Sleepwalkers (1992) Tanti auguri, Stephen King

Oggi, 21 settembre, quel giovanotto di Stephen King compie 74 anni, e insieme a un paio di “compagni di merende” ne approfittiamo per festeggiarlo:

E io, quale film ho scelto per festeggiare il Re? Uno dei suoi lavori peggiori in assoluto. Una donna pugnala un uomo con una pannocchia: basta, la recensione finisce qui, non c’è altro da dire…

Il momento più basso che un film horror possa raggiungere


Chitarre indo-hawaiiane

Mio padre ha solo un anno più di King, e penso che entrambi siano stati “segnati” dalla musica anni Sessanta. Quando sul finire degli anni Ottanta entrò in casa nostra quel prodigio tecnologico chiamato CD, tra i primissimi album musicali in digitale ad essere acquistati è stata una raccolta di successi degli anni Sessanta. Ma prima, quando la musica si divideva solo in LP e MC, vinili e musicassette, quando aveva occasione di scegliere lui la musica in casa mio padre tirava fuori da non so dove degli LP che erano già vecchi negli anni Sessanta. Roba tipo Los Indios Tabajaras, duo noto per il successone Maria Elena (1962).

Non ho mai sentito mio padre suonare la chitarra, ma a sua detta da giovane – negli anni Sessanta, appunto – con degli amici aveva un “complessino” (oggi si direbbe band) ma magari non è vero niente. Comunque, nei primi anni Ottanta per un periodo mio padre decantò le virtù di un genere musicale che lui chiamava “chitarra hawaiiana”, qualcosa che non ha mai più citato da allora: forse è stato tutto un sogno, se non ricordassi ancora nomi e suoni. Non so cosa c’entrino le Hawaii con gli indiani Tabajaras, comunque andando a frugare nella storica Collezione Etrusca di Vinili ci sono ancora un paio di album dedicati a canzoni strumentali per chitarra che fanno ua-ua, un suono tipico che per i primi trenta secondi è anche gradevole, poi però vuoi spaccare il disco e non sentirlo più.

Dall’Archivio Etrusco, due dischi comprati alla Standa all’incirca nel 1973

Quando nel 1992 in TV passava il trailer de I sonnambuli, reagivo tipo candidato manciuriano: l’imprinting ricevuto sulla “chitarra hawaiiana” prendeva il sopravvento e quel brano, Sleep Walk (1959) di Santo & Johnny, faceva ribollire l’educazione musicale ricevuta negli anni Ottanta, quando quel brano lo sentivo nella versione di Django & Bonnie dal disco Chitarra romantica (1972). Il risultato è che dovevo vedere quel film, anzi dovevamo, visto che il “richiamo” aveva avuto lo stesso effetto su mio padre. In fondo era colpa sua di aver portato ’sta chitarra indo-hawaiiana nella mia vita.

Il film che riporta alla luce sonorità (giustamente) dimenticate

L’azione di quel brano sulla mia mente è stata forte e totale. Ricordo di essere andato in sala con mio padre a vedere il film, all’epoca entrambi grandissimi fan dei romanzi di King e quindi pronti a gustarci un po’ di sano horror come si deve. Poi il vuoto: il buio della sala corrisponde al buio della memoria. A parte le note di Sleep Walk non ricordo altro: come un sonnambulo potrei essere uscito dalla sala, aver agito come il candidato manciuriano e poi tornato dentro, non ne ho idea. Non ricordo niente di niente di questo film. Le cose sono due: o sono andato in tranche per colpa del brano di Santo & Johnny, o il film fa così schifo che mi sono sbrigato a cancellarlo immediatamente dalla memoria.

Ricordo che all’uscita dal cinema con mio padre non abbiamo scambiato una sola parola sul film, semplicemente abbiamo fatto finta non sia mai esistito, e siamo tornati a casa… come due sonnambuli.

