The Vector File (2002) Codice: nascosto

Da quanto tempo non tornava Casper Van Dien su questo blog, di cui in fondo è l’angelo custode? Sono passati ormai più di dieci anni da quel periodo in cui per puro caso mi ritrovai fra le mani diversi filmacci contraddistinti dal faccione giocondo di Casper The Master, facendomi decidere di approfondire l’argomento “cinema Z” che avrebbe poi dato vita a questo blog.

Risale al 24 luglio 2011 – quasi dieci anni esatti, appunto – il mio primo incontro con questo film, quindi perché parlarne solo ora, visto che non avevo notato il decennale? La risposta è semplice: adocchiato sulla guida TV, programmato nella notte di sabato 28 agosto 2021 su una delle emittenti amiche della Z (cioè 7Gold), mi sono ricordato che la sua locandina originale – che vedete qui di lato – è sospettosamente quanto decisamente studiata per strizzare parecchi occhi alla saga di “X-Files“.

Fatta notare la curiosità alla nostra amica Vasquez, scatta automatico il suo invito a recensire il film, la cui versione italiana non sembra essere molto trattata in Rete. Ciò che mi stupisce è il mio stupore stesso davanti all’ennesima “tentazione” di Vasquez: non le bastava essere riuscita a farmi vedere una serie televisiva che ho ignorato per trent’anni, ora mi ricorda i miei doveri di Zinefilo!

Sulla rivista “Variety” del 7 maggio 2001 la Beyond Films annuncia il proprio titolo in lavorazione – The Vector File – come «nella classica tradizione di Nemico pubblico [1998] e La conversazione [1974]»: forse sono paragoni un po’ troppo ambiziosi.
Dopo aver esordito sulla TV turca (!) il 3 settembre 2002 (stando ad IMDb), il film gira un po’ per il mondo prima di arrivare nelle videoteche americane solo nel luglio 2004, in netto ritardo sull’Italia.

La Eagle Pictures infatti lo porta in VHS e DVD italiani nel novembre 2002, con il titolo Codice: nascosto.
Tele+1 lo trasmette nella prima serata di mercoledì 4 giugno 2003 e quando diventa Sky Cinema continua a presentarlo, come per esempio nell’ottobre di quell’anno. Dopo varie repliche a pagamento, solo venerdì 1° agosto 2008 appare su Rai2, anche se solo in terza serata.

Non si sa il perché di questa inquadratura fuori dal mondo

Protagonista della vicenda è il dottor Gerry Anderson, che racchiude tutta la sua scienza nei muscoli guizzanti di Casper Van Dien, ancora pompato dalle sue fatiche Starship Troopers (1997) e Tarzan. Il mistero della città perduta (1998). E con il sorriso in faccia che dura ancora dopo aver indossato degli stupidi baffi in Python (2000).

Si vede che ho fatto il militare nella fanteria spaziale?

Il nostro eroe dalla barbetta arzilla è un geologo che si occupa di «rilievi satellitari» e definisce se stesso «appassionato di topografia e di anomalie geologiche». Gerry è così, appena vede una bella topografia non capisce più niente.

Ma che gli fa Casper alle topografie?

Dopo un’infinita ora di film dedicata al nulla col vuoto intorno, in cui ci viene spiegata la situazione familiare di Gerry – divorziato, odiato dalla moglie e costretto a vedere la figlia col contagocce, cioè la tipica famiglia tradizionale – arriviamo finalmente al punto in cui allo spettatore viene spiegato quello che si capisce già dalla prima immagine, ancora prima che appaia il titolo. Non mi stupisce che Ian McFadyen non sia uno sceneggiatore richiestissimo, nel cinema.

Sono abbastanza topografica per te?

Quello che noi tutti sappiamo e invece Gerry impiegherà una noiosissima ora a capire, è che dalla Russia con amore uno scienziato ribelle gli ha inviato per e-mail un codice segreto, che ora i cattivi assassini russi vogliono recuperare, uccidendo tutti quelli che incontrano durante il viaggio. E dalla Russia all’America il viaggio è lungo, ci saranno tipo mille morti lungo il percorso ma nessuno pare notarlo.
Quando finalmente Gerry con la sua barba da geologo capisce di aver ricevuto un codice genetico – perché è noto che i geologi specializzati in topografia conoscono a menadito i codici genetici – sappiamo l’entità della posta in gioco:

«È una versione mutante del vaiolo, per il bioterrorismo è il Santo Graal: stiamo parlando di epidemie di proporzioni bibliche.»

