Takedown (2000) Hackers 2

E il Premio della Peggior Locandina del 2000 va a…

Malgrado gli effetti siano durati a lungo, chiuso lo strabiliante anno 1995 la “rivoluzione informatica” sembra scomparire dal cinema, sostituita dalla molto più efficace realtà virtuale, quella sì raccontata in filmetti e filmacci. Forse gli uomini di mezza età che gestiscono il cinema alla fin fine non capivano fino in fondo quella nuova passione dei gggiovani, che usavano il computer per lottare contro il sistema.
Mentre i parrucconi di Hollywood si sbrigano a richiudere nei cassetti tutti i copioni che parlino di informatica – lasciando i floppy disk con la formula per conquistare il mondo a film comici con eroi finto-giovani, tipo Mission: Impossible (1996) – in quello stesso 1995, forse galvanizzato dall’esplosione dell’informatica in tutti i media, un vero esperto del settore, non uno sceneggiatore ignaro di tutto, sta scrivendo la sua opera più famosa.

Nel gennaio 1996 esce nelle librerie americane Takedown, un saggio con cui l’esperto nazionale di pirateria informatica Tsutomu Shimomura racconta come lui stesso abbia dato la caccia e poi catturato «il cybercriminale più famigerato d’America», tale Kevin Mitnick. (Il libro esce subito in Italia per Sperling & Kupfer con l’ovvio titolo Hackers.)
Questa non è una sceneggiatura hollywoodiana piena di supercazzole, con eroi che fingono di capire qualcosa di computer e poi si limitano a sbattere i diti a caso sulla tastiera, questa è una storia di super-esperti dai due lati opposti della legge che si dànno la caccia senza esclusione di colpi. Infatti non frega niente a nessuno.

Due anni dopo, 1998, una squadra di sceneggiatori è riuscita a rendere il saggio di Shimomura così inconsistente e vuoto da poter essere venduto al cinema, ma solo alle bocche più buone. Infatti quel 1998 a comprarselo (ci dice l’archivio dei copyright) sono i fratelli Weinstein con la loro Miramax (ma poi sarà la più “ruvida” Dimension Films a curarlo) e i ragazzacci d’azione della Millennium Films, gli eredi spirituali della Cannon. Che i computer di solito li usano per tirarseli addosso.
Insomma, due case professioniste del filmaccio di genere, di roba che solo i più coriacei fan della Z riescono a vedere, si caricano sulle spalle la rinascita dell’informatica al cinema.

Potrei dire che il film riceve la “luce verde” in quel 1999 in cui, ad agosto, il pirata informatico Kevin Mitnick è stato condannato a cinque anni, creando un ideale ponte con quell’informatico 1995 in cui era stato arrestato, ma temo che questo evento da solo non basti.
Secondo me i Weinstein e i Lerner, capi delle rispettive case, hanno dato “luce verde” al progetto in un periodo in cui tutti parlavano di robe informatiche come millennium bug, Y2k e pure Will Smith affrontava l’argomento, con Will2K appunto. Possiamo dire di tutto di produttori spregiudicati che hanno sfornato ciofeche a raffica, ma non che non sapessero fiutare le nuove tendenze.
La prova? Cinque mesi dopo che le due case hanno depositato questo progetto, la Touchstone porta al cinema Nemico pubblico (1998) di Tony Scott, coi computer che spiano il mondo. È chiaro che sta arrivando l’ondata digitale.

Quell’anno 2000 la Dimension Films presenta il meglio del peggio: Il Corvo 3, Highlander 4, Hellraiser 5, e Dracula’s Legacy – ma anche Scream 3 e Scary Movie.
La Millennium Films non è da meno, ma sul fronte dell’azione: Sfida sul Mar Nero, The Last Warrior con Dolph Lundgren, Il sostituto con Eric Roberts, Terrore in città con Gary Daniels, Operation Delta Force 5 e Vite nascoste con Patrick Swayze, per non parlare di bestiacce come Crocodile, Octopus e Shark Attack 2.
Horror e action a due soldi: che c’entrano queste due case con i pirati informatici? Comunque in mezzo a tutto questo esce, di nascosto, anche Takedown.

