[Comics] ALIEN Marvel: primo capitolo (2021)

Per chi non seguisse il mio blog alieno, dove mese per mese ho recensito le varie uscite di questa saga a fumetti, riporto di seguito la recensione dei primi sei numeri di “ALIEN“, la testata con cui la Marvel inizia ad ampliare l’universo alieno: queste uscite contengono l’ideale primo capitolo della saga, quindi è il momento di presentare un fumetto che non si sa ancora quando (e se) uscirà in Italia.


Cover di In-Hyuk Lee

Il momento fatale è arrivato, l’appuntamento che aspettavamo da dicembre 2020 è finalmente giunto: il 24 marzo 2021, puntuale, è uscito il primo numero della testata Alien, con il nostro amato universo narrativo raccolto dalla Marvel.

«I sogni cominciano sempre al buio»
(prima frase del fumetto)

Una sequenza onirica ci fa subito capire che il disegnatore spagnolo Salvador Larroca si è rifatto al primo film, come forma dello xenomorfo, e dallo sceneggiatore Phillip Kennedy Johnson ha avuto mandato di prendere anche una delle inquietanti figure femminili dalle opere di H.R. Giger.

Siamo nella stazione orbitale di ricerca e sviluppo Epsilon, nel gennaio 2200: stando alla cronologia aliena, siamo vent’anni dopo gli eventi del film Aliens (1986), due anni prima degli eventi del videogioco Aliens: Fireteam (2021), un po’ prima dello storico videogioco Aliens vs Predator 2 (Sierra 2001) e del fumetto Prometheus: Fire and Stone (2014).

Il “sognatore” è Gabriel Cruz, che sta lasciando la base per andarsene in pensione sulla Terra, non prima di aver salutato uno dei sintetici modello Bishop.

Che emozione rivedere il vecchio amico Bishop

Mentre il nostro Cruz lascia il suo posto di agente della sicurezza della stazione e parte alla volta della Terra, dove non vede l’ora di riabbracciare il figlio, una scritta rende palese la filosofia con cui la Marvel ha affrontato questo universo: esiste solo Alien (1979) e Aliens (1986), il resto… è stato solo un sogno. Bello o brutto, ognuno decida per sé.

«Siamo nel 2200. La Weyland-Yutani controlla vaste aree dello spazio, dove però rimangono cose che non possono essere controllate.»

Il tempo passa… ma Bishop (nella foto al centro) non invecchia mai!

Dopo un mese dal congedo finalmente Gabriel incontra il figlio Danny, con cui il rapporto non sembra idilliaco. Dopo tanti anni nello spazio, sottratti alla famiglia, non è certo facile inventarsi padre tutto insieme, soprattutto visto che la famiglia è stata decimata durante un incidente (che ancora non conosciamo), ma anche perché… Danny lavora per quelli che vogliono combattere la Weyland-Yutani e il suo strapotere.

Quando il mese dopo Danny e la sua banda di eco-terroristi fa irruzione sulla Stazione Epsilon, è chiaro che la cara vecchia Compagnia continua a fare quello che ha sempre fatto: a gara con gli xenomorfi in quanto a crudeltà.

I cari vecchi esperimenti della Weyland-Yutani

Cento anni prima dell’Auriga del quarto film, la Epsilon sta conducendo nello spazio esperimenti decisamente poco bioetici, e di certo le misure di sicurezza non sono migliori: senza rendersene conto il gruppo di eco-terroristi libera alcune creature che sarebbe stato meglio lasciare nelle loro gabbie. Ora il figlio di Gabriel è decisamente nei guai.

Suo padre sulla Terra lo viene a sapere e riceve subito l’ordine da parte della Weyland-Yutani: deve ritornare sulla Stazione Epsilon e mettere in salvo l’Embrione Alfa, prima che i terroristi facciano ulteriori danni. Salvare suo figlio… non è una priorità della Compagnia.

Quando eravamo Colonial Marines

Durante il viaggio Gabriel ripensa a quand’era un Colonial Marine e ancora non aveva visto la propria famiglia massacrata dagli alieni. Ancora non sappiamo tutta la storia, l’autore ci presenta volta per volta dei flashback che ci aiutano a ricreare la vita del protagonista, e di sicuro sappiamo che vent’anni prima degli eventi – cioè subito dopo l’incidente di Hadley’s Hope (2179) è successo qualcosa… che ha attirato l’attenzione della Weyland-Yutani.

Ma ora è il momento di focalizzarsi sulla Stazione Epsilon e salvare l’embrione tanto caro alla Compagnia. E magari anche il giovane Danny.

