Icebreaker (2000) Minaccia nucleare

Come promesso la settimana scorsa, torno a rifornirmi dallo scaffale in cui ho posizionato provvisoriamente i DVD in attesa di recensione, prima di spostarli e ordinarli nella collezione fissa. Come vuole un antico detto italiano, non c’è nulla di più definitivo del provvisorio, infatti da anni quei DVD stanno lì, ma è ora di iniziare a smaltire la coda di visione.

Lo so, in questi tempi bui e putiniani parlare di “minaccia nucleare” mette qualche brivido, ma quando hai Bruce Campbell cattivo e pelato non ci sono scelte che tengano: è questo il film con cui iniziare!

Mi riferisco ad Icebreaker scritto e diretto da David Giancola, esperto di Z, ed uscito nelle videoteche americane nel maggio 2000.
La mitica La7 delle origini, prima che diventasse il canale attuale e dichiarasse guerra al cinema, lo trasmette sabato 22 settembre 2001 all’ora di pranzo (13,25) con il titolo Minaccia nucleare, lo stesso usato da Vistarama (QuintoPiano) per il suo DVD senza data, trovato fortunosamente in un mercatino dell’usato in piena pandemia.

Quando La7 ha mandato in onda il film, da dieci giorni il panorama era cambiato…

Il 16 giugno 2019 ho registrato il film dal canale locale TeleRoma56: visto che il titolo italiano è lo stesso presente nel DVD, ipotizzo che l’emittente abbia semplicemente mandato in onda il disco.

Non si vede, ma in basso a destra c’è il logo di TeleRoma56

L’Inno alla gioia della Nona sinfonia di Beethoven, da un’esecuzione della Tbilisi Symphony Orchestra diretta da Jansug Kathidze, apre i titoli di testa: cosa c’entrino i versi di Schiller, sull’entrare «ebbri e frementi» nel tempio di bella Gioia (pronunciato alla Pozzetto), con le acrobazie sulla neve non mi è chiaro, ma ipotizzo sia la nota economicità della musica classica (priva di diritti d’autore) ad aver pilotato la scelta.
Lo spunto del film non brilla certo per novità: i soliti trafficanti si perdono un carico prezioso in un posto sperduto e quindi dei loschi figuri dovranno raggiungerlo facendosi strada fra ignari abitanti locali. La novità della vicenda… è che Bruce Campbell è pelato e cattivissimo.

È bello essere cattivi

Visto che i carichi illegali hanno la brutta abitudine di cadere in posti raggiungibili solo da guide esperte, i cattivi sono sempre costretti ad avvalersi dell’aiuto di qualche locale come guida. Chi ha detto Cliffhanger (1993)? Chi ha detto Hunt to Kill (2010)?

Tie’, c’è pure la donna cattiva, così il cast di Cliffhanger è al completo

Carl Greig (Bruce Campbell) è uno discreto, che lavora nell’ombra, così per recuperare il suo prezioso carico caduto con l’aereo tra i monti innevati trancia i cavi della corrente dell’intera zona e prende in ostaggio un ristorante affollato, prima di partire a caccia del bottino. All’insegna del “la tocco piano”.
Per fortuna sul posto arrivano due agenti dell’FBI da tempo a caccia di Greig, che si fidano un po’ troppo del gestore del ristorante, il quale “tranquillizza” gli altri clienti del ristorante: non c’è nulla da temere, il criminale sta solo per mettere le mani su un carico di plutonio. È un miracolo che la folla nel panico non distrugga l’intero locale.

Tranquilli, ho detto plutonio, mica uranio!

Se Campbell recita il John Lithgow della situazione, chi fa Stallone? Chi fa la guida locale che dovrà trasformarsi in eroe e gabbare i criminali? In questo caso Sean Astin, un pacioccone deliziosamente inadatto per il suo ruolo: la sua forza da eroe è proprio non avere né il fisico né le doti da eroe.
Gli appassionati de Il Signore degli Anelli conoscono l’attore nel ruolo di Sam: ignoro la sua importanza nella vicenda ma appare in tutta la trilogia.

