[Big Fanta Gun] Detronizzatore da “Infinite” (2021)

Ci sarà un limite alla bruttezza delle produzioni esclusive di Prime Video? Arriverà un punto in cui qualcuno dirà “basta”? Dopo aver visto il recente Infinite è chiaro che non arriverà mai quel momento, sarà solo un’eterna caduta.

Il film è molto liberamente tratto dal romanzo The Reincarnationist Papers (2009) di D. Eric Maikranz (inedito in Italia).

Usando il classico stratagemma del “diario ritrovato”, in questo caso in un’antica libreria di Roma (!), l’autore ci racconta di Evan Michaels, un giovane che vive male perché ha in sé le memorie di due vite precedenti e quindi è un gran casino, finché un giorno incontra Poppy, una ragazza che ha memorie di ben sette vite precedenti. È lei che lo inizia alla confraternita segreta chiamata Cognomina, in pratica degli immortali che accumulano memorie e conoscenze da generazioni e con esse guidano il corso della storia (e te pareva!). Nel 2020 è uscito un romanzo-prequel che promette fantomatiche “origini” ma non si sa di cosa, visto che la sua trama è identica al precedente titolo. Il sospetto è che sia un’operazione paracula per ripresentare lo stesso libro ma spacciandolo come antefatto del film.

Non so quanti si ricordino il delizioso horror Splinter (2008), comunque è da lì che arriva il poco prolifico sceneggiatore Ian Shorr, che ha il compito di prendere il romanzo di Malkranz e buttarlo nel cestino, così da scrivere la solita roba banale e scontata da cinema.
Abbiamo dunque Evan McCauley (Mark Wahlberg) che vive inghiottendo psicofarmaci come fosse acqua fresca perché è convinto di essere schizofrenico, invece semplicemente c’ha le vite precedenti che gli si ripropongono, come i peperoni.

In una vita passata Evan era… Lady Oscar!

A svelargli la sua vera natura è Nora (Sophie Cookson), che secondo le più ferree regole del cinema ha vent’anni di meno del protagonista. Tranquilli, non è una cifra fissa, perché gli eroi sono sempre gli stessi e invecchiano, le attrici devono sempre rimanere giovani quindi cambiano per avere l’età ferma ad un massimo di trent’anni, che è proprio al limite.
I due devono sfuggire a un buffone imbarazzante che fa il cattivo ciarliero da comica del muto: invece di due baffoni spioventi ha la barba, ma è lo stesso. Bathurst (Chiwetel Ejiofor) vuole fare non ho capito cosa ma lo fa utilizzando un miliardo di parole inutili e fastidiose. Facciamo finta che non esista.

Te la ricordi questa chiave? Te la sei persa nella vita precedente

Diciamola tutta, a non esistere è l’intero film, un cumulo fumante di stereotipi, luoghi comuni e cose già viste miliardi di volte che provoca solo narcolessia a grappolo. Anche perché il regista Antoine Fuqua è famoso per tirar fuori filmoni che sembrano chissà che e invece sono mostruosamente vuoti.

Abbiamo la corsa in auto che spacca tutto, la corsa in moto, la corsa a piedi, il salto nel vuoto, il salto sull’aereo, il salto della quaglia, la sparatoria, la scazzottata, la cecchina, lo spadaccino, il pistolero e come ciliegina abbiamo anche il catfight, cioè la zuffa tra due ragazze che non sanno combattere. Ma non erano scomparse queste usanze sessiste e maschiliste? A quanto pare no, anche perché per farle sparire dovrebbero ingaggiare attrici che sanno combattere, il che è impossibile: l’unica capacità richiesta è la gioventù e la magrezza, non si può chiedere altro.

Il vuoto totale con Sophie Cookson intorno

Effetti speciali dozzinali a valanga, così che il film sembri un videogioco venuto male, concetti buttati a casaccio e gente che fa cose stupide. Fine.

Almeno ci ha regalato un fanta-fucile.


Il Detronatore

In una produzione Amazon non stupisce che ogni cinque minuti qualche personaggio si rivolga ad Alexa per fare robe che potrebbe fare benissimo da solo, così come fare in modo che Wahlberg indossi un vistoso orologio a favore di camera: le marchette sono la base del cinema, sono sempre ben volute. Molto meno gradevole e infida invece l’apologia di corsa agli armamenti, soprattutto se non c’entra una mazza con la trama.

Forse si trova nel romanzo originale, comunque appena il protagonista Evan entra nella congrega dei non si sa chi (la sceneggiatura è alquanto superficiale), trova un arsenale sciabordante di mille armi inutili, visto che qui combattono tutti a forza di spada, coltelli, frecce e fanta-fucili che non vanno a pallottole. Vista l’attenzione nell’inquadrare pistole e fucili, inutili ai fini della trama, temo che il film sia una grande marchetta alla lobby delle armi, che magari ha gentilmente sovvenzionato le riprese.