All’epoca si era appena usciti da Ebola, virus che tutti ci ripetevano avrebbe sterminato la razza umana, ma volete mettere un’epidemia di vaiolo? I bioterroristi sono lì che sbavano per l’unico virus sconfitto dall’uomo, grazie alle vaccinazioni OMS degli anni Settanta (per fortuna all’epoca non esistevano i No-Vax), e pregustavano lo scatenare un’epidemia per cui eravamo già tutti vaccinati alla nascita. Ma dove studiano i bioterroristi?
Perché scegliere il vaiolo per questo film? Ovvio, per continuare a strizzare l’occhio ad “X-Files”, che nel 1996 aveva accostato l’idea dell’olio nero (black oil) al vaiolo (black pox), virus di cui era esperto uno dei dottori dell’episodio 4×08.

Comunque, non vorrei sembrare complottista, ma due mesi dopo l’uscita di questo The Vector File è scoppiata la terribile epidemia di SARS in Cina, che poi si sposterà in tutto il mondo: che lo sceneggiatore McFadyen abbia ricevuto pure lui una mail da uno scienziato ribelle russo?

Il codice del DNA del vaiolo, secondo gli autori del film

Ora che finalmente anche il protagonista ha capito la trama che sta scritta dietro alla custodia del DVD, gli ultimi venti minuti di film comincia l’azione, no? No. Perché siamo in Nuova Zelanda e il film sicuramente gode di qualche sgravio fiscale a patto di mostrare le innegabili bellezze paesaggistiche del luogo, quindi panoramiche a non finire, chist’ è ’o sole, chist’ è ’o mare, e il nostro geologo Gerry corre solo sulle strade più pittoresche del luogo, ma per dimostrare di essere in un momento concitato e in piena azione… fa le facciuzze da duro! Che tenero…

La furia del geologo!

Dare così tanta importanza alla moglie e figlia del protagonista ammorba completamente la storia, ma ne capisco l’ovvio motivo: non avendo soldi per mostrare altro se non qualche paesaggio neozelandese, l’unica molla “thriller” della vicenda è costituita dalla famigliola dell’eroe tenuta in ostaggio dai cattivi russi, e i suoi tentativi di liberarla.
E il DNA del vaiolo che serviva ai bioterroristi per distruggere la razza umana? Niente, è finita così, nel vuoto della sceneggiatura.

L’unico motivo per gustarsi questo vuoto pieno di niente è ammirare le facce che fa Casper The Master, impegnato a caricarsi sulle proprie spalle un film vuoto e a intrattenere lo spettatore con la sola forza dei suoi mascelloni barbuti: la missione è compiuta, perché ogni volta che Casper è inquadrato si ride di gusto!

Questo inutile filmaccio mi ricorda il debito di riconoscenza che tutti noi zinefili abbiamo con Casper Van Dien, uno dei padri fondatori della Z moderna, uno dei pochi capaci di attirarti a vedere un filmaccio che non vedresti mai… solo perché sai già che gli riderai in faccia dall’inizio alla fine. Lunga vita al Re della Z.

L.

amazon– Ultimi film con Casper “The Master”:

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17 risposte a The Vector File (2002) Codice: nascosto

  1. Cassidy ha detto:

    “Ora che finalmente anche il protagonista ha capito la trama che sta scritta dietro alla custodia del DVD” morto, ho sputato la colazione dal ridere 😉 Bentornato Casper The Master! Ogni sua apparizione qui illumina la giornata di Z, in ogni caso gli ultimi anni che stiamo vivendo, devono aver visto questo film o ricevuto un’email dallo scienziato russo 😉 Cheers

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Cioè, i titolisti italiani lo hanno chiamato veramente “Codice: nascosto” coi due punti? Ma veramente?!?!
    Comunque nel 2000 usciva pure “Mission Impossible 2” , o “M:I-2” (questo sì con i due punti nel titolo!) dove si doveva recuperare un virus mortale… Mi sa che nei primi anni del secolo o avevi un virus mortale nel film o non eri nessuno!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      L’HIV degli anni Ottanta è stato molto poco cinematografico, invece Ebola nei Novanta ha fatto scoprire il gusto del “virus letale” contro cui si può lottare. Curioso che la SARS non abbia avuto molta eco in Occidente (in Asia hanno tirato fuori “SARS Wars”!), comunque è chiaro che dopo Ebola i virus letali tirano parecchio.