È arrivato papà a sistemare i casini del figlio

Con la scusa di aggiornare i due giovani soldati che lo accompagnano, tramite Gabriel l’autore mette in chiaro la politica Disney sul Canone alieno.

  • «Li chiamiamo xenomorfi», ci possiamo stare, come noto il termine nasce dal secondo film il cui universo questo fumetto rispetta con attenzione;
  • «Li chiamiamo facehugger», ecco, già non ci siamo: nessuno li chiama così, è un termine colloquiale nato dietro le quinte del primo Alien e usato solo da recensori e fan. Il termine non è mai citato da alcun film, al massimo in qualche opera dell’universo espanso e nei manuali dei videogiochi. Invece questo fumetto afferma che è un termine “ufficiale” della Weyland-Yutani, il che non è;
  • «La grandezza dei droni dipende dagli ospiti da cui sono nati», immensa cazzata, ma capisco che a forza di sentirla ripetere da fan ignari di tutto alla fine la Marvel l’abbia scambiata per qualcosa di serio. Questa stupidaggine è nata per giustificare le modifiche della creatura del terzo film, soprattutto l’assenza dei tubi sulla schiena che semplicemente i tecnici s’erano dimenticati di mettere. Da allora i fan impazziscono alla stupida idea di un parassita che cambi la propria composizione genetica a seconda dell’organismo che infesta, tanto che altri autori l’hanno seguita. Per fortuna da un’idea delirante è nata anche qualche ghiottoneria, tipo il croc-alien di Batman!

Finite le spiegazioni, rimane solo la constatazione che qualsiasi cosa contenessero le gabbie della Stazione Epsilon… ormai è libera.

Mi sa che le cavie ora sono libere e incazzate!

Le “regole” sono impostate e la situazione è “calda”: può entrare in scena sua maestà lo xenomorfo.

La prima xeno-apparizione nel mondo Marvel

Ci ha fatto aspettare, ma finalmente all’inizio del terzo numero (fine maggio 2021) sua maestà lo xenomorfo di Casa Marvel si palesa.

Lo Xeno-Marvel finalmente è svelato

L’incontro con la creatura e la relativa perdita di un uomo fa tornare Gabriel indietro con i ricordi, quando vent’anni prima militava nei Colonial Marines e ne ha viste di porcherie nelle strutture della Weyland-Yutani: ecco perché oggi non può fidarsi di Dorsey, l’unica scienziata della stazione rimasta in vita. È chiaro che lì stavano portando avanti esperimenti al di là di qualsiasi bioetica, così come è chiaro che quella non è Dorsey… bensì la terrorista Iris Humphries.

L’importante, in una situazione d’emergenza, è fidarsi l’uno dell’altro…

Iris è l’unica che sappia dove sia il nido in cui le creature hanno portato gli umani, compreso Danny: se Gabriel vuole avere una minima speranza di ritrovare il figlio, dovrà collaborare con la donna che simboleggia tutto ciò contro cui ha combattuto. Non esiste alternativa, vista la situazione, e per sottolineare il casino in cui si trovano i nostri eroi… ecco anche il primo chestburster della Marvel!

Ma… il chestburster della Marvel ha le braccine corte?

La situazione è critica e Gabriel è ormai costretto ad affrontarla da solo… ma per fortuna nel momento del bisogno arriva un amico in soccorso. Un amico… sintetico!

Ehi amico, c’è Bishop… hai chiuso!

Mentre la storia si è velocemente trasformata in una situazione di sopravvivenza, intanto sottotraccia scopriamo in attesa un elemento paranormale: una creatura umanoide che attende nel buio. Attendiamo di saperne di più.

Colei che attende nel buio

«Ho sempre detto a mia figlia che i mostri che la tenevano sveglia non erano reali: non so ora cosa dovrei dirle.»

Con questa citazione ripleyana ci addentriamo nell’alveare che, a tempo record, gli xenomorfi hanno creato all’interno della Stazione Epsilon, dove Cruz scoprirà che suo figlio Danny è ancora vivo… ma era meglio non lo fosse.

Il triste destino del terrorista ambientalista Danny

La prima reazione dell’uomo distrutto è di dare una morte misericordiosa al figlio, per evitare la tortura del chestburster, ma Danny d’un tratto acquista interesse da parte della Compagnia – rappresentata da Bishop – visto che è un “portatore sano” di embrione alieno perfetto da trasportare. Mentre i nostri eroi discutono sul da farsi, l’entrata in scena dell’esemplare Alpha rende chiaro che la situazione è drasticamente salita di livello.