Voi mi direte: sei cresciuto con gli eroi machi anni Ottanta che sparavano mille colpi a film, che c’è di diverso? C’è che all’epoca era bello perché era esagerato, fuori dal normale, ora invece rendere la corsa agli armamenti una filosofia di vita lo trovo decisamente discutibile.

«Migliorare la propria condizione umana: a volte lo fai dipingendo sul soffitto di una cappella… e a volte sparando da un chilometro.»

Frasi vergognose come questa, che accostano la pittura alla sparatoria, rendono il film odioso, se già non ci pensasse la sua pessima qualità.

Chiudo qui il pippone contro la deriva sanguinaria degli americani, che adorano spararsi addosso per paura che qualcun altro lo faccia al posto loro, ma mi premeva sottolineare che il divertirsi a parlare di armi al cinema – cioè pura finzione – non fa di me un fautore della corsa agli armamenti.

Siamo in una vicenda in cui qualche centinaio di “anime” trasmigrano da sempre di corpo in corpo, tanto che appena il cattivo vede il protagonista gli chiede se si ricorda dell’assedio di Siracusa. Ah, quante matte risate, e chi se lo scorda quell’assedio? Da notare che nel romanzo si parla di “qualche” vita, nel film invece si va indietro fino alle guerre puniche!
Dunque chi muore in realtà non muore, cambia solo corpo e rinasce in qualche neonato sparso nel mondo… a meno che Bathurst non gli spari con il suo Detronatore (Dethroner)!

A spiegarci l’arma è uno dei tanti tatuati della vicenda, quelli che – ci viene spiegato – sono cresciuti pensando che il corpo umano non abbia importanza, è solo un involucro che si cambia di vita in vita. E allora perché passano la loro inutile vita a tatuarselo? Perché le donnine di questo film sono tutte vestite come se fossero in un videoclip di un rapper? Per gente che non bada all’esteriorità ci si impegna un po’ troppo a fare i coattoni da discoteca.
Va be’, dicevo del fucilone.

«Ingegneria inversa: Il Detronizzatore di Bathurst.»

Il miglior doppiaggio del mondo s’è impappinato alquanto, oppure ha tagliato corto per non impelagarsi nella traduzione. Stanno studiando l’arma di Bathurst “de-ingegnerizzandola”, cioè partendo dal risultato finale e tornando indietro per capire com’è stata creata. Forse far dire all’attore «Stiamo studiando il Detronizzatore di Bathurst» sarebbe stato molto più preciso e soprattutto comprensibile.

Questo fanta-fucile spara proiettili che interrompono il ciclo di trasmigrazione dell’anima(ccia tua), imprigionandola in un chip: Bathurst poi scarica quel chip in un disco rigido e così ha la collezione di anime di trasmigranti, “bloccate” in quella situazione senza più potersi reincarnare. Non chiedetemi il perché di tutto questo, c’è un limite alle stupidate che posso cercare di capire!

Ora vi faccio una domanda. Siete dei cattivi intenzionati a far fuori tutti i trasmigranti, e avete costruito un proiettile speciale che “blocca” la loro anima, uccidendoli per sempre: cosa fate? Visto che siete americani, adorate le armi e ne avete centinaia a casa, producete un milione di proiettili speciali, li infilate in super-mitragliatrici e ne sparate mille al secondo. Tempo cinque minuti sono finiti tutti i trasmigranti.
No, così non c’è divertimento, che cattivo da comica del muto sareste? Costruite invece un fucile che spari UN solo proiettile, UNO che è UNO, così ci metterete mille anni ad adempiere alla vostra stupida missione. Ah, e ovviamente si ricarica a mano tutte le volte, mica è automatico!

Purtroppo non sono riuscito a trovare alcuna informazione su chi sia l’autore di questo fanta-fucile, ed essendo un film per Prime non uscirà alcun DVD con magari all’interno un “dietro le quinte”. Ed essendo un film di rara inutilità temo che non diventerà così famoso da generare “studi” su di lui da spulciare in seguito.

Se qualcuno dovesse trovare informazioni sugli autori del Detronizzatore, non esiti a farmelo sapere.

L.

