Quel cane di Parker. Dialogo socratico con Vasquez

Qualche secolo prima della nostra èra Platone scriveva testi di filosofia in forma di dialoghi, dove i vari personaggi – per lo più reali – dialogavano con Socrate in una forma curiosa: loro dicevano cose e Socrate li mazzolava a dovere, spiegando in quanti modi diversi stessero sbagliando. In fondo quei dialoghi erano solo una forma stilistica in cui chi scriveva insegnava filosofia a chi leggeva.

Con l’amica Vasquez invece abbiamo provato un “dialogo socratico” più corretto, dove siamo entrambi Socrati ed entrambi diciamo le nostre cose senza correggerci, semmai ampliando a vicenda i nostri discorsi. L’argomento riguarda l’evento scatenante che ha dato vita a tutto questo: quel cane di Parker…


Quel cane di Parker

Dialogo socratico con Vasquez

«Gli seccava molto che i loro professionisti
venissero eliminati da un cane sciolto come Parker»
da Terra bruciata (2001) di Richard Stark

VASQUEZ: Ho visto Professione: assassino, quello con Charles Bronson…

LUCIUS: Inizi così, a freddo? Neanche due parole di introduzione?

VASQUEZ: Del tipo?

LUCIUS: Potresti preparare un po’ il pubblico, raccontare come sei arrivata all’argomento in questione e magari farlo con una storiella simpatica. Per esempio potresti dire: “Sono salita sul tetto, sono rimasta bloccata e così per passare il tempo mi sono vista Professione: assassino“.

VASQUEZ: Mi stai dicendo che citare Capricorn One (1978) sarebbe l’introduzione giusta?

LUCIUS: Se però inizi a cogliere tutte le mie citazioni non vale: così infici la mia superiorità morale!

VASQUEZ: Va be’, hai citato, ti sei sentito inficiato, quindi l’introduzione è fatta: posso raccontare del film?

LUCIUS: Sono tutt’orecchi.

VASQUEZ: Ho visto Professione: assassino (1972), dicevo, quello con Charles Bronson nei panni di un assassino prezzolato per l’Organizzazione, quell’entità che era l’Outfit nei romanzi con protagonista Parker, firmati da Richard Stark (pseudonimo “cattivo” di Donald E. Westlake). Peccato che nel film il protagonista non sopravviva, perché altrimenti si potrebbe considerare una perfetta storia dell’origine di Parker e della sua insofferenza per l’Organizzazione.

LUCIUS: Farò finta di niente sul “finale bruciato” del film, per sottolineare come davvero l’Arthur Bishop di Bronson avrebbe potuto rilanciare il Parker di Stark al cinema, un personaggio che dopo ben tre film in rapida sequenza sembrava aver esaurito la sua vita di celluloide, nel 1968, per lasciare invece spazio alla sua versione comica Dortmunder, nato dai romanzi firmati Westlake. Al massimo Professione: assassino lancia il giovane attore Jan-Michael Vincent, che però diventerà subito un Eroe della Z.

VASQUEZ: Eppure la MGM, la casa distributrice del film con Bronson, il “collegamento parkeriano” ce l’aveva bene in mente, infatti l’anno successivo presenta Organizzazione crimini (The Outfit, 1973), tratto dal romanzo Liquidate quel Parker! (The Outfit, 1963): c’era l’Organizzazione/Outfit e c’era Parker, semplicemente ha preferito Robert Duvall a Bronson.

LUCIUS: Ad essere onesti Duvall aveva un prestigio al cinema che Bronson non poteva sognarsi, essendo quest’ultimo ben presto relegato a film di genere. Forse non sarebbe stato un Parker proprio come nei romanzi di Stark ma la sua bella figura l’avrebbe fatta.

VASQUEZ: Comunque il film mi è piaciuto parecchio, non l’avevo mai visto prima, è davvero spietato nel non mostrare alcun rimorso da parte di nessuno dei personaggi, nemmeno quando Arthur Bishop deve uccidere McKenna, l’amico di vecchia data.