(Dovrebbe partire al punto, in caso contrario la canzone inizia a 19:24)


La maledizione di King

Non so quale strega abbia maledetto Stephen King, ma sta di fatto che ogni volta che si impegna seriamente in un progetto filmico il risultato è un disastro. Vogliamo parlare del suo primo e unico lavoro da regista, Brivido (1986)? O della sua versione televisiva di Shining (1997)? No, non vogliamo parlarne, perché i suoi fan, quelli che adorano King, penalizzano sempre un prodotto che sia davvero di King, quando non è proprio l’universo a metterci lo zampino.
Sleepwalkers è un film davvero di King, in cui cioè non si è limitato a concedere la propria firma ma ha partecipato attivamente all’intero progetto. Ecco come Stephen racconta a W.C. Stroby di “Fangoria” in un articolo ripreso poi dal saggio antologico Fangoria: Masters of the Dark (1997):

«Con Sleepwalkers è stato emozionante [vedere il proprio nome su schermo], perché ho partecipato all’intera lavorazione. Sono pure andato in California per fare una piccola apparizione nel film, e io odio volare. Ci sono andato di nuovo per partecipare alle proiezioni di prova e alle consequenziali discussioni su come rimontare il film e tutto il resto. Mi ci sono impegnato a pieno, perciò quando è uscito e su grande schermo è apparsa la scritta “Sceneggiatura di Stephen King” be’, sono stato davvero felice.»

E son soddisfazioni…

Il problema, specifica King, è che malgrado questo impegno comunque non ha avuto abbastanza tempo da dedicare alla protezione del film, così come l’amico regista Mick Garris non aveva abbastanza potere per mettere bocca sulle decisioni della Columbia, che davanti agli occhi dei due ha massacrato il «fantastic horror movie» originale, come lo chiama King, e lo ha stagliuzzato fino a portarlo «ad un passo da Dr. Giggles», che è la massima offesa che si possa concepire per un film horror.

Stando alle dichiarazioni a Dan Perez di “Realms of Fantasy” (ottobre 1996), Mick Garris ha incontrato per la prima volta Stephen King dal vivo il giorno in cui ha girato la sua comparsata per Sleepwalkers, ma in pratica ogni giorno si erano sentiti per telefono e lavorato insieme al progetto.

Uscito in patria americana il 10 aprile 1992, il 9 luglio successivo Sleepwalkers riceve il visto della censura italiana, che gli affibbia un divieto ai minori di 14 anni. La prima sicura certa di proiezione in sala, con il titolo I sonnambuli, è del 9 agosto 1992.

La Columbia TriStar lo porta in VHS nel 1993 e in DVD dal 2000. Nel 1994 sbarca su Tele+1 (a pagamento) e non sono riuscito a trovare trasmissioni su altre emittenti.


Delirio da sonnambulismo

Quando un film dev’essere rimontato dopo le proiezioni di prova – com’è successo a questo, stando alla testimonianza di King – di solito vuol dire che il girato originale fa schifo, e rimontarlo è come spruzzare del profumo su un cumulo di spazzatura: serve davvero a poco. Sebbene non sia stato proprio un flop, di solito dopo un insuccesso i vari autori tendono a scaricare ogni responsabilità su altri, così abbiamo visto che King dà la colpa di tutto al rimontaggio voluto dalla Columbia, che ha rovinato il film. Però mi chiedo: “rimontare” non significa “rigirare”, ma solo montare in ordine diverso il girato originale, che quindi faceva già schifo mentre lo giravano. Quando sul set gli attori davanti alla cinepresa dicevano cose stupide e ridicole, oltre che fiumi di battutine alla Dr. Giggles, possibile nessuno si sia accorto che era una roba stupida e ridicola? Davvero è colpa del rimontaggio finale?

È il momento di rimontare il film con lo strumento giusto

A quanto pare King e Garris hanno vissuto da sonnambuli per tutta la lavorazione del film, non rendendosi conto che il soggetto era pura spazzatura maleodorante, la trama delirio senza scampo e la sceneggiatura improponibile: da due professionisti del loro calibro mi sarei aspettato decisamente di più. Almeno che si accorgessero come tutte le battute recitate dagli attori fossero immonde, altro che rimontaggio!

A chi ha scritto ’sto film glie dovrebbero taglia’ ’na mano!

Protagonisti della vicenda sono due cosi che non si sa che cacchio sono, tanto che molte riviste dell’epoca sbrigavano la questione definendoli “vampiri”, che tanto perderci tempo era inutile. Stando a una scritta finale, che cita un’Enciclopedia della Conoscenza Arcana – anche se dato l’argomento sarebbe stato meglio Argatta! – si parla di Sleepwalker, creature nomadi muta-forma di origine felina, infatti i gatti sono i loro acerrimi nemici. Va be’, una volta detta ’sta cacchiata le vogliamo spendere due parole per spiegare chi sono ora ’sti sonnambuli? No, fine della spiegazione, che c’è da mostrare un bell’incesto che il successo è assicurato…

Un incesto a inizio film, all’insegna del “la tocco piano”

Dunque mamma Brady (Alice Krige) e suo figlio-amante Charles (Brian Krause) vivono gatton gattoni girando l’America e fingendosi famigliola cristiana tradizionale, mentre si pappano la gente: essendo gatti-vampiri succhiano la linfa vitale che… oh, insomma, se a King e Garris non frega una mazza di spiegare le loro stupidate, perché ci dovrei pensare io? È un film senza trama, pura spazzatura in movimento, ogni spiegazione è inutile.