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17 risposte a [Big Fanta Gun] Detronizzatore da “Infinite” (2021)

  1. Cassidy ha detto:

    Ho visto la scena iniziale con la Ferrari e i dolori del giovane (giovane?) spadaccino Marky Mark e ho capito l’andazzo. Fave di Fuqua continuo a non capirlo, potrebbe fare tutti i film giusti invece si limita ad arredarla, finirò di vederlo solo per il Fanta fucile comunque con salto della quaglia mi hai fatto sputare la colazione dal naso dal ridere (storia vera). Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      È un film così pieno di cose giuste che serviva un genio per farlo venir fuori sbagliato, e Fuqua in qiesto non lo frega nessuno 😀
      Se non fosse stato per il fanta-fucile avrei mollato già all’inizio del film, che di salti della quaglia se ne trovano di migliori altrove 😜

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  2. Il Moro ha detto:

    Sono combattuto: l’idea non mi sembra nemmeno malaccio. Ma se la realizzazione è quella che dici, meglio lasciar perdere…

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  3. Zio Portillo ha detto:

    L’idea della “memoria” della vita precedente è presa dai romanzi di DUNE e dai videogiochi di ASSASSIN’S CREED… E sono le prime due cose che mi sono venute in mente! Cambiando la confezione, il tempo, le armi e mettendoci la setta con obbiettivi segreti (pure questa già presenti in entrambi gli originali citati sopra…) cambia pure il risultato. E siamo sempre alle solite… Mi sta bene quando le buone idee vengono riprese e riadattate, ma il solo limitarsi a prenderle senza costruirci qualcosa di valido attorno non fa fare il salto di livello alla pellicola.

    Grazie mille ma passo volentieri la mano.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Si potrebbe andare indietro fino a “La città e le stelle” di Clarke, ma il problema è che MAGARI questo film si rifacesse ai grandi, è un semplice riproporre roba vecchia in automatico, scritta male e recitata peggio. E’ come inquadrare un cesso e dire “Ah, sta citando l’orinatoio di Duchamp”: no, è solo un cesso 😀

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  4. Madame Verdurin ha detto:

    Grazie per avermi fatto ridere, però credo che questo film lo salterò a piè pari, come la suddetta quaglia. Come a zio Portillo, anche a me è venuto in mente Assassin’s Creed.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Oltre al già citato “La città e le stelle” di Clarke, ci metto pure il fumetto “The Old Guard” di Greg Rucka, portato recentemente (male) al cinema da Charlize Theron, da cui è palesemente tratto il cattivo barbuto che si ricorda delle guerre puniche.
      Si potrebbe andare avanti ma il problema non è copiare dai migliori, che è cosa buona e giusta, il problema è farlo male, puntando tutto su effetti speciali bruttissimi e personaggi ridicoli.

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      • Giuseppe ha detto:

        Ci si potrebbe vedere anche qualcosina delle opere di Ian Watson come “Il libro del fiume”, “Il libro delle stelle” e “Il libro delle creature”, volendo, se non altro per il concetto di anima immagazzinabile e trasmigrante in corpi diversi lontani nel tempo (e nello spazio, almeno per quanto riguarda il ciclo de “La corrente nera”)… ma con una realizzazione di così basso livello, diventa tempo sprecato anche l’andarsi a cercare tutte le varie fonti d’ispirazione. Meno male che ci rimane la consolazione del Detronizzatore 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sono sempre stato curioso di quel ciclo di Watson, questo tuo commento potrebbe spingermi finalmente a dargli un’occhiata ^_^

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Vedi la bellezza dei film? Anche nel peggiore, nel più vuoto, nel più inutile…quando sembra tutto finito…puoi trovare un detronizzatore che ti “detronizza” dalle tue certezze! Lo so che non basta a salvare il film ma il nome è troppo bello e se avessi visto il film stesso in età puerile con amici il detronizzatore sarebbe diventato un tormentone dei nostri momenti garruli! 🙂

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  6. Kukuviza ha detto:

    ahahah, le vite passate che si ripropongono come i peperoni!
    domanda: che tipo di successo ha avuto questa bojata? perché mi pare abbia tutte le carte per diventare il cult di qualcuno.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con i film nati su piattaforma è difficile sapere quanto reale successo riscuotano, perché le piattaforme non rilasciano dati e bisogna fidarsi delle loro falsissime dichiarazioni. Sicuramente avrà tantissime visualizzazioni, perché tanto chi è abbonato lo vede gratis e un click non costa niente.
      Comunque ha una trama in perfetta linea con i grandi blockbuster del cinema, cioè vuota e piena di luoghi comuni, quindi farebbe il suo figurone anche su grande schermo 😛

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  7. un Lich ha detto:

    Ma secondo me li producono solo per pubblicizzare Alexa e supporti vari, altrimenti non si spiega

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Anche per me il sospetto è forte, anche perché ormai gli attori vengono via con due spicci, ti basta un panno verde e fai un film in un attimo, poi lo inzeppi di pubblicità occulte tutt’altro che occulte e in pratica hai girato solo uno spot un po’ più lungo. In TV non vedo un solo trailer del nuovo James Bond, solo spot sul suo orologio! 😀

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