LUCIUS: Sempre a proposito di non stare a svelare punti salienti della vicenda…

VASQUEZ: Basta non starli a sottolineare. Comunque mi è piaciuto come viene rappresentata l’Italia, per una volta come una semplice location dove svolgere un lavoro e non come uno stereotipo a prescindere. Suggestiva Piazza del Plebiscito di Napoli con le macchine parcheggiate a ridosso del colonnato, cosa che immagino non si possa fare più da un sacco di tempo.

LUCIUS: Penso proprio di no. E di sicuro non c’è più quel “Catalogo Fiat” a riempirla: l’IMCDb (Internet Movie Cars Database) attesta come nelle scene del film ambientate in Italia, tra Amalfi e Napoli, si vedano Fiat 1100R, 1100T, 124, 130, 1300, 1800, 500F, 600D, 850 Special… E chi le ha viste mai tutte queste Fiat in giro? Mi sa che in vista delle riprese qualche concessionaria locale ha svuotato il magazzino.

VASQUEZ: Mi è piaciuto da pazzi il finale: senza redenzione e senza salvezza.

LUCIUS: Finale che non staremo a raccontare…

VASQUEZ: Appunto. Poi ho visto The Mechanic (2011), il rifacimento con Jason Statham. Già sapere che Statham è un killer a pagamento mi accorcia ancora un po’ i gradi di separazione con Parker.

LUCIUS: Lungi da me l’idea di auto-promuovermi, ma guarda caso nell’agosto 2011 – quasi esattamente dieci anni fa – ho recensito quel film su ThrillerMagazine.it, in cui specificavo che questo prodotto moderno «non è una pedissequa imitazione del film del 1972»: ah, che tempi, quando usavo termini come “pedissequo”. Comunque ho visto quel film nel pieno della mia “scoperta” di Statham come nuovo divo d’azione, e lo apprezzai molto.

VASQUEZ: Il primo omicidio è fantastico!!! Mentalmente ringrazio la persona che me l’ha consigliato…

LUCIUS: Prego, figurati. Per così poco!

VASQUEZ: «Sempre lì a vantarti» (da Una settimana da Dio. Visto? So citare anch’io)… Dicevo – mi hai fatto perdere il filo – Il primo omicidio… sì… Tutto avviene senza parole (come il primo omicidio nel capostipite). Le prime parole che si sentono del film sono da una voce fuori campo – i miei neuroni mandano fulmini e saette: la voce fuori campo c’era anche in Payback (1999) – e appena riconosco la voce si scatena una tempesta di fulmini globulari: è la voce di Claudio Sorrentino, scomparso purtroppo questo 2021, doppiatore storico di Mel Gibson! Porto stampato “Parker” nel mio DNA ormai…

LUCIUS: È una bella coincidenza, visto che per motivi ignoti Statham non riesce a conservare una voce “fissa” in Italia, anche una volta diventato un volto noto. Certo, ha avuto gran belle voci – Massimo Rossi (Transporter 1 e 2 e Blitz), Francesco Prando (Safe, trilogia dei Mercenari e saga di Fast & Furious) e Pasquale Anselmo (Rogue. Il solitario, Homefront, La rapina perfetta) – ma non riesce a fissarne una. Ah, ora che ci penso ne La rapina perfetta (2008) il nostro Jason era già molto parkeriano, anche se dubito che Richard Stark avesse pensato il suo eroe così muscoloso.

Dubito che Stark lo pensasse così, Parker, ma di sicuro funziona alla grande

VASQUEZ: Infatti mentre penso a quanto mi piaccia Jason quand’è a torso nud… ahem… volevo dire… quand’è doppiato da Massimo Rossi (voce di Kiefer Sutherland nella serie televisiva “24”), ecco che compare Sutherland padre! E vabbè, allora ditelo che leggete nel pensiero! Non mi piace invece la voce che Jason ha in Parker (2013), anche se è quella che si avvicina di più all’originale. Che poi, ora che ci penso, anche in Transporter 3, come nell’1 e nel 2, era doppiato da Massimo Rossi: come mai l’hai saltato?

