Il 6° giorno (2000) Clonare l’attore sbagliato

La scorsa domenica, 14 novembre 2021, il canale 20 ha mandato in onda Il 6° giorno ma avevo altro da registrare e mi sono detto: tanto domani controllo gli eventuali cartelli italiani su MediasetPlay. Invece col ciufolo che il film è stato presentato lì, anche solo per un giorno, com’è la media. Va be’, sarà per un’altra volta.
Poi mi contatta uno degli Angeli Custodi del Zinefilo e mi passa la registrazione ad alta qualità del film, perché per l’occasione hanno sfoggiato brani di pellicola italiana inseriti nei titoli di testa originali: come si fa a non voler bene ai Angeli della Z?

Per vent’anni sono riuscito a non vedere mai questo The 6th Day (2000) diretto da Roger Spottiswoode, bravo regista canadese con cui ho rotto ogni rapporto quando ho buttato i soldi del biglietto del cinema per il suo Fermati, o mamma spara (1992): ciao, Roger, sei simpatico ma fai film inguardabili. Purtroppo scopro che ha continuato a farne.
Quindi dopo vent’anni mi sono visto questo film, che la Columbia ha portato in VHS e DVD italiani nel 2001. Lo trovate su Prime Video ma solo a pagamento (per ora).

Il tanto atteso Total Recall 2

Come abbiamo visto, Arnold Schwarzenegger ha lasciato morire il progetto di Total Recall 2 proprio per girare questo Il 6° giorno, che usa guarda caso uno dei soggetti messi in campo per lo sfortunato seguito del film di Paul Verhoeven, come ci racconta lo sceneggiatore William Goldman.
Mi spiace per gli autori coinvolti, ma girare un Total Recall 2 sarebbe stato un madornale errore, perché sarebbe venuta fuori una minchiata abissale esattamente come questo Il 6° giorno, un titolo per cui mi sento di parafrasare il Rocchio 47 di Maccio Capatonda: «Non ho mai visto tanta vecchiaia in un film solo». È una storia vecchia e banale se fosse stata scritta negli anni Ottanta, figuriamoci nel 2000.

Eh, lui sì che c’ha occhio per i film giusti…

La storia si apre con Schwarzy che è il solito papone tenerone come in qualsiasi altro film banale, e dopo una  premuta di luoghi comuni che erano già vecchi prima che nascesse il cinema arriva il punto di svolta:

— Caro, è morto il cane.
— E a me che me ne frega a me: tanto lo riclono!

Magari fossero stati così i dialoghi del film! Usando una morale spicciola da ospizio di periferia, sappiamo che nel futuro prossimo si possono clonare gli animali ma il protagonista è dubbioso e restio a clonare il proprio cane defunto: «E se non avesse un’anima?» Per me il film finisce qui ed inizia il vero mistero: siamo sicuri che sia stato girato e interpretato da veri esseri umani? Io non ci credo. Basta guardare Michael Rapaport: ma vi sembra una persona reale, quella?

Il clone di Michael Rapaport è venuto proprio male; ma che capelli e barba ha?

Per me non ce la raccontano giusta, la clonazione umana si può fare da anni, almeno dal 2000, quando cioè hanno proposto a Schwarzenegger questa immonda cagata di film e lui deve aver detto: «Ma che è ’sta roba? Fatela fare al mio clone», così hanno “stampato” uno Schwarz-clone e lo hanno fatto recitare da cane infame. Sono sicuro che anche il resto degli attori siano cloni, perché dei veri esseri umani non possono recitare così da schifo.
Vogliamo parlare degli sceneggiatori, che non cito perché mi vergogno per loro? Due cloni pure quelli: ’sto film è proprio un giramento di cloni!

Com’è cambiata Marte, in questi dieci anni…

Senza dire niente a nessuno il protagonista va nel centro commerciale pieno di effetti speciali e marchette semi-nascoste per fare qualcosa che non dovrebbe fare, poi si addormenta così non sappiamo se ciò che segue è vero o meno, scopre il fattaccio e comincia la lunga corsa, inseguito da un cattivo spietato che non esita a sparare a tutto.
Aspetta, ma stiamo ancora parlando di Total Recall? Non eravamo su Il 6° giorno? Ah già, che scemo: sempre di cloni si parla.

Michael Rooker, il clone di Michael Ironside

Comunque il nostro eroe non vuole portare un cane clonato alla figlia, così le prende una Sim-Pal, un’«amica finta» (make-believe friend), una bambola che sembra uscita dallo stesso inferno di Annabelle: sicuri che sia una scelta saggia?