Sua Maestà Alpha…

Mentre Gabriel fugge in cerca di riparo, trascinandosi dietro il figlio con un facehugger sul volto, scopriamo varie altre forme di xenomorfi, strane mutazioni “cornute” con un che di demoniaco, dato che quel tipo di corna sin dal Medioevo sono associate al Diavolo. Alcune potrebbero essere allucinazioni di Gabriel, che ricorda quando vent’anni prima è finito anche lui vittima degli xenomorfi e ha visto esemplari «che ancora devono esistere»: sono dunque vere quelle libere xeno-interpretazioni o frutto di incubi?

Visioni di alieni cornuti!

Era un incubo anche quello xenomorfo dal volto di donna? Ancora non lo sappiamo, ma da questo quinto numero sappiamo qualcosa di terribile… che se volete sapere dovete cliccare qui sotto, per non bruciarvi la sorpresa in una futura (chissà) edizione italiana.

Clicca qui per leggere lo SPOILER
La memoria si sblocca e Cruz ricorda di essere stato anche lui imbozzolato, ma Bishop è arrivato in tempo e l’ha riportato sulla Stazione Epsilon, dove l’embrione alieno gli è stato rimosso poco prima che “esplodesse fuori”. E quell’embrione è diventato l’esemplare Alpha della stazione.

Bishop con un lancia-fiamme è sempre risolutivo

La stazione ormai è infestata di creature e i nostri eroi con grande difficoltà riescono a trovare riparo negli alloggi del vice-direttore Harada, che – strizzando l’occhio agli alloggi di Meredith Vickers in Prometheus (2012) – sono dotati di tutto… anche di una postazione di ipersonno. Una volta criogenizzato Danny, si fermerà la crescita dell’embrione che porta in corpo: il problema è che le cose non vanno mai come pianificato.

Dove sono le capsule di criosonno quando servono?

Fissando una tempistica che finora era sempre rimasta alla creatività dei vari autori, viene specificato che dalla caduta del facehugger “svuotato” servono almeno otto ore ad un embrione per trasformarsi in chestburster, cioè per “esplodere” fuori dal petto dell’ospite: quindi quello è il tempo che rimane al giovane Danny.

Intanto da un personaggio a sorpresa (non svelo quale) ci viene anticipata un po’ di “mitologia Marvel” sull’universo alieno:

«Quando le specie organiche diventano abbastanza arroganti da viaggiare tra le stelle… lo incontrano lì, in attesa. Il fuoco purificatore di Prometeo, il fuoco che tiene pulito l’universo da parassiti come voi.»

Il fuoco purificatore di Prometeo

Quell’essere femminile di forma aliena che sembra attendere nel buio è il simbolo del destino di distruzione dell’umanità a cui Cruz ha dato il via, portando l’esemplare Alpha alla Compagnia. Intanto però Cruz e Bishop hanno un problema più contingente: devono riuscire a far partire la navicella di soccorso per tornare sulla Terra… ma un ospite indesiderato – il poco socievole Soggetto Alpha – è di diverso parere.

L’ospite che non vuole andarsene

Con un finale amaro si chiude il primo capitolo di questa saga, con cui la Marvel a sorpresa riesce a dosare con moderazione le cose note e le cose inventate, il passato e il futuro, con la voglia di ampliare l’universo alieno che è sempre cosa buona e giusta. Non ci rimane che aspettare cosa avrà in serbo per noi il secondo capitolo.

L.

P.S.
Per la panoramica su tutte le copertine (anche le varianti) rimando al mio post alieno.

– Ultimi fumetti:

Informazioni su Lucius Etruscus

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7 risposte a [Comics] ALIEN Marvel: primo capitolo (2021)

  1. Cassidy ha detto:

    Ti sto seguendo sul blog alieno, ti seguo qui e ovviamente seguo la serie Marvel, che è una figata, devo ancora leggere il sesto albo appena uscito, ma è tra le mie letture calde del momento 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Bellissimo! Disegni, storia, citazioni, dosaggio…se dovesse giungere in Italia potrei tornare alla lettura dei fumetti dopo secoli di oblio! 🙂

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Tranquillo, per ora non corri questo pericolo 😀
      La Panini ha già un miliardo e mezzo di fumetti da gestire, le cui vendite si aggirano mediamente su tre copie (una l’editore e due i suoi genitori), quindi finora non sembra interessata a portare in Italia una serie a fumetti che NON funziona sin dal 1991.
      Magari sta aspettando che Pazzo Scott inizi al lavorare al suo nuovo film, comunque finora non sembrano esserci notizie di arrivi in Italia di questa saga.

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  3. Sam Simon ha detto:

    Bene che ci sia qualcosa di degno e di nuovo ad ampliare l’universo alieno! :–)

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