LUCIUS: Preferirei non parlarne, visto poi che è un film che non esiste! Preferisco aprire una parentesi sul doppiaggio di Parker, dove Statham ha la voce di Alessandro D’Errico che ricordo a doppiare John Cena in Presa mortale (2006) e 12 Round (2009): ti ricordi quando il wrestler sembrava essere un nuovo divo d’azione? Che tempi più semplici e spensierati.

VASQUEZ: Visto che stiamo aprendo le parentesi, durante tutto questo mi passa per la testa un pensiero che non c’entra niente ma te lo voglio dire lo stesso, cioè che a quanto pare gli sceneggiatori sentono il bisogno di affiancare a Jason Statham una figura paterna a tutti i costi: in Parker c’era Nick Nolte (in Payback non hanno messo nessuno per il Parker/Porter di Mel Gibson), al trasportatore Frank Martin hanno affiancato l’ispettore francese Tarconi (e quella rossa fastidiosa nel terzo film… va be’, ti do ragione: lasciamolo stare ’sto Transporter 3, che è meglio), qui in The Mechanic c’è Donald Sutherland ad interpretare McKenna, chiaramente una figura paterna per il protagonista, mentre il McKenna di Bronson era “solo” un amico di vecchia data.

LUCIUS: Bronson in Professione: assassino aveva 51 anni, una figura paterna al suo fianco sarebbe stata forse fuori luogo: Statham ne aveva “solo” 44, quindi in effetti siamo al limite. Al tuo elenco comunque aggiungerei Death Race (2008), dove Ian McShane non sarà una figura paterna ma di sicuro incarna il “vecchio saggio” che consiglia il Jason protagonista.

VASQUEZ: Durante la visione di The Mechanic dunque avevo tutti questi pensieri in testa… poi compare un chihuahua… per liberarsi del quale Arthur Bishop lo regala alla donna.

«Grazie. Lo chiamerò Arthur.»

VASQUEZ: No, ma… mi state prendendo in giro, vero?

Un chihuahua di nome Arthur (Bishop), pseudo-Parker

LUCIUS: «Domani mi compro un cane»!

VASQUEZ: Cosa?

LUCIUS: Scusa, non ho premesso che stavo citando. «Avrebbe voluto dirle che una casa con tante finestre e con tante porte non poteva essere difesa né con un fucile né con un cane». Nel romanzo Lotta libera per Parker (1971) Claire minaccia il protagonista di comprarsi un cane: «Le avrebbe fatto compagnia durante le assenze di Parker». È giusto una nota di colore del romanzo.

VASQUEZ: Però dev’essere rimasta impressa agli sceneggiatori, perché in Payback (1999) Rosie (Maria Bello) dopo aver appreso della morte di Porter (o almeno così crede lei) si prende un cane, un boxer, per farsi difendere come la difendeva Porter. E lo chiama Porter.

— Ti presento il cane più antipatico del mondo (the nastiest damn dog who ever lived).
— Come si chiama?
— Porter. Ha preso il tuo posto quando te ne sei andato: è un duro come te ma non mi mollerà mai.

Porter, ti presento Porter: uno dei due è un cane, l’altro ha quattro zampe

LUCIUS: Incredibile! Il film ufficialmente è tratto dal primo romanzo di Stark, Anonima carogne (1962), privo di cane, ma magari i due sceneggiatori Brian Helgeland e Terry Hayes si ricordavano del cane nel romanzo del 1971.

VASQUEZ: Ti dirò di più. Nel film Parker quando Statham e Nolte parlano a tu per tu dei piani di fuga e Nolte cerca di convincerlo ad accettare i suoi soldi, si lamenta dello «stramaledetto cane» di sua figlia Jen.