Il Gattone Succhione.. miaoooo!

Finché sono i due sonnambuli-gattoni-vampiri ad essere muta-forma ci possiamo stare, anche se non si sa né perché né per come, ma poi si scopre che diventano pure invisibili… ma mica solo loro, no, pure la macchina che guidano! Come fa una creatura a far diventare invisibile la propria automobile? E perché d’un tratto riesce a cambiarne pure modello e colore? Quindi i muta-forma guidano muta-auto? E perché non c’è uno stronzo che ci spieghi qualcosa in questo film?

King aveva altro da fare che scrivere un qualcosa che assomigliasse ad una sceneggiatura, così come Garris aveva altro da fare: doveva girare camei di amici suoi, Stephen King in primis

Mmmm… me sa che ho scritto ’na cazzata

… poi il regista Tobe Hooper

Dài, King, ammettilo: hai scritto ’na cazzata

… lo scrittore dall’inferno Clive Barker

C’ha ragione Hooper, hai scritto ’na cazzata

… l’immancabile John Landis

Mi sa che ’sto film è ’na cazzata

… il Maestro Joe Dante e Cynthia Garris, storica moglie di Mick.

Cynthia, di’ a tuo marito che sta girando ’na cazzata, parola di Dante

Ah, probabilmente all’epoca non era vista come “comparsata”, ma c’è pure un minuscolo ruolo per il giovane Ron Perlman.

Dài, che questo film mi vale come penitenziagite

Finito il divertimento di riprendere gli amici suoi come fosse un filmino di compleanno, del film non rimane niente. Charles si invaghisce della compagna di scuola Tanya (la bella Mädchen Amick) e quindi non riesce a spolparsela perché l’ama… ma no, d’un tratto si cambia trama e ora la vuole sventrare per succhiarne l’energia azzurrina, che non si sa perché sia azzurina, ma poi un gatto lo ferma e lo riduce in fin di vita e il resto fa troppo male per raccontarlo, tanto è una immonda bojata.

Nessuno uscirà bene da questo film, neanche gli spettatori

Lo sceneggiatore è assente ingiustificato, mi rifiuto categoricamente di credere che il King del 1992, all’apice della sua produzione, abbia davvero scritto anche solo una virgola di questa immonda buffonata senza senso, che dubito sarebbe migliorata con un altro montaggio. Il regista ci prova a fare un paio di inquadrature gagliarde ma non ci crede manco lui, lo sa benissimo che ’sta roba la Columbia la chiuderà in cantina e butterà la chiave, quindi è inutile sforzarsi troppo.

Un film girato da sonnambuli, che non lascia alcuna memoria perché dopo averlo visto anche gli spettatori si trasformano in sonnambuli. Ma il primo che si sveglia… va a menare a King. Buon compleanno!

L.

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27 risposte a Sleepwalkers (1992) Tanti auguri, Stephen King

  1. Austin Dove ha detto:

    vabbeh, un post di celebrazione dovrebbe coincidere con un’opera apprezzata LOL
    sennò potevo anche io copiare dal mio secondo blog la mia recensione si The Tommynockers xD

    ps: oggi non è il solo che fa gli anni

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  2. Cassidy ha detto:

    Il periodo in cui zio Stevie voleva fare il cinema ha generato mostri di culto, tranne questo, questo non lo ricorda nessuno (forse dormivano?) francamente per me vale solo per le facce note, un giorno tracceró tutte le apparizioni in video di Landis, per capire se lui è il “Re del Cameo” anche se Dante lo tallona. Per il resto grazie per aver fatto luce su uno dei film più assurdi che io abbia mai noleggiato 😉 Cheers

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  3. Il Moro ha detto:

    King e il cinema nn vanno d’accordo. Oltre a Shining di Kubrick, bello perché era un film di Kubrick e non per merito di Stephen King (che infatti lo odiava al punto da girare anni dopo la sua versione, con risultati sui quali è meglio stendere un velo pietoso) l’unica riduzione di un suo romanzo che ho trovato migliore del romanzo stesso è Tommyknockers – Le creature del buio. Il film in realtà faceva cagare, ma il romanzo era addirittura peggio!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I film tratti-ispirati-scritti-copiati-legati a King sono così tanti che ognuno può trovare ciò che cerca e il suo contrario, parliamo di quasi cinquant’anni di produzione cinematografica di ogni fattura, qualità e formato. Non saprei stilare classifiche perché ognuno vive King a proprio modo, sia a romanzo che a film, ma certo è che quando a portarlo su schermo c’erano De Palma, Carpenter e Cronenberg erano altri tempi e ben altri risultati.

