The Last Patrol (2000) Last Warrior Dolph!

Approfittando del mese in cui il nostro amato Dolph Lundgren compie gli anni, il canale 7Gold dà mandato a un suo dipendente di scendere negli archivi segreti, quelli con i mostri a guardia che impediscono l’accesso ad ogni emittente e, una volta sconfitte le creature in un’epica battaglia, riporta alla luce un film che per vent’anni è stato ignoto al pubblico italiano: il suo doppiaggio infatti è stato il terzo segreto di Fatima, finché questa estate per miracolo – è il caso di dirlo – è apparso su YouTube, proveniente non si sa da dove.

7Gold quindi lo scorso martedì 16 novembre 2021 ha regalato oro puro, cioè l’introvabile e anzi ignoto doppiaggio italiano del film The Last Patrol (2000), che nel nostro Paese è stato intitolato in modo geniale: The Last Warrior. Giustamente siamo italiani e ribattezziamo i film in inglese.

So che non sembra, ma il titolo italiano è quello in piccolo

Distribuito in America dalla Millennium Films, la pellicola è prodotta da case minuscole e non fa nulla per nasconderlo, anche perché lo sanno tutti che basta lo svedesone inquadrato perché non ci sia bisogno d’altro.

Un po’ filosofo un po’ addormentato

Il capitano dell’Esercito Nick Preston (Dolph nostro) è un pensatore, e con un’introduzione in cui la prende larga, discettando di politica, economia, psicologia e cacchiologia, alla fine era tutto un modo per dire che ha fatto qualche casino e l’hanno sbattuto a Fort Edenberg, detto l’Ossario, una discarica in mezzo al nulla.
Poi un terremoto fa staccare la California dal continente… Oh, aspetta, ma che un evento del genere lo si racconta così, in due secondi? Fanno vedere due macchine che si scontrano e tutto qua l’evento catastrofico del millennio? Sì, e ora Fort Edenberg è l’ultimo avamposto umano della nuova Isola California, con tre rappresentanti delle varie forze armate: Dolph per l’Esercito, il sergente dei Marines Lucky Simcoe (Joe Michael Burke) e il capitano dell’Aeronautica Sarah McBride (Sherri Alexander).

Dolph non sta facendo il saluto militare, sta dicendo di chiudere un occhio sulla storia

Aspetta, ma se il terremoto ha interessato solo la California, perché la civiltà umana sarebbe finita? Com’è che siamo già in fase Mad Max? Quindi l’intera civiltà umana si basava su Los Angeles e, caduta la città, i sopravvissuti diventano tutti barbari? Boh…

Davanti a un soggetto del genere, alziamo tutti le mani

Il cinema apocalittico americano ce l’ha insegnato, appena la civiltà crolla… arriva energia elettrica, acqua corrente e generi alimentari gratis per tutti: ma che ci viviamo ancora a fare nella stupida civiltà, dove tutto costa tanto? Diventiamo barbari a gratis!
Comunque ora questi ultimi umani sulla Terra se la godono e incontrano tutta la stramba umanità che sulla nuova isola vive allo stato brado, visto che nel giro di mezz’ora il terremoto ha trasformato la California nella cantina di Guerre stellari.

Dolph spacca pure nel futuro postapocalittico!

Al regista Sheldon Lettich vogliamo tutti bene, ci ha regalato Lionheart (1990) e Double Impact (1991) con Van Damme, Only the Strong (1993) con Mark Dacascos e ha scritto Bloodsport (1986), sempre con Van Damme: ha scritto e diretto altro con Van Damme, ma non merita di essere citato.
Sheldon è uno di noi, ma non può fare miracoli tutto da solo: in mancanza di un soggetto e una sceneggiatura anche solo vagamente decenti non rimane che inquadrare Dolph che fa Dolph, libero e senza copione. Tanto non è che col copione cambi gran che.

Bandiera americana, attore svedese, location israeliana

Girato in quella città israeliana di Eilat dove erano state girate anche scene di Rambo III (1988), co-sceneggiato da Lettich, The Last Patrol è così al di sotto di qualsiasi sufficienza da far bruciare gli occhi: anche nel precedente Il ponte del dragone (1999) eravamo in un fantasioso mondo post-atomico con Dolph che menava la gente, ma almeno c’era più divertimento caciarone.
Qui le parti più divertenti sono quando il nostro svedesone guarda l’orizzonte e pensa, anche se pensare non sembra l’attività dove Lundgren riesce meglio.

Pensa se ’sto film avesse avuto una sceneggiatura…

La voglia di gustarmi Dolph Lundgren in filmacci è sempre forte, ma certo produzioni di così basso livello mettono a durissima prova la mia sopportazione: per fortuna lo svedesone si diverte un mondo a gigioneggiare in giro, fregandosene di robe strane tipo “trama” o “sceneggiatura” e divertendosi un mondo. Che Zio (il dio della Z) lo conservi sempre così!

L.

– Ultimi film con Dolph Lundgren:

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11 risposte a The Last Patrol (2000) Last Warrior Dolph!

  1. Cassidy ha detto:

    La soluzione ai problemi climatici del pianeta la abbiamo già da anni, altro che Greta dobbiamo dare ascolto a George (Miller) e diventare tutti barbari del futuro 😉 Quindi per umanità in un film americano si intende Hollywood e dintorni? Ok basta essere aggiornati sulla geografia mondiale, in ogni caso onore allo stagista schiavo che ha rischiato la vita per riportare alla luce questo strambo film con titolo più inglese degli yankee! Cheers

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Pensa che scemi noi a fare i pendolari per andare a lavorare, le code al supermercato o dal benzinaio. Un bel terremoto e via. Sole perenne, canottiera e infradito 365 giorni l’anno, acqua, cibo, benza e proiettili per tutti e via a fare brutto in bande armate. Tu in stile vietcong alla Pineta di Ostia (che è diventata un’isola staccata dalla Capitale), io a fare il pirata in laguna in stile Waterworld. E la Thunberg muta!

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Ottimo!!! Grazie Zio e grazie Lucius! In attesa dell’apocalisse che ci trasformerà in barbari felici, per anestetizzare l’attesa, non solo mi segnali un film di Dolph che non ho visto, non solo me lo recensisci da par tuo, ma mi annunci anche che lo trovo su youtube! Bene, bravo, bis! Anzi…tris! 🙂

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  4. Giuseppe ha detto:

    E’ sempre la solita storia: continuo a non aspettarmi più che certi titoli possano ancora passare in televisione (li considero perduti, a maggior ragione se si parla addirittura di doppiaggi nostrani originali) e quindi, regolarmente, continuo a perdermeli quando invece succede… poi d’accordo, non sarà questo gran film nemmeno per gli standard di Dolph, ma in versione allegro barbaro non me lo vorrei comunque perdere (grazie al Tubo) 😉

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  5. Pingback: Takedown (2000) Hackers 2 | Il Zinefilo

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