LUCIUS: Aspetta, ma sua figlia non si chiama Claire? L’altra donna del film è Leslie: chi è ora questa Jen?

VASQUEZ: Jennifer, è la sorella di Claire. E la sorella di Leslie.

LUCIUS: Ah, quindi Claire e Leslie sono sorelle fra loro?

VASQUEZ: No, no, è che sia Claire che Leslie hanno una sorella che si chiama Jennifer.

LUCIUS: Aspetta, ma Leslie non è interpretata da Jennifer Lopez? E ha una sorella che si chiama Jennifer?

VASQUEZ: Sì, in effetti c’è un’esagerata presenza di Jennifer in questo film.

LUCIUS: Ci sono, è una cripto-citazione da Gli occhi del delitto (1992), il cui titolo originale era Jennifer 8: volevano riuscire a mettere otto volte il nome Jennifer nel cast di Parker ma poi si sono fermati a tre, che si sono resi conto essere una stupidata.

VASQUEZ: Sicuramente è andata come dici tu…

LUCIUS: Comunque io l’unico cane che ricordo nel film Parker è la povera Pipsy, la cagnetta della madre di Leslie/Jennifer che nessuna porta fuori a fare i bisognini.

Chi si prenderà cura della povera Pipsy?

VASQUEZ: Appunto, nessun cane è legato a Parker, anche se quelle vaghe citazioni ho sempre pensato fossero un riferimento carino al film con Mel Gibson. Invece adesso in The Mechanic con Statham scopro che il cane è diventato personaggio, che cambia razza come Parker cambia faccia, e che o rimane senza nome, o prende il nome del protagonista.

LUCIUS: E pensare che nel romanzo Parker, via col piombo (1972) il nostro eroe non si dimostra molto empatico con il miglior amico dell’uomo: è vero, uccide un dobermann solo per errore, ma il modo in cui se ne libera (commentando con un «Accidenti al cane») lascia intuire uno scarso amore per gli animali. Nei romanzi di Stark c’è «Figlio di un cane!», «un male cane», «non c’era un cane in giro» e «morire come un cane»: è pieno di cani, ma tutti in contesti figurativi negativi.

VASQUEZ: A ’sto punto invece avviene un altro click nel mio cervello: si è chiuso un altro circuito e urge una ricerca veloce:

    • 1962 Anonima carogne, niente cane, Stark/Westlake non c’entra niente;
    • 1972 Professione: assassino, niente cane;
    • 1999 Payback, abbiamo il cane, che si chiama come il protagonista, probabilmente è “un’invenzione” di questo film o forse una mezza citazione dal romanzo Lotta libera per Parker;
    • 2011 The Mechanic, il cane c’è e si chiama come il protagonista, che poi qui sopravvive e quindi abbiamo la perfetta storia delle origini del protagonista del film successivo, cioè:
    • 2013 Parker, dove il cane c’è ma non si vede, e non sappiamo come si chiami;
    • 2014 John Wick, e finalmente ci liberiamo di ’sto cazzo di cane, che non poteva avere epitaffio migliore!

LUCIUS: Parli così perché evidentemente non hai ancora visto i seguiti di John Wick

VASQUEZ: No scusa, in che senso?

LUCIUS: Negli altri film, John Wick non solo prende con sé un altro cane, ma Halle Berry, sua co-protagonista in John Wick 3 Parabellum (2019), addirittura ne ha due addestrati a difenderla. Non esisterà mai più un assassino prezzolato, un criminale di professione, un ruba-galline qualsiasi, senza un cane pronto a stargli vicino nei momenti bui. E comunque povera, povera Daisy, morta dopo essere stata donata come consolazione per una morte: la quint’essenza della sfiga!

Povera Daisy, il cane più sfigato del cinema

VASQUEZ: Ma così non ci libereremo mai di tutti questi cani! Non si può trovare un altro modo di umanizzare i criminali? Ma poi, perché mai dovremmo umanizzarli, dico io?

