Bruce’s Fist of Vengeance (1980)

Dopo quello con Vasquez, ecco un nuovo dialogo socratico del Zinefilo con uno dei suoi Angeli Custodi: il ninja Lorenzo!

Per l’occasione il nostro amico continua il suo viaggio nella filmografia di Romano Kristoff: temo che non ce ne siano altri al mondo che abbiano visto tutti i suoi film!


Quando Romano incontra Bruce

Dialogo socratico con Lorenzo

LORENZO: I più attenti lettori de Il Zinefilo potrebbero ricordarsi che, a fine 2019, in coda al post su Rage – Fuoco incrociato (1984), annunciai la mia partenza per una missione ninja. Nel lontano Oriente gli addestramenti sono rigorosi, a livelli di intensità pari a Tana delle Tigri. Svaghi? Pochissimi. Giusto il tempo per leggere il Zinefilo, o poco più. Tranne quella sera, in cui decisi di guardare un film, naturalmente sulle arti marziali.

LUCIUS: Assumo la voce del mitico Nino Scardina e, nei panni del suo Mister X del cartone “L’Uomo Tigre” (1969), ti dico che hai fatto bene: sia ad allenarti senza sosta, sia a “distrarti” esclusivamente con il Zinefilo, l’unico sito raggiungibile nella Tana delle Tigri. (Ho manomesso il Wi-Fi e lì prendono solo i miei blog!)

LORENZO: Quella sera dunque guardai Bruce’s Fist of Vengeance, che ha nel cast Romano Kristoff (di cui ho già parlato varie volte, ma questo dovrebbe essere il suo esordio), oltre ai soliti compari Jim Gaines e Ken Watanabe (l’originale, non il fighetto che fa i film a Hollywood).

LUCIUS: Stando all’HKMDb (Hong Kong Movie Database) l’uscita del film in quella città risale ad un vago 1980, confermato dalla francese EncycloCine.com, la quale attesta il film nelle sale francesi dal 12 dicembre 1983 con il titolo Le Poing vengeur de Bruce (“il pugno vendicativo di Bruce”), quindi escluderei la data 1984 che si può leggere in giro. In compenso non ho trovato alcuna traccia di distribuzione italiana.

Quando Bruce c’ha il pugno di vendetta, meglio che vi levate di mezzo

LORENZO: Nel ruolo di protagonista c’è un tale Bruce Le, che solo il nome mi sembrava una gran trollata.

LUCIUS: Essendo io anziano non capisco il linguaggio di voi giovani, ignoro cosa voglia dire “gran trollata”, comunque il genere di bassa lega “cloni di Bruce Lee” ha avuto due valenti interpreti: Bruce Li (Ho Tsung-Tao) e Bruce Le (Huang Kin-Lung), entrambi nativi di Taiwan ed entrambi con una ottima preparazione fisica. (Più ginnasta il primo, più marziale il secondo.)

Uno dei più marziali cloni di Bruce

LORENZO: La sequenza dei titoli mostra Bruce Le che contorce i muscoli a favor di camera, e già si capisce che siamo in Zona, cioè Z e dintorni.

LUCIUS: Come ha raccontato Jackie Chan nella propria autobiografia, dopo la morte di Bruce Lee (1973) il cinema marziale ha conosciuto un crollo ad Hong Kong, dove gli spettatori mal tolleravano i filmetti che cercavano di speculare sullo stile del Maestro. Invece proprio in quel momento all’estero sono esplose le richieste, quindi in pratica chiunque avesse due spicci per fare un film – tipo la robaccia Z dove apparivano i “cloni” di Bruce – riusciva a venderlo a tutto il mondo, guadagnando pacchi di dollaroni dietro una spesa irrisoria. Ad Hong Kong i “cloni” li disprezzavano – Sammo Hung nel suo capolavoro Enter the Fat Dragon (1978) ne prende uno a sganassoni! – ma in tutto il mondo se li compravano “soldi in bocca” perché quei filmucoli andavano via come il pane.

L’urlo di Bruce Le ha terrorizzato tutti gli spettatori di buon gusto

LORENZO: Qui Bruce Le interpreta Peter, il proprietario di un dojo a Manila, che riceve una telefonata da Hong Kong: l’amico Jack (Jack Lee) verrà a trovarlo in occasione di un torneo di arti marziali.

LUCIUS: Lo vogliamo sottolineare come sia ridicolo che Bruce Le sia vestito “da kung fu”, per imitare Lee, mentre i suoi sedicenti allievi indossino un ji? Cioè la odiata divisa degli stili non cinesi!