La tipica faccia dell’eroe…

Con un’attenta strategia e sprezzo del pericolo, Matt (Sean Astin) è così furbo che… si fa beccare immediatamente. Lo dicevo che la sua forza è l’essere l’anti-eroe per eccellenza.

Se io sono John Lithgow, tu con quella faccia puoi essere solo che Stallone

Molto più grintoso è invece il futuro cognato del nostro eroe, anche perché ha i baffi che uccidono di Stacy Keach.

Bella pelata, Bruce, ma io ho sempre i baffi che non perdonano

Bill (Keach) non vuole che sua figlia sposi quello sfigato di Matt, e in effetti la ragione sembra essere dalla sua parte, ma in attesa che l’eroe dimostri il proprio valore… be’, ci pensa Stacy Keach a dominare la scena.

Uno Stacy Keach deve fare quello che uno Stacy Keach deve fare

Se Campbell non ha dedicato neanche una fugace menzione a questo film nella sua autobiografia, If Chins Could Kill (2002), è segno che non deve avergli lasciato molti ricordi. Il fatto stesso che nei titoli di coda si inviti lo spettatore a richiedere informazioni su Killington & Pico Ski Resorts – cioè le strutture che hanno ospitato i personaggi della vicenda – rende chiaro come questo assomigli più ad una mossa pubblicitaria che ad un film d’azione, eppure è una visione assolutamente deliziosa.

Giancola si diverte un mondo a giocare con quei temi che invece sono serissimi in altri film, più famosi, e grazie alla gigioneria di un protagonista eroico inverosimile come Astin e a un Campbell svogliatissimo che crea un terrorista piagnone e un po’ troppo melodrammatico, e ancora grazie a comprimari che di punto in bianco diventano fondamentali alla vicenda – applausi per il gestore del ristorante! – alla fine si sghignazza parecchio e la visione è davvero gradevole.

Anche i direttori di ristorante nel loro piccolo si incazzano

Se questa fosse stata una parodia forse avrebbe mancato l’obiettivo, così come se fosse stato un film comico, invece è un normalissimo film d’azione di serie Z che però rifiuta la seriosità e smussa gli angoli, con personaggi che diventano frizzanti più passa il tempo e con un fenomeno curioso: quello che inizia come una storia di tensione… finisce in una parata di sghignazzi da applauso. Come una valanga la trama parte piano per poi travolgere tutto in modo inarrestabile, e vi sfido a rimanere seri negli ultimi minuti del film.

Un prodottino delizioso e assolutamente da riscoprire: non sarà il Bruce Campbell che tutti si aspettano ma per fortuna i veri protagonisti sono tutti quelli che gli girano intorno.

L.

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25 risposte a Icebreaker (2000) Minaccia nucleare

  1. Claudio Capriolo ha detto:

    Buon giorno 🙂
    Ho scoperto che Sean Astin è figlio adottivo di Gomez Addams. Chi l’avrebbe mai detto?

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  2. Cassidy ha detto:

    Bruce pelato, che per una volta non è il solito Bruce pelato che ci potremmo aspettare, certo che l’ex Goonies e futuro Hobbit nei panni di Stallone, bene ma non benissimo, in ogni caso hai fatto davvero bene ad iniziare da questo film 😉 Cheers

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  3. Evit ha detto:

    Ehi, ma questo lo voglio

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  4. Evit ha detto:

    Ce li vedi questi attori sul set il primo giorno di riprese?

