Army of One (2020) La bionda che ti sfonda

Prima di tutto, parliamo di locandine. Ma cos’è, siamo tornati negli anni Sessanta e non si sa come rappresentare le donne forti, malgrado siano presenti in tutti i film? Una volta trovata un’idea, si è così pigri da ripeterla in mancanza d’altro?

Il 12 marzo del 2018 esce in patria americana Tomb Raider, che teoricamente scrive le regole del nuovo cinema d’azione al femminile (ma anche no). La vuota nullità dell’opera giustamente scompare ma rimane la locandina con la “tipa tosta” in posa.

Il 14 dicembre 2020 esce negli Stati Uniti Army of One: alla “tipa tosta” in posa gliele vogliamo aggiungere delle stupide frecce alla Lara Croft dietro la schiena? Non c’entrano una mazza con il film, ma a qualcuno evidentemente piacciono.

Il 14 aprile 2021 la Blue Swan porta in DVD italiano Ravage (2019) e si inventa da zero una locandina falsissima: il corpo di Alicia Vikander viene photoshoppato, gli viene appiccicata (male) la testa della bionda protagonista, viene aggiunto un coltello totalmente assente nel film e sullo sfondo… be’, si copia-e-incollano gli alberi di Army of One. Questa sì che è creatività!

Piccole case affidano a piccoli autori un piccolo film, di profilo bassissimo eppure saporitissimo, che surclassa filmoni più pretenziosi e molto meglio distribuiti.

Assente in home video, lo trovate su Prime Video (a pagamento) e, finché dura, completo in italiano su YouTube.

Un titolo che comincia ad essere inflazonato

Siamo nella Sweet Home Alabama, in quella sperduta campagna sudista dove a dettar legge sono le famiglie criminali che dominano la zona, come quella gestita da Mamma (Geraldine Singer) e i suoi figli debosciati come Butch (Gary Kasper). Trafficanti d’armi ma soprattutto di donne bianche, e ogni tanto se ne tengono qualcuna per pulire casa e scaldare il letto.
Insomma, la classica famigliola tradizionale che detiene il potere nella valle.

Siamo i re del quartiere: deteniamo il potere! (cit.)

In questa amabile terra di nessuno, che la narrativa da sempre ci ha insegnato essere piena di criminali dietro ogni albero, vanno a passare un’allegra vacanza i coniugi Baker. Cosa c’è di meglio di un pic-nic in una foresta sperduta nel nulla nella valle del crimine?
Non ci crederete, ma i due coniugi finiscono vittime della banda di Mamma e un colpo di pistola in testa non glielo leva nessuno.

Vieni in vacanza in Alabama, vedrai che ridere!

Se la serie TV “Yellowstone” ci ha insegnato qualcosa, è che in campagna ogni burrone ha pile di cadaveri ammonticchiati. C’è questa usanza della narrativa per cui basta buttare un cadavere in una fossa e nessuno lo ritroverà mai, però certo la fossa dovrebbe avere almeno qualche metro di profondità: i ragazzi di Mamma gettano i coniugi Baker in una fossa di quindici centimetri di altezza. Non è che si siano impegnati molto.
Per motivi ignoti, soprattutto agli sceneggiatori, la donna è rimasta in vita. Di più, non è rimasta neanche scalfita dal proiettile: come hanno fatto a sparare a una donna da un metro di distanza, mancarla completamente e non accorgersi che era illesa? Boh, non s’è capito.
Ciò che conta è che Brenner Baker (Ellen Hollman) risorge dalla tomba – in realtà una buchetta di quindici centimetri – e inizia la sua vendetta.

Avete sepolto (male) la donna sbagliata!

Quando ad inizio film il maritino Dillon (Matt Passmore) evita una rissa in un bar, poi dice alla moglie una frase che ci fa capire subito lo spirito del film: «Non ho protetto te da loro, ma loro da te». È chiaro che Brenner sia Ramba!
Dei flashback malamente inseriti nella vicenda ci fanno capire che la protagonista è una Texas Ranger ma anche una soldatessa e chissà cos’altro, è tutto parecchio vago, ma si capisce subito che la protagonista non è Rambo: è quella che chiamano quando c’è da menare Rambo.

Vi scateno una guerra che nemmeno ve la sognate

L’attrice si è scritta da sola la propria biografia su IMDb dove si definisce «seasoned jiu-jitsu practitioner», e in effetti è apparsa in diversi ruoli televisivi d’azione. In questo film di jiu-jitsu se ne vede pochino, ma di sicuro la Hollman sa rendere alla perfezione la grinta necessaria per interpretare il personaggio.
Può una donna sola fermare l’intera famiglia criminale della valle? Be’, se Schwarzenegger poteva far fuori da solo un intero esercito, può farlo anche la Hollman, che poi qui in fondo si tratta di un gruppetto di buzzurri campagnoli che combattono agli ordini della madre.

Anche senza giubbotto militare… andiamo a Commandare!