Bella di papà, non ti ho clonato il cane morto ma ti ho preso una bambola indemoniata, è uguale?

Avere un protagonista che si chiama Adam è già una roba di grana così grossa che fa arrossire, poi facciamo che è pilota d’elicotteri e come tale sa fare inseguimenti in auto che distruggano interi quartieri, sa saltare in un burrone di mille chilometri d’altezza cadendo senza un graffio, sa lanciarsi dai grattacieli, sa volare, sa lottare e tutti aiuterà: Fantamaaaaaaaan, giustizia lui farà!

Ecco il vero protagonista del film!

Inseguimento spendaccione, battuta ad effetto (fiacca), inseguimento spendaccione, battuta ad effetto (fiacca), e via così, il tutto inframmezzato da caratteristi costretti a fare robe stupide da cattivi coi baffi a manubrio, prive di qualsiasi logica e funzionali solo a far andar avanti la trama. Che se la fermavano prima era meglio.
Devono uccidere Adam? Ce l’hanno lì, svenuto davanti a loro, gli puntano una pistola ma poi «No, non qui». Perché non qui? Non c’è nessuno, invece fare un inseguimento dove distruggono tre quartieri e mandano a fuoco la città è più “discreto”? Ecco, sono stupidate di quart’ordine come questo che fanno capire perché Schwarzy abbia fatto bene a darsi alla politica, se non proprio all’ippica.

Una scena stupida e imbarazzante, ma almeno ci regala una bella fanta-pistola

Sono sicuro che oggi questo film sarà adorato da quei fan di Schwarzenegger che si farebbero tagliare un braccio piuttosto che andare al cinema a vedere un suo film, infatti gli incassi sono stati una colossale pernacchia, l’ennesimo flop al botteghino che però l’attore non riusciva a sentire: sarà mica un po’ di sordità?

Come dite? Quando ha incassato questo film? Parlate più forte!

Ringrazio il film per le fanta-pistole, le cui schermate finiscono nella mia collezione, ma mai avrei pensato che questo titolo sarebbe stato di una bruttezza travalicante ogni concezione umana: dovrò farmi clonare stando attento a cancellare il ricordo di averlo visto. Anzi, no: vado direttamente alla Rekall per farmi cancellare la memoria: chi ha visto questo film ha lo sconto.

L.

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19 risposte a Il 6° giorno (2000) Clonare l’attore sbagliato

  1. Zio Portillo ha detto:

    Ma sai che non me lo ricordo per nulla? Pensa che quando ho letto il titolo avevo un vago ricordo con Schwarzy che usa il bazooka contro il Diavolo (Gabriel Byrne) in chiesa. E invece leggendo il post lo confondevo con “Giorni Contati”… La filmografia dell’austriaco ad un certo punto è partita per la tangente!

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  2. Cassidy ha detto:

    Se la gioca con “L’eliminatore” per il titolo di film di Arnold che ho visto meno volte, considerando la mia stima per lui, direi che è un data importante. Fiacco, piatto, fuori tempo massimo, insomma un clone degenere dei film migliori del nostro, il segno che i tempi ormai erano cambiati, ma il regista Canadese no, lui è sempre stato una costante delusione 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Forse se questo film fosse uscito vent’anni prima si poteva ancora salvare, ma è un grande forse: è così sbagliato in ogni singolo fotogramma che non saprei proprio dire in quale universo potrebbe essere un titolo accattivante…

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  3. Il Moro ha detto:

    Da adoratore di Schwarzy, anche all’epoca dell’uscita per questo film non ho avuto altro che pernacchie. Meglio pensare che sia stato girato da dei cloni…

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  4. Austin Dove ha detto:

    par na volta ho visto un film di cui parli xD
    per me il problema maggiore del film è la pigrizia del wordlbuilding: hanno creato questo universo fantascientifico e ultraprogredito ma poi le macchine dell’inseguimento sono quelle ante anni ’90, gli edifici pubblici sono normali e pure le invenzioni sono leggermente limitate, più da scena che effettivamente utili
    e poi la bambola, la gioia dei pedofili: ora possono sfogare i loro istinti e manco finire in prigione 😂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Malgrado gli 80 milioni, il film è una poveracciata, soprattutto concettuale: ha rubato alcune trovate da “Total Recall” dimenticandosi appunto di costruire un mondo, una quotidianità e uno stile futuro: infatti il film di Verhoeven aveva macchine futuristiche.
      Pure la bambola è usata male, una volta fatte due battutine stupide viene buttata via: perché sprecare soldi in elementi inutili? È veramente un film pessimo sotto ogni punto di vista.

