A Killer Walks Amongst Us (2016) Un killer tra noi

Dopo aver parlato di un grande nome come Doug Campbell, in attesa di suoi nuovi titoli vorrei dare un’occhiata alla filmografia di un altro autore di thrillerini televisivi, decisamente più prolifico anche se (almeno all’apparenza) molto meno incisivo.

Newyorkese classe 1968, Michael Feifer è un nome che mi ha subito colpito perché sembra la versione maschile di Michelle Pfeiffer! Ha iniziato nel 2007 la sua carriera di regista e già ha superato i 70 titoli: più che un cineasta è una macchina da guerra televisiva!

da “TV Sorrisi e Canzoni”
dell’8 aprile 2017

Non sapevo con quale film iniziare, visto che TV8 manda in onda titoli di Feifer a getto continuo (soprattutto romantichelli), poi ieri notte Rete4 dedica proprio a Feifer il consueto appuntamento del martedì con i thrillerini della serie “I Bellissimi di Rete4”: questo è un segno di Zio (il dio della Z) che non si può ignorare.

Stando ad IMDb, questo A Killer Walks Amongst Us è andato in onda prima sulla TV francese (2 giugno 2016), poi su quella italiana (8 aprile 2017) e infine è arrivato in patria americana il 20 agosto 2019: posso confermare solo la trasmissione italiana su Rete4, con il titolo Un killer tra noi, grazie a un numero di “TV Sorrisi e Canzoni” di quella settimana.

Alla sceneggiatura (e alla co-produzione) c’è Benjamin Shahrabani, che ha esordito scrivendo One in the Chamber (2012) con Cuba Gooding jr. e Dolph Lundgren: non un capolavoro ma di sicuro un divertente film di orgogliosa serie Z. Ci sono modi peggiori di esordire nel cinema.

Certo, se ci fosse anche un grafico tra noi…

Siamo nella cittadina di Cedar Cove, la stessa dei romanzi romantichelli di Debbie Macomber, da cui la serie TV omonima trasmessa dalla RAI, ma qui non c’è l’ammmòre bensì una parte molto più oscura.

«Anche le piccole città come Cedar Cove hanno i loro segreti.»

Mi piace sentire in questa frase un parallelo con la storica «Ogni città ha la sua Elm Street» di Nightmare 6 (1991), anche se ovviamente qui si vola molto più basso rispetto ai segreti che avvolgevano la morte di Freddy Krueger.
Di sicuro sono iniziati degli omicidi di giovani ragazze ad opera di un assassino seriale, e visto che le forze di polizia locale annaspano… bisogna richiamare Eva LaRue.

Si notano subito due motivi importanti per apprezzare questo personaggio…

Dalla foto qui in alto appare subito chiaro quali siano i due motivi per cui lo spettatore subito si affeziona alla mamma poliziotta Karen: i suoi due occhioni… Che c’è, non li vedete?

La prolifica attrice televisiva – che da giovane è apparsa anche al cinema, in capolavori come I barbari (1987) e RoboCop 3 (1993) – interpreta un’agente dell’Unitià vittime speciali ritirata dal servizio per fare la mamma di casa, ma ora c’è bisogno della sua grande professionalità e intuito perché a quanto pare nessuno nella polizia locale sa cosa fare.
Non è chiaro come un’agente in pensione possa tornare in un lampo in servizio, con tanto di pistola d’ordinanza e manette, ma non facciamoci troppe domande: Eva e i suoi due occhioni si mettono sulle tracce dell’assassino seriale.

Quale criminale può resistere a quegli occhioni?

Ci voleva tutta l’esperienza della super mamma poliziotta per acciuffare il primo idiota che passa, cioè Dobsyn (interpretato da quel Dominic Keating più noto come il fiacco tenente Reed di “Star Trek: Enterprise“), che tutti si convincono essere l’assassino grazie a prove totalmente inconsistenti.
Ma guarda tu a volte la legge quanto è ingiusta, rilascia un sospettato solo perché non esiste alcuna prova abbia commesso alcun crimine: dove andremo a finire se non basta un semplice presentimento per ingabbiare la gente?

Dove finiremo se non si può arrestare la gente solo perché è sgradevole?

La super agente Karen è convinta che Dobsyn sia l’assassino, solo perché è un omino abbastanza sgradevole, quindi indaga per conto suo e fa parecchio casino. Al che scatta il domandone da frase-di-lancio: fino dove sei disposto a spingerti per proteggere gli innocenti?
È una domanda falsa, non è quello che succede nella vicenda. La vera domanda è: fin quanto sei disposto a violare la legge seguendo la tua personalissima visione della giustizia?

Bisogna fare cose cattive per dirsi buoni

Malgrado un inizio abbastanza piatto e uno svolgimento iniziale approssimativo, d’un tratto raggiunta la metà il film nasce di botto, mettendo in campo l’elemento che funziona sempre: il tutore dell’ordine che ora è costretto a piegare la legge che ha giurato di difendere per coprire un crimine commesso per un bene superiore.
Il personaggio di Karen acquista d’un tratto un po’ più di spessore dal solito cartonato da thrillerino televisivo, e ci regala qualche scena apprezzabile. Purtroppo poi la banalità si riappropria delle redini e il finale è drammaticamente scontato e fiacchissimo. Però un paio di belle emozioni il centro del film ce le ha regalate.

