Loosies (2011) L’amore non è un crimine

A più di due anni di distanza scopro di avere da parte, non ancora recensiti, dei film registrati dalla compianta CineSony, emittente che ha il merito di aver portato in Italia un sacco di Z ghiottissima doppiata in esclusiva. (Alcuni di quei film oggi li trovate nei canali Mediaset, sepolti nel palinsesto notturno.)
Fra i film di cui non ho ancora parlato ce n’è uno… di cui non riesco a parlare, malgrado ci provi da due anni: è un film talmente assurdo… che inizia con Vincent Gallo che fa il karate allo specchio con un accappatoio al posto del ji. Ecco, quel tipo di assurdità.

Stai parlando con me? Guarda che ti faccio karatè!

Non ce la posso fare, gli occhi di Gallo Pazzo mi perseguitano, comunque si tratta di Loosies, filmucolo di Michael Corrente uscito (poco) in patria nel novembre 2011, scritto dall’attore protagonista Peter Facinelli.
Per tutta la visione mi sono chiesto: dove l’ho già visto ’sto tizio? La sua filmografia è sterminata, ma alla fine mi sono ricordato: è il “naufrago spaziale” dell’ingiustamente sfortunato Supernova (2000): essendo questo piccolo gioiello fra le altre cose anche una sorta di versione spaziale di Ore 10: calma piatta (1989), possiamo dire che Facinelli è la versione fantascientifica di Billy Zane, anche se non può ambire a cotanta Z.

CineSony buonanima lo trasmette il 25 maggio 2019 con il titolo L’amore non è un crimine.

Uno dei grandi doppiaggi esclusivi di CineSony

Facinelli è un newyorkese e quindi scrive la solita storia newyorkese, cucendosi addosso la figura di una simpatica canaglia, un bravo ragazzo che però si ritrova ad ereditare dal padre un debito contratto con un pericoloso ricettatore (Vincent Gallo) e ora Bobby Corelli (Peter Facinelli) gira ogni giorno per la Grande Mela rubando portafogli, orologi e cellulari in gran quantità.
Ah, che simpatiche canaglie questi giovani di New York, molto meno simpatiche se però si è il possessore del materiale rubato.

Non dite a nessuno che Peter Facinelli ha fatto questo film

Un giorno Peter la fa fuori dal vasetto, rubando il distintivo Nick Sullivan (il mio odiato Michael Madsen, che per fortuna si vede poco), e quest’ultimo viene incaricato di recuperarlo dal suo superiore, il capitano Edwards (William Forsythe).

Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

Oddioddioddio… Quel 2019 non stavo vedendo il film, l’avevo lasciato senza audio mentre lo registravo e facevo altro, poi d’un tratto il Richiamo della Z fa vibrare i miei sensi e mi spinge a voltarmi, nel momento esatto in cui viene inquadrato per la prima volta Forsythe… con quella faccia… e quei baffi… Non ricordo cos’è successo, sono andato in coma da risate.

Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

Dài, ora basta che c’è un film molto newyorkese da raccontare, con il ladruncolo così candido da stupirsi di aver messo incinta una donna: ma come, siamo stati insieme una notte sola, com’è possibile? Scoprite i misteri della sessualità con Bobby Corelli.
Con la madre incasinata, il patrigno ex soldato, una vita sballata tipica di New York, Bobby cerca…

Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

No, andiamo, devo concentrarmi, perché sulle sue tracce c’è il Male Assoluto, cioè Madsen, che con la potenza del suo sguardo morto nel vuoto sta facendo non si sa cosa, perché così lavorano i poliziotti di New York: stanno seduti e guardano il vuoto.

Tipica scena d’azione con poliziotti newyorkesi

Parte l’insopportabile sotto-trama romantichella che ci racconta come Bobby ha conosciuto Lucy (Jaimie Alexander), del suo non volersi impegnare che però, vedrai, con un figlio in arrivo, le responsabilità, le bollette, è tutto fatto con le polverine e qui una volta era tutta New York.

Niente, uno ci prova a seguire questa inutile stupidata newyorkese, con pure un inutile Joe Pantoliano che fa il patrigno di Bobby, uno ci prova a seguire l’inutile storiella romantichella di due spiantati tipici di New York che ora non sono più ragazzini e devono diventare adulti, roba fresca, nuovissima, che l’assaggi e dici “È proprio una storia di New York”, ma niente, la facciona di Forsythe mi perseguita, anche perché onestamente è l’unico motivo per vedere questo film!

Sai, Forsythe, dovresti sparare al tuo barbiere

Forsythe e Madsen, malgrado appaiono solo per qualche minuto in totale, reggono tutto l’inutile film sulle spalle: roba così Z da provocare convulsioni.

In effetti a forza di comprare la scolatura della Z non stupisce che poi CineSony abbia chiuso i battenti, però le emoZioni roZZe che ci ha dato le porto nel cuore… così come i baffi di Forsythe!

L.

P.S.

Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

– Ultimi film su CineSony:

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6 risposte a Loosies (2011) L’amore non è un crimine

  1. Cassidy ha detto:

    Forsythe meme è già leggenda! Davvero hanno messo Gallo insieme al resto del pollaio di soggetti matti di questo film? Oddio film, volano parole grosso, in ogni caso uno dei post più lisergici e spassosi mai letti qui sul Zinefilo 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Avevo questo tesoro in casa e non lo sapevo! 😀
      Chiamarlo film è esagerato, hai ragione, più una mattata fra amici del Gallo 😀
      Forsythe non lo posso più vedere con gli occhi di prima, scoppio a ridere già a solo a nominarlo…

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahahahahahahah! La compianta CineSony (pace ai palinsesti Z suoi) e i baffi di Forsythe, non ho bisogno di altro: venduto!!! 🙂
    p.s. pure io: ahahahahahahahahhah! 🙂

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  3. Giuseppe ha detto:

    Con Forsythe in quelle condizioni chi se ne frega di cosa questa mattata Gallica (nel senso degli amici del Gallo) NON riesce a raccontare? Quello che gli ha fatto il parrucchiere basta e avanza 😛

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