La Sony Pictures fa uscire in DVD italiano nel luglio 2002 un film con il titolo Takedown: è questo? Che però, come dimostra la brutta locandina che mostro ad inizio pezzo, è distribuito da IIF. Non si sa, le tracce italiane di questo filmaccio sono evanescenti se non proprio inesistenti.
Comunque un giorno del 2013 è apparso su YouTube con il titolo Hackers 2, e me lo sono visto convinto fosse legato al precedente Hackers, cosa ovviamente falsa.
Non ho trovato prove di passaggi televisivi o altre ristampe del DVD.

Quando il vuoto incontra i baffi

Sfogliando il Catalog of Copyrights di quel 1998 in cui ha iniziato il viaggio di questo film è chiaro che i vari sceneggiatori che si sono alternati non erano una squadra, ma una sequenza di persone che cercavano di buttarsi fuori a vicenda, riscrivendo pezzi di sceneggiatura fino a rendere totalmente sballato questo film, totalmente privo di qualsiasi narrativa o personaggi.
Così senza una sola parola di spiegazione incontriamo Kevin Mitnick (uno Skeet Ulrich pessimo sotto ogni punto di vista), che non sappiamo chi sia. Lui si considera una sorta di Messia digitale, un pirata informatico onnipotente, ma non sappiamo se sia un matto o un vero esperto. Magari in America ’sto Mitnick è davvero famoso, magari gli spettatori del 2000 ricordavano i TG del 1995 che raccontavano della sua cattura e i TG del 1999 che informavano della sua condanna, quindi gli sceneggiatori si sono detti: che ci frega di spiegarlo? Facciamo che è un super-pirata coi baffi che dice robe a caso.

All’inizio della vicenda lo vediamo interagire con personaggi che poi scompariranno, probabilmente dimenticati dagli autori, come per esempio Icebreaker (Jeremy Sisto), pirata che sfida Mitnick sul progetto SAS: l’enorme servizio segreto dalla famigerata sigla Salutame A Soreta. In poco tempo il nostro pirata si impossessa del SAS e fine, quell’aspetto della storia scompare dalla vicenda: ma che senso aveva?

Il mistero misterioso del sistema segreto S.A.S. (Salutame A Soreta)

Con addirittura due secondi e mezzo di introduzione conosciamo Tsutomu Shimomura (il mitico Russell Wong), che pure lui è un super-pirata ma lavora per i buoni (quindi tecnicamente è un corsaro!) e tenta di sensibilizzare il Congresso americano sul pericolo degli hacker cattivi come Mitnick, a cui dà la caccia per motivi suoi. Ci spiegherà i suoi motivi? No, ma non è cattiveria: in questo film niente è spiegato.

Il tipico corsaro informatico: il pirata buono!

Fra i due super-pirati si instaura subito un’accesa rivalità, basata su cose che non ci vengono spiegate, e partono scene senza senso con parole in libertà e personaggi ignoti che entrano ed escono. Ipotizzo un errore degli assistenti di regia, che hanno dato per errore appuntamento sul set ad attori di altri film, e quindi c’è stata un po’ di confusione.

La stessa confusione che avvolge il minuscolo ruolo di Tom Berenger, uno dei potenti di Washington che vuole acciuffare Mitnick. Andiamo, voi ce lo vedete Tom Berenger al computer? Probabilmente l’attore ha conosciuto quel diabolico marchingegno per le riprese di questo film, e si limita a fissarlo con occhi vuoti, immobile e con la faccia paralizzata. Che invece di usare la tastiera stia usando la forza della mente?

E così questo sarebbe uno di quei famosi computer di cui tanto ho sentito parlare?