    Tu cosa hai fatto?
    Divorzio con figli minori
    Ahia. E tu?
    Debiti di gioco
    E tu?
    [Piange]
    Tasse arretrate?
    [piange annuendo]

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  5. Evit ha detto:

    Al momento dei provini:
    “Nel resumé qui c’è scritto Scuola di Eroi. Cosa faceva in quel film?”
    “Protagonista in una scuola presa dai terroristi”
    “La parte è sua, giovanotto “

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Grande Lucius, il mio inimitabile “mantenitore di promesse”! 🙂
    Tra l’altro, rendi onore alla parola data con un film a proposito del quale, avendolo visto, condivido il giudizio positivo: trattasi di un prodottino davvero frizzante, divertente, con un cast ad hoc…insomma una deliZia con la Z (nel mezzo) maiuscola! 🙂

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  7. Arcibaldo ha detto:

    Sean Astin è da ricordare soprattutto per quel gioiellino di scuola di eroi (Toy soldiers)

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  8. Giuseppe ha detto:

    “La mitica La7 delle origini, prima che diventasse il canale attuale e dichiarasse guerra al cinema”… ti cito e ovviamente sottoscrivo, aggiungendo che la guerra l’ha dichiarata da molto tempo anche all’informazione su cui tanto (troppo, perché davvero troppe sono le ore dedicatele) puntava, riducendola in pratica a puro gossip riempitivo di un palinsesto oggi tanto povero tanto da arrivare a farmi rimpiangere le millesime repliche de “Il commissario Cordier” e “L’ispettore Barnaby” (il povero “Sherlock” non lo vedo bene, su di una rete che l’intrattenimento nemmeno si ricorda più cosa sia)… Comunque, bando alle nostalgie (per quanto qui giustificate), questo Bruce atipico l’avevo visto anch’io e dico che se La7 lo volesse ritrasmettere -in memoria dei vecchi tempi- avrebbe solo da guadagnarci 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Scomparsa la La7 delle origini, quella che ha rispolverato film dimenticati e subito dopo tornati nell’oblio, tacendo della nuova La7, che manda sempre gli stessi dieci film da vent’anni, ero comunque molto soddisfatto del “canale di notizie”, poi purtroppo ho constatato anch’io quanto segnali, oltre a un così imbarazzante asservimento filogovernativo che pure la “Pravda” si sarebbe vergognata: ma siete giornalisti o addetti alle pubbliche relazioni?
      Ormai ho mollato quasi completamente il canale, quando invece prima lo seguivo molto attivamente Dispiacendomi per la scomparsa di serie chiccose che invece avevano fatto grande il canale.

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      • Arcibaldo ha detto:

        Davvero, la sette è diventato un canale orribile, il brutto è che fra LA7 e La7d non so cosa faccia più schifo, vogliamo parlare di Josephine ange gardien?
        Da quando è arrivato Mentana la sette è morta. Quando c’era piroso e i suoi programmi, film, cartoni, documentari, era tutta un’altra cosa. Ed era nata come rete con i giochini quasi per ragazzi. Bah

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Anch’io apprezzavo molto Piroso, la sua idea di condurre TG invitando ogni giorno uno scrittore, che con la scusa di presentare il suo nuovo libro commentava qualche notizia, la trovai geniale e infatti è rimasta unica e mai più ripresa.
        Non credo che Mentana influisca sui palinsesti, dubito che l’abbandono totale di cinema e TV dell’emittente dipenda da lui, ma certo avendo lui aumentato del 1000% i pipponi moralistici che dispensa manco fosse il Papa ha smesso di interessarmi.
        La7D non l’ho mai vista, ma se almeno fanno serie TV comunque è un’offerta: può piacere o meno, ma almeno fanno qualcosa di più rispetto al vuoto totale 😉

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  9. Arcibaldo ha detto:

    Piroso non era un cretino e infatti è praticamente scomparso. Lo so che Mentana non c’entra ma da quando ha messo piede a LA7 c’è stato un inesorabile declino e un tg più palloso di una telenovela argentina. La 7d ha un solo telefilm, praticamente, che avranno pagato, sì e no, 16 euro.

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  10. Pingback: Peril (2000) La misura della paura | Il Zinefilo

  11. Sam Simon ha detto:

    Peccato per Campbell che pelato sembra davvero cattivissimo! Però Astin eroe alla Stallone proprio non ci sta, cosa gli è passato per la testa a quelli del casting quando l’hanno scelto? Che poi chissà come funziona il casting di produzioni così…

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