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  4. Sam Simon ha detto:

    Auguri Stephen!!!

    Non lo so mica se recupero questo suo film però, mi sa che la parte più divertente sono gli screenshot dei cameo che hai fatto!

    Tra l’altro mi sta uccidendo la chitarrina che sta continuando a suonare da una decina di minuti nelle mie orecchie, ha un potere allucinante per davvero! X–D

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  5. Pietro Sabatelli ha detto:

    Questo mi manca, posso solo Augurargli altri 74 anni 😉

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  6. SAM ha detto:

    Perelman in USA era già molto famoso grazie al telefilm “la bella e la bestia” ( che rese anche la Hamilton di Terminator ancora più famosa : in USa è ricordata per questi due ruoli, in Italia solo per quest’ ultimo, visto che il telefilm se lo filarono in pochi).
    Di questo film ricordo sempre un episodio del fumetto Martin Hell che lo scoppiazza impunemente.
    Quando citi “non so quale strega abbia maledetto Stephen King ” , mi viene sempre da pensare a quel fumettino di poche pagine apparso nella rivista “Scuola del fumetto” dove si spiega a cosa era dovuto l’incidente che quasi lo portò alla morte anni fa : una vecchina sua fan , in realtà una strega, gli lancia una maledizione perché indispettita del fatto che King non si decidesse a concludere la saga della Torre Nera !

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Per omaggiare il Re scegli uno dei suoi film peggiori, in cui una donna pugnala un uomo con una pannocchia. Alla luce di ciò, come si fa a non adorare “la linea editoriale” dello zinefilo??? 🙂

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  8. Giuseppe ha detto:

    Essendoci tanti adorabili gatti di mezzo, un gattaro di vecchia data come me non può non ricordarselo: in pratica, sono loro il meglio del film 😛
    Per il resto cosa dire, è proprio una festa fra amici di lusso (e con Alice Krige e Mädchen Amick in gran spolvero) che si dimentica di dover essere anche altro, e cioè qualcosa capace di funzionare a dovere. La cui prima parte però, se non altro, sembra poter portare in qualche direzione (purtroppo poi non lo fa). Divertente? Involontariamente, sì, e ci può pure stare. Brutto? Per quanto Zio Stevie qui sia partito per la tangente, rispetto all’ultra-monco “It” del ’90 o al terrificante (NON in senso buono) “Shining” del ’97 questo “Sleepwalkers” ai miei occhi brilla quasi di luce propria. Ho detto quasi, eh…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Onestamente sono troppo legato all’IT del ’90 per metterlo anche solo sullo stesso piano di “Sleepwakers”: almeno quella miniserie non ti dà l’orticaria e non è piena di dialoghi orripilanti. Shining non lo ricordo, non mi esprimo.

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      • Giuseppe ha detto:

        Ed è un bene che non lo ricordi, credimi 😦
        Quanto a IT, come già ti dissi a suo tempo, il mio problema era di aver letto il romanzo prima di aver visto la miniserie, impossibilitata a reggere il confronto: davvero troppi i limiti imposti dalla tv all’epoca, sia a livello tecnico che censorio, per non parlare della durata che già da sola -fossimo pure stati in assenza dei suddetti limiti- costringeva ad asciugare più del necessario (mortificando i personaggi, sia ragazzi che adulti)…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Io invece il libro l’ho letto dopo (mi pare) ma non mi ha colpito assolutamente, anche perché la mole enorme mi ha impedito di entrarci bene dentro e alla fine è quello di King che ricordo meno. Quindi anche dopo la lettura mi è rimasto il ricordo della miniserie, a cui sono affezionato.

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  9. Celia ha detto:

    Beh, auguroni ❤
    Vedrei un film firmato da King solo se recensito da qualcuno che stimo, per confrontare i dettagli e le critiche su schermo. Perché il vero spettacolo è quello.

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