Tutta la potenza recitativa del giovane Romano “Ron” Kristoff

LORENZO: Nel frattempo, in un dojo rivale, Miguel Cordero (Romano Kristoff) viene a conoscenza dell’imminente arrivo di Jack: qualcuno, che non è amico di Maria, ha fatto la spia e gli ha detto che arriverà con il libro segreto scritto da Bruce Lee prima di morire.

LUCIUS: Il tema del “libro marziale segreto” è ricorrente nel gongfupian, anche se di solito viene utilizzato dalle produzioni più di serie Z. La mia personale ipotesi è che alla nascita del cinema marziale (1970) le librerie erano talmente piene di manuali per diventare fenomenali lottatori (era dal 1960 che uscivano nel mondo libri sul karate!) che questi filmetti si rifacevano ad un’usanza comune: invece di sputare sangue in palestra o su un ring, tanti lottatori della domenica si compravano un libro che prometteva miracoli e si sentivano tutti Bruce Lee.

Perché andare in palestra, quando si può diventare campioni stando a letto?

LORENZO: A disturbare la visione, però, sento un fastidioso vociare che arriva da fuori. All’inizio non ci faccio caso, ma non accenna a diminuire e così vado a dare un’occhiata fuori dalla finestra: per strada ci sono dei poliziotti, un’ambulanza, gente che prende le misure sul marciapiede. Guardo meglio, è buio ma si vede del sangue davanti al negozio di tofu sotto il mio appartamento.
La differenza tra l’Italia e l’estremo Oriente è che in Oriente tutti si fanno gli affari propri, l’unico guardone alla finestra sono io. I passanti non si fermerebbero nemmeno se ci fosse un cadavere in mezzo alla strada, che è poi quello che sta succedendo: dall’ambulanza spuntano i piedi del malcapitato. Per un attimo penso di scendere a chiedere informazioni, ma non voglio distinguermi e mio malgrado riprendo la visione del film.

LUCIUS: In Italia pure gli attori del film si sarebbero fermati per impicciarsi…

LORENZO: Miguel cerca in tutti i modi di mettere le mani sul libro, cerca di far menare Jack dai suoi sgherri, arriva perfino ad affrontarlo, ma niente da fare. Finché alla fine capisce che si fa prima a sparargli a tradimento e lo uccide.

LUCIUS: Giusto per non stare a fare spoiler, ma tanto film come questi solo noi malati di Z possiamo vederli. Comunque vorrei far notare che la preparazione marziale di Kristoff è ottima, ed è un peccato che nei suoi successivi film d’azione la usi davvero poco. Per uno non addetto ai lavori non è facile mantenere il ritmo delle coreografie di un professionista come Bruce Le, ma qui – sebbene ci troviamo sempre in serie Z – Romano è un valido avversario. E poi combatte con la tuta come i coattoni di periferia: come si fa a non amarlo?

Una spremuta di coattaggine da antologia

LORENZO: Rientra quindi in scena Peter, sparito dopo il torneo iniziale, che vendica l’amico eliminando tutta la cricca di Miguel e infine lo sfida nella piazzetta della fontana, in una scena chiaramente scopiazzata da L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente (1972).

LUCIUS: So che quello è il film con il combattimento finale più amato del mondo, ma io sono un eretico di natura quindi non ho problemi a dire che trovo decisamente migliore questo di serie Z. Sia perché Kristoff è in splendida forma e non è una lastra di carbonite come Chuck Norris, quindi risulta credibile come avversario, sia perché il Bruce-clone usa stili marziali molto più cinematografici del Bruce-originale, quindi concede molto più spazio all’intrattenimento. Mettiamola così, lo scontro Bruce-originale/Norris è DC, lo si guarda in preghiera, lo scontro Bruce-clone/Kristoff è Marvel, lo si guarda sgomitando e sghignazzando.

Certe cose con Ciocco Norris non le si poteva fare

LORENZO: Giusto per sottolineare il parallelo, Bruce Le strappa i peli del petto di Ron Kristoff così come Bruce Lee strappava quelli di Chuck Norris (che però era molto più villoso, cosa che rendeva più facile la tecnica).

LUCIUS: Per gli implumi cinesi la straordinaria produzione pilifera di Norris era un richiamo irresistibile…

Questa è per te, Chuck!

LORENZO: Durante la visione continuo a ripensare all’incidente avvenuto sotto casa. Con un occhio guardo Kristoff e Le che si menano, e con l’altro cerco notizie su internet, ma senza risultati: solo comunicazioni che la via qui sotto è temporaneamente chiusa al traffico.