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      • Zio Portillo ha detto:

        C’è una sottilissima differenza: l’HIV si trasmette sessualmente (peccato mortale!) mentre la SARS, l’Ebola o il COVID si trasmettono nell’aria. Quindi da una parte si è colpevoli di fornicazione e per questo Jason verrà a punirvi in modo truculento, dall’altra si è vittime innocenti e Hollywood ci ha ricavato film a palate con, a seconda del budget, Tom Cruise o Casper Master che si ergono a salvatori del mondo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti negli anni Ottanta ricordo un film (credo europeo) che per spiegare la propagazione dell’HIV mostrava scene di sesso: temo l’obiettivo sia stato ampiamente mancato!
        C’è voluto troppo tempo per abbattere lo stereotipo del virus-punizione divina contro gli zozzoni, e i casi di contagio “incolpevole” (per trasfusione di sangue o altre cause) non fanno notizia. Eppure girava la stessa teoria del “virus creato in laboratorio sfuggito al controllo” che gira per ogni pandemia, ma decisamente non era un virus cinematografico.
        Ed è un peccato, perché all’epoca un grande storico della medicina come Grmek ha scritto uno splendido saggio sulla storia della “caccia all’HIV”, per cercare di capire un virus impossibile da capire, ma farci un film con i buoni che mitragliano i virus non avrebbe funzionato…

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  3. Austin Dove ha detto:

    mamma mia
    la geologia brutta alla uni brutta nella z xD

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  4. Vasquez ha detto:

    Meno male che il Zinefilo c’è!
    Quando mi hai fatto notare la “leggerissima” voglia di far somigliare il titolo di questo film al logo di X-Files, non ho potuto fare a meno di cercare di informarmi sulla trama, trovando questo: “Solido action neozelandese, il film è veloce e teso, nutrito di continui colpi di scena e interpretato da Casper Van Dien in grande forma.”
    Ma che film avranno visto questi? 😀

    Adesso sì che gli è stata resa giustizia (ho sputato il mio caffè di metà mattinata nello stesso punto in cui Cassidy ha sputato la sua colazione 😜).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Forse la recensione è stata scritta nel 2002, all’uscita del film, quando magari non si aveva ancora ben chiaro l’universo della Z che stava per piombarci addosso, e si aveva ancora fede che esistesse semplicemente la serie B, com’era sempre stato. Però lo stesso le parole che citi è impossibile farle combaciare con questo film!!!
      Di sicuro Casper ha fatto di ben meglio, film dove è molto più ridicolo quindi ci fa ridere di più: qui si prende quasi sul serio, perciò si ride di meno 😛

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahah! Dio benedica la Z, adoro troppo queste recensioni, in tutti i loro dettagli, dalla A alla (appunto) Z! 🙂
    Grazie a Lucius che ce le regala, a Vasquez che lo ha stimolato per la gioia del sottoscritto e a Casper Van Dien, il nostro angelo cuZtode! 🙂

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  6. Lorenzo ha detto:

    Ma i russi non sapevano che, per recuperare un codice segreto inviato via e-mail, basta guardare in “posta inviata”? 😀

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  7. Madame Verdurin ha detto:

    Oltre al codice mi sa che qualcuno, per fare uno scherzo, ha nascosto anche la sceneggiatura XD

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  8. Giuseppe ha detto:

    X-Files, certamente… ma dell’altra citazione che mi dici? Casper in persona dedica il suo personaggio a chi ci ha fatto sognare da ragazzi con Stingray, Thunderbirds, UFO, Spazio 1999: Gerry Anderson! Personaggio tra l’altro avente pure molto in comune con la situazione coniugale degli Anderson (divorziati, appunto). Che sia un omaggione voluto? Non basterebbe a salvare il film, no, ma sarebbe comunque meglio di niente 😉

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