Come detto, il film è minuscolo e a tratti quasi amatoriale, ma la voglia di intrattenere è tanta e di quella buona: svolte le veloci pratiche di una trama minimale, la protagonista mette il cuore nei piedi (come il Nino di De Gregori) e comincia a menare calci che è un piacere. Data la trama poteva sfociare tutto in un’altra Jenny Wick – che invece del cane gli hanno ammazzato il marito («madornale errore», cit.) – invece è chiaro che non ci siano né soldi né capacità per un’altra vendicatrice al gusto di menta piperita.
Niente coreografie fighette hollywoodiane, bensì botte da orbi formate da cattiveria e divertimento fuse insieme, con trovate sorprendenti che fanno dimenticare una regia non sempre all’altezza.

Tutti i combattimenti sono brutti, sporchi e cattivi

Se cercate il girl power, lo pseudo-femminismo e menate varie, avete sbagliato film: qui ci si mena prima e poi ci si mena di nuovo. È puro vengeance movie al femminile d’origine controllata, arricchito però da un personaggio che rende plausibile ciò che fa in video (al contrario delle casalinghe che d’un tratto diventano Rambe) e interpretato da un’attrice all’altezza del compito.

— Pensavo fossi morta!
— Pensare non è il tuo forte.

Il 2022 inizia alla grande: ad avercene di piccoli film come questo.

L.

– Ultime donne toste:

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8 risposte a Army of One (2020) La bionda che ti sfonda

  1. Cassidy ha detto:

    Aggiudicato, malgrado i limiti e il fatto che pensavo fosse la fotocopia di “Ravange”, devo ancora riprendermi dalla marea di film d’azione al femminile dove le protagoniste non avevano idea di come tirare un pugno visti nel 2021. Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Proprio perché ormai è il genere imperante credevo non fosse così difficile trovare una posa da copertina, invece si preferisce scopiazzare 😛
      Questo è il perfetto anti-Revenge: è un film rozzo, ruvido, niente fotografia fighetta e culto del corpo, niente ammiccamenti, solo colpi sporchi!

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  2. wwayne ha detto:

    Schwarzenegger è un uomo di un’intelligenza mostruosa, quindi anche nella vita reale lo ritengo capace di fare qualsiasi cosa.
    Se decide che vuole fare una commedia anziché un film d’azione, quella commedia farà ridere.
    Se decide di laurearsi in una facoltà tutt’altro che facile come economia, quella laurea sarà sua.
    Se decide che vuole diventare il governatore della California, troverà il modo di vincere le elezioni.
    Non c’è niente, assolutamente niente che Arnold non possa fare.
    Riguardo agli sventurati che vanno a fare un pic-nic in una foresta sperduta nel nulla nella valle del crimine, ricordo che qualche anno fa successe veramente una cosa del genere. A Roma un gruppo di turisti ebbe la bella pensata di piantare delle tende vicino a un campo rom, e ovviamente quando calò la notte ne subirono di ogni. L’allora sindaco di Roma Alemanno, davanti a un giornalista che gli chiese in pratica “Tu dov’eri”, rispose sostanzialmente che i turisti in questione se l’erano cercata, perché non puoi accamparti dove ti capita senza esserti prima guardato intorno e poi sperare che nella notte non ti capiti nulla.
    Ricordo anche un altro duello rusticano tra Alemanno e un giornalista. Un collaboratore di Alemanno era stato arrestato per reati molto gravi, quindi ad una puntata di Porta a porta un giornalista gli disse: “Se Lei sapeva che Carminati era colluso con la mafia, è colpevole; se Lei non lo sapeva è un cattivo politico, perché un bravo politico se ne accorge di cosa fanno i suoi collaboratori più stretti.”
    Alemanno gli rispose: “Non sono d’accordo: anche l’uomo più accorto può non sapere cosa succede nella stanza accanto. Ogni uomo, quando dà fiducia a qualcuno, si espone al pericolo che questa fiducia venga tradita, e se questo avviene non è certo colpa sua.”
    Per te nel primo e nel secondo episodio chi aveva ragione, Alemanno o il giornalista?

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Visto e concordo dalla A alla Z (sempre lodata sia) con la tua recensione! Sia sugli inciampi registici e di trama soprattutto iniziale (la non-morte della protagonista, il burrone di pochi centimetri) sia sulle note liete del film che fanno dimenticare quanto testé evidenziato: è un prodotto fatto con cuore, genuinità, botte ruvide e una protagonista decisamente all’altezza 🙂
    Sottolineo anche la chicca iniziale sulle locandine, che ad un occhio allenato come il tuo non poteva certo sfuggire! 🙂

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Oh finalmente! La bella e sana Z, quella che con due spicci, quattro attori cani ma un sacco di idee e di passione riesce a regalarci un’oretta e mezza di sano intrattenimento. Zero chiacchiere inutili, nessun secondo pianto di lettura/metaforone, no! Via dritti al sodo come un fuso.

    Grazie Lucius, mi hai dato qualcosa da guardare questa sera.

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  5. Giuseppe ha detto:

    Ellen Holman? L’ho già vista in “Spartacus”, in effetti… penso non mi deluderà nemmeno qui 😉

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