LUCIUS: A questo punto devo chiudere un altro circuito. Nel romanzo Parker: a ferro e a fuoco (1966) il protagonista compra delle pistole di contrabbando, tra cui una molto particolare, una Smith & Wesson 38 special nata nel 1955 per venire incontro alle esigenze specifiche delle guardie del corpo. La impugna il rapinatore John Cassavetes ne Gli intoccabili (1969), il mercenario Gregory Peck ne L’Oca Selvaggia colpisce ancora (1980), l’agente segreto Richard Chamberlain in The Bourne Identity (1988), l’agente FBI Edward Norton in Red Dragon (2002) e la schizzata Margot Robbie in Birds of Prey (2020). È una pistola piccola, tascabile e per questo priva di quell’appendice che tutte le pistole hanno sopra il calcio e che si impiglia nei vestiti. Lo spiega Richard Stark:

«Una “Smith & Wesson” a cinque colpi, 38 speciale. Un modello senza cane».

LUCIUS: È ufficiale, quel cane di Parker esiste solo nella sua vita filmica, nei romanzi è “senza cane”, ma quel modello di pistola è stato impugnato da un altro divo del grande schermo: la sfoggia Charles Bronson in Città violenta (1970), girato poco prima di Professione: assassino. E il cerchio si chiude.

Bronson con la pistola di Parker, e il cerchio si chiude

— E se il cane ti balzasse addosso, che faccia faresti, eh?
Parker lanciò un’occhiata al cane.
— Gli spaccherei le reni — rispose.

LUCIUS: Questo passaggio di Anonima carogne (1962) dimostra già dalla sua prima avventura come il Parker letterario non sia il miglior amico dei cani. Più tenerone le sue versioni filmiche, ufficiali o apocrife che siano.

VASQUEZ: Vado a cercare un accalappiacani…


I film citati:

Città violenta (1970) di Sergio Sollima, con Charles Bronson, Telly Savalas e Jill Ireland – in DVD RHV 2005

John Wick (2014) di Chad Stahelski (e David Leitch), con Keanu Reeves, Michael Nyqvist e Alfie Allen – in DVD Eagle Pictures 2019

The Mechanic – Professione assassino (The Mechanic, 2011) di Simon West, con Jason Statham, Ben Foster e Donald Sutherland – in DVD 01 Distribution 2012

Parker (2013) di Taylor Hackford, con Jason Statham, Jennifer Lopez e Nick Nolte – in DVD Blue Swan 2018

Payback – La rivincita di Porter (Payback, 1999) di Brian Helgeland, con Mel Gibson, Gregg Henry e Maria Bello – in DVD Warner Home Video 2000

Professione: assassino (The Mechanic, 1972) di Michael Winner, con Charles Bronson, Jan-Michael Vincent e Keenan Wynn – in DVD Golem Video 2018


I libri citati:

Anonima carogne [Parker 1] (The Hunter / Point Blank, 1962) di Richard Stark (“I Neri Mondadori” n. 3, 15 luglio 1964) Traduzione di Bruno Just Lazzari

Liquidate quel Parker! [Parker 3] (The Outfit, 1963) di Richard Stark (“I Neri Mondadori” n. 12, 15 aprile 1965) Traduzione di Bruno Just Lazzari

Lotta libera per Parker [Parker 13] (Deadly Edge, 1971) di Richard Stark (“Il Giallo Mondadori” n. 1183, 3 ottobre 1971) Traduzione di Laura Grimaldi

Parker, via col piombo [Parker 15] (Plunder Squad, 1972) di Richard Stark (“Il Giallo Mondadori” n. 1289, 14 ottobre 1973) Traduzione di Maria Luisa Bocchino

Parker: a ferro e a fuoco [Parker 8] (The Handle / Run Lethal, 1966) di Richard Stark (“Il Giallo Mondadori” n. 944, 5 marzo 1967) Traduzione di Bruno Just Lazzari

Terra bruciata [Parker 20] (Firebreak, 2001) di Richard Stark (Alacrán 2005) Traduzione di Cristiana Astori


Ringrazio Vasquez di essere stata al gioco e di aver portato una ventata di contagi memetici, quelli che nessun vaccino potrà mai fermare!

