[Italian Credits] Quo Vadis (1951)

È il momento di parlare di nonno Enzo, con cui non ho alcuna parentela ma che ho conosciuto meglio dei miei veri nonni.

Anni fa una mia collega mi ha chiesto dei film con Errol Flynn e Van Damme per suo nonno: come si fa a resistere a un nonno fan di Van Damme? Nel corso del tempo ho passato diversi classici del cinema a questo “nonno” di cui ignoravo il nome, che mi ha fatto scoprire e riscoprire film iconici con Stewart Granger e Robert Taylor: non ho mai conosciuto qualcuno a cui piacessero i film con Danny Kaye, che da ragazzino nei primi Ottanta divoravo in TV (ne ho parlato qui e qui), quindi ripeto: con questo nonno ignoto, che non ho mai visto né conosciuto, ho instaurato un rapporto di gran lunga migliore rispetto ai miei veri nonni, che ho conosciuto solo perché a volte sono stato nella loro stessa stanza.

Qualche tempo fa nonno Enzo è venuto a mancare, ed è accaduto quello che accade sempre: appena un collezionista passa a miglior vita, la sua collezione – creata con cura in anni di sapiente passione – viene spazzata via dai parenti, che disprezzano tutto ciò che il loro congiunto amava. Bisogna vendere la casa di nonno Enzo e le videocassette sono spazzatura, ma per fortuna quella mia collega sa che io sono un cassonetto ambulante e così ha pensato a me, presentandosi in ufficio con tre enormi bustone piene della passione di nonno Enzo.

Pian piano sto studiando i film raccolti in VHS in anni di registrazioni televisive, spesso da canali satellitari come SkyCinema, StudioUniversal e MGM, e già parecchie chicche sono in arrivo: chicche come il classicone Quo Vadis (1951) di Mervyn LeRoy in pellicola italiana sulla RAI, probabilmente la stessa versione apparsa nelle nostre sale quel lontano 1953.

Come si può vedere dalla schermata in alto, quel logo della RAI parla chiaro: questa videocassetta è stata registrata negli anni Ottanta, il che la rende simile ad un Santo Graal fatto di nastro!
Mancando qualsiasi spot pubblicitario o altri indizi, quel loghetto rappresenta l’unico indizio per datare questa registrazione, anzi no: ce n’è un altro. Un film di tre ore di durata è impegnativo per un’emittente infatti quando mamma RAI l’ha mandato in onda per la prima volta l’ha diviso in due parti: domenica e lunedì 22-23 maggio 1983, guarda caso a vent’anni quasi esatti dall’uscita nelle sale italiane. (Sono abbastanza sicuro che in famiglia abbiamo assistito a quella prima messa in onda, e avendo 9 anni d’età la noia in me è stata potente!)

Replicato nel 1984 sempre in due giornate, grazie alle preziose informazioni dell’archivio del “Radiocorriere TV” sappiamo che la prima volta che questo film viene trasmesso tutto d’un fiato è stato mercoledì 14 gennaio 1987 su RaiTre: all’epoca il logo delle tre reti dovrebbe essere ancora comune, un generico “RAI”, mentre quando si riaffaccia – sabato 13 gennaio 1990 su RaiDue – sono abbastanza sicuro già ci siano tre loghi diversi per le tre reti. (Gli studi sull’argomento sono ancora in corso.)

In quel 1987 il film è stra-noto, tanto che la RAI ne ha tratto uno sceneggiato (Quo Vadis?, con il giusto punto interrogativo che gli americani si sono scordati) eppure ha avuto solo tre passaggi in quattro anni: non fa niente, è definito «pluritrasmesso in TV» quel febbraio 1987 in cui viene pubblicizzata l’uscita in VHS, targata MGM/UA-Panarecord al prezzo di 95 mila lire, una cifra parecchio alta ma in linea con i prezzi dell’epoca.

In quella videocassetta c’era raccolta la pellicola italiana o quella americana? Vista la marca, opto per la seconda ipotesi, dato poi che l’amico Passoridotto, possessore di una “pizza” d’annata del film, conferma l’assenza di scritte italiane, da questo suo video:

La qualità della trasmissione RAI è decisamente inferiore, soprattutto ora che viene estratta da una registrazione di più di trent’anni d’età, ma ci accontentiamo: ecco i titoli di testa e di coda recuperati grazie a nonno Enzo:


Titoli di testa


Titoli di coda


L.