Una “scena del crimine”
ripulita a velocità supersonica

Le voci ormai sono svanite, dopo nemmeno un’ora la strada è completamente ripulita, come se non fosse mai successo niente. Solo il giorno successivo, finalmente, trovo un articolo on line che fa luce sulla vicenda: si è trattato di un omicidio-suicido per motivi passionali. Pare che un uomo, rifiutato da una donna, l’abbia accoltellata ventiquattro volte prima di togliersi la vita.

LUCIUS: Chissà se gli asiatici hanno adottato il neologismo “femminicidio”…

LORENZO: Il mattino dopo il negozio di tofu è aperto come al solito, di fianco stanno finendo di allestire una nuova lavanderia self-service. Sul marciapiede c’è un’impercettibile traccia di sangue, andrà via in pochi giorni. Accostare una vicenda del genere al racconto scherzoso di un film può essere stridente, ma questo è quanto accadde, e non è la realtà stessa ad essere un insieme di contrasti?

LUCIUS: Per chiudere sul film, mi piace segnalare che quando Bruce Le apre il mitico libro di Lee parte il tema di Enter the Dragon (1973) composto da Lalo Schifrin, che viene mandato tranquillamente in sottofondo fregandosene di qualsiasi copyright. Quando poi Jack Lee finisce nelle mani di Kristoff si sente un brano che per riconoscere ho usato Shazam su smartphone: trattasi di Hip’s Trip, brano composto da John Barry per il film 007 L’uomo dalla pistola d’oro (1974).


Nunchakristoff!

LUCIUS: Non resisto a prendere la parola per segnalare l’alta qualità “nunchakosa” del film.

Quando esce fuori il nunchaku è sempre una grande emozione

I grandi professionisti del wuxiapian dovevano conoscere un gran numero di armi, invece dopo Dalla Cina con furore (1972) il divo di gongfupian poteva limitarsi ad un’arma sola, il nunchaku. Di solito protagonista di scene brevi e raffazzonate, ma per fortuna Bruce Le qui ne ha una buona conoscenza. La vera grande sorpresa… è invece Romano!

C’ho la violenza nei nunchaku!

Sfoggiando un’ottima padronanza dell’arma, Romano si lancia in lunghe scene dove mostra a favor di camera di saper usare sul serio i nunchaku, non limitandosi alle quattro cacchiate solite: perché non ha continuato a fare filmacci marziali a suon di nunchaku?

E Dan Inosanto muto!

Non siamo certo ai livelli dello scontro fra Bruce Lee e Dan Inosanto, in Game of Death, ma di certo lo scontro al nunchaku del combattimento finale è pura gioia per gli occhi e per i cuori marziali di noi amanti della Z. Perché al contrario della produzione media, è chiaro che i due interpreti non sono degli sprovveduti totali dell’arma, il che è già tanto.


Ringrazio di cuore Lorenzo per essersi prestato a questo dialogo socratico e faccio i complimenti alla polizia orientale per la sua efficienza nel ripulire le scene del crimine.

L.

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8 risposte a Bruce’s Fist of Vengeance (1980)

  1. Cassidy ha detto:

    L’unico modo per migliorare un post Zinefilo su Buce Lee e in questo caso i suoi cloni, è trasformarlo in un dialogo con il ninja Lorenzo, siete uno spettacolo da leggere 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Capisci che il filmaccio in questione è un piacere da spernacchiare, si tira addosso gli schiaffoni come una calamita 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Per fortuna un po’ di buona marzialità in questi schiaffoni stavolta c’è, specialmente viste le sottovalutate doti di “menare il nunchaku” nel nostro Romano Kristoff 😀
        E complimenti a entrambi per questo dialogo socratico (con tanto di surreale intermezzo di cronaca vera/nera) 👍

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  2. Vasquez ha detto:

    Gran bel dialogo, questo “Intermezzo Z con delitto”, un po’ surreale forse (soprattutto la velocità con cui fanno sparire ogni traccia del fattaccio), ma si legge che è un piacere.
    E io che credevo che fosse un’esclusiva italiana, quella di mettere il nome di Bruce nei film dove non c’è Bruce 😛

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Dialogo socratico tra Lucius e Lorenzo e base di Z? Che spettacolo! Spettacolo a tratti surreale visto la contestuale vicenda di cronaca ma, d’altronde, non è la stessa Z un inno al surreale?
    Spero in nuove puntate dei dialoghi socratici, che, tra parentesi, mi piacciono molto altresì proprio per come sono strutturati! 🙂

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  4. loscalzo1979 ha detto:

    “Mettiamola così, lo scontro Bruce-originale/Norris è DC, lo si guarda in preghiera, lo scontro Bruce-clone/Kristoff è Marvel, lo si guarda sgomitando e sghignazzando.”

    Paragone calzante

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