Mai fare arrabbiare una mamma con una pistola!

Se la sceneggiatura un paio di idee carine le ha messe in campo, la regia mi sembra meramente “automatica”. Feifer non ha fatto nulla di significativo se non un normalissimo prodottino televisivo anonimo, che potevano girare con telecamere automatiche.
Temo che la sua estrema prolificità corrisponda ad una minor cura dei prodotti: spero di trovare qualche suo lavoro un po’ meno piatto.

Chiederei a chiunque conosca un suo buon film di segnalarmelo, ma inutile prenderci in giro: solo Willy l’Orbo è uno spettatore professionista di questi thriller televisivi, quindi solo da lui semmai potrà arrivare qualche consiglio.

Chiudo con la scheda del doppiaggio, miracolosamente mandata in onda da Rete4.

Personaggio Attore Doppiatore
Karen O’Neill Eva LaRue Claudia Catani
Jury Michael Welch Gianfranco Miranda
Helen Hathaway Ashley Scott Barbara De Bortoli
Sarah O’Neill Amber Montana Veronica Puccio
Dobsyn Dominic Keating Massimo Lodolo
John Brian McGovern Vittorio Guerrieri

Doppiaggio: LaserFilm.
Edizione italiana: Ludovica Bonanome.
Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Barbara Castracane.

L.

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16 risposte a A Killer Walks Amongst Us (2016) Un killer tra noi

  1. Cassidy ha detto:

    Notevole, intendo dire Eva LaRue, ma anche la vita di tanti autori che campano in tv magari per tanti anni, nomi ignorati ma prolifici, mi piace queata tua esplorazione, per arrivare là dove nessun Zinefilo è mai giunto prima 😉 Cheers

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  2. Austin Dove ha detto:

    eva larue mi piaceva molto ai tempi di CSI MIAMI, poi però la serie mi è stata sulle palle; sempre preferito quella di LV

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Mhmmm… A parte gli occhioni non vedo nulla che mi attiri. Salvo sorprese o assi nella manica, Feifer a uno come Campbell gli spiccia casa.

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahaha! Per me è il post dell’anno: inizia citando Zio (sempre sia lodato), finisce citando il sottoscritto (per una cosa che tra l’altro mi ricopre d’onore e mi inorgoglisce, pertanto ti ringrazio sentitamente 🙂 ) e nel mezzo trovo quell’Eva e i suoi due occhioni che mi fa ridere anche ora che lo scrivo!
    Lo guarderò molto volentieri, per i consigli invece, ahimè, la veggo più buia: con i millemila film di tale stampo visionati e che si ripetono tutti più o meno uguali nella mia attonita mente (eccezion fatta per i gioielli di Doug che ben si distinguono), sfrondare tra quelli della versione maschile della Pfeiffer è arduo, anche perché, sul momento, magari nemmeno avevo fatto caso al regista pur ricordandomi bene che il suo nome si ripete più e più volte. Da ora in poi, in caso di Feifer-film, sarò più attento e segnalerò eventualmente. Fioretto Z!!! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I fioretti Z sono sacri e si mantengono sempre! 😛
      Non posso accusare Feifer di niente, dirige in modo onesto e pulito, ma appunto senza alcun momento degno di nota, tutto scorre via e ti dimentichi che c’è un regista. Doug è tutta un’altra pasta, ma purtroppo dirige poco e poco arriva in Italia.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Doug è il massimo ma apprezzo il lavoro pur senza grandi guizzi del nostro prolifico Feifer: un Feifer al giorno, toglie la Z di torno (nel senso che soddisfa pienamente tale voglia)! 🙂

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  5. Giuseppe ha detto:

    Beh, Dominic Keating ha la fama di non essere una persona poi così gradevole nemmeno dal vivo, perlomeno stando alle infelici esperienze di alcuni fan presenti alle convention trekkiane, quindi uno come Dobsyn dev’essergli riuscito assai facile da interpretare… Per il resto, a parte gli occhioni di EvaLaRue e altre felici intuizioni del suo personaggio, mi pare che Feifer cerchi di rincorrere Doug Campbell ma senza riuscire a raggiungerlo (almeno per il monento) 😉

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  6. wwayne ha detto:

    Non arriverei al punto di definire Robocop 3 un capolavoro, ma di sicuro è un buon film di fantascienza. Lo definirei un film “medio” nel filone di Robocop, nel senso che fa rimpiangere moltissimo il primo capitolo, ma è comunque meglio del remake di pochi anni fa.
    Su One in the chamber invece sono totalmente d’accordo, è un action movie molto divertente e piacevole.

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  7. Pingback: Evil Intent (2019) Quella famiglia è mia | Il Zinefilo

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