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18 risposte a [Italian Credits] Quo Vadis (1951)

  1. Vasquez ha detto:

    Ciao, dove vai?
    Al cinema.
    A vedere che?
    “Quo vadis?”
    Che significa?
    “Dove vai?”
    Al cinema.
    A vedere che?
    “Quo vadis?”…
    Chissà se nonno Enzo era a conoscenza di questa stupidata che ci dicevamo a scuola, e che praticamente è tutto il “Quo vadis?” che conosco. Non ho mai visto il film ma questi titoli sono fonte di gaudio e delizia per gli occhi.
    Certo è triste pensare che alla scomparsa dei collezionisti cinefili il loro patrimonio debba andare a finire nell’indifferenziata (ma non ti secca avere sempre ragione, Lucius? 🙄), a meno che non ci sia un Museo Zinefilo a portata di bustone…
    Va be’ per stavolta è andata bene: sono sicura che ovunque sia, nonno Enzo sarebbe più che felice del destino toccato alle sue VHS 😊

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Insieme al giocatore di nome Who, quello di Quo Vadis? è lo sketch che non stanca mai ^_^
      Io e la ragione non ci salutiamo nemmeno, quando ci incontriamo, quindi dire che “ho ragione” è una frase che non riconosco: semplicemente a forza di girare bancarelle e mercatini, riconoscendo chiaramente oggetti appartenuti ad un collezionista, e se sono là in mezzo alla polvere il motivo è abbastanza intuibile, penso sempre che se è successo tante volte ne succederà altre.
      Questo però perché tratto collezioni considerate spazzatura, tipo libri e film: se muore un collezionista di orologi d’oro sono abbastanza sicuro che i familiari non saranno così insensibili 😀

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  2. Cassidy ha detto:

    Onore a Nonno Enzo e alla sua decennale passione, mi piace che tu gli renda omaggio in questo modo, perché qui siamo davvero alle chicche, “Qui Vadis” è un classico, bellissimo che lo abbia conservato tutti questi anni su nastro 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Considera che su quasi tutte le sue cassette è stato registrato sopra, riutilizzando vecchi nastri per film presi da satellite: questo invece è rimasto intatto dagli anni Ottanta: solo un classico può generare una tale abnegazione 😉

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  3. Lorenzo ha detto:

    Dunque ti saranno tornate tutte le VHS che gli avevi passato tu 😄

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  4. Sam Simon ha detto:

    L’eredità di nonno Enzo che non viene perduta grazie al Zinefilo!

    Qualche giorno fa camminando ho notato in un cassonetto un mucchio di VHS tutte di ottima qualità (Hitchcock, Kubrick, Reed…)… Mi sa che un altro nonno Enzo è passato a miglior vita pure dalle mie parti, ma stavolta non c’era un Zinefilo a salvarne la memoria!

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Conquistato da titoli di testa, di coda e dalla storia di nonno Enzo. Sono contento che la sua passione continui “a vivere” grazie allo zinefilo, grande Lucius, mi piace proprio questa iniziativa! 🙂

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  6. Federico ha detto:

    Gentilissimo per il rimando al mio piccolo video di qualche anno fa (dove si sente ancora, tra l’altro, il rumore del proiettore)! Purtroppo la copia italiana in 16mm, stampata negli anni ’60, non ha i titoli italiani come la sua “sorella maggiore” in 35mm. E quindi, quando ho visto il tuo video su Youtube, l’ho veramente apprezzato. 😃 Mi unisco anch’io, dunque, ai grazie: sia a Lucius, sia a nonno Enzo (e quanti nonni Enzi diventeremo, noi collezionisti…).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo temo siano tanti i nonni Enzi di cui si perdono le notizie, con le loro collezioni create con amore e passione finite tra i rifiuti per mano di parenti: almeno di questo si può conservare qualche sprazzo di amore cinefilo 😉
      Come vedi la copia da VHS è vissuta, anzi già tocca ringraziare che un nastro con più di trent’anni sulle spalle si veda ancora così bene (malgrado l’audio del parlato sia purtroppo fuori sincrono): i colori sono decisamente più belli quelli della tua copia, però 😛

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  7. Giuseppe ha detto:

    Un omaggio alla memoria e alla passione cinefila di nonno Enzo, accompagnati ovviamente da un grande plauso al Zinefilo che ne raccoglie la preziosissima eredità 😉
    Mi chiedo solo se, in futuro, noi saremo altrettanto fortunati a trovare qualcuno disposto a salvarle nonché destinarle a chi di dovere, le nostre collezioni (e ho molta paura di darmi la risposta, non trattandosi di orologi d’oro o altro di altamente monetizzabile)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per questo condivido tanto di ciò che amo, perché lasciarlo andare libero per la Rete è un modo di conservazione sicuramente più duraturo della collezione “fisica” a casa mia.
      Per trent’anni questa copia italiana di “Quo Vadis” è rimasta chiusa in uno scaffale di nonno Enzo, ora le sue immagini girano libere per la Rete invece di essere in un cassonetto 😉

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  8. Pingback: [Italian Credits] Il ponte di Waterloo (1940) | Il Zinefilo

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