La vicenda è totalmente sballata, frutto evidente di più sceneggiature sovrapposte, dove nulla è spiegato e personaggi entrano ed escono senza alcuna logica. D’un tratto la squadra di Mitnick è composta da un ciccione e da un nero: ma chi sono? A inizio film al fianco del protagonista c’era solo Alex (il noto volto televisivo Donal Logue), ora ci sono ’sti due, che dicono robe, poi arriva il noto Christopher McDonald, si chiede che ci faccia in questo film e se ne va, poi arriva gente, succedono cose, passano le stagioni e da qualche tempo non capisco più se… passo io sul mondo o il mondo passa su di me. Magari questo filmaccio citasse gli Aeroplaniitaliani.

Gente che va, gente che viene, gente che non spiega chi cacchio sia…

Mitnick ci racconta che lui è buono, che potrebbe essere il re del mondo invece rimane umile, potrebbe rubare miliardi di dollari con una mano sola invece le usa tutte e due per grattarsi la testa: ecco tutto l’approfondimento del personaggio che otteniamo da questo film. E in effetti, a pensarci, è perfettamente in linea con lo stile Dimension Films.

Ehm, scusa, guarda che le dita le devi mettere sulla tastiera…

Triste e imbarazzante, noioso e buffonesco, non stupisce che questo film – che si sarebbe dovuto intitolare Shimura e Più Scemo – non abbia lasciato tracce di sé, malgrado sia l’incredibile vagito di una nuova rinascita informatica al cinema.

L.

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9 risposte a Takedown (2000) Hackers 2

  1. Cassidy ha detto:

    Ho pensato fosse tra le locandine più brutte di sempre, poi ho letto la prima riga del post è ho avuto conferma del fatto che sul Zinefilo sto come a casa. Tra l’anagramma S.A.S. e Shimura e Più Scemo mi sto rotolando dal ridere! Tom Berenger ad un computer potrebbe giusto sparare 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ un condensato così ricco di scelte sbagliate e facce buffe che per forza la Dimension Films aveva bisogno dell’aiuto di un’altra casa Z per riuscire nell’impresa: già solo mettere Berenger davanti a un computer sarà stata una fatica titanica 😀

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahaha! Su Berenger che invece della tastiera usa la forza della mente mi sono ribaltato dal ridere!
    Per dirne solo una perché questo post, a partire dalla locandina, regala innumerevoli ed impagabili gioie Z!
    Con in più la chicca, da te annunciata, che il film si trova su youtube e il conseguente impegno di vedermelo, sai già che non ne potrò fare a meno! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non sembra esserci più la versione che ho visto io all’epoca, ma il film comunque c’è ancora in italiano, anche se “a pezzi”, partendo da qua.
      Potrai constatare che non mi sono inventato niente e che motivi per ridere in faccia agli autori e agli attori ce ne sono anche di più di quanto ne ho scritto 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Pur gustarmi un simile filmaccio e farmi grasse risate in faccia agli sciagurati ivi coinvolti, me lo sorbisco anche in miriadi di “pezzi”, in bianco e nero e con sottotitoli in cirillico! 🙂

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  3. Lorenzo ha detto:

    Il tipo sulla copertina all’inizio mi era sembrato un infermiere 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Le grandi menti pensano all’unisono, perché anch’io ho sempre pensato fosse un infermiere, e solo oggi scopro che è un orripilante fotomontaggio e quello in testa dovrebbe essere un cappello, non una mascherina chirurgica 😀

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  4. Giuseppe ha detto:

    “Shimura e Più Scemo” è il titolo giusto, sì 😀 Ed essendo un film di super-pirati informatici (a parole) si può dire che sia piratato, e cioè una copia abusiva nel senso di abusare della mancanza di logica, sceneggiatura, trama, personaggi e in primis della pazienza degli spettatori, che in ogni momento rischiano di cedere S.A.S (Scoppiando A Sghignazzare) 😀
    Non parliamo poi dell’offesa al buon gusto rappresentata da quella locandina…

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