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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23 risposte a Quel cane di Parker. Dialogo socratico con Vasquez

  1. Cassidy ha detto:

    Iniziare citando “Capricorn One” è sempre il modo migliore 😉 Niente, vi voglio bene ad entrambi, non solo perché il tema cinefilo/cinofilo (e letterario) mi piace, ma perché mi piace anche il formato, gran modo per iniziare la settimana! Cheers

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  2. Sam Simon ha detto:

    Bello questo dialogo! Non ho colto la maggior parte dei riferimenti, lo ammetto, ma è un piacere leggervi citare cose… X–D

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Ma che bontà ma che bontà, ma che cos’è questa robina qua??? Trattasi di uno spettacolare dialogo che spero abbia più di un seguito!
    Vi siete divertiti (traspare tantissimo) e avete divertito chi vi ha letto, tra citazioni, aperture di parentesi e cani a profusione! 🙂
    Applausi per entrambi! 🙂 🙂

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    • Vasquez ha detto:

      Grazie Willy! Eh…un sèguito. Un seguito dipende dall’Etrusco, che tanto è sempre colpa sua: mi consiglia i film…ed ecco qua 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ho appena finito di leggere un lungo fumetto francese dal titolo “Project Mermaid”, ambientato nel futuro dove una Compagnia spietata cerca di ibridare umani e delfini: come vedi argomenti con gli animali non mancano mai ^_^
        E sappi che il titolo “Flipper e Furia” non è caduto nel vuoto…

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      • Vasquez ha detto:

        “Flipper & Furia” deve uscire prima del prossimo “Fast & Furious”: hai visto mai che rubino l’idea!
        Sappi comunque che le redini di Furia le tieni tu, e dietro al delfino ci sto io 🤣

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah è tipo uno di quei finti telefilm di “American Dad”, dove l’alieno Roger immagina una serie poliziesca con lui su sedia a rotelle che fa il professore investigatore. E così noi abbiamo “Le avventure di Furia & Flipper” «Uno corre sulla terra, l’altro nell’acqua: nessun criminale è più veloce di un delfino o più furioso di un cavallo» 😀
        Se lo scopre la Pixar ci tira subito fuori un filmone animato!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quando si spazia tra film, libri, citazioni, cani e pistole, non ci si ferma più 😛
      Spero sia l’inizio di una lunga collaborazione…

      Piace a 1 persona

      • Willy l'Orbo ha detto:

        Mi sembra che la collaborazione sia nelle vostre corde visto che anche qui sopra già nascono nuovi dialoghi in embrione, condito da idee che il sottoscritto non può che adorare! La strada è segnata e gli zinefili esultano per questo, in attesa di nuove puntate!!! 🙂 🙂

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  4. Giuseppe ha detto:

    E degli spunti da “Il giorno del delfino” di Mike Nichols -annata 1973- con il sempre grande George C. Scott, che ne dite? Un cavallo intelligente come Furia si sarebbe trovato bene con una coppia di brillanti cetacei come Alpha e Beta (che, ricordo, vengono pure coinvolti in un piano terroristico)… “Alpha, Beta e Furia: coi delfini siamo a cavallo” 😀
    Complimenti e applausi per questo vostro divertito, appassionato e acCANIto dialogo socratico, un CANEstro senza fondo di vulCANIche e mai mecCANIche gimCANE di citazioni, libri, film, armi dotate di CANE (pistole) da autentici deCANI dei generi, padroni entrambi di arCANE conoscenze cinefile e pure cinofile (come da me evidenziato in maiuscolo nelle precedenti righe) 😉 👍👏👏👏
    Aspettiamo con ansia le prossime puntate!

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  5. Pingback: Bruce’s Fist of Vengeance (1980) | Il Zinefilo

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