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  5. Raffa ha detto:

    Insomma, mi sembra di capire che ho fatto bene a non vederlo…

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  6. Andrea87 ha detto:

    Questo lo vidi all’epoca e, ovviamente, mi deluse tantissimo. Come anche i coevi “Giorni contati” (salvo solo la battuta “Tu sei cattivo!” detto in faccia a Satana) e “Danni Collaterali” (l’instant movie per definizione)… peccato, perché fisicamente era ancora ad alti livelli e avrebbe dovuto spararsi delle cartucce migliori! Molto triste per uno che si è sempre scelto con estrema perizia i film in cui comparire…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Fino al 1990 Schwarzy era uno che girava con i sondaggi, i grafici e i studi di settore, studiava le tendenze filmiche con la matematica spinta, non era mica uno da “Oh, bella rega, facciamo un film, va’”, no era uno che investiva e quindi si informava prima di investire, poi d’un tratto ha cominciato a non azzeccarne più una, o comunque a riproporre per dieci anni la stessa identica formula, quando era chiaro non funzionasse più, visto che era cambiata la moda, il gusto e il pubblico. Quando gli eroi d’azione sono Keanu Reeves e Patrick Swayze, è chiaro che il fisico da Conan non funziona più, e neanche quello del collega Sly, visto che pure lui ha sempre fallito ogni volta che non indossava dei guantoni o una fascia in testa.
      E sì che parliamo di film spendaccioni, eppure sembrano poveracciate: davvero una triste fine per un eroe.

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Stavolta, caro Lucius, sono io leggenda (pur al contrario), perché vidi questo film ai tempi e mi piacque (come pure Giorni contati!), pur non da impazzire, ma abbastanza dai, sufficiente per essere bastian contrario visto anche i commenti sopra.
    A mia discolpa si parla di secoli fa e forse, rivisto ora, finirebbe anche col sottoscritto in pernacchie…ma perché rovinarmi il ricordo decente??? Meglio vivere in un sogno lungo un ventennio! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Magari se anch’io l’avessi visto all’epoca… naaaa, non credo proprio: i coetanei “Eraser” e “Danni collaterali” li ho visti all’epoca disprezzandoli profondamente, anzi: “Eraser” mi ha molto più divertito a rivederlo oggi che quando uscì, ammorbidito dal tempo passato. Temo che pure con lo Schwarz-clone all’epoca non sarei stato parsimonioso di critiche 😛

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  8. Giuseppe ha detto:

    Rivisto di recente, dopo una caterva di anni, e la mia impressione non è cambiata per niente: trascurabile allora e trascurabile oggi, con Schwarzy totalmente fuori posto (assieme a un altrettanto sprecato Tony Goldwyn)… 👎

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  9. Marco Vecchini ha detto:

    La sua fase calante l’ho notata con Giorni Contanti, anche se oggettivamente tutti penso concordino che iniziò con Last Action Hero, che nonostante avesse avuto uno sviluppo travagliato delle scene fighe le ha beccate. Anche da super fan dei suoi film pure io avevo notato che aveva ormai fatto il suo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dopo i successi scintillanti degli anni Ottanta è stato il pubblico americano del nuovo decennio a sancire l’inizio della fase calante di Schwarzy: dopo “T2” nessuno dei suoi film ha avuto quel successo esplosivo al botteghino che invece prima era cosa normale, anzi ha cominciato a sudare parecchio, perché doveva fare film sempre più grossi, produzioni sempre più costose che però cominciavano a non garantire più i fantastiliardi di una volta. Le grandi case hanno continuato a foraggiarlo, ma quello è puro masochismo: come la Fox che regala sempre 100 milioni a Ridley Scott perché li butti nel cesso, sono perversioni su cui è meglio non indagare 😀
      Scherzi a parte, ho adorato “Last Action Hero” per la sua metanarrativa, non certo per Arnie, ma è chiaro che quando da lui è richiesto un ruolo attoriale più impegnativo di un robot assassino o di un cimmero nascono parecchi problemi, e il pubblico pagante l’ha subito penalizzato.

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  10. Pingback: Bloody Mallory (2002) Alle origini della Z | Il Zinefilo

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