non facendolo affatto: quello sarebbe stato il modo migliore. Purtroppo l’hanno fatto ma si possono limitare i danni, se riuscirò a farvi desistere dal vederlo.

L.

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9 risposte a Frozen (1998) Stazione Erebus

  1. Cassidy ha detto:

    Craven aveva riportato il genere in serie A quindi bisogna sbrigarsi a farlo retrocedere nuovamente? 😉 Mitica Chase Masterson, qui sprecatissima diciamo che è bella la locandina ma sappiamo cosa questo comporti, quindi mi fa piacere sapere che esiste un secondo horror intitolato “Frozen” dopo la seggiovia di Green, per la gioia di chi noleggia film per i propri figli, sperando nell canzoni della Disney 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per fortuna essendo stato doppiato dalla RAI il film è stato murato vivo per sempre nei suoi archivi, triste destino riservato a ogni malaugurato prodotto che finisca in quel tritasassi, altrimenti ci sarebbe stato davvero il pericolo di confondere gli spettatori 😛

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  2. Madame Verdurin ha detto:

    Che dire se non “Let it go?”

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    …”se riuscirò a farvi desistere dal vederlo”, mi fischiano le orecchie! Ci hai provato in tutti i modi, con la recensione spassosamente demolitrice e addirittura la citazione di Star Trek con funzione di “vade retro Willy”, ma…ci sta che un’occhiata gliela dia comunque, la Z è potente ed attrattiva in me! Ahahah! 🙂

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  4. Austin Dove ha detto:

    La trama è bella che finita, perché la Wells e un soldato cominciano ad aggirarsi nella Stazione Erebus in cerca di un brandello di sceneggiatura, un pezzo di copione da recitare nel vuoto totale, ma niente, non trovano un solo motivo perché il film continui superati i primi dieci minuti.

    morto xD

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  5. Pingback: [Pseudobiblia] Frozen – Stazione Erebus (1998) | nonquelmarlowe

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